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L'Adalgisa

le croquis milanais

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Editeur: Seuil

4.2
(344)

Language:Français | Number of pages: 285 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English

Isbn-10: 202009763X | Isbn-13: 9782020097635 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 1

    Un viaggio che rasenta il fantastico, un susseguirsi di descrizioni di abiti paesaggi ombre odori e colori di uomini piante e oggetti... In casa Cavenaghi si affronta il disagio di un forzato trasloco – potenza dei piani reglatori – il fallimento della Confidenza, impresa specializzata nella luci ...continuer

    Un viaggio che rasenta il fantastico, un susseguirsi di descrizioni di abiti paesaggi ombre odori e colori di uomini piante e oggetti... In casa Cavenaghi si affronta il disagio di un forzato trasloco – potenza dei piani reglatori – il fallimento della Confidenza, impresa specializzata nella lucidatura dei parquet e la conseguente perdita del Girolamo e i suoi colleghi dipendenti della ditta, e la gravidanza inaspettata della domestica non sposata, nonostante fosse raccomandata dalle origini brianzole e dal curato. Doralice vive a villa Delada, nota come villa Carla dal nome della zia, con la stessa e lo zio Antenore insegnate di ingegneria al Politecnico e firmatario di famosi progetti; un unico fallimento a cui Claudio Valeri inaspettatamente entrato nelle grazie della famiglia, fa esplicito riferimento durante una festa creando un certo scompiglio… L’adalgisa cantante lirica che ha abbandonato il palcoscenico per il matrimonio, dignitosamente ferita dalla freddezza con cui l’ha sempre trattata la famiglia del povero Carlo, si sfoga consigliando la giovane cognata Elsa.
    I dieci racconti sono fondamentalmente – escluso forse il primo – un affresco che dovrebbe essere nell’intenzione dell’autore, ironico e sarcastico della piccola e media borghesia milanese. Annoverato fra i classici, Gadda inserito nelle correnti letterarie dell’espressionismo e dei cosiddetti Alieni metropolitani, è il primo ad usare una mescolanza di linguaggi, l’italiano il dialetto milanese e il brianzolo, con incursioni nel veneto e qualche passaggio in Arno non disdegnando l’utilizzo di termini inglesi e francesi. La miscellanea non si limita però al linguaggio estendendosi ad alternare la letteratura a tecnicismi molto specifici – non dimentichiamo che Gadda pur avendo frequentato il liceo classico Parini, si è poi laureato in ingegneria. Solitario e poco socievole il Gadda ha voluto in questo modo dare un segnale forte di distacco da quel mondo che non amava, per non dire detestava, dal quale è stato giocoforza escluso alla morte del padre, che ha cambiato decisamente in peggio lo status economico della famiglia. Faticoso da leggere si ha spesso l’impressione che lo sbeffeggio così ricercato, l’aver saccheggiato a destra e a manca i suoi predecessori e a volte i contemporanei di una scrittura autoreferenziale, fine a se stessa e all'autocompiacimento.

    dit le 

  • 2

    "Gadda ha segnato la narrativa italiana attraverso un impasto originalissimo di linguaggi diversi (dialetti, termini gergali e tecnici, neologismi) e un incessante stravolgimento delle strutture tradizionali del romanzo". (Wikipedia). D'accordo, apprezzo l'originale modo di scrivere, non facile e ...continuer

    "Gadda ha segnato la narrativa italiana attraverso un impasto originalissimo di linguaggi diversi (dialetti, termini gergali e tecnici, neologismi) e un incessante stravolgimento delle strutture tradizionali del romanzo". (Wikipedia). D'accordo, apprezzo l'originale modo di scrivere, non facile e che mostra a monte una cultura non indifferente, ma io concepisco comunque la lettura come piacere non amo tanto sforzarmi a dover seguire le arzigogolate congetture mentali di Gadda.

    dit le 

  • 4

    Lettura a tratti molto divertente, ma anche faticosa pure per una 'milanese doc' che quindi capisce e apprezza senza difficoltà il dialetto. La sperimentazione linguistica e l'espressionismo verbale sono portati quasi all'eccesso mettendo, a volte, a dura prova la pazienza del lettore. Eppure l'i ...continuer

    Lettura a tratti molto divertente, ma anche faticosa pure per una 'milanese doc' che quindi capisce e apprezza senza difficoltà il dialetto. La sperimentazione linguistica e l'espressionismo verbale sono portati quasi all'eccesso mettendo, a volte, a dura prova la pazienza del lettore. Eppure l'ironia è graffiante e lascia il segno anche nelle note, che è un peccato trascurare pur se alcune sono troppo pesanti. Nell'insieme un misto di grevità e leggerezza che vale la pena di affrontare, ma senza fretta e senza lasciarsi scoraggiare da alcune parti che possono risultare respingenti

    dit le 

  • 4

    Un mosaico dei bei bourgeois de Milàn, quando c'era ancora certa società che adesso si è estinta. Con tutte le apparenze, i riti, le vedovanze, i rimorsi, i dispiaceri, le ipocrisie.
    C'est dur la vie, sia che che tu sia un siùr o un puerètt, ah sì.

    dit le 

  • 4

    Frantumi di romanzo che non hanno mai raggiunto forma compiuta e definitiva. Ma che hanno tanti pregi. Il primo è quello che questi frantumi sono a Milano, una Milano priva di sole e densa di nebbia dei primissimi anni ’30, con le signore della media borghesia che hanno imparato a scrivere e comu ...continuer

