Koniec świata i hard-boiled wonderland

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4.2
(5472)

Language: Polski | Number of Pages: 478 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Japanese , Chi simplified , German , French , Italian , Russian , Latvian , Dutch , Catalan , Spanish , Turkish , Portuguese

Isbn-10: 8373199543 | Isbn-13: 9788373199545 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    The best among murakami's writings

    從看海邊的卡夫卡起,就成為村上迷,每有新作必看(除音樂類),舊作亦逐一補看。最喜歡的一直都是the windup bird chronicle 發條鳥年代記,當年在Sri Lanka 路上看得廢寢忘餐。
    聽說世界末日與冷酷異境是最出色的一部,一直留著、不捨得看。最近聽著村上的音樂playlist,終於決定開卷 -- 果然令人喜出望外。誠意推薦給各位喜歡magic realism 的讀書人。 ...continue

    從看海邊的卡夫卡起,就成為村上迷,每有新作必看(除音樂類),舊作亦逐一補看。最喜歡的一直都是the windup bird chronicle 發條鳥年代記,當年在Sri Lanka 路上看得廢寢忘餐。
    聽說世界末日與冷酷異境是最出色的一部,一直留著、不捨得看。最近聽著村上的音樂playlist,終於決定開卷 -- 果然令人喜出望外。誠意推薦給各位喜歡magic realism 的讀書人。

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  • 4

    Romanzo particolare che alterna momenti surreali a scorci introspettivi del protagonista; ottimo il ritmo narrativo e l'intreccio strutturato con le due storie parallele è appassionante, tutto senza p ...continue

    Romanzo particolare che alterna momenti surreali a scorci introspettivi del protagonista; ottimo il ritmo narrativo e l'intreccio strutturato con le due storie parallele è appassionante, tutto senza perdere l'atmosfera quasi poetica che Murakami sa creare.

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  • 3

    Che fatica!

    L'idea di fondo è decisamente ingegnosa. Ai limiti del cervellotico. E probabilmente, avendone il tempo e la voglia, a studiare i parallelismi tra le due storie che compongono il romanzo, si potrebber ...continue

    L'idea di fondo è decisamente ingegnosa. Ai limiti del cervellotico. E probabilmente, avendone il tempo e la voglia, a studiare i parallelismi tra le due storie che compongono il romanzo, si potrebbero trovare molte più suggestioni e connessioni di quanto emerga ad una prima lettura.
    Ma una delle due storie (La fine del mondo) è proprio noiosa. E gli spunti più interessanti (le ultime ore del protagonista, la sua scelta finale) arrivano alla fine di un'agonia di 500 pagine e mi fanno rivalutare solo in parte una lettura davvero faticosa.

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  • 4

    Solito Murakami

    Solito libro, da leggere col cuore e non con la testa.
    Lotta tra semiotici e il Sistema da un lato, e il mondo racchiuso dal muro dall'altro.

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  • 4

    Tracce di vecchi sogni da leggere nei teschi di esseri che non ci sono più.
    Ombre staccate dai corpi ...
    Come al solito l'originalità e la genialità di Murakami fanno centro!
    Quanta conoscenza c'è in ...continue

    Tracce di vecchi sogni da leggere nei teschi di esseri che non ci sono più.
    Ombre staccate dai corpi ...
    Come al solito l'originalità e la genialità di Murakami fanno centro!
    Quanta conoscenza c'è in queste pagine del lavoro di Kahneman, che è valso il premio Nobel allo studioso israeliano e, più in generale riguardo il funzionamento del cervello!
    L'autore costruisce una storia solo apparentemente fantastica, servendosi di un protagonista che, grazie alla tecnica dello shuffling, riesce a "lavare" la propria memoria, di un vecchio scienziato che sa dare, togliere e modificare la voce ed i suoni a cose e persone, sua nipote ed un lettore di sogni che quei sogni deve custodire con la sua assistente.
    È di questi mesi la notizia che riguarda proprio i ricordi: alcuni studiosi sono riusciti ad intervenire in maniera selettiva per cancellare un ricordo specifico. Ciò apre interessanti prospettive per i traumi, ma...davvero qualcuno può avere il diritto di portarci via i sogni, anche i più brutti?
    L'identità di una persona è formata dall'originalità di pensiero, che è frutto di ricordi ed esperienze passate.
    Non può esistere un luogo, e quindi una condizione, in cui ci sia solo la felicità.
    Il cuore si adatta alla forma delle cose, per questo i nostri sentimenti variano.
    Desiderare di essere abbracciati e non avere nessuno da stringere, forse è questa la fine del mondo!
    Nel finale Murakami dilata i tempi della sua scrittura, e lo fa proprio nelle pagine in cui il tempo arriva a mancare. Ciò che sembra muovere l'umanità è l'idea di continuare a vivere, senza questo presupposto, i più si perdono, privi di qualcosa da poter inseguire.
    Quanto è difficile esprimere a parole ciò che si sente; tanti ci provano, pochissimi ci riescono. Parole che a volte non si riescono ad udire e nemmeno a leggere sulle labbra dell'altro, quando l'altro non c'è. E allora pesano...
    Eppure, mano a mano, dovremmo alleggerirci dei nostri pesi...quante volte me lo ricordi?
    Cosa sono i vecchi sogni?
    Desiderare più di ogni altra cosa di vederti dormire...e pensare che tante persone dormono nello stesso letto e si sentono sole, non appena chiudono gli occhi!
    Come si fa a rendere felice una vita infelice?
    Dentro un'esistenza del genere c'è una tristezza troppo profonda che non riesce a prendere forma in lacrime. È qualcosa di complicato da spiegare e che ha a che vedere con le porte della nostra anima che sigilliamo e teniamo chiuse, fino al giorno in cui improvvisamente le spalanca il vento.

