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L'écume des jours

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Editeur: 10/18

4.1
(2262)

Language:Français | Number of pages: 187 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , English , German , Italian , Danish

Isbn-10: 2264009322 | Isbn-13: 9782264009326 | Publish date: 

Afterword: Jacques Bens

Aussi disponible comme: Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Un titre léger et lumineux qui annonce une histoire d’amour drôle ou grinçante, tendre ou grave, fascinante et inoubliable, composée par un écrivain de vingt-six ans.
C’est un conte de l’époque du jazz et de la science-fiction, à la fois comique et poignant, heureux et tragique, féerique et déchirant. Dans cette œuvre d’une modernité insolente, livre culte depuis plus de cinquante ans, Duke Ellington croise le dessin animé, Sartre devient une marionnette burlesque, la mort prend la forme d’un nénuphar, le cauchemar va jusqu’au bout du désespoir.
Seules deux choses demeurent éternelles et triomphantes: le bonheur ineffable de l’amour absolu et la musique des Noirs américains…
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  • 5

    Questi sono i libri che voglio leggere. E non per la visione così delirante della realtà, ma per la personalità che trasuda da queste pagine. Mi sono innamorata dello sguardo dell'autore. Del suo modo ...continuer

    Questi sono i libri che voglio leggere. E non per la visione così delirante della realtà, ma per la personalità che trasuda da queste pagine. Mi sono innamorata dello sguardo dell'autore. Del suo modo di analizzare quello che gli succede. E poi la storia è sentimento puro, potresti anche toglierle tutto il contorno, e rimarrebbe comunque un racconto pieno di amore e di dolore.
    Bellissimo, davvero. E consigliato.

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  • 4

    Il romanzo surreale è difficile da capire: non va preso alla lettera, è freddo in un certo senso,porta a ridere magari descrivendo situazioni tragiche, è iperbolico, la realtà è deformata per rendere ...continuer

    Il romanzo surreale è difficile da capire: non va preso alla lettera, è freddo in un certo senso,porta a ridere magari descrivendo situazioni tragiche, è iperbolico, la realtà è deformata per rendere un'idea. E' fondamentalmente una scrittura astratta. A me è un genere che attira molto. Soprattutto se il surreale si coniuga con il sorriso e con l'ironia, in certe parti e in certi momenti. In questo caso, tutto il romanzo si legge sorridendo per le idee che si susseguono, per le immagini brillanti. Il romanzo si fa più bello andando avanti nella lettura, man mano che la situazione si fa più tragica fino alle pagine finali che sono geniali, veramente, incredibilmente geniali soprattutto il funerale, il colloquio con Gesù in chiesa, il dialogo tra gatto e topo che chiude il libro in modo perfetto. In queste pagine mi pare di riconoscere la sensibilità dell'autore emergere tra le idee balorde prepotentemente e dare un tocco gentile e delicato alla storia. Descrivere la trama di un romanzo surreale non ha molto senso, perciò l'accenno solo. E' una storia d'amore tra due ragazzi appena sposati con la ragazza Chloe che si ammala subito di un male strano e gravissimo. Il disagio per la sofferenza non è reso dai dialoghi, sempre leggeri e brillanti, ma dalla casa che si restringe, dalla luce che non entra più, dai soldi che finiscono. Dalla necessità di comprare fiori.
    Chloe potrebbe essere una figura simbolica: l'amore coniugale per cui la sua morte rappresenterebbe la fine di questo amore. Nemmeno i fiori, regalo tradizionale tra innamorati, servono a rianimarla. Bellissimo il funerale ma forse è meglio non raccontarlo per non togliervi il piacere della lettura. E la sofferenza del topo nel vedere la sofferenza altrui è qualcosa di geniale. E' come dire che morto l'amore non sopravvive niente, nulla ha più senso, la religione non ha niente da dire in proposito. Bellissima la figure di ALise che incendia tutte le librerie che vendono Partre dopo che il fidanzato Colin l'ha lasciata perchè preso da Partre. La filosofia che allontana dalla vita e assorbe tutte le risorse di una persona. Ma la cosa più bella è il finale del gatto e del topo.

