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King Lear ­/ Re Lear

Di

Editore: Einaudi

4.2
(2119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8806168282 | Isbn-13: 9788806168285 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emilio Tadini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Descrizione del libro
Uno dei capolavori assoluti di Shakespeare, una tragedia che mette in gioco affetti semplici e profondi: Lear, prima che sovrano destituito, è un padre tradito da due delle sue figlie. Appartiene alla maturità del poeta, essendo stato probabilmente composto tra il 1605 e il 1609, fra "Othello" e "Macbeth" dunque. La tragedia rielabora un antico motivo del folklore britannico, quello del vecchio re cacciato dalle due ingrate e cupide figlie e invano soccorso dalla terza, la dolce e sventurata Cordelia. Opera sublime e terribile per eccellenza ha suscitato in alcuni critici una sorta di timore reverenziale, tanto che Henry James riteneva che non fosse "un dramma da recitare, ma un grande e terribile poema, il più sublime, forse, ma non un dramma".
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  • 5

    Ho affrontato questo testo con un po’ di timore. Shakespeare non sempre mi piace e temevo gli aspetti di carneficina che a volte caratterizzano le sue tragedie. Mi sono trovata davanti ad un testo bel ...continua

    Ho affrontato questo testo con un po’ di timore. Shakespeare non sempre mi piace e temevo gli aspetti di carneficina che a volte caratterizzano le sue tragedie. Mi sono trovata davanti ad un testo bellissimo con al centro il potere e gli intrighi per ottenerlo o conservarlo, ma anche aspetti di grandissima umanità.

    ha scritto il 

  • 0

    the worst is not
    So long as we can sai ‘This is the worst.’

    Non si è toccato il fondo
    Finché si riesce a dire: “Questo è il peggio”.

    La genialità di Shakespeare consiste in fondo nel prenderne un con ...continua

    the worst is not
    So long as we can sai ‘This is the worst.’

    Non si è toccato il fondo
    Finché si riesce a dire: “Questo è il peggio”.

    La genialità di Shakespeare consiste in fondo nel prenderne un concetto semplice e usarlo come pietra angolare per la costruzione di un capolavoro.
    Non ho mai avuto modo di vedere rappresentato Re Lear e ho compensato a questa mancanza leggendo il testo. Mi attirava più che la storia di questo personaggio che, come altre creazioni shakespeariane è diventato emblematico e proverbiale.
    Non so davvero come sia la resa scenica – peraltro il curatore del volume riporta tutte le difficoltà storiche che hanno accompagnato registi e attori alle prese con questa tragedia – se già soltanto la lettura silenziosa ha grande presa.
    Il concetto semplice si dilata, diventano cinque atti, divisi in scene, riducibili a un insieme di frasi a una a una memorabili, piene di rimandi - qualche nota sulla traduzione è indispensabile per capire i trucchi del drammaturgo nel suo spaziare dal linguaggio teologico e filosofico a quello grezzo dei pub.
    E, se una trama sola non basta, se ne aggiungono altre, e si trovano vicende che, prese singolarmente, meriterebbero ciascuna una lunga riflessione: il Fool che riesce a dire cose sagge e il saggio Edgar costretto a fingersi matto. Le remore morali di Albany che non diventa Macbeth nel seguire fino in fondo sua moglie. Una lunga guerra che uccide gli uomini e distrugge le famiglie dei governanti al termine della quale si invoca con urgenza il ripristino dell’ordine precedente.
    E poi la costruzione stessa della tragedia, dell’uomo in balia di eventi più grandi di lui, alla ricerca di un’identità smarrita, tanto che nelle dissimulazioni ci si può perdere, e dei ruoli assegnati da altri si finisce schiavi.
    Il tutto a partire da una concetto semplice, quasi banale come le parole di Edgar che chiudono la tragedia. E sono banali ma dopo tutto quanto successo suonano rassicuranti.

    Il concetto semplice, ma non tiratemi strali perché chioso Shakespeare a partire da un musicista rock che, a modo suo, aveva il senso del tragico.
    Kurt Cobain, in una sua canzone sull’amicizia diceva: Don’t tell me what I want to hear, unico segno richiesto all’amico per testimoniare l’affetto.
    Lear e Gloucester hanno voluto sentire quello che volevano sentirsi dire. È stata la loro tragedia.
    E non solo la loro.

    ha scritto il 

  • 5

    «Così vivremo e pregheremo e canteremo e ci racconteremo antiche storie, e rideremo delle farfalle dorate.»

    Il dono letterario che ci fa Shakespeare è senza precedenti.
    La lettura del "Re Lear" è un p ...continua

    «Così vivremo e pregheremo e canteremo e ci racconteremo antiche storie, e rideremo delle farfalle dorate.»

