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Låt den rätte komma in

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Förlag: Ordfront förlag AB

3.9
(2926)

Language:Svenska | Number of Pages: 414 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) Italian , English , Spanish , German , Finnish , Chi traditional , Chi simplified , French

Isbn-10: 9170371253 | Isbn-13: 9789170371257 | Publish date:  | Edition 1

Jens Magnusson

Även tillgänglig som: Audio CD

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Bokbeskrivning
Naturligtvis finns det inga vampyrer i Blackeberg. Bara en massa vanliga människor som stretar med sina vanliga liv. Eller...? Det är vinter 1981 i folkhemsförorten nordväst om Stockholm. Människorna strömmar på och av tunnelbanan, i källarförråden sniffar tonåringar lim och på kinakrogen hänger det gamla vanliga alkisgänget. Allt medan medierna fylls av sensationella rapporter om en rysk u-båt som gått på grund i Karlskrona. I ett av hyreshusen sitter tolvårige Oskar och läser skräcknoveller. Han drömmer om att bli en hämnare. Att äntligen slippa gå till skolan och förnedras av sina plågoandar. En dag har en pojke mördats på ett chockerande brutalt sätt i närbelägna Vällingby. Precis samtidigt har Oskar fantiserat om att döda mobbaren Jonny och han får ett ögonblick för sig att han har makt att få oerhörda saker att hända. Livet i Blackeberg ska snart förändras, människor dras in i en okänd och ond virvel. Men för Oskars del sker något viktigare. Han möter den första kärleken – en nyinflyttad flicka som heter Eli. Men det är något egendomligt med henne. John Ajvide Lindqvists debutroman
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  • 3

    Lasciami leccare l'adrenalina

    Questa storia si consuma nella periferia di Stoccolma, dove abita un dodicenne di nome Oskar, continuamente vessato da un gruppetto di compagni che lo umiliano. Lui è costretto a grugnire e ad assecondare quelle assurde richieste, anche se non basterà ad evitargli alcune frustate che gli infiamme ...fortsätt

    Questa storia si consuma nella periferia di Stoccolma, dove abita un dodicenne di nome Oskar, continuamente vessato da un gruppetto di compagni che lo umiliano. Lui è costretto a grugnire e ad assecondare quelle assurde richieste, anche se non basterà ad evitargli alcune frustate che gli infiammeranno le gambe e renderanno enfia una guancia. Oskar è solo e incapace di reagire, brandisce un coltello e corre nella notte a pugnalare le cortecce degli alberi, infliggendo idealmente fendenti mortali ai suoi aguzzini. In una di quelle uscite notturne incontrerà Eli, una strana creatura della notte, che si è appena trasferita nell’appartamento accanto al suo e che diventerà sua amica. Intanto nelle zone limitrofe si consumano con sempre più frequenza azioni delittuose che riempiono di cronaca nera le pagine dei quotidiani locali. I puristi del genere storceranno il naso perché questa non è una storia di vampiri tout court. Le descrizioni stereotipate dei succhiasangue che affondano con efferatezza i loro canini sulle giugulari dei malcapitati di turno sono chiaramente molto presenti, ma non preponderanti. L’autore ha voluto intrecciare nel racconto altre storie di solitudine e disagio, per introdurre i molti mali che degradano la società contemporanea, fondendo la patina horror del soprannaturale con la bruttezza sconfortante del mondo reale. Il romanzo si lascia leggere, ma con qualche riserva.

    «Nessun rispetto per le cose belle. Questa era la caratteristica della società moderna. Tutt’al più, le opere dei grandi maestri potevano essere usate per riferimenti ironici o nelle pubblicità. Come nella riproduzione di Michelangelo, dove Dio invece della scintilla della vita passa ad Adamo un paio di jeans. Il centro di quell’immagine, così come Håkan la vedeva, erano quei due magnifici corpi monumentali che sfociavano nelle punte di due indici che arrivavano quasi a toccarsi, ma non proprio. Fra loro soltanto il vuoto di un millimetro. E in quel millimetro: la vita. La dignità scultorea e la ricchezza di dettagli di quel dipinto erano solo la cornice, un contorno per far risaltare ancora di più il vuoto infinitesimale al suo centro. Un punto vuoto che conteneva tutto. E proprio lì avevano messo dei jeans».

    sagt den 

  • 4

    Non partite prevenuti, il vampirismo descritto nel libro è solo un pretesto per affrontare temi più seri, reali e presenti come bullismo, alcolismo, pedofilia e tossicodipendenza.

    sagt den 

  • 0

    La novela empieza muy bien, intrigante, con su punto de terror.
    Personajes muy traumatizados, pero muy reales. Un ambiente opresivo, que induce al miedo.
    Pero en algún punto a mitad de la historia, pierde fuelle (o simplemente yo perdí el interés). De repente, estás pasando hojas sin ...fortsätt

