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Kim

By

Publisher: Wordsworth Editions Ltd

3.8
(1181)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 1853260991 | Isbn-13: 9781853260995 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Mass Market Paperback , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Travel

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Book Description
This novel tells the story of Kimball O Hara (Kim), who is the orphaned son of a soldier in the Irish regiment stationed in India during the British Raj. It describes Kim's life and adventures from street vagabond, to his adoption by his father's regiment and recruitment into espionage.
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  • 5

    In viaggio

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoi ...continue

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoio: signor di tutti noi
    è il Sognatore dal sogno inverato!”
    L’assedio delle fate

    Le Cuginate consistevano in riunioni periodiche dai nonni. Figli e nipoti in allegra brigata, interminabili tavolate e partite di pallone. Tra i cugini, ero l’unica femmina contro cinque maschi perciò condannata a stare in porta. Se passava la palla era fatta, mi rincorrevano per vendicarsi e io scappavo sull’albero. Ginocchia sbucciate sempre, minacce, sberleffi reciproci e le mie lamentele alle quali i grandi rispondevano invariabilmente con un :”Arrangiati!!”.
    A volte qualcuno mi lanciava un libro. Alice nel Paese delle meraviglie, il Libro della giungla e Kim li ho letti così. La schiena appoggiata al tronco, le gambe penzoloni, le urla d’incitamento sempre più lontane e gli occhi incollati alle pagine. I ragazzini vanno lasciati in pace, bisogna alimentare spesso il loro spazio sacro, lo spazio delle fantasticazioni. Quel luogo senza tempo immensamente fertile.
    In questo tempo invece sento il bisogno di rileggere per richiamare i ricordi e scriverne per sentirmi ancorata al presente. Mi rendo conto che i libri riletti e commentati qui assumono una piega molto personale e poco critica. Finora non ho scritto di Kim, scrivo quello che sale attraverso le dita: una specie di memoria tattile. Così, rileggere Kim è stato piacere allo stato puro. Ho ritrovato ancora una volta l’amico di tutto il mondo e ho galoppato al suo fianco lungo la polverosa GT Road, deviando per i campi, guadando fiumi e affondando nel fango con i piedi, riposandomi all’ombra di un albero, rincorrendo treni al volo, sgusciando in mezzo alla folla dei mercati,degli eserciti e dei caravanserragli fino a picchi vertiginosi.

    “ Il lama guardò fuori, le mani sul davanzale, con gli occhi luccicanti come gialle opali. Dall’immane abisso innanzi a lui bianchi picchi si stagliavano struggenti alla luce della luna: come il buio interstellare era tutto il resto.” Ci sono pagine che ho riletto più volte, non riuscivo a procedere, rimanevo affascinata dal ritmo della scrittura, dalla mirabile bellezza descrittiva. I colori dell’India sono colori densi, forti, gli odori e i profumi altrettanto.

    Kim precursore di 007 e Kim furbacchione, capace di amore incondizionato e no. Ribelle e temerario al punto giusto, ma anche fragile e spaventato, come non amarlo dal profondo del cuore!!
    Come non cogliere l’espressività e la profondità del suo sguardo, come non esserne catturati, impossibile!!
    Libro per ragazzini? No
    Libro per adulti? No
    Libro per esseri umani? Si.
    La Ruota del Dharma, il Grande Gioco. Clic, clic, clac…i grani del rosario sgranano il Tempo, la GT Road si riavvolge come un rotolo-mandala.
    Mi abbandono nell’erba fresca insieme a Kim nel riposo del cuore e della mente.

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  • 2

    Poca avventura

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorge ...continue

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorgente leggendaria.
    In realtà, le vicende dei due personaggi si snodano l'una dall'altra dopo poco, nel libro, e nessuno dei due riesce a portare quel senso di avventura e di selvaggio che mi sarei aspettato dai paesaggi e dai personaggi indiani a cui l'autore ci ha abituati.
    La trama non è poi così scorrevole e neanche eccessivamente corposa e finisce per fare, in alcuni passi, da sfondo alle beghe spionistiche di alcuni personaggi secondari.
    Solo la parte finale sembra riallacciarsi alle buone promesse fatte ad inizio libro.

