Kitchen

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Publisher: Tusquets

3.8
(13133)

Language: Español | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Chi simplified , Chi traditional , Japanese , Portuguese , German , Italian , Finnish , Dutch , Galego , Hungarian , Korean , Danish

Isbn-10: 8472233863 | Isbn-13: 9788472233867 | Publish date:  | Edition 2

Translator: Lourdes Porta , Junichi Matsuura

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Sentirete il cuore diventare sempre più pesante e alla fine sollevarsi, leggero, più di prima.

    Un libro di cui è facile innamorarsi. Si potrebbe dire tantissimo, senza riuscire ad esprimere niente di quello che la scrittrice riesce a suscitare con uno stile particolarissimo ed avvolgente. Tocca ...continue

    Un libro di cui è facile innamorarsi. Si potrebbe dire tantissimo, senza riuscire ad esprimere niente di quello che la scrittrice riesce a suscitare con uno stile particolarissimo ed avvolgente. Toccandoci nel profondo. Raccontando con introspezione e delicatezza gli aspetti più fragili e nascosti della solitudine, del cambiamento, della ricerca costante di un posto che ci faccia sentire tranquilli. Dell'Amore, quello per la cucina e gli enigmi del cuore.
    Resta il migliore che fino ad ora ho letto di Banana Yoshimoto ed è anche il motivo per cui continuo a leggere i suoi romanzi.

    said on 

  • 4

    Esordio della scrittrice e mio primo approccio all'universo di Banana Yoshimoto. Un universo narrativo piacevolmente familiare data la mia passione per Murakami, ma non smaccatamente identico.

    Kitchen ...continue

    Esordio della scrittrice e mio primo approccio all'universo di Banana Yoshimoto. Un universo narrativo piacevolmente familiare data la mia passione per Murakami, ma non smaccatamente identico.

    Kitchen (così come il successivo Moonlight Shadow incluso nell'edizione e che personalmente ho apprezzato di più), è un romanzo breve, doloroso e malinconico, che racconta la perdita ed il senso di solitudine che ne scaturisce, ma soprattutto la necessità di ritrovare, prima di tutto dentro di noi, la forza per uscire dal baratro e sorgere a nuova vita.

    Come si suol dire dunque, un romanzo breve ma intenso, ma anche innegabilmente acerbo. Per questo, prima di gridare al miracolo, mi riservo di leggere altro della scrittrice la quale ha senza dubbio colto la mia attenzione.
    Tra l'altro con la postfazione mi ha fatto venire una gran voglia di abbracciarla:
    "Vorrei dire a tutte le persone sconosciute che leggeranno questo mio primo, immaturo lavoro, che se li facesse sentire anche solo un pochino più sollevati, non ci potrebbe essere per me gioia più grande. In attesa di ritrovarci la prossima volta, vi auguro con tutto il cuore ogni felicità."

    said on 

  • 4

    Toccante

    Mi è piaciuto tantissimo... Delicato, intenso, dolce... Quest'autrice comincia seriamente a piacermi. Desvrivere dolori così senza cadere in pietismi o banalità non è cosa da poco. Consigliato! ...continue

    Mi è piaciuto tantissimo... Delicato, intenso, dolce... Quest'autrice comincia seriamente a piacermi. Desvrivere dolori così senza cadere in pietismi o banalità non è cosa da poco. Consigliato!

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  • 1

    Tristissimo!!!

    Questo è tra i libri più tristi che abbia mai letto finora e non mi è piaciuto per nulla. Se cercate angoscia e depressione allora è il libro giusto. Sconsiglio di leggerlo quando siete un pò giù di m ...continue

    Questo è tra i libri più tristi che abbia mai letto finora e non mi è piaciuto per nulla. Se cercate angoscia e depressione allora è il libro giusto. Sconsiglio di leggerlo quando siete un pò giù di morale perché vi abbatterà ancora di più. La Yoshimoto proprio non fa per me.

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  • 3

    Delicato

    Kitchen è la prima pubblicazione della Yoshimoto; un romanzo breve, ma intenso, come si suol dire. Ed è anche la prima volta che leggo un romanzo di un autore giapponese, cosa assai strana data la mia ...continue

