L'écume des jours

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Editeur: 10/18

4.1
(2423)

Language: Français | Number of pages: 187 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , German , Italian , Danish

Isbn-10: 2264009322 | Isbn-13: 9782264009326 | Publish date: 

Afterword: Jacques Bens

Aussi disponible comme: Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Un titre léger et lumineux qui annonce une histoire d’amour drôle ou grinçante, tendre ou grave, fascinante et inoubliable, composée par un écrivain de vingt-six ans. C’est un conte de l’époque du jazz et de la science-fiction, à la fois comique et poignant, heureux et tragique, féerique et déchirant. Dans cette œuvre d’une modernité insolente, livre culte depuis plus de cinquante ans, Duke Ellington croise le dessin animé, Sartre devient une marionnette burlesque, la mort prend la forme d’un nénuphar, le cauchemar va jusqu’au bout du désespoir.Seules deux choses demeurent éternelles et triomphantes: le bonheur ineffable de l’amour absolu et la musique des Noirs américains…
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  • 1

    Stordire senza incanto

    Sarà che il surreale non è nelle mie corde e che il concetto di “favola per adulti” mi è sempre sembrato un ossimoro poco convincente, sta di fatto che in questo romanzo la noia la fa da padrona mentr ...continuer

    Sarà che il surreale non è nelle mie corde e che il concetto di “favola per adulti” mi è sempre sembrato un ossimoro poco convincente, sta di fatto che in questo romanzo la noia la fa da padrona mentre l’autore spinge sul pedale dell’assurdo senza misericordia.
    Non sarebbe del tutto impropria una similitudine con i quadri di Chagall, come ha scritto qualcuno, se non fosse per la piega deprimente e l’atmosfera claustrofobica che la narrazione ad un certo punto assume, mentre l’ironia e la satira cedono il passo alla tragedia.
    La descrizione di un amore, tratteggiato con grazia nella sua parabola drammatica, riserva qualche passaggio emozionante e la percezione soggettiva dell’ambiente, antitetica a qualsiasi visione empirica, è riportata con indubbia maestria.
    Boris Vian, insomma, sa quel che fa mentre deforma la materia presentandoci una visione caricaturale della realtà, un quadro dalle pennellate accese e fosche e dalle sfumature sulfuree.
    Ma il prodotto finale alla lunga stanca e stordisce senza incantare.

    dit le 

  • 5

    Uno dei libri più belli che io abbia letto.
    Tematiche così drammatiche e violente come la malattia, l'omicidio, la morte, in questo libro sono raccontate con una delicatezza e una dolcezza commoventi, ...continuer

    Uno dei libri più belli che io abbia letto.
    Tematiche così drammatiche e violente come la malattia, l'omicidio, la morte, in questo libro sono raccontate con una delicatezza e una dolcezza commoventi, con grande umanità, con ironia mai fuori luogo o eccessiva.
    Personaggi essenzialmente frivoli e superficiali sono descritti e dipinti così bene che ci si dimentica dei loro difetti e ci si immedesima immediatamente in loro, ed è impossibile non commuoversi per le loro tristi sorti.
    L'ambientazione bizzarra, i topolini parlanti, le nuvole rosa, contribuiscono a dare alla storia quell'atmosfera surreale e fiabesca che affascina ancora di più.
    Consiglio questa lettura a tutti.

    dit le 

  • 2

    La schiuma dei giorni è un romanzo di Boris Vian pubblicato nel 1947, dall'editore Gallimard.
    Sarà che io non sono entrato in empatia col romanzo, ma non mi ha particolarmente entusiasmato, troppo alt ...continuer

    La schiuma dei giorni è un romanzo di Boris Vian pubblicato nel 1947, dall'editore Gallimard.
    Sarà che io non sono entrato in empatia col romanzo, ma non mi ha particolarmente entusiasmato, troppo altisonante, anche se si leggono davvero delle belle pagine.
    Onestamente, mi aspettavo qualcosa di diverso. Era da tanto che avevo sentito parlare di questo libro. Avere aspettative alle volte è un male, poi quando vengono disattese ancor peggio.
    Un romanzo in cui ogni elemento prende vita, non ci sono oggetti inanimati; vivo è anche il linguaggio, alle volte troppo sopra le righe, ma è il prezzo da pagare se si vuole prendere per mano la storia raccontata.
    C’è l’amore che si defila nel romanzo, c’è l’attacco al lavoro alienante per l’uomo, c’è il richiamo al sogno che si vanifica, c’è un affondo alla religione che pensa più all’apparenza che alla vicinanza dei propri fedeli, c’è un attacco allo sfoggio di cultura spesso inutile, insensata.
    C’è tanto nel romanzo, scritto in maniera particolare, ma non sempre si riesce ad apprezzare tutto come si vorrebbe. Ed è bello anche così.

