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L'éducation sentimentale

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Editeur: Flammarion

4.0
(1972)

Language:Français | Number of pages: 499 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Catalan , Greek , Dutch

Isbn-10: 2070361470 | Isbn-13: 9782070361472 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Description du livre
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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Hai un bel dirti è lui, è lei, è quell'altro, quell'altra, è la borghesia, il popolo, l'aristocrazia, il 1840, la Francia.
    La verità è che arrivi alla fine di questa carrellata di parassiti, cialtroni ...continuer

    Hai un bel dirti è lui, è lei, è quell'altro, quell'altra, è la borghesia, il popolo, l'aristocrazia, il 1840, la Francia.
    La verità è che arrivi alla fine di questa carrellata di parassiti, cialtroni, ipocriti, furbastri, profittatori, puttane, vili, velleitari (Ah, c'è un bravo ragazzo: fa una brutta fine. Ah, c'è un neonato: muore), e ti viene voglia di rincantucciarti in fondo al tuo letto e non uscirne mai più; pensi che sei una scellerata ad avere avuto dei figli (maschi, pure) e valuti se non sarebbe stato assai meglio non essere mai nata.
    Perchè insieme a Frédéric sei tu che vieni educato, sono le tue illusioni che vengono polverizzate, è il tuo sguardo che viene reso irrimediabilmente opaco ad ogni bene possibile dall'arte suprema dell'autore.
    Uno che non cede mai alla tentazione di mettersi ad un livello diverso dai suoi personaggi, e scrivendo inesorabilmente come loro pensano, fonde a tal punto narratore, storia e personaggi (il che rende inservibili -e vagamente ridicole- tutte quelle chiacchiere sul narratore diegetico/extradiegetico a riprova che gli artisti grandi sono sempre sette leghe avanti ai teorici) da non lasciarti alcuna via di fuga, alcuna remota possibilità anche solo di pensare che il mondo sia meglio di così.

    Ha un bel dire il buon Agostino che il male è solo assenza di bene.

    Solo??

    Io, il posto più simile all'inferno che riesca a immaginare è la mente di Gustave Flaubert.

    dit le 

  • 4

    "l'educazione sentimentale" racconta di un giovane uomo – così viene definito nel sottotitolo dell’opera – Frederic Moreau che dispone di una discreta rendita, che via via sperpera tuttavia continuand ...continuer

    "l'educazione sentimentale" racconta di un giovane uomo – così viene definito nel sottotitolo dell’opera – Frederic Moreau che dispone di una discreta rendita, che via via sperpera tuttavia continuando a vivere nell’agio, che insegue vaghi ideali di successo personale come artista ed è follemente innamorato della signora Annoux, moglie di un editore poi ceramista godereccio e cialtrone, il signor Annoux. Mentre continua ad amare la signora Annoux, vive con una sgualdrinella (cocotte), Rosanette e ha una storia che per un pelo non finisce in un matrimonio con una nobildonna ricca, la signora Dambreuse. Per metà libro tuttavia Flaubert descrive la passione inappagata del protagonista. Poi lui conosce l’amore, anche se le sue storie sentimentali sono tutte diversioni dall’oggetto del suo amore, madame Annoux, con la quale non riesce mai a congiungersi, benché le dichiari varie volte il suo amore e lei verso la fine faccia altrettanto. Insomma, Frederic racconta il suo fallimento, nell’amore ma pure nella vita.
    insomma,la storia di un uomo mediocre...tipo bel-ami,forse peggio!
    secondo me è un libro molto affascinante e pieno di verità e poi mi ha colpita perché è un’opera autobiografica,almeno alla lontana...
    opere come questa le apprezzi solo se riesci a distaccarti moralmente nei confronti del personaggi e a godere solamente del realismo della narrativa...cosa che, non sono riuscita a fare purtroppo: 4 stelle. da leggere !

