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L'Agnese va a morire

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori, 190)

4.1
(1259)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806174843 | Isbn-13: 9788806174842 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Sebastiano Vassalli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Non rilegato

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 3

    La Resistenza Italiana

    Uno dei romanzi più celebri, sentiti e importanti sulla Resistenza Italiana. Ne è protagonista una donna di nome Agnese, appunto, la quale, dopo la morte del marito, arrestato dai tedeschi, diventa un ...continua

    Uno dei romanzi più celebri, sentiti e importanti sulla Resistenza Italiana. Ne è protagonista una donna di nome Agnese, appunto, la quale, dopo la morte del marito, arrestato dai tedeschi, diventa una staffetta partigiana. Finirà per diventare essa stessa un’eroina di quel mondo di violenza e prepotenza che la circonda.
    Più che un romanzo, “’L’Agnese va a morire” pare una cronistoria in diretta, fatta di quadri, di immagini nude e crude: l’autrice, Renata Viganò, ha partecipato essa stessa alla lotta partigiana come staffetta e questo spiega il forte effetto di realismo che trasuda dalla descrizione di fatti, ambienti e personaggi.
    Non metto più di tre stelline perché, nonostante il tema importante e il grandioso ritratto della protagonista, donna dignitosa, forte e fiera, il libro non è riuscito a coinvolgermi emotivamente come altri romanzi italiani ambientati nello stesso periodo storico (quali “La storia” di Elsa Morante, del quale qui pensavo di ritrovare qualcosa di simile).

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo toccante, tratto da una storia vera. Il racconto dedicato alla contadina Agnese, vissuta durante la seconda guerra mondiale, mostra la forza che alcune persone sanno trovare nel dolore. Agn ...continua

    Un romanzo toccante, tratto da una storia vera. Il racconto dedicato alla contadina Agnese, vissuta durante la seconda guerra mondiale, mostra la forza che alcune persone sanno trovare nel dolore. Agnese è sola, anziana e priva di mezzi: i soldati nazisti portano via suo marito Palita, uomo delicato e gentile centro del suo mondo. Da tanta sofferenza, Agnese saprà trasformarsi in partigiana determinata che sfida la morte e dona tutto alla causa, in modo quasi cieco.

    ha scritto il 

  • 5

    Non so davvero perché fino ad ora non l'avevo mai letto. Un libro bellissimo, toccante, malinconico, crudele, vero. Un libro che fa capire tante cose, ti fa comprendere cosa sia stata davvero la resis ...continua

    Non so davvero perché fino ad ora non l'avevo mai letto. Un libro bellissimo, toccante, malinconico, crudele, vero. Un libro che fa capire tante cose, ti fa comprendere cosa sia stata davvero la resistenza, al di là dell'ideologia e della Storia con la S maiuscola: tante storie di umili persone che hanno messe davanti a tutto, famiglia, denaro, beni, tranquillità , per una Libertà futura. Che hanno passato mesi sdraiati nelle paludi e nascosti, che sono stati picchiati e torturati, che hanno perso amici, mariti, mogli, figli nei più brutali dei modi. Che hanno attraversato paesi in bicicletta con ogni tempo, senza spesso comprendere fino in fondo, anelli di catene complesse.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quello che si deve fare, si fa."

    Quanta forza, quanta intensità in ogni singola pagina di questo libro.
    L'Agnese va a morire, in nome di un ideale, in difesa di un popolo allo stremo, piccola eroina in un mondo sconvolto dalla guerra ...continua

    Quanta forza, quanta intensità in ogni singola pagina di questo libro.
    L'Agnese va a morire, in nome di un ideale, in difesa di un popolo allo stremo, piccola eroina in un mondo sconvolto dalla guerra.
    Quieta, infaticabile, Grande Agnese.

    “Per la prima volta da quando l’avevano portato via, sognò Palita. Subito lui l’abbracciò; parlava forte, con una bella voce: «Sono venuto per dirti che sei una brava moglie e una brava compagna. Va’ pure avanti così, senza paura. Non ti succederà niente, a te e agli altri. Sono contento che tu lo sappia, che cosa mi hanno fatto i tedeschi.»”

    "Lei era abituata a contare poco sugli altri. Da tutta la sua vita, più di cinquant’anni, si arrangiava da sola. Si sentiva un po’ stanca, le pareva che il cuore fosse diventato troppo grande, una macchina nel petto, una cosa estranea e meccanica che andava per suo conto, e lei faticava a portarla in giro. Non pensava mai a quello che avrebbe fatto dopo la guerra. Ne desiderava la fine per “quei ragazzi”, che non morisse più nessuno, che tornassero a casa. Ma lei non aveva più la casa, non aveva più Palita, non sapeva dove andare."

