L'última trobada

Per

Editor: Empúries

4.1
(5800)

Language: Català | Number of Pàgines: 175 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , German , Italian , French , Polish , Dutch , Portuguese , Slovenian , Hungarian , Greek

Isbn-10: 8475969720 | Isbn-13: 9788475969725 | Data publicació: 

També disponible com: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

Do you like L'última trobada ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Registra't gratis
Descripció del llibre
Un dels últims grans descobriments de la literatura europea del segle XX. Publicat per primer cop el 1942, aquest clàssic de la literatura hongaresa ens situa en plena decadència de l´imperi austro-hongarès i ens nnrra el retrobament de dos amics que han viscut esperant-lo i compartint un secret d´una força singular.
Sorting by
  • 5

    LE BRACI

    “ L’uomo comprende il mondo un po’ alla volta
    E poi muore”

    Pubblicato senza successo per la prima volta in Ungheria nel 1942, “Le braci” dello scrittore di origini ungheresi Sàndor Marai è stato riv ...continua

    “ L’uomo comprende il mondo un po’ alla volta
    E poi muore”

    Pubblicato senza successo per la prima volta in Ungheria nel 1942, “Le braci” dello scrittore di origini ungheresi Sàndor Marai è stato rivalutato, insieme a tutta l’opera dell’autore, negli anni successivi fino a far sì che egli fosse annoverato fra i massimi esponenti della letteratura del Novecento mitteleuropeo.
    Un libro intenso, la storia di un’amicizia tradita che in un’attesa spasmodica, a cavallo tra due guerre mondiali che sembrano avere una forza drammatica inferiore alla vicenda profonda e intima raccontata, conduce, dopo più di quarant’anni, ad un epilogo amaro e disperato. Dopo i primi capitoli che sono essenziali per l’introduzione dell’ambiente storico, culturale e geografico della vicenda, vengono presentati i protagonisti dei fatti accaduti: Henrik, figlio di un Ufficiale della Guardia Reale, ricco e intraprendente, con un senso profondo del dovere, dell’onore e dello Stato, predisposto alla vita militare; Nini, balia e governante di Henrik, ormai vecchissima ma che continua ad amarlo con la dolcezza di una madre; Konrad, figlio di una famiglia di funzionari poveri che per rendere più agiata la vita del figlio sono disposti a togliersi il pane di bocca, con attitudini artistiche spiccate, amante della musica; Kristina, adorata moglie di Henrik, ora diventato Generale, la donna che avrà la capacità, pur non volendolo, di dividere i due amici per tutta la vita. Sembrerebbe il classico triangolo e i fatti, presi così alla lettera, parrebbero confermarlo. Marai, partendo da una trama assolutamente “banale” sia nella letteratura che nella vita, riesce a costruire un gioiello di delicata bellezza, splendente di disillusione, di rimpianti, di ricordi, di braci che covano sotto la cenere in attesa di divampare in fuoco o di spegnersi per sempre.
    Nel suo arroccato castello dei Carpazi, immerso nella foresta, Henrik nell’immensa solitudine della sua vita, aspetta dopo quarantanni l’amico Konrad per scoprire l’essenza della verità di ciò che ha sconvolto la sua vita, quella dell’amico più stretto e quella della moglie Kristina, ormai morta. Un lungo monologo dell’attesa aspettando il giorno della verità e della vendetta prelude all’arrivo di Konrad. Entrambi ormai sono vecchi e il tempo davanti alla loro vita non è più disposto a dilatarsi. Sono essenzialmente due le domande a cui il generale Henrik esige risposta. Tutti e due sanno che il loro incontro sarà l’ultimo e hanno sempre saputo che si sarebbero rivisti nonostante le loro vite si siano separate per sempre dopo essere stati a lungo“come due gemelli nell’utero materno”.
    Vissuti come fratelli seppure tanto diversi uno dall’altro, uno militare per vocazione, l’altro militare per mestiere, legati da un’alleanza e da un’intesa duratura, da un’amicizia nata durante l’infanzia e che neanche la morte può cancellare, si incontrano ancora una volta per parlare del segreto che con una forza singolare li ha tenuti in vita fino ad ora. Henrik vuole capire a fondo sia le cose che le parole, perché esse sono capaci di fare il giro del mondo finchè si riuniscono a chiudere finalmente il cerchio a cui sono destinate. Ma il dialogo con Konrad non esiste. Muto, egli si rifiuta di rispondere alle domande più importanti e assiste inerme al soliloquio del suo amico Henrik. Il momento della verità tanto atteso brucia davanti ai loro occhi, nel destino ormai compiuto, in ciò che ormai si è trasformato in polvere e in cenere, nel dolore che gli anni hanno attenuato, nella collera svanita, nella vita che ormai è finita, nel’oggettività dei fatti che brucia nel grande camino trasformandosi in brace lucida e nera senza ormai nulla più poter svelare. Perché l’uomo comprende un po’ alla volta e poi muore e dopo aver scoperto le cause dei fenomeni e delle azioni umane si rende conto di quanto sia fragile e scialbo tutto ciò che ancora si può apprendere dall’altro, sia che esso confessi o menta. Non c’è un vincitore né un vinto, solo due poveri vecchi illuminati dalla brace dei ricordi che si consumeranno, come grandi candele accese, alla fine della loro esistenza. Un capolavoro in cui, leggendo la biografia dell’autore, troviamo tanto dei suoi pensieri e delle sue riflessioni personali, dell’ineluttabilità di un mondo che cambia e peggiora sotto i suoi occhi, di quel mondo per lui così poco accogliente da fargli decidere di togliersi la vita con un colpo di pistola all’età di 89 anni.

