L’Inverno e la Primavera

Di

Editore: CoreBook

4.5
(4)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 621 | Formato: eBook

Isbn-10: 8896560594 | Isbn-13: 9788896560594 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Mara vuole raccontare al mondo le atrocità dei campi di concentramento nazisti. Lei è una giornalista e una donna e non può chiudere gli occhi difronte alla pazzia dell’uomo capace di ridurre i suoi simili in ombre private perfino della propria dignità. Martina è troppo piccola per capire la guerra, troppo ingenua per difendersi dalle brutture del mondo, troppo libera per restare imprigionata nell’ipocrisia e nelle convenzioni. Lei sogna di imparare a leggere e a scrivere, sogna una vita diversa, sogna l’Amore. Mara e Martina, due donne e un solo uomo a cui entrambe, attraverso percorsi diversi, sono legate da un amore profondo e indissolubile. La Napoli del dopoguerra raccontata attraverso una storia d’amore e di sofferenza nella quale i destini di gente diversa si incontrano e si intrecciano, dando vita ad un romanzo avvincente che tocca le corde del sentimento in un continuo alternarsi di sfumature: amore, amicizia, perdita, dolore ma sempre e comunque speranza. In un continuo alternarsi di inverno e di primavera. Annalisa Caravante pubblica con CoreBook il suo secondo romanzo e conferma la sua capacità di cogliere le sottili sfumature dell’animo umano con sensibilità e delicatezza. In quest’opera mette in risalto anche le sue doti di illustratrice, realizzando i disegni a corredo del testo.
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  • 5

    Quello che più mi ha colpito del romanzo di Annalisa Caravante è proprio la grande personalità della città partenopea durante il secondo Dopoguerra. L’atmosfera napoletana è quasi palpabile, si sente ...continua

    Quello che più mi ha colpito del romanzo di Annalisa Caravante è proprio la grande personalità della città partenopea durante il secondo Dopoguerra. L’atmosfera napoletana è quasi palpabile, si sente il profumo delle sfogliatelle e del casatiello, si vedono i poveracci e gli arricchiti a causa della Seconda Guerra Mondiale, si ascoltano le battute dialettali degli abitanti. Le descrizioni sono accurate e personalmente riuscivo a tracciare i percorsi battuti dai personaggi nella città, a seguirli e a percepire ciò che loro percepivano. Il contesto storico è importantissimo ai fini dello svolgersi della storia, questa storia dettagliata ed emozionante che mi ha tenuto con il fiato sospeso durante l’intera lettura. Martina è la protagonista de L’inverno e la primavera ma non tutto si svolge intorno a lei. Mi è piaciuto molto infatti poter osservare gli avvenimenti dal punto di vista di Cristian, Teresa, Federica, Giorgio, Anselmo, Luigi. L’entrelacement ariosteo dà leggerezza all’intero romanzo che tocca tematiche forti. Infatti, se da un lato assistiamo alle sofferenze di alcuni personaggi, voltando pagina possiamo incappare nelle divertenti gag alla “napoletana” di altri, tra i quali Luca, personaggio secondario che però è capace di dare il meglio di sé e di far ridere il lettore in ogni occasione e che è forse il mio personaggio preferito in assoluto.
    L’inverno e la primavera è un lungo romanzo che però non annoia mai, anzi ad ogni pagina si vuole saperne di più e non si riesce a chiudere il libro, o meglio a spegnere l’ebook reader. Lo stile di Annalisa Caravante è leggero, le parole scivolano lievi sul foglio nonostante la pregnanza dei temi toccati, la storia è emozionante, intricata e piena di sorprese. Come tutte le vite, anche quelle dei protagonisti de L’inverno e la primavera hanno la loro buona dose di romanticismo e di poesia ma il lieto fine è sempre sfuggevole.
    Consiglio questo romanzo per tutte le ragioni appena elencate e perché è unico, è diverso, si distingue dalla massa dei romanzetti tutti uguali che sforna l’editoria odierna. Dunque, seguite il link e acquistate L’inverno e la primavera di Annalisa Caravante.
    “L’Italia è una bella donna, tanto vissuta e tanto violentata, tanto amata e tanto tradita, tanto ricca e tanto usata; l’Italia è colei che sta lì a guardarci e come una madre perdona i suoi figli, ma i suoi figli non sono da perdonare e finché non c’è chi l’amerà veramente, non ci sarà mai né l’estate né l’autunno!”.

    ha scritto il 

  • 5

    Oggi mi sento… Curioso!

