Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Koba the Dread

Laughter and the Twenty Million

By Martin Amis

(4)

| Hardcover | 9780224063036

Like Koba the Dread ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Koba the Dread is the successor to Martin Amis's celebrated memoir, Experience. It is largely political (while remaining personal). It addresses itself to the central lacuna of twentieth-century thought: the indulgence of communism by intellectuals o Continue

Koba the Dread is the successor to Martin Amis's celebrated memoir, Experience. It is largely political (while remaining personal). It addresses itself to the central lacuna of twentieth-century thought: the indulgence of communism by intellectuals of the West. In between the personal beginning and the personal ending, Amis gives us perhaps the best one hundred pages ever written about Stalin: Koba the Dread, Iosif the Terrible. The author's father, Kingsley Amis, though later reactionary in tendency, was 'a Comintern dogsbody' (as he would come to put it) from 1941 to 1956. His second-closest, and then his closest friend (after the death of the poet Philip Larkin), was Robert Conquest, a leading Sovietologist, whose book of 1968, The Great Terror, was second only to Solzhenitsyn's The Gulag Archipelago in undermining the USSR. Amis's remarkable memoir explores these connections. Stalin said that the death of one person was tragic, the death of a million a mere 'statistic'. Koba the Dread, during whose course the author absorbs a particular, a familial death, is a rebuttal of Stalin's aphorism.

23 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    analisi critica su stalin e perchè ha spesso goduto nel mondo intelletuale internazionale come minimo una maggior condiscendenza fino addirittura un'aperta adulazione rispetto ad hitler.
    episodi tragici, grotteschi, ironici raccontati da testimoni e ...(continue)

    analisi critica su stalin e perchè ha spesso goduto nel mondo intelletuale internazionale come minimo una maggior condiscendenza fino addirittura un'aperta adulazione rispetto ad hitler.
    episodi tragici, grotteschi, ironici raccontati da testimoni e scrittori

    Is this helpful?

    manta said on Nov 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    davvero deludente: speravo in una critica ben fatta, ma manca completamente di rigore argomentativo.

    Is this helpful?

    maceleneo said on Sep 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Godibile. Scorrevole. Ma...

    Godibile.
    Scorrevole.
    Strutturato in brevi frammenti che grazie all'aneddotica, storica e personale, tentano di ricostruire e spiegare Stalin e la vertigine staliniana.

    Fin qui nulla di male se non fosse che Amis si impegna a dovere per investire l' ...(continue)

    Godibile.
    Scorrevole.
    Strutturato in brevi frammenti che grazie all'aneddotica, storica e personale, tentano di ricostruire e spiegare Stalin e la vertigine staliniana.

    Fin qui nulla di male se non fosse che Amis si impegna a dovere per investire l'opera della propria abiura al comunismo che diventa malafede storica quando illustra il teorema che vuole Staln naturale evoluzione di Lenin nonchè necessario specchio di Hitler: tutti e tre partoriti, insomma, dallo stesso grembo malato di lucida e sadica pazzia.

    A fine libro ho ripensato alla tagliente stoccata pronunciata da Concetto Marchesi nel '56: "Tiberio, uno dei più grandi e infamati imperatori di Roma, trovò il suo implacabile accusatore in Cornelio Tacito, il massimo storico del principato. A Stalin, meno fortunato, è toccato Nikita Kruscev."

    A noi, oggi, tocca Amis che saccheggia e rinchiude nello stesso orizzonte propagandista Salomov ed Evgenija Ginzburg,Solženicyn e Grossman così da piegare loro e le loro opere ai teoremi psico-storici dei due Robert britannici, Service e Conquest. I più famosi epigoni dell'equipollenza tra il rosso e il bruno.

    Insomma. Sul tema risulta più a fuoco il libro di Gianni Rocca, Stalin Quel Meraviglioso georgiano.