    dit a 

  • 5

    "Non c'è nulla che gli uomini desiderino con tanto ardore come un'amicizia disinteressata. Ma è un desiderio senza speranza."

    Vi è mai capitato che una persona cara, con cui magari avete condiviso anni importanti di crescita, di dolore e di gioie spensierate, sparisse senza dare alcuna spiegazione? E vi è capitato poi di viv ...continua

    Vi è mai capitato che una persona cara, con cui magari avete condiviso anni importanti di crescita, di dolore e di gioie spensierate, sparisse senza dare alcuna spiegazione? E vi è capitato poi di vivere una sorta di tormento interiore che ha costretto a dipanare la matassa dei ricordi in cerca di uno sbaglio commesso ingenuamente? Siete riusciti a liberarvi dal vostro dolore o siete ancora in attesa di un chiarimento o di - da un certo punto in poi - non si sa più cosa?
    Ecco.
    Allora leggete questo libro e troverete le risposte che in fondo al vostro animo non avete mai smesso di cercare.
    Tuttavia anche questo è riduttivo e pretestuoso perché nel romanzo, che è una lunga chiacchierata -quasi un monologo- tra due amici che non si vedono da quarantuno anni, si riflette su questioni nodali dell'esistenza e del nostro essere uomini, sul tempo che scorre implacabile, sui ricordi, sulla vecchiaia, sull'amore, sull'amicizia , su cosa siamo e dove stiamo andando e perché (se una ragione esiste).
    Anche sulle attese disilluse dell'impero austroungarico in disfacimento, in una Europa alle soglie di un nuovo conflitto (mondiale).
    Ho amato profondamente queste pagine e non me ne voglia chi sostiene che la letteratura russa ha detto questo e altro e con un secolo d'anticipo e che sono solo mie mancanze perché, del resto, sicuramente sono tanti gli aspetti che possono influire sul piacere della lettura.

    Ps: grazie Giò per aver rivissuto con me queste pagine che hai fatto viaggiare con te. E' stato un confronto bellissimo.

    "Cosa si può domandare con le parole? E quanto vale la risposta che una persona affida alle parole, invece di esprimerla con la realtà della sua vita?..Vale ben poco.
    Sono estremamente rare le persone le cui parole coincidono alla perfezione con la realtà della loro vita. Forse è il fenomeno più raro che esista al mondo.
    Non intendo dire che il mondo sia fatto di bugiardi. Penso però che è inutile accumulare esperienze, conoscere la verità, perché non siamo in grado di cambiare la nostra natura di fondo. Forse il massimo che possiamo fare nella vita è adattare alla realtà del mondo, con intelligenza e cautela, la realtà immutabile della nostra natura. Di più non passiamo fare. E nemmeno questo ci renderà più saggi o più resistenti... "

    dit a 

  • 3

    Un bel libro. La storia si dipana attorno ad atmosfere antiche, la trama non risulta essere importante al fine della comprensione dell'opera. Il lungo monologo, animoso e ponderato, che occupa la quas ...continua

    Un bel libro. La storia si dipana attorno ad atmosfere antiche, la trama non risulta essere importante al fine della comprensione dell'opera. Il lungo monologo, animoso e ponderato, che occupa la quasi totalità delle pagine è decisamente ben scritto. Unica pecca, secondo me almeno, l'autore si fa prendere la mano in diverse occasioni da un romanticismo spicciolo e stucchevole.

    dit a 

  • 5

    "Le braci" di Sandor Marai. Lo definirei un saggio sull'amicizia. Bellissimo, intenso, coinvolgente ma anche amaro. Lascia un senso di tristezza, di vuoto, di dispiacere. I temi della solitudine e del ...continua

