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L'última trobada

By Sándor Márai

(15)

| Paperback | 9788475969725

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Book Description

Un dels últims grans descobriments de la literatura europea del segle XX. Publicat per primer cop el 1942, aquest clàssic de la literatura hongaresa ens situa en plena decadència de l´imperi austro-hongarès i ens nnrra el retrobament de dos amics que Continue

Un dels últims grans descobriments de la literatura europea del segle XX. Publicat per primer cop el 1942, aquest clàssic de la literatura hongaresa ens situa en plena decadència de l´imperi austro-hongarès i ens nnrra el retrobament de dos amics que han viscut esperant-lo i compartint un secret d´una força singular.

861 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    la miglior vendetta... è il perdono!

    Sin dall'inizio aleggia tra le pagine una rivelazione che non tarda a prendere corpo.
    La vendetta, una vendetta cruenta o comunque violenta, a chi e a che gioverebbe?
    La profonda riflessione su sentimenti, orgoglio ferito, amicizia violata, tradiment ...(continue)

    Sin dall'inizio aleggia tra le pagine una rivelazione che non tarda a prendere corpo.
    La vendetta, una vendetta cruenta o comunque violenta, a chi e a che gioverebbe?
    La profonda riflessione su sentimenti, orgoglio ferito, amicizia violata, tradimento, desiderio di perdono, ma anche di giusto riscatto, si snoda nella seconda parte del libro in un lungo monologo che coinvolge il lettore in un diretto confronto tra il proprio modo di sentire e quello del protagonista (cioé dell'autore).
    Che dire? Assolutamente da leggere!

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    Maria Socino said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    <<Si trascorre una vita intera preparandosi a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende.>>

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    Josephine.March. said on Aug 6, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Marai non si legge... "si soffre" !!

    Sofferenza, tensione, vendetta, amore, amore tradito, amicizia, amicizia tradita e confermata...
    l'attesa, il ricordo, la nostalgia, la gelosia..
    la fuga, la morte, la passione, le bugie..
    e i segreti, e la loro condivisione..
    la rabbia, e la rabbia ...(continue)

    Sofferenza, tensione, vendetta, amore, amore tradito, amicizia, amicizia tradita e confermata...
    l'attesa, il ricordo, la nostalgia, la gelosia..
    la fuga, la morte, la passione, le bugie..
    e i segreti, e la loro condivisione..
    la rabbia, e la rabbia placata..
    l'anima, il corpo, la vita, la rassegnazione, il riscatto...
    Tutto..
    Tutto questo è ne "Le braci"..
    Tutto elegantemente intrecciato, sapientemente dosato..
    In questo ennesimo "triangolo" di Marai..
    Un romanzo da "soffrire"..
    E intanto le braci continuano ad ardere!!!

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    MaoK said on Aug 4, 2014 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Le braci che ci caratterizzano.

    Ancora una volta mi trovo a scrivere un commento entusiasta.

    Che dire, ancora una volta un romanzo veramente bellissimo e di grandissimo spessore.

    Di che parla?

    Apparentemente è la storia di un incontro/scontro chiarificatore tra due amici che d ...(continue)

    Ancora una volta mi trovo a scrivere un commento entusiasta.

    Che dire, ancora una volta un romanzo veramente bellissimo e di grandissimo spessore.

    Di che parla?

    Apparentemente è la storia di un incontro/scontro chiarificatore tra due amici che dovrebbe essere rivelatore di come andarono i fatti relativamente ad un evento che, in qualche modo, mise fine al rapporto nato tra loro nella preadolescenza.

    In realtà il romanzo si compone e si sostanzia attraverso un lungo monologo (dovrebbe essere un dialogo, ma il protagonista il suo amico Konrad proprio non lo lascia parlare :D) in cui ciò che esce è il senso della vita secondo la lucida e profonda visione dell'autore.

    Del lungo monologo cito alcuni passaggi, ma merita di essere letto e "assorbito" nella sua interezza.

