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L'écume des jours

By Boris Vian

(67)

| Mass Market Paperback | 9782264009326

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Book Description

Un titre léger et lumineux qui annonce une histoire d’amour drôle ou grinçante, tendre ou grave, fascinante et inoubliable, composée par un écrivain de vingt-six ans.
C’est un conte de l’époque du jazz et de la science-fiction, à la fois comiqu Continue

Un titre léger et lumineux qui annonce une histoire d’amour drôle ou grinçante, tendre ou grave, fascinante et inoubliable, composée par un écrivain de vingt-six ans.
C’est un conte de l’époque du jazz et de la science-fiction, à la fois comique et poignant, heureux et tragique, féerique et déchirant. Dans cette œuvre d’une modernité insolente, livre culte depuis plus de cinquante ans, Duke Ellington croise le dessin animé, Sartre devient une marionnette burlesque, la mort prend la forme d’un nénuphar, le cauchemar va jusqu’au bout du désespoir.
Seules deux choses demeurent éternelles et triomphantes: le bonheur ineffable de l’amour absolu et la musique des Noirs américains…

468 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non so nemmeno se ciò sia possibile, ma bisogna essere preparati ad una lettura di questo genere o, quantomeno, farci un po' l'abitudine, entrarci in sintonia.
    Una scrittura originale, di quelle che si direbbero senza tempo, fantasiosa, surreale, on ...(continue)

    Non so nemmeno se ciò sia possibile, ma bisogna essere preparati ad una lettura di questo genere o, quantomeno, farci un po' l'abitudine, entrarci in sintonia.
    Una scrittura originale, di quelle che si direbbero senza tempo, fantasiosa, surreale, onirica, romantica e, tuttavia, progressivamente sempre più malinconica e triste man mano che si scorrono le pagine.
    Personalmente nutro sentimenti ambivalenti nei confronti di questo libro: un po' perchè ero impreparata, un po' perchè non appartiene a quel genere di fantastico che solitamente cerco (avventuroso, sorprendente, di quelli che ti sollevano l'animo e ti fanno desiderare di vivere altrove): d'altra parte, è una lettura che indubbiamente non si farà dimenticare.
    Non vi garantisco che questo libro vi piacerà, ma provate almeno a leggerlo, ne sarà certamente valsa la pena.

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    Beatrice Marino said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è folle, è matto, è incomprensibile, è dolce, è romantico, è comprensibile, è doloroso, è tenero, è onirico. Ed è mille atre cose insieme.

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    Frencina said on Jul 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo che ho fatto molta fatica a leggere. Di solito mi capita raramente quindi ne deduco che quest'opera di Boris Vian non è proprio nelle mie corde. Ammiro le capacità pirotecniche e virtuosistiche di questa scrittura visionaria ma secondo il mio ...(continue)

    Romanzo che ho fatto molta fatica a leggere. Di solito mi capita raramente quindi ne deduco che quest'opera di Boris Vian non è proprio nelle mie corde. Ammiro le capacità pirotecniche e virtuosistiche di questa scrittura visionaria ma secondo il mio modestissimo parere tanto talento viene letteralmente gettato al vento inseguendo una storia insulsa e banale, popolata di personaggi insopportabilmente vacui. Questo libro trasuda poesia in ogni pagina ma è la sostanza che gli manca. Molto graditi comunque i continui riferimenti al jazz.

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    aal said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    dal blog Giramenti

    Tocca dire male di un libro che in tanti hanno descritto come una genialata. Cosa che non escludo, però mi ha annoiata quanto il giochino d’unire i puntini: che cosa apparirà? Unisci i puntini per quasi trecento pagine e poi ti appare la madonna, ma ...(continue)

    Tocca dire male di un libro che in tanti hanno descritto come una genialata. Cosa che non escludo, però mi ha annoiata quanto il giochino d’unire i puntini: che cosa apparirà? Unisci i puntini per quasi trecento pagine e poi ti appare la madonna, ma c’era da aspettarselo se la chiami in causa più volte. E in toni poco benevoli.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/07/08/la-schiuma…

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    Giramenti said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ci sono molte ragioni per definire La schiuma dei giorni un romanzo visionario, la più evidente delle quali risiede nello strato dell’invenzione linguistica, quel caleidoscopio di neologismi e calembour sulle prime disorientante, ma che pian piano de ...(continue)

    Ci sono molte ragioni per definire La schiuma dei giorni un romanzo visionario, la più evidente delle quali risiede nello strato dell’invenzione linguistica, quel caleidoscopio di neologismi e calembour sulle prime disorientante, ma che pian piano delinea un mondo al contempo solido eppure immaginifico, sempre pronto a sorprendere il lettore, che si parli di docili nuvole parlanti o della terribile suggestione di una ninfea.