    "Le braci" di Sandor Marai. Lo definirei un saggio sull'amicizia. Bellissimo, intenso, coinvolgente ma anche amaro. Lascia un senso di tristezza, di vuoto, di dispiacere. I temi della solitudine e dell'amicizia rappresentano il movente principale dei monologhi interiori. Il libro offre moltissimi spunti di riflessione arricchendo la nostra anima ma allo stesso tempo lasciando un senso di irrisolto non indifferente. È un tumulto di sensazioni che vale la pena affrontare. Ogni parola non è lasciata al caso. Anzi! Siamo di fronte ad uno stile semplice ma preciso, scorrevole ma mai banale. Un piccolo capolavoro da non perdere.

    dit a 

  • 4

    Le braci

    Le braci sono ciò che rimane del fuoco della vita. Braci, perchè prive di forza per ardere, ma che il ricordo mantiene calde.
    Questo è il grande messaggio del romanzo, espresso attraverso una vicenda ...continua

    Le braci sono ciò che rimane del fuoco della vita. Braci, perchè prive di forza per ardere, ma che il ricordo mantiene calde.
    Questo è il grande messaggio del romanzo, espresso attraverso una vicenda di amicizia, di amore e di tradimento. Tuttavia la bellezza di quest'opera è, a mio parere, evidente da un altro elemento, ossia dalle piccole riflessioni secondarie che attraversano il racconto, come delle piccole gemme che vengono lasciate durante il cammino del lettore per non perdere la strada, al posto di briciole.
    Un romanzo senza dubbio da leggere e da amare.

    dit a 

  • 3

    Sono rimasta delusa da questo libro. Forse le aspettative erano troppo alte, ma ammetto che non mi ha lasciato niente. Sono andata avanti nella lettura perché speravo che avesse qualcosa in più da dir ...continua

    Sono rimasta delusa da questo libro. Forse le aspettative erano troppo alte, ma ammetto che non mi ha lasciato niente. Sono andata avanti nella lettura perché speravo che avesse qualcosa in più da dirmi, e invece sono arrivata alla fine con una punta di amarezza e l'ho messo da parte senza rimpianti.

    dit a 

  • 5

    Si trascorre una vita intera preparandosi
    a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende.
    Il generale non sapeva più a che punto il risentimento e la sete di vendetta si fo ...continua