    Il dono letterario che ci fa Shakespeare è senza precedenti.
    La lettura del "Re Lear" è un percorso difficile, è una discesa nelle profondità più complesse dell'animo umano.
    Non ci troviamo di fronte al "grande dubbio Amletico", non ci sono le tormentate esitazione del Macbeth, la caduta del sovrano è proprio lì davanti ai nostri occhi, immediatamente, nell'Atto I.
    Lear cede alla sua vanità di padre assecondando la bramosia di potere delle due figlie maggiori a discapito della virtuosa Cordelia.
    Inizia così il suo percorso di espiazione, tra lampi, folate di gelido vento e calvalcate nella notte.
    Il sovrano a causa della sua "cecità" è incapace di vedere il "vero", rappresentato dalla figura emblematica del Fool, la sua stessa coscienza.
    Parallela è la condizione dell'altro personaggio del dramma, il Conte di Glouchester, che soggiogato dalle infime perfidie del figlio illeggittimo Edmund (un perfetto Iago), contro l'altro figlio Edgar, ritroverà pace e senno, paradossalmente, perdendo la vista.
    Tutto ciò che lascia questa grandiosa opera è declino, il crollo di tutto.
    Eppure non tutto è andato perso.

    «...Sopporterò l'afflizione finché essa non gridi: "basta, basta!" e muoia.»
    —— Conte di Glouchester

    Siamo arrivati all'abisso di questo percorso e siamo rinati più consapevoli dei nostri limiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Sin ser una tragedia deslumbrante, Shakespeare logra representar, a través de sus personajes, una actitud, que por desgracia suele ser bastante común en el comportamiento de los hijos: la ingratitud. ...continua

    Sin ser una tragedia deslumbrante, Shakespeare logra representar, a través de sus personajes, una actitud, que por desgracia suele ser bastante común en el comportamiento de los hijos: la ingratitud. Aunque la situación inicial, que sirve de punto de partida para desarrollar todo la obra, me parece una solemne chorrada (¿cómo pueden medir las palabras cuanto se quiere a un padre?) el resto de la obra va progresivamente aumentando el drama hasta culminar en un final un poco precipitado.

    No es la mejor tragedia que tiene ni la más conseguida. A mi juicio no tiene monólogos tan brillantes como otras obras suyas (Macbeth o Hamlet, por ejemplo) y tampoco recurre a los arquetipos en los que el autor inglés suele construir a sus personajes, sacrificando el alivio dramático en bien de la tragedia, en mi opinión.

    Para terminar, solo decir que, aunque es famosa, me gustan mucho más otras obras dramáticas que escribió, pero no puedo dejar de recomendarla.

    ha scritto il 

  • 5

    «Re Lear»: lotta per il potere e conflitto generazionale in William Shakespeare

    foglidarte.blogspot.it/2014/08/re-lear-lotta-per-il-potere-e-conflitto.html

    ha scritto il 

  • 3

    Ammetto che non mi è piaciuto come pensavo mi sarebbe dovuto piacere. Ammetto anche che ho avuto qualche difficoltà con l'inglese di Shakespeare, quindi magari la non perfetta comprensione di quel che ...continua

    Ammetto che non mi è piaciuto come pensavo mi sarebbe dovuto piacere. Ammetto anche che ho avuto qualche difficoltà con l'inglese di Shakespeare, quindi magari la non perfetta comprensione di quel che leggevo ha inficiato il mio possibile apprezzamento.

    ha scritto il 

  • 5

    ...NOI DOBBIAMO ACCETTARE IL PESO DI QUESTO TEMPO TRISTE..DIRE CIò CHE SENTIAMO E NON CIò CHE CONVIENE DIRE ....re lear ...la follia ..l amore rinnegato di due figlie ...l amore dell unica che ama res ...continua

    ...NOI DOBBIAMO ACCETTARE IL PESO DI QUESTO TEMPO TRISTE..DIRE CIò CHE SENTIAMO E NON CIò CHE CONVIENE DIRE ....re lear ...la follia ..l amore rinnegato di due figlie ...l amore dell unica che ama restando fedele a se stessa e a quel padre ....uomini amici ....uomini nemici ...uomini retti e uomini viscidi e abietti...un matto che attraverso le parole cerca di far recuperare queste dal suo re.....che attraverso la beffa ...l ironia ...tenta di colmare la distanza dalla follia alla ragione ...dove le parole non hanno senso se lette ...ma devi sentirle urlare ....recitare per entrarvi dentro ...per poter capire la forza che si nasconde anche in un semplice monosillabo ...un opera di una potenza devastante ....una sinfonia ......l idea è di sentire la pastorale di beethoveen....parole che esplodono con la stessa forza di un temporale all improvviso

    ha scritto il 

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