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Kosoglos

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4.0
(9630)

Language:Polski | Number of Pages: 350 | Format: Others | In other languages: (other languages) Catalan , English , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Dutch , German , French , Portuguese , Finnish , Swedish , Danish , Czech , Italian , Russian

Isbn-10: 8372784914 | Isbn-13: 9788372784919 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Sinceramente l'ultimo libro è quello che mi è piaciuto di meno. Non perché sia l'ultimo e perché non è al livello degli altri due (questo è scontato), ma perché è difficile leggere un libro che parte lento e poi tutto ad un tratto corre come un treno per poi schiantarsi miserabilmente alla fine. ...continue

    Sinceramente l'ultimo libro è quello che mi è piaciuto di meno. Non perché sia l'ultimo e perché non è al livello degli altri due (questo è scontato), ma perché è difficile leggere un libro che parte lento e poi tutto ad un tratto corre come un treno per poi schiantarsi miserabilmente alla fine. Certe parti mi sono piaciute, soprattutto lo slogan di Katniss( se noi bruciamo voi bruciate con noi!", quando Finnick smaschera Snow e Capitol city rivelando i segreti più lugubri e quando Katniss uccide la Coin ...ma è la parte della guerra che l'ho trovata ingestibile...tutto quel pezzo nei sotterranei e nei bunker non mi è piaciuto per niente. La morte di Prim la trovo senza senso, anche quella di Finnick. Il finale a dire il vero mi è piaciuto perchè finalmente Katniss ha preso una scelta, quella giusta: Peeta. Non ce la vedevo con Gale anzi mi sarei arrabbiata se il finale fosse stato diverso. Gale non mi è mai piaciuto sin dal primo libro...sembra che sia innamorato di Katniss solo quando l'ha vista nelle braccia di Peeta durante i giochi. Peeta invece ha amato Katniss dall'inizio alla fine in maniera incondizionata. Per me è lui il personaggio più bello della trilogia.

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  • 5

    Verrai, verrai,
    all'albero verrai,
    cui hanno appeso un uomo che tre ne uccise, o pare?
    Strani eventi qui si sono verificati
    e nessuno mai verrebbe a curiosare
    se a mezzanotte ci incontrassimo
    all'albero degli impiccati.


    Verrai, verrai,
    all'albero verrai,
    là dove il morto implorò l'amor su ...continue

    Verrai, verrai, all'albero verrai, cui hanno appeso un uomo che tre ne uccise, o pare? Strani eventi qui si sono verificati e nessuno mai verrebbe a curiosare se a mezzanotte ci incontrassimo all'albero degli impiccati.

    Verrai, verrai, all'albero verrai, là dove il morto implorò l'amor suo di scappare? Strani eventi qui si sono verificati e nessuno mai verrebbe a curiosare se a mezzanotte ci incontrassimo all'albero degli impiccati.

    Verrai, verrai, all'albero verrai, ove ti dissi "Corri se ci vuoi liberare"? Strani eventi qui si sono verificati e nessuno mai verrebbe a curiosare se a mezzanotte ci incontrassimo all'albero degli impiccati.

    Verrai, verrai all'albero verrai, di corda una collana, insieme a dondolare? Strani eventi qui si sono verificati e nessuno mai verrebbe a curiosare se a mezzanotte ci incontrassimo all'albero degli impiccati.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    “Il canto della rivolta” chiude la saga di Hunger Games: in questo volume il lettore non assisterà più ai famigerati giochi, ma prenderà parte alla guerra a fianco dei ribelli contro Capitol City. Katniss è la Ghiandaia Imitatrice, volto della rivolta, con uno staff di cameramen, registi e trucca ...continue

    “Il canto della rivolta” chiude la saga di Hunger Games: in questo volume il lettore non assisterà più ai famigerati giochi, ma prenderà parte alla guerra a fianco dei ribelli contro Capitol City. Katniss è la Ghiandaia Imitatrice, volto della rivolta, con uno staff di cameramen, registi e truccatori che la prepareranno per incitare gli abitanti di tutti i distretti a insorgere contro il presidente Snow e i Pacificatori.

    È un libro che merita di essere letto, anche se deludente in alcuni punti: innanzitutto la morte di Finnick, personaggio che ho adorato, ma che ne “Il canto della rivolta” è solo l’ombra del Campione vanitoso e arrogante di un tempo. Per non parlare della fine dell’amicizia tra Katniss e Gale: quando la ragazza scopre che la bomba che ha causato la morte di Prim era stata progettata dall’amico e Beetee, non riesce a perdonarlo. Mi è sembrato più che altro un espediente usato dall’autrice per liberarsi dello spinoso triangolo amoroso e fare in modo che la ragazza scegliesse Peeta come compagno di vita.