    “Ma lei cosa fa nella vita?" domandò il professore.
    "Imparo delle cose" disse Colin. "E amo Chloé”.

    “Chloé, le tue labbra sono dolci. La tua carnagione è come un frutto. I tuoi occhi vedono come è giusto vedere ed il tuo corpo mi riscalda..."
    In strada rotolavano biglie di vetro e c'erano dei bambini che le rincorrevano.
    "Ma ci vorranno mesi, mesi per saziarmi di baci, di tutti i baci che ti voglio dare, sulle mani, sui capelli, sugli occhi, sul collo...”

    dit le 

  • 3

    Disordinata originalità

    Si tratta senz'altro di un romanzo originale, da leggere anche solo per trarre una temporanea pausa dai tradizionali "tópoi" letterari. Vian narra, in modo assai anticonformista, una storia d'amore, m ...continuer

    Si tratta senz'altro di un romanzo originale, da leggere anche solo per trarre una temporanea pausa dai tradizionali "tópoi" letterari. Vian narra, in modo assai anticonformista, una storia d'amore, ma vi innesta altresì momenti di critica sociale e culturale.
    Personalmente, non ho trovato l'opera del tutto convincente.
    Non ho amato lo stile né il contesto ambientale ed i riferimenti (es. jazz) che, soprattutto nei primi capitoli, mi hanno ricordato molto un certo modo di scrivere tipicamente statunitense. Sì, insomma, mi sembrava di leggere un libro americano (il che è per me tutto fuorché un complimento).
    Questo vale soprattutto per la prima parte del romanzo, che mi è piaciuta davvero poco. Quando però la storia ha preso una vena più seria (anzi, tragica, ma non seria, perché questo libro serio non lo è mai) ho cominciato a pensare che forse m'ero sbagliato nel mio iniziale giudizio negativo e che potessi persino essere di fronte a un libro con la "l" maiuscola. L'ho sperato, ma purtroppo non è stato così.
    In alcune parti del romanzo, tra l'altro, ho trovato una eccessiva spinta ironica (fuori luogo, a mio modo di vedere), come se l'autore volesse ad ogni modo far sorridere il lettore, con l'inevitabile conseguenza di risultare forzato (penso all'episodio del farmacista).
    Certo, sono senz'altro da apprezzare alcuni spunti particolarmente creativi. Nel complesso, però, l'ho trovata un'opera priva di equilibrio: qualche sprizzo encomiabile che mi resterà impresso, ma anche parecchie trovate a mio modo di vedere non riuscite.

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  • 4

    Le prime pagine mi hanno rapito per il linguaggio e l’ambientazione surreale. Case, macchine, vestiti, cibi, animali, tutto è reinventato, arricchito, reso possibile. Poi, un secondo prima che questo ...continuer

    Le prime pagine mi hanno rapito per il linguaggio e l’ambientazione surreale. Case, macchine, vestiti, cibi, animali, tutto è reinventato, arricchito, reso possibile. Poi, un secondo prima che questo gioco potesse stancarmi, la storia ha preso una piega e un ritmo inaspettati, è diventata tragedia. Una tragedia raccontata con altrettanta maestria, con le stupende immagini della casa che perde luminosità e si rattrappisce mentre Chloé è sempre più malata. Non credevo, sbagliando, che un libro così poco “realistico” potesse commuovere. Vian è un maestro che ci fa entrare in un altro mondo, e alla fine la storia di Colin e Chloé è veramente, come disse Queneau, “il più straziante dei romanzi d’amore contemporanei”

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  • 4

    sembra impossibile, ma questo libro parla della realtà! di come essa si appropri dei nostri sogni di felicità per riportarci sul piano tragico di ciò che è reale! Lo fa in un linguaggio poetico e buff ...continuer

    sembra impossibile, ma questo libro parla della realtà! di come essa si appropri dei nostri sogni di felicità per riportarci sul piano tragico di ciò che è reale! Lo fa in un linguaggio poetico e buffo, caotico e metaforico! tante immagini rimangono impresse indelebili nella mente di chi legge. Ma ognuno ha le sue credo! io ho certo le mie più care! La ninfea che cresce nel petto è sicuramente tra le più potenti, come il disprezzo del religioso nei confronti di un Colin impoverito che si può permettere solo un funerale povero!

    dit le 

  • 3

    L’ecume des jours è un romanzo spacciato per storia d’amore con epilogo drammatico (una Love story francaise), in realtà nasconde una intenzione molto più sperimentale, innovativa e simbolica e non ...continuer

    L’ecume des jours è un romanzo spacciato per storia d’amore con epilogo drammatico (una Love story francaise), in realtà nasconde una intenzione molto più sperimentale, innovativa e simbolica e non di accesso così immediato.
    Infatti lo si comincia proprio come una storia d’amore (almeno così è stato per me), sbarazzina, un poco snob, chic, allegramente frivola ma, a poche pagine dall’inizio, si intuisce che qualcosa non gira nel verso giusto, perchè un’anguilla non può uscire (o almeno vivamente io lo spero) dalle tubature del lavello e finire nella padella di un cuoco che compone elaborati piatti molto nouvelle cuisine, perché un jukebox non dovrebbe shakerare e preparare cocktail mentre riproduce musica, e un appartamento che si rimpicciolisce e abbassa il suo soffitto e cambia il colore delle pareti modulandosi all’umore di chi lo abita chi lo ha mai visto? E tante altre stravaganze che si susseguono proseguendo le pagine.

