L’austerità è di destra

E sta distruggendo l'Europa

Di ,

Editore: il Saggiatore

3.8
(23)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: eBook

Isbn-10: 8865762152 | Isbn-13: 9788865762158 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Affari & Economia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, tutti a ripetere lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio della spesa pubblica. E intanto la grande recessione ci rituffa nell'incertezza totale del settembre 2008, quando la Lehman Brothers crollò gettando i mercati finanziari nel panico. Se allora erano le banche a dover passare sotto le forche caudine della speculazione, adesso è la volta degli Stati, specialmente quelli europei, indebitati fino al collo per far fronte alla crisi e costretti a sottomettere il proprio debito al giudizio giornaliero dei mercati e alle bizze delle agenzie di rating. Dopo Grecia e Irlanda, anche Spagna e Italia sono arrivate a un passo dal baratro, mentre la politica monetaria appare impotente nell'impedire la frantumazione dell'Europa. Ma se l'austerità fosse il rimedio che aggrava la crisi invece di risolverla? Se i tagli e l'aumento delle tasse invece di risanare il bilancio deprimessero ulteriormente l'economia e quindi il gettito fiscale? Emiliano Brancaccio e Marco Passarella, rinnovando la lezione di Keynes, ci spiegano perché, di fronte a una crisi di domanda come la nostra, la linea dell'austerità va combattuta, in quanto conservatrice, antisociale e quindi antidemocratica. Perché l'austerità è di destra, anche se in bocca a politici di tutti gli schieramenti.
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  • 5

    Una voce fuori dal coro

    Finalmente una voce fuori dal coro. Un libro che ci prospetta una nuova strada per uscire non solo dalla crisi ma da una visione dell’Europa che sta distruggendo lo stesso vecchio continente. L’auster ...continua

    Finalmente una voce fuori dal coro. Un libro che ci prospetta una nuova strada per uscire non solo dalla crisi ma da una visione dell’Europa che sta distruggendo lo stesso vecchio continente. L’austerity sta trascinando gran parte dell’Europa verso condizioni di povertà, ciò nonostante si continua su questa strada come se nulla stesse accadendo. Austerity, pareggio di bilancio, fiscal compact, taglio della spesa pubblica hanno manipolato il dibattito politico impedendo un confronto reale sulle scelte economiche dei governi. Questo libro potrebbe essere definito una vera e propria opera di salute pubblica.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro fuori dal coro rispetto a tanti economisti mainstream o no assai stonati e ripetitivi. L'analisi ha spesso spunti acuti e che invitano alla riflessione, nonostante il limitato numero di pagine n ...continua

    Libro fuori dal coro rispetto a tanti economisti mainstream o no assai stonati e ripetitivi. L'analisi ha spesso spunti acuti e che invitano alla riflessione, nonostante il limitato numero di pagine non mancano importanti riferimenti teorici del dibattito economico attuale. A mio avviso però si liquidano con troppa disinvoltura gli sforzi di quegli economisti che attraverso lo studio di nuove categorie di beni (comuni, relazionali, ecc.) ricercano i fondamenti di un nuovo sistema economico (e non di un banale diverso modello di sviluppo). Le proposte riguardano spesso l'economia del '900 anziché quella dei prossimi decenni.

    ha scritto il 

  • 0

    L'A. è uno degli economisti dissidenti cioé esterni al mainstream e critici nei confronti degli economisti neo-classici, cioè quelli tutti mercato ed austerity.
    (Per i curiosi rimando al suo sito: htt ...continua

    L'A. è uno degli economisti dissidenti cioé esterni al mainstream e critici nei confronti degli economisti neo-classici, cioè quelli tutti mercato ed austerity.
    (Per i curiosi rimando al suo sito: http://www.emilianobrancaccio.it/ )

    Il maggior pregio del libro, oltre alle idee dell'Autore, è quello di adottare un approccio divulgativo, tanto da farsi leggere da un lettore digiuno di macroeconomia. Inoltre è la dimostrazione che questa crisi può avere spiegazioni diverse da quelle che sistematicamente ci propinano i media ufficiali ed i vari esponenti del governo tecnico di turno (... non solo Monti, ci sono stati anche due Ciampi & Co! e l'ineffabile Dini).
    La parte di analisi è utile per trovare un bandolo all'intricatissima matassa delle cause di questa crisi ed anche la loro contestualizzazione nell'ambito delle diverse teorie che si confrontano oggi aiuta il lettore a capire che esistono soluzioni alternative possibili e che, quindi, il tutto implica opzioni politiche e sentieri di uscita tutt'altro che obbligati.
    A me è stato utile leggerlo insieme a "Finanza per indignati" ( http://www.anobii.com/books/Finanza_per_indignati/9788862205528/018a2a609a2b786733/ ).

    Il libro riporta anche un'ampia collezione di rimandi a testi, documenti e siti di approfondimento.

