Kitchen

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1243)

3.8
(13496)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Giapponese , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Galego , Ungherese , Coreano , Danese

Isbn-10: 8807812436 | Isbn-13: 9788807812439 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano ; Postfazione: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina…” Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, Kitchen pubblicato con grande successo in Italia in prima traduzione mondiale da Feltrinelli (1991).
È un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la grande trovata di Banana è che la famiglia si possa, non solo scegliere, ma inventare.
Così il padre del giovane amico della protagonista Yūichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità.
Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio assai fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.
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  • 4

    Letto d'un fiato, Yoshimoto descrive un mondo costruito sul dolore e la solitudine eppure affascinante. La protagonista, Mikage, Yuichi e, soprattutto, Eriko sono personaggi ben definiti, corposi, che ...continua

    Letto d'un fiato, Yoshimoto descrive un mondo costruito sul dolore e la solitudine eppure affascinante. La protagonista, Mikage, Yuichi e, soprattutto, Eriko sono personaggi ben definiti, corposi, che restano impressi. Predomina un tono meditativo, onirico e quasi surreale. Il capitolo/storiella finale sembra un po' sconnesso dagli altri ma ha un suo perché. Un'autrice che sto scoprendo lentamente, un libro a estate. Malinconicamente piacevole

    ha scritto il 

  • 3

    Mikage e il suo amore per la cucina mi hanno fatto venir voglia di assaggiare qualche piatto tipico! :D

    È forse il romanzo più famoso di questa autrice: la protagonista, la giovane Mikage, ha una pass ...continua

    Mikage e il suo amore per la cucina mi hanno fatto venir voglia di assaggiare qualche piatto tipico! :D

    È forse il romanzo più famoso di questa autrice: la protagonista, la giovane Mikage, ha una passione per le cucine, che trova confortevoli, e ama cucinare. Conosce purtroppo il senso della perdita e della solitudine molto presto, rimanendo orfana; tuttavia le circostanze la portano fortunatamente ad avvicinarsi ad una nuova famiglia del tutto anti convenzionale, grazie alla quale riuscirà ad affrontare il mondo e a rimettersi in carreggiata.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro di Banana, si sente che era ancora acerba nello scrivere, ma il suo stile si fa subito notare. Bella storia di una famiglia non convenzionale, perché a volte la famiglia si sceglie e non s ...continua

    Primo libro di Banana, si sente che era ancora acerba nello scrivere, ma il suo stile si fa subito notare. Bella storia di una famiglia non convenzionale, perché a volte la famiglia si sceglie e non sempre è quella che si crede. Splendido il racconto Moonlight Shadow, una perla.

    ha scritto il 

  • 2

    La Yoshimoto ha la peculiarità di tradurre in prosa situazioni e sensazioni presenti negli shojo, i manga destinati al giovane pubblico femminile in Giappone; e in questo suo libro si vede eccome.
    Tro ...continua

    La Yoshimoto ha la peculiarità di tradurre in prosa situazioni e sensazioni presenti negli shojo, i manga destinati al giovane pubblico femminile in Giappone; e in questo suo libro si vede eccome.
    Trovo un po' noioso il modo d'agire e di pensare stereotipato dei personaggi, come anche le vicende proposte e ribadite sino alla nausea dall'impero del fumetto a cui l'autrice si ispira; il suo stile di scrittura è lineare, ma risulta talmente leggero da rasentare la banalità più che la delicatezza.
    Fortunatamente, le pagine scorrono e il volume è breve.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro letto della Banana Yoshimoto. La solitudine dei personaggi mi ha rattristata molto ma il paesaggio giapponese mi ha fatto respirare aria primaverile e grazie a questo non riuscivo a smette ...continua

    Primo libro letto della Banana Yoshimoto. La solitudine dei personaggi mi ha rattristata molto ma il paesaggio giapponese mi ha fatto respirare aria primaverile e grazie a questo non riuscivo a smettere di leggere.. non volevo andare via da quei luoghi.

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo in sé non mi ha entusiasmato molto, l'ho trovato leggermente banale e anche un po' adolescenziale. Tuttavia ho apprezzato molto il racconto Moonlight Shadow, inserito in questa edizione, mo ...continua

    Il romanzo in sé non mi ha entusiasmato molto, l'ho trovato leggermente banale e anche un po' adolescenziale. Tuttavia ho apprezzato molto il racconto Moonlight Shadow, inserito in questa edizione, molto profondo e delicato.

    ha scritto il 

  • 3

    Com’è giapponese, questo romanzo! Quanta delicatezza, quante sensazioni. Stagioni, tempo che passa, qualcosa che sfiorisce e qualcosa che rinasce. “I giapponesi sono convinti di averle solo loro le st ...continua

    Com’è giapponese, questo romanzo! Quanta delicatezza, quante sensazioni. Stagioni, tempo che passa, qualcosa che sfiorisce e qualcosa che rinasce. “I giapponesi sono convinti di averle solo loro le stagioni!”, mi dice piccata la mia amica che da anni vive esiliata in mezzo a loro. Ma quando questa sensibilità arriva a piccole dosi, a ondate, fa bene al cuore, pur in quell’altalena irrisolta di situazioni che è la vita, in cui una parola definitiva non esiste, purtroppo per noi.
    Una riflessione sulla solitudine e il dolore, per un giorno di sole con qualche malessere

    ha scritto il 

  • 2

    I libri di Banana Yoshimoto sono l'equivalente letterario dei piatti preparati con il dado industriale: hanno tutti lo stesso sapore finto e omologato e se assunti in grandi quantità provocano una sgr ...continua

    I libri di Banana Yoshimoto sono l'equivalente letterario dei piatti preparati con il dado industriale: hanno tutti lo stesso sapore finto e omologato e se assunti in grandi quantità provocano una sgradevole sensazione di intorpidimento delle papille gustative e di cerchio alla testa.
    La scrittrice inserisce nelle sue insipide storielle alcuni elementi "forti" (un lutto famigliare, una relazione sessuale scabrosa, un'apparizione sovrannaturale) proprio come in cucina si usa il glutammato per cercare di esaltare il gusto di alimenti fatti con materie prime di scarsa qualità.
    Il risultato però è sempre il solito brodino che non nutre, non sazia e non appaga, ma dà solo la nausea.

    ha scritto il 

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