    A quel punto ci si domanda quali siano le intenzioni di Boris Vian e si comincia ad intuire che, dietro una storia d’amore giovanile, disincantata, romantica e inizialmente molto deresponsabilizzata forse si nasconde un intento più serio da parte del suo autore.
    Si scopre poi che Boris Vian è influenzato dal surrealismo, dissemina la sua storia di elementi simbolici, riesce, parlando d’amore, a fare satira e non ha pudore, né timore, nel prendere aspramente a bersaglio il filosofo più trend del suo tempo tale Jean Paul Sartre ci cui distorce il nome in tono denigratorio, dileggiandolo in gag divertenti esagerate e surreali.
    Tra avvenimenti ameni e leggeri, cene romantiche, pomeriggi passati a pattinare sul ghiaccio, Vian camuffa e infila episodi in cui ha modo di esprimere per bocca dei suoi personaggi all’apparenza ingenui e un po’ sciocchi una velata polemica sociale sul mondo del lavoro, delle sue idee sul rapporto uomo macchina en tous cas, c'est idiot de faire un travail que des machines pourraient faire , sulla dipendenza e sull’ossessione per il denaro.
    La storia prende poi una piega drammatica, Chloé, la deliziosa e leggiadra protagonista femminile, si ammalerà ai polmoni (è questo l’aspetto che mi ha fatto avvicinare all’opera di Vian) e la vena surreale dell’autore non si arresta nenache di fronte a questo epilogo tragico: la malattia è raffigurata come una ninfea che ha messo radici negli alveoli polmonari di Chloé, la ninfea è sbocciata e si è espansa in rivoli schiumosi, l’unica terapia possibile è una terapia floreale, secondo il principio omeopatico che il simile si cura con il simile, e il giovane marito di Chloé, disperato e innamorato, riempie la sua camera di fiori, a dozzine, a mazzi, a bouquet, tanti colorati profumati, e Chloé che giace pallida, esanime sul letto scopre il suo petto bianco, ansimante e lo ricopre di narcisi, di rose, di lillà di fresie li abbraccia, ne aspira avidamente il profumo affinchè essi possano assorbire e risucchiare via tutto il male come per un fenomeno di osmosi, ma fino ad appassire essi stessi.
    Riuscire a trasmettere l’idea di malattia in modo quasi dolcemente poetico e romantico, sebbene anche dissacrante, è notevole, e questo aspetto mi ha colpito moltissimo.

    Penultima nota a proposito del linguaggio, avendolo letto in lingua originale ho percepito meno la stravaganza dei vocaboli di nuovo conio di Boris Vian, le sue invenzioni linguistiche mi sono sembrate più termini francesi che non conoscevo che giochi di parole, forse stupiscono di più in una lettura tradotta.

    Ultima nota: ho scoperto che nel 2013 dal romanzo è stato tratto un film dal titolo Mood Indigo, ho visto il trailer e mi è parso assolutamente delizioso, credo che le invenzioni bizzarre e le situazioni grottesche messe in scena da Boris Vian siano particolarmente adatte allo schermo, anzi penso che la storia possa avere una resa più efficace come film che come romanzo, romanzo che alla fine mi è piaciuto, sì , ma solo moderatamente.

    Indico il link del film a chi può eventualmente interessare.

    http://www.mymovies.it/film/2013/moodindigo/trailer/

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  • 2

    Perché accidenti non m'è piaciuto?

    - Perché sei arrangiata male.

    http://tinyurl.com/b8p5juh

    Insieme alla schiuma (di una birra), una cedrata per @Hari (il cui tasso alcolico è pari a 15 mL di Curasept ...continuer

    Perché accidenti non m'è piaciuto?

    - Perché sei arrangiata male.

    http://tinyurl.com/b8p5juh

    Insieme alla schiuma (di una birra), una cedrata per @Hari (il cui tasso alcolico è pari a 15 mL di Curasept), un Midori lemon e un lieve fine, grazie, magari si poteva pure fare.
    Sì, hai ragione, sono arrangiata male.

    p.s. la colonna sonora "e che ve lo dico a fare" è dedicata a Nood-trattino, un po' Nicholas, un po' Omar Sy!, un po' tamburello.

    dit le 

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