    La novela empieza muy bien, intrigante, con su punto de terror.
    Personajes muy traumatizados, pero muy reales. Un ambiente opresivo, que induce al miedo.
    Pero en algún punto a mitad de la historia, pierde fuelle (o simplemente yo perdí el interés). De repente, estás pasando hojas sin que la trama avance, y piensas "no sé adonde va a llevar todo esto".
    Pero, en las últimas páginas nos vuelve a enganchar, la trama cobra interés y agilidad otra vez, terminando de un modo que a mí me ha gustado mucho.
    Conclusión, no es este un libro apto para todo el mundo, porque hay que mantenerse en sus trece para no abandonar la lectura, pero en conjunto no está tan mal.

    sagt den 

  • 4

    Complementarietà

    Dopo aver visto la trasposizione cinematografica (nella prima versione "svedese", in quanto recentemente ne è stata realizzata anche una seconda usa) ho deciso, come talvolta capita, di voler approfondire la storia raccontata nel film andando anche a leggere il romanzo dal quale era tratta. Inizi ...fortsätt

    Dopo aver visto la trasposizione cinematografica (nella prima versione "svedese", in quanto recentemente ne è stata realizzata anche una seconda usa) ho deciso, come talvolta capita, di voler approfondire la storia raccontata nel film andando anche a leggere il romanzo dal quale era tratta. Inizialmente, proprio nella prima parte, come per me era capitato nel film, la storia sembrava abbastanza "normale" e non mi sarei aspettata cosa ne sarebbe "saltato" fuori dopo. All'inizio credevo si trattasse di un thriller, poi di un horror, alla fine andando ad eviscerare la trama dal contorno blood-dark credo che si tratti di una storia di "rapporti umani" e di come si decide di affrontare la vita. Come capita nel mondo reale a volte siamo passivi difronte agli avvenimenti e succubi di ciò che ci succede, ma a volte, se siamo costretti ad agire per causa di forza maggiore, o anche perchè decidiamo in tal senso, emergono altri aspetti del nostro carattere che magari non sapevamo nemmeno di possedere. Penso che sia questo che è capitato nel romanzo. Si articola una storia di amicizia, sempre più profonda, che và ben al di là delle apparenze, che raggiunge livelli di comprensione sempre maggiore. In questo caso specifico è stata utile la lettura del romanzo per poter conoscere parti non spiegate nel film e quindi arricchire ulteriormente quello che già avevo visto e capire meglio la storia nel suo insieme. L'unico aspetto che, a mio avviso sarebbe stato meglio sviluppare forse un po' di più , è la parte del finale. Ad ogni modo i personaggi sono ben descritti ed indimenticabili, la storia cattura ed il libro merita di essere letto.

    sagt den 

  • 4

    Lasciami entrare è un romanzo horror del 2004 dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist. Le vicende si svolgono nell'inverno del 1981 a Blackeberg, sobborgo di Stoccolma, dove nasce un rapporto d'amicizia tra il dodicenne Oskar e una ragazzina vampiro di nome Eli.
    Oskar è un bambino di ...fortsätt

    Lasciami entrare è un romanzo horror del 2004 dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist. Le vicende si svolgono nell'inverno del 1981 a Blackeberg, sobborgo di Stoccolma, dove nasce un rapporto d'amicizia tra il dodicenne Oskar e una ragazzina vampiro di nome Eli.
    Oskar è un bambino di dodici anni vittima di atti di bullismo a scuola. Stringe amicizia con Eli, una bambina che da poco abita nell'appartamento accanto con un vecchio uomo di nome Håkan. Nel quartiere dove abitano iniziano a verificarsi efferati e inquietanti omicidi, che gettano nel terrore l'intera comunità. Solo Oskar, collezionista di articoli di giornali riguardanti argomenti crudi, rimane affascinato dalle gesta di questo killer (all'inizio è anche preoccupato di essere autore degli omicidi per qualche via soprannaturale quando, a causa della sua abitudine di colpire con un coltello un albero simboleggiante alcuni bulli, in contemporanea al suo attacco all'albero, un giovane viene ucciso in un paese vicino), e immedesimandosi in questo immagina di poter uccidere i suoi aguzzini. Intanto l'amicizia con Eli si fa sempre più profonda, nonostante la ragazzina manifesti alcuni lati inquietanti: esce solo di notte, sembra insensibile al freddo, ha una strana agilità e un'abilità straordinaria nel risolvere i puzzle. Intorno ai due protagonisti della vicenda si snodano le vicissitudini di molti altri personaggi, solo apparentemente secondari. Tra essi spicca proprio l'anziano e misterioso compagno della bambina Eli, Håkan, ma anche Tommy, un altro vicino di casa di Oskar, di poco più vecchio: uno dei pochi coetanei con cui il protagonista riesca ad avere un buon rapporto.
    Il libro si concentra sul lato più oscuro dell'umanità, trattando temi attuali come il bullismo, la sociopatia, la droga, la diffusione della criminalità giovanile, la pedofilia, la prostituzione e l'omicidio, il tutto alla luce di un racconto che si fonda su una base evidentemente soprannaturale.
    Un libro bello, dettagliato, preciso, che non lascia nulla al caso, se non per un finale che non ho molto apprezzato, o meglio avrei preferito fosse diverso. L’evoluzione narrativa e personaggistica dov’è? Oskar tanto è il ragazzo su cu ricade ogni atto di bullismo, tanto è il ragazzo che non riuscirà a reagire, se non scappando. Ma scappare è arrendersi, e non reagire!
    Per quanto riguarda il film – seppur inevitabilmente – stravolge degli elementi del libro, risulta ben fatto, con un finale forse anche migliore dello stesso libro.

    Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=zM9W7IKiFBE
    Curiosità: Il titolo originale, che tradotto significa Fai entrare quello giusto, fa riferimento alla canzone di Morrissey Let the Right One Slip In, inserita nell'edizione speciale dell'album Viva Hate, ma fa anche riferimento alla caratteristica dei vampiri, secondo cui non possono entrare in una casa se non espressamente invitati a farlo.

    «Nessun rispetto per le cose belle. Questa era la caratteristica della società moderna. Tutt’al più, le opere dei grandi maestri potevano essere usate per riferimenti ironici o nelle pubblicità. Come nella riproduzione di Michelangelo, dove Dio invece della scintilla della vita passa ad Adamo un paio di jeans.
    Il centro di quell’immagine, così come Håkan la vedeva, erano quei due magnifici corpi monumentali che sfociavano nelle punte di due indici che arrivavano quasi a toccarsi, ma non proprio. Fra loro soltanto il vuoto di un millimetro. E in quel millimetro: la vita. La dignità scultorea e la ricchezza di dettagli di quel dipinto erano solo la cornice, un contorno per far risaltare ancora di più il vuoto infinitesimale al suo centro. Un punto vuoto che conteneva tutto.
    E proprio lì avevano messo dei jeans».

    «Per alcuni secondi, Oskar vide attraverso gli occhi di Eli. E quello che vide era…se stesso. Ma migliore, più attraente, più forte di quello che pensava di essere. Visto con gli occhi dell’amore. Per pochi secondi».

    sagt den 

  • 3

    è ufficiale: non mi piacciono le storie suii vampiri

    già. non mi piacciono proprio. e questa storia non fa eccezione.
    forse partivo prevenuta, non lo so.
    una amicizia alienata a riscattare una solitudine adolescenziale.
    alla fine dei conti, è un rifugio nella pazzia.
    qualche spunto interessante, ma nel complesso mi ha provoc ...fortsätt

    già. non mi piacciono proprio. e questa storia non fa eccezione.
    forse partivo prevenuta, non lo so.
    una amicizia alienata a riscattare una solitudine adolescenziale.
    alla fine dei conti, è un rifugio nella pazzia.
    qualche spunto interessante, ma nel complesso mi ha provocato un po' di fastidio.

    sagt den 

  • 4

    Sin dalle prime pagine si capisce subito che il vampirismo è solo un pretesto, l’autore usa l’horror ed il mito del vampiro per parlare di altro.
    Per Lindqvist, l’horror è solo un contenitore, un modo avvincente per farci riflettere su cose che avvincenti non sono, per niente.
    La rece ...fortsätt

    Sin dalle prime pagine si capisce subito che il vampirismo è solo un pretesto, l’autore usa l’horror ed il mito del vampiro per parlare di altro.
    Per Lindqvist, l’horror è solo un contenitore, un modo avvincente per farci riflettere su cose che avvincenti non sono, per niente.
    La recensione completa sul mio blog : http://capitolonero.blogspot.it/2014/10/lasciami-entrare-john-ajvide-lindqvist.html

    sagt den 

  • 3

    Aunque la historia no es demasiado original y, el "gran secreto" se desvela en las 200 primeras páginas, he de reconocer que me ha sorprendido gratamente la lectura de este libro. Sin embargo, su principal defecto es la lentitud con la que se desarrollan los acontecimientos, así como la inverosim ...fortsätt

    Aunque la historia no es demasiado original y, el "gran secreto" se desvela en las 200 primeras páginas, he de reconocer que me ha sorprendido gratamente la lectura de este libro. Sin embargo, su principal defecto es la lentitud con la que se desarrollan los acontecimientos, así como la inverosimilitud de algunos personajes, en especial el protagonista, Oskar, que no te crees en ningún momento que tenga solo 12 años.

    Al libro le sobran páginas, personajes e historias secundarias que, o bien son confusas o totalmente innecesarias. No obstante, te acaba enganchando y dejándote con ganas de más, hasta el final, que es bastante fuerte, aunque un poco previsible.

    Si te gusta el género de los "chupasangres" esta novela te resultará original y bien escrita. Si lo tuyo no son las sanguijuelas con capa, lo puedes leer, aunque te resultará confuso, aburrido o chocante en ciertos momentos.

    sagt den 

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