    Una non modesta delusione, ma un libro buono, dopo tutto, senza essere eccezionale.

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  • 3

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere s ...continue

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere stato o, almeno, provare a ritornare.

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  • 4

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere i ...continue

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere il suo servo…comincerà così per il piccolo una nuova vita, viaggerà per intere città, per interi villaggi, incontrerà tanta nuova gente e vivrà con loro innumerevoli avventure.
    Grazie a questo viaggio Kim scoprirà la sua vera identità, di essere in realtà un “sahib”, un ragazzo bianco…frequenterà una prestigiosa scuola indiana e, una volta divenuto uomo, si ricongiungerà al suo santone, divenuto nel frattempo un medico missionario…
    Libro che viene erroneamente considerato adatto solo a un pubblico di ragazzi…niente di più sbagliato, Kim è un viaggio alla ricerca di noi stessi, delle nostre origini, del nostro essere…un romanzo bellissimo, ricco di fascino, di cultura, di tradizioni misteriose che trasportano il lettore nel meraviglioso mondo orientale e, soprattutto, lo portano alla riscoperta di alcuni valori purtroppo oggi dimenticati: l’amicizia e l’affetto verso il prossimo.
    Un piccolo capolavoro, a metà strada tra “Siddartha” e “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse…peccato sia così poco considerato…

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  • 4

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ...continue

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ma anche spirituale e mistico; Kipling ha realizzato una felice commistione di spunti. Lo sfondo è quello dell’India coloniale, il protagonista è questo giovane per metà sahib e per metà “nero”, che così bene riesce ad inserirsi e ad interagire nel mondo degli adulti, siano essi bianchi o indiani. Ma lo sfondo su cui si muovono le figure è veramente affascinante: è l’India misteriosa, con i suoi paesaggi molteplici, le sue componenti etniche così diverse, le sue religioni così differenti, con gli usi e i costumi più sorprendenti. La trama ricca, affascinante, avventurosa si dipana sotto gli occhi del lettore grazie ad uno stile fluido e coinvolgente.

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  • 5

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perch ...continue

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perché questo elfo mezzo irlandese e mezzo indiano possiede la personalità complessa e fluida tipica degli adolescenti.
    Solo loro, o gli adulti non defunti dal collo in giù (come Kipling, almeno un po'), potranno godere fino in fondo del suo approccio alla vita anarchico e tenacemente "presentista".
    Così anarchico Kim da rendere anarchica la trama stessa, collage di episodi, eventi, panorami, luoghi, avventure di ogni genere, tenute saldamente insieme da un delicato gioco di pesi e contrappesi.
    Vive nel presente Kim; affonda i denti nella carne della vita. Uomini, donne, musulmani, sikh, indù, buddisti, inglesi anglicani e cattolici, jainisti: tutti vuol conoscere Kim, umanista inconsapevole in quel pozzo di umanità che è l'India di fine Ottocento.
    Tutto sottolinea la totale apertura di Kim alla vita: la furbizia, la fame di conoscenza, il gusto per il travestimento, per il motto ingiurioso e per lo scherzo. Lui, creatura già nata ibrida, nulla rifiuta e tutto indaga, senza pregiudizi e senza preconcetti.
    Non esiste contraddizione per Kim: può seguire la virtuosa "Via" del lama tibetano Teshoo, e allo stesso tempo approfittare del lungo percorso sulla Grand Trunk Road per offrire i suoi servigi di spia al governo inglese e ai suoi alleati durante il pericoloso "Grande Gioco" contro l'Impero Russo. Quale strada sceglierà alla fine? Ne sceglierà davvero una, o in nome della sua anarchia che tutto ingloba e tutto assume, le sceglierà tutte?

    Kipling è Kim solo in parte; manca a questo straordinario ragazzino stratega l'incrollabile fiducia nell'imperialismo inglese del suo autore, e la nascosta, segreta convinzione della superiorità del "white anglosaxon protestant" man, entrambi più o meno rilevabili nel libro. Ma noi non leggiamo Kipling; leggiamo Kim.
    Tutti dovremmo leggere Kim; tutti dovremmo essere Kim, involontaria guida alla vita per come tutti dovremmo seguirla.