    dit le 

  • 4

    Interessante dal punto di vista storico, è il 1848! Nonostante i tanti nomi e i complicati eventi storici, Flaubert non si perde mai e non ci perdiamo mai neanche noi leggendo, fila tutto liscio. Tutt ...continuer

    Interessante dal punto di vista storico, è il 1848! Nonostante i tanti nomi e i complicati eventi storici, Flaubert non si perde mai e non ci perdiamo mai neanche noi leggendo, fila tutto liscio. Tuttavia, che tedio mostruoso seguire questi personaggi privi di qualunque interesse!

    dit le 

  • 5

    “I cuori femminili sono come quei mobiletti pieni di scomparti segreti, di cassettini nascosti uno dentro l’altro: ci si affanna, ci si rompe le unghie, e poi in fondo si trova soltanto qualche fiore secco, un po’ di polvere o addirittura il vuoto.”

    Un romanzo poderoso (e ponderoso) la cui lettura impegna e richiede attenzione , ma che mi ha lasciato ampiamente soddisfatto.
    Infatti l'autore , grazie ad uno stile espositivo di grande eleganza ed e ...continuer

    Un romanzo poderoso (e ponderoso) la cui lettura impegna e richiede attenzione , ma che mi ha lasciato ampiamente soddisfatto.
    Infatti l'autore , grazie ad uno stile espositivo di grande eleganza ed efficacia, dimostra un'eccezionale bravura nel portarci a spasso nella Parigi della seconda metà dell' '800 (ed è un peccato non essere parigini perché il piacere della lettura sarebbe sicuramente ancora maggiore) attraverso i diversi personaggi maschili e femminili che , così sontuosamente raffigurati , danno vita alle vicende descritte lasciandoci liberi di condividerne oppure di criticarne il comportamento , a cominciare proprio da quello del protagonista , il giovane Federico Moreau , vittima di un'infatuazione folle per la bella quanto irraggiungibile Maria , ma pure soggiogato dalla conturbante Rose-Anne “La Marescialla” oltre che dalla ricca Madame Dambreuse , però a sua volta oggetto di un grande amore , da lui non ricambiato , da parte della giovane Luisa .
    Ma chi , anche in virtù del titolo , pensasse solo ad una delle tante storie di intrecci impossibili e contrastati , così sfruttate nelle opere letterarie di tutti i tempi , avrebbe una visione parziale dell'opera perché la narrazione , che si sviluppa in tre parti , è anche un superbo affresco sul panorama politico , culturale e sociale dell'epoca riservando molte ed intensissime pagine ai violenti moti rivoluzionari del 1848 contro la monarchia , poi brutalmente sedati nel sangue .
    Insomma un romanzo epocale quanto maestoso che descrivendo la formazione amorosa di un poco determinato ed ondivago giovane borghese , mette soprattutto a fuoco le speranze , le illusioni , le aspettative , molte delle quali completamente deluse , di un'intera generazione.

    dit le 

  • 2

    A me dispiace tantissimo non terminare di leggere un romanzo, ma nel momento in cui si perde il filo e ci si annoia è inevitabile. Mi chiedevo perché non avessi mai letto nulla di letteratura francese ...continuer

    A me dispiace tantissimo non terminare di leggere un romanzo, ma nel momento in cui si perde il filo e ci si annoia è inevitabile. Mi chiedevo perché non avessi mai letto nulla di letteratura francese, sentivo dire che fosse pesante, ma ho voluto comunque provare... forse ho provato col romanzo sbagliato: questo. Passerà molto tempo prima di intraprendere la lettura di un altro romanzo francese, mi spiace.

    dit le 

  • 0

    LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE

    Stupendo romanzo sulla realtà dell'autismo, su un ragazzo che a volte si sente estraneo agli altri forse perché speciale rispetto agli altri. Non commovente, ma molto toccante

    dit le 

  • 0

    Una recensione in itinere

    Per resistere alla tentazione di smollare il vacuo Frédéric Moreau al suo destino, mi accingo a un esperimento: la recensione "in itinere", per testare se è vero - come ho letto - che il romanzo va mi ...continuer