    Mara vuole raccontare al mondo le atrocità dei campi di concentramento nazisti. Lei è una giornalista e una donna e non può chiudere gli occhi di fronte alla pazzia dell’uomo capace di ridurre i suoi ...continua

    Mara vuole raccontare al mondo le atrocità dei campi di concentramento nazisti. Lei è una giornalista e una donna e non può chiudere gli occhi di fronte alla pazzia dell’uomo capace di ridurre i suoi simili in ombre, private perfino della propria dignità...

    La nostra recensione su InkBooks: http://www.inkbooks.it/?p=315

    ha scritto il 

  • 4

    L’inverno e la primavera è un romanzo per il quale fatico ancora a mettermi d’accordo con me stessa, riguardo alla domanda se mi sia davvero piaciuto o no. Una situazione non facile, devo dire, soprat ...continua

    L’inverno e la primavera è un romanzo per il quale fatico ancora a mettermi d’accordo con me stessa, riguardo alla domanda se mi sia davvero piaciuto o no. Una situazione non facile, devo dire, soprattutto adesso che mi devo mettere al computer per scriverne un commento che abbia una logica, ma ci proverò lo stesso.
    La mia indecisione nell’assegnargli un voto dipende sostanzialmente dai fatti che sto per elencarvi. In quanto a correttezza stilistica, a efficacia descrittiva e a caratterizzazione di background e personaggi, probabilmente questo libro si meriterebbe un 10 pieno. Non scherzo: sebbene abbiamo a che fare con un eBook distribuito da una piccola casa editrice, trovo che l’aspetto con cui si presenta al pubblico sia a dir poco impeccabile, con una prosa che scivola senza la minima indecisione e una trama composta da una serie di episodi che sanno emozionare come capita di rado.
    Allora qual è il problema? Be’, un problema vero e proprio non credo ci sia. Ritengo piuttosto che si tratti di un’impressione che riguardi la sensibilità di ogni singolo lettore, e precisamente riguarda un particolare aspetto: la storia è molto particolareggiata, soprattutto nella prima metà
    Ebbene, non sto dicendo di averla trovata noiosa, perché non lo è… però dopo duecento pagine in cui si parla quasi solo della vita quotidiana di Martina, Cristian e degli altri personaggi principali, era forte in me il desiderio di assistere a un qualche colpo di scena che regalasse un po’ più di tensione alla storia. I colpi di scena sono arrivati, per fortuna, ma con un discreto ritardo: nel frattempo il mio entusiasmo iniziale stava quasi per svanire del tutto, e per quanto la prima metà fosse senza dubbio interessante (la quotidianità dei protagonisti, infatti, è descritta in modo assai vivido e realistico) non nascondo di aver sperato che arrivasse in fretta a un punto di svolta.
    Nella seconda parte le cose migliorano: infatti, troviamo azione, misteri da risolvere e problematiche da superare, il che per fortuna ha notevolmente alzato il mio livello di interesse per la vicenda. Avrei preferito, tuttavia, che venisse dedicato maggior spazio all’approfondimento del background storico, che ricopre tutto sommato un ruolo di margine.
    Un aspetto che, invece, mi ha fatto dimenticare almeno in parte ripetitività dei primi capitoli sono stati proprio i personaggi: Martina, che ci fa vivere la Napoli del dopoguerra attraverso i suoi occhi, le sue emozioni e i suoi sogni; Mara, che è alla ricerca di una verità dolorosa ma necessaria. E poi Cristian, Sebastiano, Federica e tutti gli altri… tutti quanti caratterizzati a meraviglia. A proposito di questo non posso non menzionare i dialoghi tra di loro, che hanno contribuito a renderli speciali e soprattutto, come già detto, a inserirli perfettamente nel tempo e nel luogo in cui vivono (per esempio attraverso l’inserimento di alcune battute in dialetto napoletano).
    In definitiva, non posso fare a meno di consigliarvelo: io personalmente avrei snellito alcune scene, soprattutto all’inizio. Però rimane un ottimo libro, di quelli che non fanno nessuna fatica a rimanere nel cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    http://labibliotecadieliza.blogspot.it/2013/07/linverno-e-la-primavera-di-annalisa.html