    L'attrazione forte che viene esercitata su noi dal diverso da noi... Che crea spesso questa sofferenza, questa tensione ma questa impossibilità di convergenza causando inevitabilmente tormento e insoddisafazione.
    "Il fatto è che noi amiamo sempre i diversi da noi, e continuiamo a cercarli in tutte le circostanze. Ed è questo uno dei misteri della nostra vita. [...] Quanta disperazione, quante speranze inutili si celano dietro questa alternanza"

    Il nostro essere dominati dalla "stima di sè", dall'amor proprio, direi io in maniera più banale, se veniamo colpiti nell'amor proprio il perdono diventa difficile e spesso il sentimento di umiliazione arriva a rovinarci la vita facendo ardere le "braci" che ci caratterizzano con sentimenti di rivalsa e di vendendetta ["cosa abbiamo guadagnato con il nostro orgoglio e la nostra presunzione?"]

    "Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte?... La passione è veramente cosi profonda, così malvagia, così grandiosa, così inumana? Non può essere che non si rivolga affatto a una persona precisa, ma soltanto al desiderio in sè?"

    Ma il messaggio più importante che passa, è che ciascuno di noi ha dentro di sè la grande necessità di essere ascoltato, più che di avere risposte alle domande che pone.

    L'unico mio cruccio (molto femminile, lo ammetto) è non aver potuto dare neanche una sbirciatina al diario giallo di Krisztina (moglie del generale e presumibilmente amante di Konrad)!

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    Grazia Fortunati said on Jul 19, 2014 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Forse la storia di quell'amicizia fu soltanto un pretesto narrativo.

    E' probabile che, dietro la narrazione minuziosa di una lunga amicizia, sviscerata in ogni suo più recondito aspetto e di un lunghissimo amore tradito e silenzioso, ci sia ben altro. Scritto in piena opera cinica e distruttiva della seconda guerra mo ...(continue)

    E' probabile che, dietro la narrazione minuziosa di una lunga amicizia, sviscerata in ogni suo più recondito aspetto e di un lunghissimo amore tradito e silenzioso, ci sia ben altro. Scritto in piena opera cinica e distruttiva della seconda guerra mondiale, l'autore, a mio umilissimo parere, nascose dentro una grande metafora di vita e dei suoi aspetti legati ai sentimenti degli uomini, tutta la sua avversità verso quell'immondo conflitto e alle sue ripugnanti figure a servizio di una follia senza ritorno. La natura umana sotto accusa, ancora una volta. I soliti esseri imperfetti: tanto capaci di creare meraviglie assolute, quanto della più cieca indifferenza verso l'altissimo contributo di vite spezzate e del loro sangue sparso sulla nuda terra contesa.
    Peccato per quella parte di scrittura a tratti appesantita e reiterante, quasi ossesiva nel riproporre certi concetti e passaggi.
    I viaggi dentro la natura umana, così come dentro se stessi, sono sempre i più difficili da percorrere.
    Si tolse la vita con un colpo di pistola, come altri grandi. Forse, anche in questo ci fu una sorta di rifiuto. L'estrema ribellione consapevole.

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    Roberto Anzaldi said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'intimità pacata, dai toni quasi morbidi.
    Troppo morbidi per chi è abituato ai chiassosi cuori russi o sudamericani, o agli strani, quasi grotteschi ma tanto sublimi, spiriti italiani.
    Non c'è vertigine, non c'è abisso, non trema niente.
    E' una que ...(continue)

    Un'intimità pacata, dai toni quasi morbidi.
    Troppo morbidi per chi è abituato ai chiassosi cuori russi o sudamericani, o agli strani, quasi grotteschi ma tanto sublimi, spiriti italiani.
    Non c'è vertigine, non c'è abisso, non trema niente.
    E' una questione di gusti, indubbiamente, ma la linearità mi lascia decisamente indifferente.

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    Barone di M. said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

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