    Is this helpful?

    more.disagio said on Aug 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una visitazione del periodo di potere di Stalin che ha portato ad una ecatombe di morti unica nella storia dell'umanità e di cui si parla sempre poco o comunque non abbastanza

    Is this helpful?

    Andy said on Feb 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Koba" è uno dei soprannomi di Stalin (anch'esso un soprannome, peraltro) e questo libro parla dell'era staliniana, con la sua spaventosa messe di morte, sofferenze inaudite, crudeltà la cui eredità chissà per quanto tempo ancora avvelenerà il nostro ...(continue)

    "Koba" è uno dei soprannomi di Stalin (anch'esso un soprannome, peraltro) e questo libro parla dell'era staliniana, con la sua spaventosa messe di morte, sofferenze inaudite, crudeltà la cui eredità chissà per quanto tempo ancora avvelenerà il nostro mondo.

    Prima di tutto, però, ci si domanda: perché Amis, romanziere inglese contemporaneo, ha scritto questo libro? Amis è figlio di Kingsley Amis, anch'egli romanziere e poeta. In aggiunta, il grande storico dello stalinismo, Robert Conquest, è un amico di famiglia.
    Kingsley Amis fu per molto tempo un intellettuale engagé, filocomunista come molti della sua generazione. I fatti del '56 ne provocarono la conversione, facendolo diventare un acceso anticomunista e l'amicizia con Conquest, vien da dire, gli avrà dato sicuramente argomenti convincenti. Il figlio, nato nel '49, si è trovato per un certo tempo schierato sul fronte opposto, per motivi generazionali e, vorrei dire, edipici.

    Nota a margine: conosco gli Amis (Kingsley e Martin) unicamente di nome, non avendo mai letto nient'altro tranne questo libro e, per quanto riguarda Conquest, nella mia bilioteca il suo "Grande Terrore", aspetta pazientemente il suo momento.

    Questo libro nasce perciò come una riappacificazione tra padre (ormai morto) e figlio o quantomeno una messa a punto delle reciproche posizioni. Poteva anche essere l'occasione per una analisi o almeno uno "sguardo da dentro" di questa vasta area di consenso che il comunismo ebbe tra gli intellettuali inglesi tra il primo dopoguerra e la rivolta ungherese. Il libro invece si concentra essenzialmente sulla Russia e, senza darsi una struttura cronologica rigorosa, esamina i principali eventi che segnarono questo trentennio di terrore e di oppressione sistematica e i modi con cui ciò si manifestò.

    A tal scopo, Amis si è letto coscienziosamente la principale letteratura storica, memorialistica e letteraria sull'argomento, a partire da Solzhenicyn, la sua luce guida in questo viaggio nell'orrore. Il risultato è una serie di quadri ed episodi che probabilmente hanno un filo conduttore, senza una precisa cronologia.

    Il problema è che tutte queste testimonianze finiscono per fare assumere al libro l'aspetto di una sintesi ed una parafrasi delle sue fonti piuttosto che un'opera davvero originale.

    Cosa può dare quindi, di più e di diverso questo libro rispetto, per es. a saggi storici come quelli di Conquest, Figes, Pipes e altri ancora, oppure le opere di Solzhenicyn, Šalamov, ecc., da cui Amis trae le sue citazioni?

    Is this helpful?

    Axel Heyst said on Dec 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Amis é grande scrittore ma anche saggista importante - qui si cimenta con il tema del comunismo e piú in generale dei grandi "criminali" della storia recente. lo fa con grande disciplina stilistica e con scorci sempre originali e illuminanti. da legg ...(continue)

    Amis é grande scrittore ma anche saggista importante - qui si cimenta con il tema del comunismo e piú in generale dei grandi "criminali" della storia recente. lo fa con grande disciplina stilistica e con scorci sempre originali e illuminanti. da leggere - indipendentemente dal fatto che si tratta di Amis

    Is this helpful?

    Recensire il Mondo said on Sep 2, 2012 | 1 feedback

Book Details

Improve_data of this book