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Kualid, el niño que no sabía soñar

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3.6
(134)

Language:Español | Number of Pages: 188 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8493678457 | Isbn-13: 9788493678456 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 4

    Alcune tematiche restano: la morte del ragazzino vicino di casa, l'incontro con un talebano ucciso, i tanti non-detto, l'attesa del nonno dopo aver conosciuto la prigione, gli obblighi e le proibizion ...continue

    Alcune tematiche restano: la morte del ragazzino vicino di casa, l'incontro con un talebano ucciso, i tanti non-detto, l'attesa del nonno dopo aver conosciuto la prigione, gli obblighi e le proibizioni. Lo sguardo di Kualid non è quello di un adulto. Ne risulta una storia tratteggiata quanto uno schizzo a carboncino. Ci si può soffermare a pensarci come no.
    Vauro non fa pubblicità ad Emergency eppure quell'incontro è forse quello che stona nell'economia del libro. E' macchiettato nei personaggi e in qualche modo forzato.

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  • 3

    Tre stelle perchè Vauro è Vauro, per l'ambientazione e per Emergency, perchè è un consiglio di mio nipote. Il libro però non mi è piaciuto molto per lo stile che mi è sembrato freddo: sembra un perfet ...continue

    Tre stelle perchè Vauro è Vauro, per l'ambientazione e per Emergency, perchè è un consiglio di mio nipote. Il libro però non mi è piaciuto molto per lo stile che mi è sembrato freddo: sembra un perfetto compito in classe, ma come romanzo non mi ha suscitato le emozioni che mi aspettavo. I personaggi poi non mi sembrano molto ben caratterizzati, in particolare il pittore e Said così anonimi e sterotipati.

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  • 0

    Kualid vive con sua madre e suo nonno nella periferia di una Kabul dominata dai talebani e devastata dalle guerre. Ha dodici anni, lo sguardo sveglio e due incisivi un po' sporgenti che hanno consenti ...continue

    Kualid vive con sua madre e suo nonno nella periferia di una Kabul dominata dai talebani e devastata dalle guerre. Ha dodici anni, lo sguardo sveglio e due incisivi un po' sporgenti che hanno consentito a suo cugino Said di affibbiargli il soprannome di "sorcio". Si guadagna la vita riempiendo con la pala le buche disseminate sulle strade che portano alla città, sperando in una moneta di ricompensa dai camion di passaggio. Ha fantasia Kualid, la fantasia di tutti i bambini, o almeno quella consentita a un bambino cresciuto in una zona di guerra. Conosce Asmar, il serpente di luce che, proiettato dal becco ricurvo di una teiera, lo viene a trovare in ogni notte di luna piena... Ma ha un cruccio: non riesce, proprio non riesce a sognare. O meglio, ci riesce a volte di giorno, quando è sveglio, ma quelli tutt'al più sono desideri, gli ha detto suo cugino Said, che anche per questo lo prende un po' in giro. È di notte che non riesce a sognare, Kualid. Non ci è riuscito nemmeno quando ha rubato i nastri delle videocassette che i talebani avevano legato a una mitragliatrice come trofeo, per ricordare a tutti che musica e immagini sono proibite. Proibite come gli aquiloni, e come tante altre cose a Kabul. Sarà l'incontro-scontro con Samir, il calligrafo che collabora con gli occidentali che hanno aperto un ospedale in città, a fargli conoscere il mondo dei disegni e dei colori. Sarà la scoperta di quel mondo che consentirà a Kualid di riuscire finalmente a sognare.

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  • 3

    Un romanzo che parla di un bambino afgano, con i talebani e pure gli aquiloni... Scritto da Vauro poi, noto vignettista iperschierato... Insomma c'era tutto per indispormi, e forse proprio per questo ...continue

    Un romanzo che parla di un bambino afgano, con i talebani e pure gli aquiloni... Scritto da Vauro poi, noto vignettista iperschierato... Insomma c'era tutto per indispormi, e forse proprio per questo ho apprezzato la lettura al di là dei suoi meriti. Vauro descrive una realtà che ha conosciuto collaborando con Emergency e Gino Strada nella costruzione di un ospedale a Kabul durante il periodo del governo talebano, episodio che viene citato di passaggio anche nel libro. Descrive una realtà squallida e grigia, alla quale il regime oscurantista ha tolto i colori, e sulla quale incombe sempre la minaccia delle guerre passate, presenti e future. Vauro ha l'abilità di non fare un romanzo propagandistico, puntando su effetti sanguinolenti o su pistolotti moraleggianti, ma raccontando la storia tutto sommato semplice di un bambino come tanti riesce esprimere il concetto che gli sta a cuore: qualunque sia la causa di una guerra chi ne paga le conseguenze sono i deboli, la povera gente. Forse un autore più dotato, più "letterato" avrebbe saputo approfondire meglio certi figure, trarre effetti più profondi, ma è probabile che Vauro, consapevole di non avere tale abilità, abbia scelto volontariamente uno stile più piano.

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  • 4

    Conoscevo Vauro, come penso molti di noi, solo come vignettista. Ma la sorpresa è stata grande quando l'ho scoperto scrittore coinvolgente. Riesce, in questo romanzo, a far vivere la realtà della guer ...continue

    Conoscevo Vauro, come penso molti di noi, solo come vignettista. Ma la sorpresa è stata grande quando l'ho scoperto scrittore coinvolgente. Riesce, in questo romanzo, a far vivere la realtà della guerra per quella che è: una maledizione per i poveri cristi che ne sono travolti.

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  • 3

    La guerra è qualcosa che stranamente mi attrae perchè a me totalmente sconosciuta. Poi mi trovo a leggere di questi fanciulli e della vita che conducono e ciò mi fa orrore....Ciononostante la guerra c ...continue

    La guerra è qualcosa che stranamente mi attrae perchè a me totalmente sconosciuta. Poi mi trovo a leggere di questi fanciulli e della vita che conducono e ciò mi fa orrore....Ciononostante la guerra continua ad essere qualcosa che non conosco e non comprendo.
    Non è un bel libro. Non è un libro scritto male. Non è un libro da leggere tutto di un fiato.
    E' un libro su cui riflettere con calma. Come può un ragazzino non riuscire a sognare? La guerra può anche questo?

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