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Kitchen

Di

Editore: Club degli Editori

3.8
(13014)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Giapponese , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Galego , Ungherese , Coreano , Danese

Isbn-10: A000217017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano ; Postfazione: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Diverso, adorabile

    Non si può non amare Banana Yoshimoto e il suo primo, dolce lavoro. Leggerlo è un po' come guardare un film di Hayao Miyazaki: dolce, tenero, a tratti visionario. Impossibile non adorarne i protagonis ...continua

    Non si può non amare Banana Yoshimoto e il suo primo, dolce lavoro. Leggerlo è un po' come guardare un film di Hayao Miyazaki: dolce, tenero, a tratti visionario. Impossibile non adorarne i protagonisti. Tragicomico e sensibile. Unico.

    ha scritto il 

  • 3

    Mahoko Yoshimoto si presenta, con la sua fresca e audace scrittura, alla grande famiglia di lettori occidentali attraverso il romanzo "Kitchen", che noi (s)fortunati italiani leggeremo solo tre anni d ...continua

    Mahoko Yoshimoto si presenta, con la sua fresca e audace scrittura, alla grande famiglia di lettori occidentali attraverso il romanzo "Kitchen", che noi (s)fortunati italiani leggeremo solo tre anni dopo (salvo se avete seguito un corso di lingua giapponese). Mahoko anzi, Banana (pseudonimo assunto perché -udite, udite- è carino...) ci consente di scoprire un mondo asiatico diverso da come lo avevamo lasciato, osservandolo da un'altra prospettiva e, commuovendoci, ci appropinquiamo inconsciamente di idee femministe. E già, la protagonista è Mikage, giovane adolescente che perde la nonna, unico parente rimastale, ritrovandosi precocemente in piena solitudine cosmica, e per un po' ci crede. Riuscirà, in seguito, a farsi forza supportata dall'antitradizionalista famiglia Tanabe. L'immedesimazione nel personaggio principale è positiva, poiché incarna un prototipo di figura femminile moderno: intraprendente, Mikage prende in mano le redini della propria vita e con spirito di iniziativa compie il primo passo nella relazione stretta con Yūichi.
    Al bando, dunque, donne sottomesse e geishe accompagnatrici di uomini facoltosi che considerano la loro servitù come una missione: finalmente conosciamo un'asiatica all'avanguardia (quasi quanto la loro tecnologia) convinta e decisa. Scorrevole non solo per le poche pagine che incorniciano la storia, vi accorgerete molto presto di averlo terminato. Tale esordio costituisce il primo passo per accantonare vecchi e antichi stereotipi, e dare spazio all'evoluzione di un modello che non è quello maschile, pronto a dare il nuovo esempio.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo di esordio di Banana Yoshimoto, definito da lei stessa il suo primo immaturo lavoro, l’inizio di un ostinato cammino per far sentire la propria voce. Come in molti altri libri che seguiranno, ...continua

    Romanzo di esordio di Banana Yoshimoto, definito da lei stessa il suo primo immaturo lavoro, l’inizio di un ostinato cammino per far sentire la propria voce. Come in molti altri libri che seguiranno, la trama di Kitchen è inconsistente, quasi banale… Ma è il modo di raccontare la quotidianità, nei gesti semplici, nei pensieri ricorrenti, che rende questi romanzi unici, e, a mio parere, toccanti… Il linguaggio utilizzato dalla Yoshimoto è stato paragonato allo stile dei fumetti Manga, in particolare al Shoio Manga, il Manga per ragazze. A me, invece, il continuo richiamo agli elementi naturali e al paesaggio, che pervadono il racconto di poesia, mi fa pensare piuttosto allo stile degli Haiku, quelle brevissime liriche giapponesi che in soli tre versi, cercano di catturare un’immagine o un sentimento. Nelle tre parti che compongono il romanzo si snoda il percorso interiore dei personaggi per superare il dolore per la perdita delle persone care, per accettare l’idea della morte e nel contempo della vita che continua a scorrere… Essi appaiono lacerati tra il desiderio di rimanere attaccati ai ricordi, di perpetuare volutamente il dolore, quasi come una forma di fedeltà verso coloro che non ci sono più, e alla spinta naturale ad andare avanti, a cercare nuove strade, nuovi modi per attaccarsi alla vita. Nei sogni di Mikage, rimasta sola al mondo, la cucina diventa il luogo ideale, il luogo della vita, dove un frigo pieno di provviste, il rumore di pentole e piatti , le voci di gente indaffarata, il profumo del cibo preparato per essere condiviso, rappresentano il fulcro e il simbolo del calore familiare.
    “Le cucine dei sogni. Ne avrò infinite. Nell’anima, nella realtà, nei viaggi. Da sola, con tanti altri, in due, in tutti i posti dove vivrò. Sì, ne avrò infinite”.

    ha scritto il 

  • 4

    Banana Yoshimoto descrive minuziosamente, con uno stile moderno e vivace, degli stati d'animo che si pensa di essere gli unici a provare, quando si provano.
    L'autrice è riuscita non soltanto a farmi c ...continua

    Banana Yoshimoto descrive minuziosamente, con uno stile moderno e vivace, degli stati d'animo che si pensa di essere gli unici a provare, quando si provano.
    L'autrice è riuscita non soltanto a farmi comprendere bene cosa provano i protagonisti del suo libro ma a farmi sentire come Mikage e Satsuki; mi ha fatto assaporare gli stati d'animo che ha descritto...