    Kitchen è la prima pubblicazione della Yoshimoto; un romanzo breve, ma intenso, come si suol dire. Ed è anche la prima volta che leggo un romanzo di un autore giapponese, cosa assai strana data la mia passione per il paese del sol levante...
    Il romanzo parla della solitudine giovanile che deriva dalla perdita delle persone care (tutti i famigliari) e della lotta interiore per trovare la forza di reagire al lutto e ricominciare una vita normale. Lo stile della Yoshimoto è molto semplice, lineare, veloce, ma allo stesso tempo preciso e profondo: con poche parole riesce a trasmettere stati d'animo davvero complessi da descrivere. Un esempio può essere questo: "Capii che io non ero il centro del mondo. La quota di sofferenze nella vita non varia certo in rapporto a me. Non ero io che potevo decidere. Allora, pensai, tanto valeva godersi, per quanto era possibile, il resto.".
    Nonostante il tema del libro sia piuttosto pesante e triste, l'autrice riesce a non essere mai angosciante e opprimente, ma al contrario tratta l'argomento in modo molto delicato. La storia di per se è piuttosto semplice e veloce, e, complice la brevità del romanzo, alcuni avvenimenti sono trattati in modo un po' troppo frettoloso e senza darne il giusto risalto o spiegazione, ma ci può stare; sono le emozioni dei personaggi ad essere protagonisti indiscussi del romanzo.
    Devo dire che ho apprezzato molto lo stile della Yoshimoto, ma la brevità del racconto ha imposto dei tagli sullo sviluppo dei personaggi e su alcuni avvenimenti che sono stati un po' "buttati là" senza troppe spiegazioni. Peccato, avrei preferito un romanzo più lungo e articolato, ma come opera prima mi ha convinto e leggerò sicuramente altri romanzi di questa autrice.
    Incluso in questa edizione c'è anche la tesi di laurea dell'autrice, cioè un altro racconto breve: Moonlight Shadow.
    Il tema trattato è molto simile al romanzo precedente: il dolore dovuto alla perdita di un fidanzato a cui non si è riusciti a dire addio. Stesso stile narrativo, ma con situazioni e personaggi un po' più fantasiosi che sembrano usciti da un manga. Anche per questo racconto valgono le considerazioni fatte per il precedente, quindi non mi dilungo, riporto giusto un passaggio che mi ha colpito: "Ogni persona ha limiti che non possono esser oltrepassati. E' vero, in futuro il raffreddore ti potrebbe ritornare e altrettanto grave, ma se tieni duro forse non accadrà più per tutta la vita. E' così che funziona. Puoi considerare inaccettabile la possibilità che torni, oppure, se torna, dire a te stessa: "Beh, ci risiamo di nuovo?" e tutto diventa più facile."
    Il libro si legge in pochissimo tempo, lo consiglio sicuramente.

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  • 4

    Cuore. E’ l’unica parola che forse esprime al meglio il senso del romanzo. Si respira nella cucina della vecchia casa di Mikage così come in quella vissuta e ordinata e Eriko. Si respira negli occhi d ...continue

    Cuore. E’ l’unica parola che forse esprime al meglio il senso del romanzo. Si respira nella cucina della vecchia casa di Mikage così come in quella vissuta e ordinata e Eriko. Si respira negli occhi di Yuiki e nella paura di Hiiragi di dimenticare chi non c’è più. C’è cuore in Urara e nelle sue credenze, in Satsuki e nel suo coraggio. “Kitchen” è un mini romanzo con maxi contenuti, il dolore palpabile per chi se n’è andato si fonde con la voglia di ricominciare, lasciando che i ricordi siano tali e non diventino una realtà effimera. Il romanzo si struttura in due racconti, con elementi in comune, ma personaggi differenti. La prima storia e quella di Mikage e Yuiki, due ragazzi complementari e con modi diversi di osservare la vita. La prima pensa che la cucina sia lo specchio delle persone, il secondo, grazie alla madre ha imparato che lo specchio esterno può ingannare e che ciò che importa è l’anima. Dire che è una storia d’amore è decisamente riduttivo e abbastanza marginale, poiché è ricco di emozioni e di intrecci. La seconda storia racconta di tre ragazzi accomunati da una perdita importante, ma da reazioni differenti verso la morte. Da un punto di vista stilistico il romanzo risulta scorrevole e fluido.
    "Diventerò grande, accadranno tante cose e toccherò il fondo molte volte. Soffrirò molte volte e molte volte mi rimetterò in piedi. Non mi lascerò sconfiggere. Non mi lascerò andare. "

    said on 

  • 1

    No, non è proprio la mia tazza di tè.
    Una lettura che mi è stata consigliata e ho intrapreso per curiosità, visto le tante belle parole che sono state spese su questo grande fenomeno letterario. Per m ...continue

    No, non è proprio la mia tazza di tè.
    Una lettura che mi è stata consigliata e ho intrapreso per curiosità, visto le tante belle parole che sono state spese su questo grande fenomeno letterario. Per me una delusione.
    Ho avuto la costante sensazione di leggere sotto forma di narrazione i balloon di uno shojo manga, che mi sono sempre rimasti sul gargarozzo. Ho avuto conferma di tale influenza leggendo la post-fazione curata dal traduttore, la parte più bella ed interessante di tutto il libro, grazie alla quale questa lettura si merita la stellina che ha.
    Una sensibilità tutta adolescenziale in cui evidentemente non mi ci posso più ritrovare, ma è anche vero che i temi presi in esame ( tra tutti spicca la morte e la conseguente elaborazione del lutto) sono trattati con una banalità disarmante. Una superficialità che ha l'ardire di passare per saggezza, ed è questa la cosa che mi ha infastidito di più. Preferisco le frasi dei baci perugina, o dei biscotti cinesi, per rimanere in ambito orientale.
    Essendo un esordio potrei anche dare una seconda chance alla signora Yoshimoto, ma anche no.

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