    Non una lettura consigliata: OBBLIGATORIA!

    p.s.:

    ha scritto il 

  • 0

    Dal risvolto di copertina

    Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, tutti a ripetere lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio della spesa pubblica. E intanto la grande recessione ci rituffa nell'incertezza totale del se ...continua

    Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, tutti a ripetere lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio della spesa pubblica. E intanto la grande recessione ci rituffa nell'incertezza totale del settembre 2008, quando la Lehman Brothers crollò gettando i mercati finanziari nel panico. Se allora erano le banche a dover passare sotto le forche caudine della speculazione, adesso è la volta degli Stati, specialmente quelli europei, indebitati fino al collo per far fronte alla crisi e costretti a sottomettere il proprio debito al giudizio giornaliero dei mercati e alle bizze delle agenzie di rating. Dopo Grecia e Irlanda, anche Spagna e Italia sono arrivate a un passo dal baratro, mentre la politica monetaria appare impotente nell'impedire la frantumazione dell'Europa. Ma se l'austerità fosse il rimedio che aggrava la crisi invece di risolverla? Se i tagli e l'aumento delle tasse invece di risanare il bilancio deprimessero ulteriormente l'economia e quindi il gettito fiscale? Emiliano Brancaccio e Marco Passarella, rinnovando la lezione di Keynes, ci spiegano perché, di fronte a una crisi di domanda come la nostra, la linea dell'austerità va combattuta, in quanto conservatrice, antisociale e quindi antidemocratica. Perché l'austerità è di destra, anche se in bocca a politici di tutti gli schieramenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Non aggiunge molto agli interventi mediatici di Brancaccio, ma dà loro sintesi e compattezza. Le parti relativamente inedite sono quelle sul banchiere centrale e sulla finanza, dove forse c'è maggiorm ...continua

    Non aggiunge molto agli interventi mediatici di Brancaccio, ma dà loro sintesi e compattezza. Le parti relativamente inedite sono quelle sul banchiere centrale e sulla finanza, dove forse c'è maggiormente la mano di Passarella. Molto interessante la prima, un po' vaga la seconda. Rispetto a tanti libri sulla crisi, ha il merito di fare anche delle proposte concrete e abbastanza convincenti. Il rischio di un testo simile è però un altro: risultare troppo divulgativo, sopratutto nella prima parte, per chi cerca qualcosa di più tecnico (è il mio caso), e troppo difficile per chi è digiuno di economia. Preziosa l'appendice bibliografica.

    ha scritto il 

  • 3

    Nobile tentativo di divulgazione. Non riuscito in pieno, ma valeva la pena tentare

    Il problema contro cui si scontrano i molti docenti d'economia che oggi stanno cercando di ridimensionare il dogma neoliberista (che ogni giorno che passa si rivela sempre più come "il dio che ha fall ...continua

    Il problema contro cui si scontrano i molti docenti d'economia che oggi stanno cercando di ridimensionare il dogma neoliberista (che ogni giorno che passa si rivela sempre più come "il dio che ha fallito"), sta nelle questioni di linguaggio.
    Mentre infatti il neoliberismo ha potuto contare su orde di abili giornalisti e divulgatori, profumatamente pagati da chi aveva interesse a spargere le sue bubbole, loro sono "solo" professori universitari abituati a parlare in accademichese stretto. In parole povere: se la cantano e se la suonano fra loro e i loro colleghi, senza incidere sul dibattito sociale, nel quale il neoliberismo continua a farla da stra-padrone come se le avesse sempre azzeccate tutte, dal "Sole 24 ore" ai Tg fino a "Repubblica", con puntate anche sull'"Unità" o "Il fatto quotidiano".

    Commendevole è quindi il tentativo di questi due autori di spiegare a tutti i motivi per cui la visione di un "liberismo di sinistra" portata avanti per oltre un decennio dal Pd e compagni di merende http://www.anobii.com/books/Il_liberismo_%C3%A8_di_sinistra/9788842814580/014a4c652ca9d240dd/ , sia fallace. Lo fanno, destreggiandosi in drastici limiti di spazio, concentrandosi sulla spiegazione dei motivi per i quali la politica di "austerità", voluta in questo 2012 da sedicenti "tecnici" e sedicenti "politici" con unanime entusiasmo, non può che avere effetti opposti a quelli propagati. E la loro spiegazione è ben argomentata, anche se alla fin fine quel che fanno è spiegare in modo dotto quel che sa anche la sora Olga Cocimel'ova (la cuoca a cui Lenin voleva affidare la gestione della politica): se la gente non ha soldi da spendere, ci saranno meno soldi spesi e chi ha merci e servizi da vendere a sua volta vedrà meno soldi e così via.

    Iniziativa commendevole, ma non riuscita. Perché anche se gli autori riescono a non parlare in accademichese, evitandoci la solita grandinata di note inutili a piè di pagina, scrivono comunque in difficilese e professoralese, con un periodare tipicamente accademico, greve e pedante. E non so se Olga Cocimel'ova sarebbe riuscita a tenere aperti gli occhi fino alla fine del libello...
    Peccato, perché l'occasione era ghiotta.

    Il libro merita comunque la lettura, perché dice cose sensate e ben argomentate, tuttavia non è certamente un'opera divulgativa (a differenza di 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo di Ha-Joon Chang http://www.anobii.com/books/23_cose_che_non_ti_hanno_mai_detto_sul_capitalismo/9788842817765/012bbaa6060194138a/ , tra l'altro dello stesso editore), né l'esposizione è ravvivata almeno da qualche guizzo grazie alla verve polemica, come avviene nell'altrettanto greve e altrettanto poco riuscito Liberista sarà lei!, di Carnevali e Pellizzetti http://www.anobii.com/books/Liberista_sar%C3%A0_lei/9788875781491/01545611ed9d04499b/.
    Lo acquisti perciò solo chi abbia una prima infarinatura sui temi di cui si sta parlando, perché l'interlocutore a cui pensano gli autori scrivendo è uno studente universitario che abbia già cognizioni in materia.

    Ciò detto, anche questo instant book è il benvenuto nella lotta, ancora agli inizi, contro uno dei dogmi che è stato coltivato con un fanatismo e un'ottusità maggiori di quelle che tutte le Inquisizioni di questo mondo sono mai riuscite a suscitare.

    [Anche sul mio sito: http://www.giovannidallorto.com/librisaggi/brancaccio/lausterita.html ].

    ha scritto il