    Recensione completa: http://www.mr-loto.it/recensioni/kitchen.html

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, stupendo.
    Questo libro (che raccoglie due racconti, il primo più lungo, il secondo abbastanza breve) mi ha regalato mille sensazioni e mille emozioni.
    Il tema centrale è quello della morte ...continua

    Bellissimo, stupendo.
    Questo libro (che raccoglie due racconti, il primo più lungo, il secondo abbastanza breve) mi ha regalato mille sensazioni e mille emozioni.
    Il tema centrale è quello della morte, vissuto dalla parte dei sopravvissuti. Ma, facendo attenzione, molte altre tematiche vengono affrontate con maestria dalla Yoshimoto: la famiglia (da quella tradizionale a quella più anticonformalista), l'omosessualità, l'amicizia, l'amore.
    Il tutto condito da quella leggiadria tipica dei romanzi giapponesi.
    Cinque stelle meritatissime.

    ha scritto il 

  • 5

    Moonlight Shadow... il top.

    Kitchen- Banana Yoshimoto
    Seconda lettura (ci ho preso gusto)
    Ok, lo ammetto… avevo detto che con Banana ci avrei dato un taglio, ma questo è un caso particolare.
    Prima di tutto perché è il suo primis ...continua

    Kitchen- Banana Yoshimoto
    Seconda lettura (ci ho preso gusto)
    Ok, lo ammetto… avevo detto che con Banana ci avrei dato un taglio, ma questo è un caso particolare.
    Prima di tutto perché è il suo primissimo romanzo che include due racconti; Kitchen e Moonlight Shadow.
    Poi perché in nove ore di viaggio non avevo nient’altro da leggere.
    Mi è piaciuto come la prima volta?
    Di più.
    Credo, non esagerando, che “Moonlight Shadow” sia il più bel racconto mai scritto dall’autrice. Una Banana superlativa, anche se parla di morte, tema a lei caro, comunque.
    Parla di un giovane morto in un incidente stradale, dell’indifferenza della gente rispetto alla sofferenza di chi resta, del limite sottile che ci separa dall’aldilà.
    In “Kitchen” la protagonista è sempre la morte, ma per mano differente.
    Lo consiglio soprattutto a chi non ha mai letto la Yoshimoto ricordando però di fermarsi in tempo. Troppe Banane potrebbero far male…

    ha scritto il 

  • 3

    Assurdo ma mai irreale

    “Non c'è posto al mondo che io ami di più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.”
    Questo è l'incipit molto accattiva ...continua

    “Non c'è posto al mondo che io ami di più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.”
    Questo è l'incipit molto accattivante che in poche frasi ci aiuta a inquadrare la protagonista Mikage. Rimasta sola al mondo viene accolta da Yūichi e da sua madre/padre Eriko.

    Kitchen è il reale incontro tra due animi affini attratti l'uno dall'altro che condividono della vita più di quello che in realtà credono. Una storia a tratti assurda ma mai irreale: Eriko uomo che diventa donna è un personaggio estremo ma possibile, come possibile è la solitudine che circonda Mikage e Yūichi.

    Banana Yoshimoto, con il suo misurato utilizzo delle parole e la sua eleganza nelle descrizioni, si avvicina al lettore lentamente suggerendogli in un bisbiglio la propria visione della vita che si condensa in due parole: conquistare e crescere. Felicità e dolore sono insiti nella vita di ognuno, non vi può sfuggire ma solo imparare ad affrontarli perché non si sa mai come andrà a finire.

    Se vuoi saperne di più su questo libro ti invito a visitare il mio blog:
    http://saleeparole.weebly.com/parole/kitchen-banana-yoshimoto

    ha scritto il 

  • 2

    Sicuramente l'ho letto in un'età sbagliata , ma il mio commento più benevolo potrebbe essere che fortunatamente è piuttosto breve.
    Due storie distinte di giovani in cui l'autrice usa la semplicità esp ...continua

    Sicuramente l'ho letto in un'età sbagliata , ma il mio commento più benevolo potrebbe essere che fortunatamente è piuttosto breve.
    Due storie distinte di giovani in cui l'autrice usa la semplicità espressiva come carta vincente , ma quando essa sconfina nella banalità allora si fa forte la sensazione di aver sprecato del tempo.

    ha scritto il 

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