    Per resistere alla tentazione di smollare il vacuo Frédéric Moreau al suo destino, mi accingo a un esperimento: la recensione "in itinere", per testare se è vero - come ho letto - che il romanzo va migliorando. Ché per ora, scusatemi, leggerlo mi pare una punizione.
    Ah, ovviamente ci sono tracce di SPOILER nelle righe sottostanti.
    ---
    Pag. 104 (primi 5 capitoli).
    Il romanzo è noioso. Non trovo altro aggettivo per descriverlo.
    Il protagonista fa una sola cosa notevole, più o meno due pagine dopo la sua apparizione, ovvero si innamora. Altrettanto rapidamente si disinnamora, o meglio, si dimentica dell'oggetto del suo innamoramento, e la storia precipita nel baratro del nulla. Frédéric inizia a ciondolare nella vivace Parigi, frequentando gente che non gli piace, facendo cose che non gli piacciono, studiacchiando (stancamente) una materia che non gli piace.
    Al lettore, giocoforza, un protagonista così *non* piace.
    Poi capita che egli incontri di nuovo la sua bella ormai dimenticata, e il nostro eroe va in fissa di paranoie che manco sotto trip di oppio. Il livello di noia triplica, finché (secondo lieve fremito di interesse in 100 pagine), la madre del giovanotto gli comunica «Cicciobello mio, non ci hai più una lira». Alle paranoie d'amore si aggiungono le paranoie da povertà incombente e orgoglio distrutto, con domande del tipo: "Come farò a salvare la faccia davanti ai miei amici (che però non mi piacciono neanche tanto)?"
    Ecco, questo per ora è quanto accaduto.
    Livello di interesse suscitato su una scala da 1 a 10 -> 3.
    ---
    Pag. 323 (fine seconda parte).
    Il romanzo effettivamente va migliorando, ma non il mio interesse né il mio umore di lettrice.
    Ogni scelta che Frédéric compie (prestare soldi ferendo un amico; scegliersi un'amante; dare la sua mezza parola per un matrimonio ecc.) è frutto del capriccio, del momento. L'immagine che ne rimanda è quella di un uomo fatuo anche nelle passioni più profonde, come quella per Madame Arnoux, che non superano la prova della maturità: somigliano più a ostinazioni giovanili che ad amori immortali capaci di trasfigurare l'anima. Questa è la ragione principe (ma non l'unica) per cui trovo irritante il protagonista e le sue gesta.
    Da un punto di vista stilistico, confermo il giudizio che mi ero fatta da ragazzina leggendo Madame Bovary - che comunque avevo apprezzato molto più di questo: la narrativa di Flaubert mi avvince più o meno come la lettura dei bugiardini. Mi rendo conto che scrive benissimo, ma la sua arte per me ha la qualità fredda e asettica del vivisettore.
    ---
    Fine
    Bye Bye Frédéric Moreau. Vado a consolare il mio disappunto fra le braccia di Philip Carey [Schiavo d'amore, Somerset Maugham]. Non voglio spoilerare più di quanto io abbia già fatto, ma aspettatevi il grosso degli eventi in questa terza parte. Purtroppo io vi sono giunta troppo esasperata, annoiata e carica di pregiudizi per poterne godere, quindi è con molto rammarico che chiudo il romanzo. Oddio, non che gli eventi che accadono abbiano alzato anche solo di una tacca il giudizio che mi ero ormai formata sull'ondivago Freddy, per carità. Voglio solo dire che mi spiace che il mio cattivo umore per Flaubert, germogliato nel primo capitolo, sia cresciuto pian piano sino a diventare odio schietto nell'ultimo capitolo (che ho trovato francamente ipocrita e irritante).
    Finisce così, con delusione e amarezza, quest'educazione sentimentale in cui tante aspettative di delizie letterarie avevo incautamente posto. Quel dommage!

    dit le 

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