    La Collins sembra anticipare la scelta della protagonista lasciando intuire qualcosa: Gale è disposto a sacrificare vite (anche innocenti) pur di vincere la guerra, come dimostra il suo piano di far morire i fedeli a Capitol City nel Distretto 2 bloccando loro qualunque via di fuga. Katniss prova sentimenti contrastanti: ammira la sua decisione, ma al tempo stesso gli ricorda l’umanità che li differenzia dagli Strateghi che progettano gli Hunger Games. La ragazza inoltre pensa continuamente a Peeta, prigioniero di Capitol City, che rilascia interviste a favore degli avversari. In realtà il ragazzo è stato torturato con il veleno degli aghi inseguitori, che gli ha annebbiato la memoria: appena vede Katniss cerca di ucciderla poiché crede sia un Ibrido di Snow. Alla fine, però, riesce a tornare quello di un tempo e i due si sposeranno e avranno figli.

    Altro personaggio da ricordare è la fredda e calcolatrice Alma Coin, una sorta di versione femminile di Snow: la presidentessa del Distretto 13 si serve di Katniss per guidare la ribellione per poi cercare di eliminarla non appena non si rivela più utile al suo scopo, ossia sostituire Snow come guida dei distretti una volta terminata la guerra, ma verrà uccisa dalla stessa Katniss.

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  • 4

    forse vado controcorrente

    Allora, ho iniziato a leggere questo libro partendo dal presupposto che sarebbe stato orribile e avrebbe concluso indegnamente la saga, visto che era quello che molti miei amici dicevano. Scemo io a credergli ed a procrastinare la lettura temendo di inizare il Canto della Rivolta! Lo ammetto, for ...continue

    Allora, ho iniziato a leggere questo libro partendo dal presupposto che sarebbe stato orribile e avrebbe concluso indegnamente la saga, visto che era quello che molti miei amici dicevano. Scemo io a credergli ed a procrastinare la lettura temendo di inizare il Canto della Rivolta! Lo ammetto, forse ho preferito la Ragazza di Fuoco, forse il terzo libro non è esente da difetti, ma mi è, nel complesso, piaciuto. Partendo dai punti che ho apprezzato, direi che Finnik, Peeta e Katniss avranno una crescita od un cambiamento importanti ai fini della trama, e che saranno dei personaggi molto ben sviluppati all'interno del libro; ho apprezzato l'epilogo, su cui non volgio fare spoiler, e che secondo me si è dimostrato appropriato e realistico; ho apprezzato la trama in generale del susseguirsi degli eventi. Ma c'è anche un unico lato negativo, nel Canto della Rivolta: la gestione della tempistica di scrittura; ovverosia, nei due terzi del libro la Collins scrive in modo lento (a mio parere però non noioso, gestendo bene alcuni colpi di scena) e nella restante parte finale incentrata su Capitol City in modo eccessivamente veloce e confusionale, come se l'autrice si materializzasse fuori dal libro e continuamente ti urlasse all'orecchio di leggere più in fretta; ci sono dei punti che ho dovuto sinceramente rileggere per capirne il significato. L'autrice nella parte finale fa capire troppo facilmente la sua voglia di concludere il tutto, mettendo però in atto una prosa troppo confusa, e che tra l'altro rende confuso anche il lettore. Altro punto negativo a mio parere sono alcuni atteggiamenti ed una scelta in particolare di Katniss. Lei si è dimostrata come ho già detto un buon personaggio, con una buona crescita, ma alcune decisioni che gli ha voluto affibbiare la Collins proprio non le capisco. In definitiva, il libro è molto realistico e fa capire come può essere devastante una guerra, prima, mentre, e dopo. E' parzialmente ben scritto e totalmente ben strutturato dal punto di vista della trama e dell'organizzazione dei colpi di scena. La tempistica della prosa nell'utlima parte non è perfetta, e la protagonista fa una scelta, sempre sul finale, (non spoilero) che non approvo per niente. Il finale è però perfetto. Il libro in ogni caso è godibile e conlcude degnamente la trilogia.

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  • 5

    "What I need is the dandelion in the spring. The bright yellow that means rebirth instead of destruction. The promise that life can go on, no matter how bad our losses."