    Quando ho letto la trama di questo romanzo mi aspettavo qualcosa di diverso, non migliore o peggiore, solo diver ...continua

    http://labibliotecadieliza.blogspot.it/2013/07/linverno-e-la-primavera-di-annalisa.html

    Quando ho letto la trama di questo romanzo mi aspettavo qualcosa di diverso, non migliore o peggiore, solo diverso, e in particolare più incentrato sulla grande storia e meno sulla vita quotidiana dei personaggi. Ho trovato invece un racconto piacevolmente ricco e complesso. E' la storia di Martina, una ragazzina che la vita ha portato sulla strada di Cristian. Io due si innamorano e si sposano. Entrambi hanno, però, delle situazioni irrisolte che dal passato tornano a sconvolgere le loro vite.
    Leggendo mi è venuto naturale dividere il libro in due parti. La prima parte vede non solo la presentazione dei personaggi ma anche il nascere e il crescere dell'amore di Martina e Cristian. Sinceramente questa è la parte che ho trovato un po' più lenta. E' incentrata sull'amore e sul matrimonio di Martina e Cristian, su come si sono conosciuti, su come si sono sposati e sulla loro vita insieme. Ho trovato questa parte iniziale troppo approfondita, soprattutto nei momenti in cui si racconta la vita quotidiana della coppia. Ci sono tantissimi personaggi che passano sulla scena, alcuni solo di sfuggita, altri sono invece destinati a ritornare lungo tutto il libro, senza essere dei veri protagonisti. Ho amato in particolare la famiglia della sorella di Martina, Federica, divertente e chiassosa, con continui battibecchi bonari.
    La seconda parte è invece sicuramente quella più accattivante e interessante, è la parte del mistero! Martina, oramai giovane mamma, è costretta a stare lontana da sua figlia Teresa per indagare su cosa è successo a Cristian, e lo fa in compagnia di un vecchio amico, Francesco, conosciuto quando, da bambina , aveva lasciato Napoli con la famiglia in seguito ai bombardamenti seguiti all'armistizio dell'8 settembre del '43. In questa parte c'è molta più azione e suspence. L'unica cosa che non mi ha entusiasmato è quella sorta di "potere" di Francesco di sentire la presenza di chi non c'è più: finchè è rimasta una cosa teorica, più dettata dal sentimento che da altro va bene, ma quando Francesco vede quest'ombra che gli indica dove trovare un determinato oggetto...uhmm, mi è sembrato un di più non necessario.Tutta la ricerca, la scoperta di cosa succedeva nei campi di concentramento, lo spionaggio...Ecco, io avrei sviluppato molto di più questa parte! Mi sono sentita presa dal racconto, desiderosa di scoprire cosa era successo, chi è questo TheShip...
    Queste ultime pagine le ho lette tutte di un fiato. La trama e l'intreccio sono perfettamente realizzati e portano il lettore a chiedersi cosa è successo, non solo a Cristian ma anche a Mara, una vecchia conoscenza dell'uomo, punto centrale di tutta la faccenda. Il racconto è molto complesso, tanto che sto facendo un po' fatica a raccontare senza fare spoilers (non sia mai!), e devo dire che questo è uno degli aspetti che più mi hanno colpiti.
    Una tale differenza tra le due parti del libro fa si che ci sia un certo squilibrio, proponendo quindi un'inizio che un po' stenta a partire e un finale, lasciatemelo dire, col botto. Sembrano quasi due episodi separati di una stessa storia, o perchè no,due libri diversi. Certo, gli elementi che vengono dati all'inizio sono utili anche per la seconda parte, ma non tutti.
    Lo stile usato è semplice e genuino, infatti il punto di vista che racconta la storia è soprattutto quello di Martina, una ragazza semplice, che impara a leggere e scrivere da grande. Molto spesso, soprattutto nei dialoghi, viene usato il dialetto napoletano, che rende il tutto molto realistico, ma anche un po' ostico (anche perchè il dialetto scritto è ancora più difficile da comprendere di quello parlato...) per chi, come me, con i dialetti si trova un po' spaesato. Tuttavia, la lettura è molto scorrevole e piacevole.

    ha scritto il