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  • 5

    Folle, surreale, poetico e armonioso; pieno di suoni e colori, luci e ombre, ma anche un romanzo di forte denuncia sociale.
    Credo che Pennac si sia molto ispirato a Vian; ho ritrovato, infatti, la ste ...continuer

    Folle, surreale, poetico e armonioso; pieno di suoni e colori, luci e ombre, ma anche un romanzo di forte denuncia sociale.
    Credo che Pennac si sia molto ispirato a Vian; ho ritrovato, infatti, la stessa atmosfera stravagante a ai limiti del grottesco capace però di colpire e affascinare il lettore e lasciare il segno.
    L’ideale? leggerlo comodamente sdraiati a “Casa Battlò” a Barcellona perché in realtà credo che la vera ispirazione derivi da Gaudì, geniale sognatore in grado di creare un mondo fiabesco e visionario in continuo movimento e mutamento.

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  • 4

    Non prendetela come un offesa, anzi e' decisamente un complimento. Ho letto molti libri fantasy, ma devo dire che in questo non c'e' solo molta fantasia, ma c'e' anche l'assurdo. Solo per questo va le ...continuer

    Non prendetela come un offesa, anzi e' decisamente un complimento. Ho letto molti libri fantasy, ma devo dire che in questo non c'e' solo molta fantasia, ma c'e' anche l'assurdo. Solo per questo va letto perche' ogni pagina contiene un qualcosa di straordinariamente assurdo. Tutto in senso buono, ovvio. Perde una stella per il finale, non mi puacciono molto i finali deprimenti e poi perché volevo leggere di più...

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  • 3

    Surreale

    4 stelline perche' e' certamente uno scritto unico nel suo genere. Non sono riuscita ad entrare del tutto in sintonia con l'atmosfera psichedelica dei personaggi. Credo sia possibile e normale, per un ...continuer

    4 stelline perche' e' certamente uno scritto unico nel suo genere. Non sono riuscita ad entrare del tutto in sintonia con l'atmosfera psichedelica dei personaggi. Credo sia possibile e normale, per un libro che tanto esprime della personalita' dello scrittore. Non ne leggerei un altro. Pero' sono felice di aver letto questo.

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  • 4

    All’inizio il parallelismo facile che si può fare è quello col piacevolissimo film “Il favoloso mondo di Amélie” e in effetti lo può ricordare soprattutto all’inizio. Ambedue i personaggi in fondo han ...continuer

    All’inizio il parallelismo facile che si può fare è quello col piacevolissimo film “Il favoloso mondo di Amélie” e in effetti lo può ricordare soprattutto all’inizio. Ambedue i personaggi in fondo hanno difficoltà a vivere una vita “normale” fatta di sofferenze e meschinità egoistiche e ambedue vedono gli altri e il mondo attraverso i vetri dei loro occhiali. Ma oltre in comune non hanno perché è lo stile che è diverso. Difficile catalogare o anche solo inserire in una categoria stilistica il contenuto di questo libro. Vian è oltre perchè va oltre la narrativa e la poesia possibile; va oltre la narrativa classica o underground o anarchica, perché di regole stilistiche e narrative Vian non ne vuole proprio sapere e non sa cosa sia davvero il rispetto di ruoli standard fra scrittore e lettore, come non ci costringe assolutamente a vedere spazi e personaggi attraverso descrizioni facilmente riconducibili a ben definiti spazi e con comprensibili personaggi. Vian reinventa il tutto e lo fa continuamente secondo come si vede e si vive in quel momento la realtà. Inoltre nelle sue parole vi è l’uso costante, quasi ossessivo, di descrizioni con colori e materie con qualità improbabili che però riescono a diventare concreta realtà per i nostri sensi borghesi.
    Devi entrarci nel suo immaginare anche se solo racconta una semplicissima storia di un amore che nasce e che muore nell’arco di pochi mesi. Sicchè la purezza dei suoi personaggi comprende il dolore solo come ninfea allocata in un polmone perché una sorta di pudore lega i due innamorati o è forse per loro è solo l’incomprensione del male. Per loro questi elementi terreni non rientrano nella loro sfera fatta di immaterialità che diventa comprensibile a noi solo come apoteosi fantastica rappresentata in un vortice fra incubo e visione onirica della esistenza di anime belle e fragili come crisalidi.

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