    Probabilmente sono una sciocca, vulnerabile ragazzetta di quindici anni che legge una cosa molto, molto triste, e di rimando diventa triste pure lei, perché sa che questa cosa molto triste è anche molto vera. O forse sono una lettrice abbastanza consapevole di ciò che ha per le mani e che prova s ...continue

    Probabilmente sono una sciocca, vulnerabile ragazzetta di quindici anni che legge una cosa molto, molto triste, e di rimando diventa triste pure lei, perché sa che questa cosa molto triste è anche molto vera. O forse sono una lettrice abbastanza consapevole di ciò che ha per le mani e che prova sentimenti coerenti con ciò che sta virtualmente vivendo. Non lo so. Non mi importa. Se c'è una cosa che so, è che nessun libro mi aveva mai lasciata prima così annientata. E' questa la parola giusta: annientata. In questo momento mi sento vuota e annichilita. Provo disgusto per gli uomini. Per ciò che sono e per la loro stupidità, per il loro essere ciechi e per il loro egoismo. Poi mi guardo intorno. Vedo il mio fratellino di quattro anni che gioca a palla, mia sorella di undici intenta a studiare. Vedo mio padre e mia madre che vanno a lavoro ogni giorno, con fatica ma col sorriso sulle labbra. Vedo la bellezza di una giornata di sole e ricordo la gioia che provo quando sento le risate dei miei amici. Vedo anche me stessa riflessa nello specchio sul muro di fianco a me, e penso che è vero, che siamo uomini e tutto ciò che ne consegue, cioè disastrati, complicati, irragionevoli e spietati. Ma è anche vero che il nero non è altro che una sola faccia della medaglia e che io voglio credere che ci sia sempre la possibilità di ripartire da zero (non con questa recensione, però, che ormai sarà solo un misero mucchietto di frasi confuse, ma che ugualmente non cambierò perché mi piace così) ripartire da zero e provare a cambiare un po' le cose. Voltare la medaglia. Scommettere sulla faccia bianca. Lo so che non è possibile. Ma l'ho detto, siamo uomini. Abbiamo bisogno della speranza. Abbiamo bisogno di poterci credere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Ci voleva tutto un libro (tra l’altro, il più lungo della serie) per arrivare alle tre semplici conclusioni che ormai tutti aspettavamo: Katniss che guida la rivolta dei ribelli, i ribelli che vincono la guerra, Katniss che ritorna a casa e impalma Peeta… e, tanto per aggiungere un’ulteriore dose ...continue

    Ci voleva tutto un libro (tra l’altro, il più lungo della serie) per arrivare alle tre semplici conclusioni che ormai tutti aspettavamo: Katniss che guida la rivolta dei ribelli, i ribelli che vincono la guerra, Katniss che ritorna a casa e impalma Peeta… e, tanto per aggiungere un’ulteriore dose di cliché, ci fa pure due bambini, all’interno di un epilogo che sembra scritto per il puro piacere di rovesciare quello di Harry Potter.

    Non solo, ma attraverso questo libro dovevamo addirittura spingerci a lasciarci rovinare tutto quel poco di buono che era uscito dai suoi predecessori: l’indomito Gale, che ha condotto in salvo i ribelli mentre Katniss si faceva allegramente un’overdose di sedativi, si trasforma in un maniaco omicida per poi finire dimenticato in un Distretto guerrafondaio a fabbricare armi mortali e spupazzarsi signorine con la profondità di sentimenti di una cassapanca; Finnick che si ricongiunge a Annie e ci fa pure un bambino per poi morire ammazzato senza una lacrima di troppo; addirittura la sorellina di Katniss, che salta in aria proprio a un pelo dalla fine, in un atto di crudeltà gratuito vendicato con la rabbia di un opossum in atteggiamento difesivo (sì, okay, ho capito che è stato compiuto con l’idea di far impazzire Katniss, ma non sarebbe stato molto più semplice e indolore ammazzare Katniss direttamente, anche a fronte del fatto che pazza, lei, lo è fin dall’inizio?); mentre Peeta, l’uomo che più di chiunque altro nella storia ha avuto ragione di pregare diffusamente di essere ammazzato, viene infine miracolosamente risparmiato.

    Parimenti, tutti i dettagli che già erano tediosi nei volumi precedenti si fanno qui davvero esasperanti: la profusione di baci che non significano niente; la confusione sentimentale di Katniss, ovvero la donna più aliena a se stessa della letteratura tutta; l’assurda questione della Ghiandaia Imitatrice, che in quanto a nome per un supereroe batte in idiozia perfino quello di Lanterna Verde, e, alla fin della fiera, non si riesce a capire cosa accidenti avrebbe fatto questo eroe tranne tirare su un casino dopo l’altro; il tutto, per non fare menzione delle battaglie più mortali (nell’accezione di mortalmente noiose) che siano mai state disputate sulle pagine di un libro.

    Per le buone idee sfruttate male e le accettabili premesse naufragate, questa serie è, nel suo complesso, addirittura peggiore di quella di Twilight. In due semplici parole: da dimenticare.

    Leggi la recensione qui: http://zeldasroom.wordpress.com/2014/01/07/il-canto-della-rivolta-di-suzanne-collins/

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  • 0

    Sinceramente? Libro per molti tratti noioso, che non è riuscito a coinvolgermi nemmeno il minimo, finale decisamente scontato e tirato troppo per le lunghe. Insomma mi aspettavo di più.

    said on 

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