    Frantumi di romanzo che non hanno mai raggiunto forma compiuta e definitiva. Ma che hanno tanti pregi. Il primo è quello che questi frantumi sono a Milano, una Milano priva di sole e densa di nebbia dei primissimi anni ’30, con le signore della media borghesia che hanno imparato a scrivere e comunicare prima dell’avvento del telefono ed hanno fatto in tempo a frequentare garibaldini e mazziniani. Una Milano spesso trascurata dalla letteratura (come dal cinema, tralasciando i film minori, Ratataplan è del 79…) è qui inveceil palcoscenico centrale su cui si dipanano le vicende dei bozzetti gaddiani. Che rigurgitano di Caviggioni, Perego, Lattuada, Garbagnati, Corbetta, Cavenaghi, Trabattoni, Frigerio (c’è persino un Berlusconi a pag. 198). E questi protagonisti s’aggirano lungo “il marciapiede frusto” di via Conservatorio, nei “budelli di via Ciovasso”, si ritrovano in Corso Monforte che in certi punti allora era largo sette metri (marciapiedi compresi), si spingono fino a Corso Vercelli là dove compaiono le prime cascine. E l’Adalgisa, la sana donna lombarda del popolo, abita al quarto piano in “via San Girolamo, oggi Carducci, dopo quel moncone di torre ch’era a guardia della pusterla rossa”. E vanno al mare – i borghesi abbienti s’intende, a Spotorno e a Varazze.
    L’altro pregio è la lingua dell’ingegner Gadda, felicità esplosiva della prosa. Nessuno come Gadda ha giocato d’azzardo ed ha sperimentato con il linguaggio, fondendo il parlato del popolo dell’Adalgisa con una prosa sorprendente e mirabile. E sopra ci ha messo una sottile eppure resistentissima pellicola di ironia. Come a conservare meglio gli scritti negli anni. Un esempio perfetto di quello che può fare Gadda è a pagina 279, quando descrive la caccia allo scarabeo nella spiaggia di Viareggio, l’anno che “avevano fatto i corni a Varazze”.
    Per leggere Gadda bisogna armarsi di santa pazienza. La ricompensa però c’è tutta. Breda e Jacovitti per me erano suoi forti lettori.

    dit le 

  • 4

    mostra uno bellissimo spaccato della Milano borghese dell'inizio del secolo scorso. Peccato che ci siano moltissime frasi in dialetto milanese che rendono la lettura meno scorrevole. per fortuna ci sono molte note, anche esilaranti, che aiutano

    dit le 

  • 5

    «... E che ero una qui, e che ero una là ; e che cantavo nei teatri da strapazzo, per i militari; che avevo già avuto una cinquantina d'amanti!... Ma sì!... cento... mille... un milione! »

    Un turbinio incessante di vocaboli arcaici , desueti se non quasi del tutto sconosciuti e tali da richiedere il ricorso al vocabolario , una cascata di dotte locuzioni, di ardite costruzioni sintattiche inframmezzate qua e là , quasi a far da contraltare a tanta raffinata eloquenza , da intere fr ...continuer

    Un turbinio incessante di vocaboli arcaici , desueti se non quasi del tutto sconosciuti e tali da richiedere il ricorso al vocabolario , una cascata di dotte locuzioni, di ardite costruzioni sintattiche inframmezzate qua e là , quasi a far da contraltare a tanta raffinata eloquenza , da intere frasi in meneghino (ma non ne mancano neppure altre in lingue straniere…) per dar vita ad un tratteggio irriverente ed impietoso dell’alta borghesia di Milano di fine ottocento .
    Dieci episodi , o meglio “disegni di vita milanese” come più appropriatamente li definisce lo scrittore , decisamente divertenti (favoloso “Un concerto di 120 professori”) in un caleidoscopio di immagini vividissime e di coinvolgente comicità ma che mette a dura prova chiunque si accosti a Gadda per la prima volta e non ne conosca ancora le inusuali pregevolezze espressive .
    Infatti non si può nascondere che la lettura di questo libro sia un esercizio tutt’altro che facile , anzi decisamente complesso, che richiede quindi una grandissima attenzione e che obbliga in certi momenti a riprendere più volte lo stesso periodo per riuscire a trarne piena comprensione e quindi un dovuto godimento . E le numerosissime note esplicative che compaiono alla fine di ogni capitolo più che chiosare adeguatamente la frase cui esse sono riferite valgono invece a prolungarne l’effetto .
    Ai “neofiti gaddiani “ vorrei consigliare di non farsi scoraggiare dalle pagine iniziali (soprattutto dall’attacco di “Notte di luna” …) che potrebbero indurre i meno abituati a certo linguaggio letterario nella tentazione di lasciar perdere , bensì di insistere perché solo così , pagina dopo pagina , ci si ritrova irrimediabilmente presi da una “malia” che inchioda ed affascina sino alla fine.
    Insomma un piacere raffinato ma da ricercare e da conquistare per gradi per poter gustare sino in fondo la straordinaria grandezza di quest’autore .

    dit le 

  • 3

    ......leggere questo autore significa leggere anche il vocabolario!

    Accidenti....letto per un esame ma che fatica!!! E di molte parole non so ancora il significato preciso. Sinceramente leggere spezzoni così vari non mi piace per niente...comunque ammetto che un po' di risate me le sono fatte!

    dit le