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei capolavori del neorealismo. Agnese, lavandaia povera e ignorante, si troverà parte della lotta partigiana per la liberazione d'Italia, non per un ideale, ma per vendicare suo marito ucciso dai ...continua

    Uno dei capolavori del neorealismo. Agnese, lavandaia povera e ignorante, si troverà parte della lotta partigiana per la liberazione d'Italia, non per un ideale, ma per vendicare suo marito ucciso dai tedeschi. Ad accompagnarla, una squadra di valorosi eroi partigiani, che conducendo una vita quasi da briganti lottano giorno per giorno per estirpare la piaga nazista dal suolo d'Italia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Protagonista del romanzo di Renata Viganò è Agnese, una donna non più giovane che, dopo la morte del marito, “rastrellato dai tedeschi”, diventa una staffetta partigiana.
    In questo romanzo, né gonfia ...continua

    Protagonista del romanzo di Renata Viganò è Agnese, una donna non più giovane che, dopo la morte del marito, “rastrellato dai tedeschi”, diventa una staffetta partigiana.
    In questo romanzo, né gonfia retorica né ostentato eroismo, solo una pacata ed ostinata fede nella libertà.
    Il suggestivo paesaggio delle Valli di Comacchio diventa teatro di destini costantemente esposti alla minaccia del dolore e della morte, ma anche dell'irripetibile esperienza della Resistenza, contraddistinta da uno spirito di solidarietà e di abnegazione che gli italiani non sapranno mai più ritrovare.
    Il tono sommesso, talvolta perplesso dell'autrice, riporta a “UNA QUESTIONE PRIVATA” di Fenoglio, altro grande capolavoro ispirato alla lotta partigiana.
    L'Agnese – il titolo stesso lo annuncia - sarà uccisa da un tedesco non durante una missione, ma quasi per caso... Ed è risaputo in che modo il caso domini le vicende degli uomini quando questi si combattono.
    Libro giustamente insignito del premio Viareggio nel 1949!
    Leggetelo!

    ha scritto il 

  • 4

    Necessario

    La contadina partigiana Agnese è quel classico personaggio che oscilla tra il reale e la metafora.
    Il suo motto è molto semplice: "Io non capisco niente, ma quello che c'è da fare, si fa". Infaticabil ...continua

    La contadina partigiana Agnese è quel classico personaggio che oscilla tra il reale e la metafora.
    Il suo motto è molto semplice: "Io non capisco niente, ma quello che c'è da fare, si fa". Infaticabile staffetta, sempre pronta a consolare con un piatto di minestra caldo, a versare qualche lacrima senza mai lasciarsi andare ad un pianto scomposto, a ponderare dieci volte sulle conseguenze delle proprie azioni. É l'incertezza della lotta clandestina, in cui l'esito di una azione, anche la più banale, risulta imprevedibile. É il risveglio della coscienza: dopo l'uccisione del marito e quella della sua gatta nera, unico legame che le restava col defunto, uccide un soldato tedesco e si dà alla lotta clandestina, durante la quale prende coscienza a poco a poco del disegno più grande della guerra e della lotta partigiana, che comunque non può capire fino in fondo non avendo i mezzi culturali per farlo (è del resto una contadina che per tutta la vita ha lavorato come un mulo).
    La Viganò racconta tutto con una prosa funzionale, efficace, che mai cede al lirismo commemorativo. Non aspettatevi elucubrazioni filosofiche o grandi discettazioni sul conflitto mondiale: in nome della concretezza romagnola si vola basso, si sentono i crampi della fame e i brividi del freddo, il fischio del vento che sferza la valle e l'odore putrido delle paludi.
    Non ci nasconde il lato feroce della guerra, dove le posizioni sotto nette: amico o nemico e di lì vivo o morto. Tutte le sfumature vengono lasciate al dopo, alle valutazioni a mente fredda.
    Ne risulta un libro prezioso nel suo raccontare con schiettezza un periodo dolorosissimo che fa sempre male vedere infangato dal comportamento dei contemporanei che non si meritano quel sacrificio di vite giovani e belle. Hanno compiuto delle malefatte in guerra? Se fosse stata una cosa bella, la guerra l'avremmo fatta tutti i giorni e avrebbe profumato di fragole e rose.

    ha scritto il 

  • 5

    Parecchie note

    Un libro che avrei voluto leggere a scuola perché il tempo per approfondire (o forse proprio conoscere) la resistenza è sempre stato poco, troppo poco.
    In questo romanzo si spiega alla perfezione la f ...continua

    Un libro che avrei voluto leggere a scuola perché il tempo per approfondire (o forse proprio conoscere) la resistenza è sempre stato poco, troppo poco.
    In questo romanzo si spiega alla perfezione la fatica di essere italiano durante la fine della seconda guerra mondiale. Rende benissimo l'idea della paura, dell'essere abbandonati, dell'odio, della diffidenza.
    E poi la vita dura dei partigiani...
    È un argomento che devo approfondire, che voglio conoscere meglio.

    ha scritto il 

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