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  • 3

    This is a cool book with two stories that didn't seem related at first. As the story went on, the thing became different. The elements and the philosophical ideas are worth thinking about, but it migh ...continue

    This is a cool book with two stories that didn't seem related at first. As the story went on, the thing became different. The elements and the philosophical ideas are worth thinking about, but it might be a little hard to figure out the underlying meanings.

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  • 3

    [...] Due prospettive che si alternano e sembrano scorrere su binari paralleli, distanti e opposti come i poli di una bussola: il Paese delle meraviglie, luogo superficiale in cui dare importanza alle ...continue

    [...] Due prospettive che si alternano e sembrano scorrere su binari paralleli, distanti e opposti come i poli di una bussola: il Paese delle meraviglie, luogo superficiale in cui dare importanza alle emozioni o alle piccole cose è sempre più raro, e la Fine del mondo, cittadina circondata da mura invalicabili dove i sentimenti, strappati agli abitanti, giacciono ormai seppelliti sotto alla coltre di neve che ricopre ogni angolo. Anche in questo romanzo, dalla prosa minuziosa ed evocativa, Murakami gioca con la realtà, plasmando da quella concreta, assoggettata alla routine e alla violenza dell’evoluzione, il suo negativo, riflesso antitetico estraniato dal tempo e dallo spazio, una sorta di bolla in cui le persone non provano nulla eccetto il senso del dovere verso il proprio lavoro, e ponendo le due dimensioni come storie dallo sviluppo a sé stante, entità indipendenti, il Cibermatico e il Lettore di sogni, i cui passi solcano strade destinate a non incrociarsi mai. Apparentemente. Infatti, di capitolo in capitolo, l’autore semina con perizia elementi, talvolta onirici e surreali, che si rimpallano tra una realtà e l’altra, portando chi legge a chiedersi se i due individui non condividano davvero un legame, un ricordo forse, uno scampolo di coscienza o una fine che fine non è, avviandolo a un viaggio alla scoperta di un Io perduto, proteso in punta di piedi sul ciglio dell’oblio. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/%E2%99%A6-recensione-de-la-fine-del-mondo-e-il-paese-delle-meraviglie/

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  • 4

    Da una parte la Tokyo degli anni Ottanta, dove i VHS e i Police me li ricordo ma Murakami ci aggiunge loschi Invisibili e Semiotici senza scrupoli. Dall’altra una città senza tempo circondata da mura ...continue

    Da una parte la Tokyo degli anni Ottanta, dove i VHS e i Police me li ricordo ma Murakami ci aggiunge loschi Invisibili e Semiotici senza scrupoli. Dall’altra una città senza tempo circondata da mura invalicabili, dove gli esseri umani vengono separati dalla propria ombra in modo da vivere senza sentimenti e senza ricordi.
    Di qua la lotta per il potere tra il Sistema e la Fabbrica. Di là una vita che scorre placida nella lettura di vecchi sogni in teschi di unicorni.
    In genere l'elemento fantastico non mi fa impazzire, gli episodi più avventurosi del libro, come il viaggio nelle viscere della terra alla ricerca del Professore, mi hanno annoiato un po'. Però il fantastico inserito tra questi due mondi, che altro non sono che diversi stati di coscienza dello stesso personaggio, alla fine mi è piaciuto, è un modo per dare forma all'immaginario dell’inconscio.

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  • 3

    Arrivato ad un quarto circa del libro ho provato la tentazione forte di abbandonarne la lettura... per fortuna non l'ho fatto. Perché alla fine è un bel libro e più che la storia certe sensazioni rima ...continue

    Arrivato ad un quarto circa del libro ho provato la tentazione forte di abbandonarne la lettura... per fortuna non l'ho fatto. Perché alla fine è un bel libro e più che la storia certe sensazioni rimangono. Su tutte l'indimenticabile tristezza e nostalgia legate alla fine del mondo. Il finale l'ho trovato un po' debole.

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