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  • 4

    letto con la testa del bambino per rilassarmi.
    senza pensare a secondi livelli, metafore o altri piani di lettura.
    certamente con la sola chiusura il libro mi ha ridato la sua grandezza, quella del pe ...continue

    letto con la testa del bambino per rilassarmi.
    senza pensare a secondi livelli, metafore o altri piani di lettura.
    certamente con la sola chiusura il libro mi ha ridato la sua grandezza, quella del pensiero orientale e la scelta culturale del bianco Kipling.
    scelta anche mia .

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  • 5

    Con le lacrime agli occhi.

    I libri sono come le persone: a seconda del momento della tua vita in cui li leggi (o le incontri) suscitano emozioni e pensieri diversi. "Kim" apparteneva ad uno dei 3 libri che io non ero mai riusci ...continue

    I libri sono come le persone: a seconda del momento della tua vita in cui li leggi (o le incontri) suscitano emozioni e pensieri diversi. "Kim" apparteneva ad uno dei 3 libri che io non ero mai riuscita a finire. L'avevo sempre trovato noiosissimo e decisamente poco concludente. Recentemente me ne hanno riparlato in maniera entusiasta e avendo stima della persona che me lo dipingeva in toni così coinvolgenti che ci ho riprovato. Ecco, letto adesso è uno dei libri più belli che potessi leggere. Un Entwicklunsgroman in piena regola, un libro altamente poetico e ricco di riflessioni importanti sulla vita, sui suoi valori, sulla ricerca degli obiettivi, sull'insegnamento, sugli insegnanti e sui genitori, sulla morte e sul valore che quest'ultima conferisce alla vita. Il tutto immerso in una grandissima descrizione e dichiarazione d'amore per l'India, il suo popolo e la sua civiltà, firmata da un uomo che molto ha amato questo paese e a cui deve moltissimo. Un grande, grandissimo libro.

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  • 4

    Kim, orfano anglo-indiano, è costretto ad andare in orfanotrofio. Incontra un Lama che è alla ricerca del "Fiume", decide di scappare dall'orfanotrofio e di accompagnare il Lama nell'interminabile ric ...continue

    Kim, orfano anglo-indiano, è costretto ad andare in orfanotrofio. Incontra un Lama che è alla ricerca del "Fiume", decide di scappare dall'orfanotrofio e di accompagnare il Lama nell'interminabile ricerca. (Riccardo)

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  • 4

    Questo libro attendeva dal 1990(!) d’esser letto, ma un paio di righe aggiunte davanti al frontespizio me lo rendevano odioso – ancor piú che non mi respingesse l’autore: di per sé, e in quanto creato ...continue

    Questo libro attendeva dal 1990(!) d’esser letto, ma un paio di righe aggiunte davanti al frontespizio me lo rendevano odioso – ancor piú che non mi respingesse l’autore: di per sé, e in quanto creatore de Il libro della giungla...
    —Cosí infine, pur cedendo, immagino il merito debba andar sopra ogni cosa alla splendida barba (e tenuta) d’Errol Flynn, e un poco anche al giovane Dean Stockwell che interpretava il protagonista nel film hollywoodiano... Infatti, pur non alimentando –finora– desideri di lettura, quel film mi piacque non poco – ed è a esso che ho ripensato decidendomi a rimediare alla mancanza, se d'essa si tratta.
    —E dunque sia detto –a onor del vero soltanto– che meriti n’ha di suoi propri questo romanzo!
    —Si tratta qui di far un viaggio, a fianco di Kim (e del lama suo maestro), per l’India delle mille lingue, dei mille popoli, dei mille incantati paesaggi... un’India, se si vuole, pittoresca: espurgata delle sue tragedie (le caste, per esempio...) – e resa fascinosa (ancor piú di quanto non sia comunque ogni civiltà d’antica origine) nella sua immobilità, e, appunto, nella sua multiformità luminosa: sicché poi la fine del romanzo (e d’un viaggio) non può ch’essere –e infatti è– un nuovo inizio...
    —E si perdoni il mio concluder nell’ovvietà da filosofia d’accatto!

    said on