    Si trascorre una vita intera preparandosi
    a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende.
    Il generale non sapeva più a che punto il risentimento e la sete di vendetta si fossero trasformati in attesa. Nel corso del tempo tutto si conserva, ma si scolorisce come quelle fotografie di un passato ormai lontano fissate su una lastra di metallo. La luce e il tempo sfumano i tratti più nitidi e spiccati, che a poco a poco scompaiono dalla lastra. Bisogna rigirare l'immagine perché la luce cada da una certa angolazione, per poter individuare, su quella superficie confusa, la persona i cui lineamenti erano riflessi un tempo dal suo specchio.
    Così sbiadiscono nel corso degli anni tutti i ricordi umani. Poi un bel giorno un raggio di luce piove da qualche parte, e allora ritroviamo d'improvviso un volto.
    Il volto dell'amico di una vita: Konrad, l'amico di Henrik, il generale. Krisztina, moglie di Henrik e amante di Konrad.
    Il generale e Konrad furono educati insieme.
    Vennero iscritti al collegio militare dove vivevano come fossero fratelli, ma a volte Henrik, figlio dell'ufficiale della guardia, intuiva con disagio che l'amico gli nascondeva un segreto.
    Konrad era "un uomo diverso" e non era possibile avvicinarsi al suo segreto ponendogli delle domande. Amava la musica e nella musica si rifugiava. Lui era della razza di Chopin, era un essere pieno di riserbo e di orgoglio.
    Ma in fondo all'animo nascondeva un impulso spasmodico: il desiderio di essere diverso da quello che era. E' il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo.
    Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui.
    Ma per Konrad fare il soldato era un mestiere, per Henrik era una vocazione. Quella che per Konrad era una maschera, per lui era il destino. Quindi Henrik non si meravigliò quando Konrad decise di gettar via la maschera.
    Quarantun anni trascorsi senza vedersi, sebbene ogni giorno, ogni istante, ognuno dei due fosse ben consapevole dell'esistenza dell'altro.
    Era stata l'attesa a dare loro la forza di vivere nei decenni trascorsi. Come accade a coloro che passano una vita intera a prepararsi per un unico compito e di colpo arrivano al momento di agire. Konrad sapeva che un giorno sarebbe tornato in quel luogo, nel castello dell'amico e il generale sapeva che un giorno sarebbe giunto quel momento.
    A volte i dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi.
    Loro due erano diversi eppure uniti, si completavano a vicenda, erano legati da un'alleanza, da un'intesa, un fatto molto raro tra gli esseri umani.
    Konrad aveva però ucciso qualcosa dentro Henrik, rovinando la sua vita, eppure era rimasto ancora suo amico. E la sera del loro incontro lo stesso Henrik avrebbe ucciso qualcosa dentro di lui, eppure sarebbe rimasto sempre suo amico. Non dimentichiamo che l'amicizia non è soltanto uno stato d'animo ideale, ma una legge umana inflessibile. L'amico può essere ucciso, ma neanche la morte può cancellare l'amicizia nata durante l'infanzia: il suo ricordo continua a vivere nella coscienza degli uomini come quello di un muto atto eroico.
    Sapevano entrambi che si sarebbero incontrati ancora una volta, e che poi sarebbe stata la fine della vita e naturalmente di tutto ciò che le aveva dato un senso, mantenendola in tensione fino a quel momento. Perché un segreto come quello che esisteva fra loro due possedeva una forza singolare.
    Tutto ritorna, le cose e le parole girano in cerchio, talvolta fanno il giro del mondo, poi un bel giorno si incontrano, si riuniscono e il cerchio si chiude.
    Perché le cose non ci accadono così, per caso.
    Gli uomini contribuiscono al loro destino, a determinare certi eventi.
    Il fato non è un evento fortuito né un incidente, ma la conseguenza naturale di circostanze imprevedibili e difficilmente comprensibili.
    Una forza che brucia il tessuto della vita ed il suo segreto, come una brace si arroventa con bagliori foschi, accoglie la sua vittima e la risucchia pian piano, mentre dalla cenere si levano minuscole fiammelle.
    Presto non rimane che un mucchietto di braci lucide e nere.
    Come una radiazione maligna, ma che al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione. Ti costringe a vivere.
    E loro due erano sopravissuti solo, per vivere quel momento. Il momento della verità.
    Tale è la forza della natura umana: essa deve assolutamente ottenere una risposta alla domanda che ha individuato come la più importante. Per questo Konrad era tornato,
    e per questo Henrik lo aveva aspettato. Alla fine tutto diventa così semplice - ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto essere. Quelli che un tempo erano dei fatti finiscono per diventare più inconsistenti della polvere e della cenere.
    A poco a poco il dolore si attenua, e anche la collera con gli anni svanisce. Alla fine tutto passa, come passa la vita.
    Poi, un giorno, la verità non sembra più tremendamente importante come durante i decenni di attesa.
    L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore. Scopre le cause nascoste dei fenomeni e delle azioni umane.
    E l'unica cosa che possiamo capire è la realtà. e quando giunge il momento della vendetta e l'attesa è finita, ci si accorge con stupore di quanto sia squallido e inconsistente tutto ciò che possiamo ancora apprendere l'uno dall'altro, confessando o mentendo.
    Il fuoco purificatore del tempo elimina dalla
    memoria ogni traccia di collera.

    dit a 

  • 4

    " Devo conoscere la ragione di quanto accaduto,scoprire cos'è che scava un abisso tra due uomini e dove ha inizio il tradimento.Ecco che cosa mi resta da sapere.E anche quale colpa abbia io in tutto c ...continua

    " Devo conoscere la ragione di quanto accaduto,scoprire cos'è che scava un abisso tra due uomini e dove ha inizio il tradimento.Ecco che cosa mi resta da sapere.E anche quale colpa abbia io in tutto ciò...".

    Lettura intensa e malinconica, da gustare lentamente per assimilare bene ogni riflessione.

    dit a 

  • 4

    Avvincente

    Lettura interessante, coinvolgente ed abbastanza scorrevole. Non mi sento di dare la quinta stella perchè l'ho ritenuto eccessivamente prolisso. In sostanza, credo che almeno il 25% delle pagine potre ...continua

    Lettura interessante, coinvolgente ed abbastanza scorrevole. Non mi sento di dare la quinta stella perchè l'ho ritenuto eccessivamente prolisso. In sostanza, credo che almeno il 25% delle pagine potrebbero essere eliminate. Il monologo del generale è stato rivoltato più volte esprimendo sempre lo stesso concetto in maniera ossessiva. Probabilmente era appunto questa l'intenzione dell'autore del libro e cioè quella di farci percepire attraverso la lettura l'ossessione del protagonista. Consigliato!

    dit a 

Sorting by
Sorting by