    Non si tratta di una realtà del tutto aliena rispetto alla nostra, anzi, tra esistenzialisti parafrasati e dischi jazz, più si va avanti nella lettura e più si intensifica il sospetto che mettendoci a parte del suo punto di vista eccentrico sulle cose Vian ci immerga in una prospettiva complessa, una visione del mondo (del suo, del nostro) per certi versi persino distopica.

    Non mancano, infatti, situazioni che ad un occhio più lucido appaiono come disumanizzanti, sebbene, soprattutto nella prima metà del libro, trattate con una tale leggerezza da sembrare poco più che un elemento di contorno, una nota di colore. Non è lo stesso inganno della nostra società, in cui fiumi di sangue scorrono a margine degli spettacoli, nella parte bassa del televisore? Così accade nel romanzo, fino a quando la perdita e il non senso fanno tremare i cardini delle tue porte e allora finiscono, all’eccesso opposto, per condizionare tutto il resto.

    Nel mondo di Vian, l’uomo è come il coniglio del farmacista, carne necessaria e non indispensabile per tenere in moto gli ingranaggi del sistema: un ricambio organico, sostituibile senza traumi, almeno finché non tocca a nessuno che in qualche modo ci stia a cuore. Forse per questo, quando la notizia peggiore raggiunge il protagonista Colin, la più immediata catastrofe a cui deve far fronte è la necessità di lavorare, lui che fino a quel momento gode del privilegio di essere libero dalla schiavitù del denaro, avendo a disposizione una discreta quantità di dobloncioni per soddisfare i propri desideri.

    Già prima della disgrazia, il tema del lavoro trova il suo spazio tra le pagine. Sulla via del loro viaggio di nozze Colin e Chloé si trovano ad osservare alcuni minatori all’opera, commiserando la loro condizione; questi, però, coi loro sguardi sembrano biasimarli.

    Tutto porterebbe allora a considerare l’intera dimensione lavorativa come un giogo per l’uomo: i guai lavorativi di Chick e il suo tragico modo di impiegare il denaro in relazione ai suoi desideri, l’incursione in ambito sanitario con il dottor Manducamanica, persino la “professione” religiosa e infine ogni singolo colloquio nonché incarico rivestito da Colin, in una scalda discendente che lo svuota di beni, tempi, energie, umanità.

    C’è un’unica eccezione ed è rappresentata dal cuoco istrione Nicolas, il quale svolge le sue mansioni con una passione invidiabile. Fateci caso, lui è sempre felice, sebbene, in fondo, per tutto il tempo in cui è sotto i nostri non stia facendo altro che il proprio lavoro. Solo l’infelicità di Chloé lo grava di una stanchezza che non gli appartiene, come del resto avviene con la casa in cui vivono, sempre più scura, imbruttita, invivibile, man mano che una ninfea si trascina via il meglio.

    Si può a ragione sostenere che La schiuma dei giorni sia soprattutto una storia d’amore, per quanto non manchino, come si è visto, gli indizi di una critica sociale piuttosto chiara. Tuttavia, c’è un nodo che unisce entrambi questi temi portanti e che per Vian sintetizza il meglio della vita, altrimenti comunque priva di luce, musica, pienezza: la passione è la schiuma dei nostri giorni.

    Per scoprire di più: http://grulloparlante.wordpress.com

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    Lorenzo Antonazzo said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Chloe, vorrei sentire i tuoi seni sul mio petto, le mie due mani intrecciate su di te, le tue braccia attorno al mio collo, la tua testa profumata appoggiata nel cavo della mia spalla, e la tua pelle palpitante, e tutto l 'odore che manda il tuo corpo..

    Una fiaba che nasconde ferocia: la ferocia della vita, della società, del lavoro. Montagne di panna montata per celare la lordura del mondo, un mondo che appare senza speranza.

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    Chiarastella Musco said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

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