L'Aleph

Di

Editore: Feltrinelli UE 334

4.2
(4996)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: A000025238 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Francesco Tentori Montalto

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
c cura di francesco Tentori Montalto
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  • 5

    Recensione del 26/12/10:
    "Tutte le storie di questa raccolta sono belle. Ricche di fantasia, suggestive. E tutte toccano tematiche importanti, come l'identità, il destino, la morte, la solitudine....
    ...continua

    Recensione del 26/12/10:
    "Tutte le storie di questa raccolta sono belle. Ricche di fantasia, suggestive. E tutte toccano tematiche importanti, come l'identità, il destino, la morte, la solitudine....
    Il problema, però, è che l'esecuzione, il modo di narrare di Borges, è un po' irritante. Solo alcuni racconti sono narrati in modo soddisfacente. Lo stile di Borges fa sì che le sue storie suscitino sì riflessioni, ma zero emozioni. Si pensa molto, ma non si "sente" nulla (con alcune eccezioni). Troppo distaccato, a volte fa un riassunto di una storia, che è una cosa che difficilmente permette di suscitare un minimo di empatia per i personaggi. Infatti i racconti migliori di questo volume sono quelli con la narrazione in prima persona.
    Nel complesso, è comunque una lettura molto consigliata, nonostante le scelte stilistiche dell'autore."

    Recensione di marzo 2017: ma che cacchio avevo in testa 7 anni fa???
    "Lettura molto consigliata, NONOSTANTE le scelte stilistiche dell'autore".
    Nonostante le scelte stilistiche dell'autore?? Nonostante le scelte stilistiche dell'autore??
    NONOSTANTE LE SCELTE STILISTICHE DELL'AUTORE??

    Vorrei tornare indietro nel tempo per prendermi a schiaffi.
    Lo stile di Borges è eccezionale, la sua scrittura è un qualcosa che secondo me non ha paragoni. Nessuno ha mai scritto così. E' assurda, la sua capacità di essere così denso, di mettere in racconti di poche pagine, così tante riflessioni, emozioni (sì, emozioni, stupido Mgcgio di 7 anni fa!), visioni, con quell'eleganza e precisione che è pura magia letteraria.

    Ora vado un attimo nella mia macchina da tempo, a riempire di mazzate un certo ragazzo supponente di mia conoscenza...

    ha scritto il 

  • 4

    null

    Un caleidoscopio metafisico per chi ama smarrirsi.

    L’Aleph non è un libro, non solo perché è una raccolta di racconti, ma perché è un anti-libro.
    La sensazione di vertigine attanaglia il lettore per ...continua

    Un caleidoscopio metafisico per chi ama smarrirsi.

    L’Aleph non è un libro, non solo perché è una raccolta di racconti, ma perché è un anti-libro.
    La sensazione di vertigine attanaglia il lettore per tutta la durata della lettura.
    Un caleidoscopio si impadronisce delle sue emozioni, le storpia, le moltiplica in centomila spettri.
    Borges confonde il lettore, lo stordisce con la sua erudizione.
    Quando però percepisce che egli è sul punto più vicino alla nausea, lo prende per mano e lo guida nella logica della perfezione, nella frase ad effetto che lo farà sentire al sicuro.
    Lo trascina dentro tutto quello che avrebbe voluto sentirsi dire, gli rivela che è tutta una finzione e che fuori dalla magia vi è un filo sottile e regolare che si chiama armonia.
    L’antiletteratura è una sfida per chi la scrive ma lo è anche per chi la legge, per chi vi ci si imbatte e per chi la sceglie. Una sfida filosofica che coinvolge l'universo intero in generale e la propria anima in particolare.

    Consigliato a chi ama smarrirsi nei meandri dell'illogica relazione fra fatti di ere diverse, ambientati in luoghi più o meno surreali.
    È un libro per chi vuole perdersi o lasciarsi trasportare da un precipizio all'altro.

    L'Aleph contiene il tutto ed il suo contrario.
    Dice il tutto anche in quello che non dice. Esprime la perfezione nell'imperfezione e la fantasia tramite la storia mescolata alla realtà. Il passato nel presente e quest'ultimo nel futuro. Perché il tempo non esiste e il cerchio del destino può essere racchiuso in un tempo infinito, inconoscibile e dunque nullo.

    ha scritto il 

  • 3

    Vorrei poter dire che è un capolavoro, ed, effettivamente, per chi ama la filosofia, sicuramente questa è un'opera immancabile in libreria. È certo, infatti, che questo complesso di racconti che si ri ...continua

    Vorrei poter dire che è un capolavoro, ed, effettivamente, per chi ama la filosofia, sicuramente questa è un'opera immancabile in libreria. È certo, infatti, che questo complesso di racconti che si richiamano, che si intrecciano in un sempiterno riprendersi di temi, tra cui l'infinito, la morte, le specularità (vere e presunte), il sogno, è il pretesto per sondare i principali concetti su cui la filosofia si è sempre interrogata.
    I corsi e i ricorsi storici qui si sprecano, come del resto il richiamo continuo alla morte e all'immanenza delle cose (concetti, questi, che si respirano in ogni singola pagina).
    Tutta l'opera mi ha comunicato un senso di disorientamento e inquietudine, una sorta di effetto labirinto-labirintite, che richiama alla mente le litografie di Esher e che il traduttore italiano per Feltrinelli ha definito "universo sospeso tra la norma e l'assurdo" (F. Tentori Montalto).
    Son convinta che non fosse l'intento ultimo dello scrittore quello di suscitare queste sensazioni opprimenti, quanto insistere sulla riflessione dei grandi temi proposti oltre a sfoggiare una conoscenza enciclopedica della storia dell'uomo e del mondo, delle religioni e della filosofia.
    Borges, infatti, si presenta come uno scrittore poliedrico, cerebrale, intenzionato a confondere il lettore ignorante e a istruire/innalzare il lettore erudito, che può seguirlo in ogni suo volo pindarico. Non è un caso che Italo Calvino lo citi in continuazione, vista l'affinità espositiva e letteraria dei due.
    Io, purtroppo, mi ritengo troppo incolta per comprendere ogni sottile significato racchiuso nelle frasi di questi brevi racconti che, oltretutto, presentano dei continui riferimenti gli uni agli altri, come piccole esche a cui un lettore attento abbocca, comprendendo il filo sottile che le lega le une alle altre, in un incessante allusione/illusione di comprensione. E se anche non ci fosse tutto questo significato recondito e ci fosse solo la fantasia dell'autore a far da collante alla struttura di questa narrazione (non a caso egli viene considerato il padre del racconto fantastico metafisico), non si può certo dire che Borges non sia una sorta di burattinaio che giostra i suoi racconti come burattini a cui solo lui sa dare vita e soprattutto sensatezza.

    ha scritto il 

  • 2

    Ingredienti: racconti inseriti in mondi ed ere diverse, intrecci manovrati da forze misteriose ed irrazionali, protagonisti che vivono ai bordi della normalità, misteri racchiusi tra labirinti, sogni ...continua

    Ingredienti: racconti inseriti in mondi ed ere diverse, intrecci manovrati da forze misteriose ed irrazionali, protagonisti che vivono ai bordi della normalità, misteri racchiusi tra labirinti, sogni e appuntamenti del destino.
    Consigliato: a chi ama le trame create con la parte meno razionale del cervello, a chi sa spiegare con la fantasia i segreti più oscuri alla logica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il genere di scrittura mi ha reso difficile (e noiosa) la lettura di alcuni racconti mentre altri mi hanno davvero appassionato. Anche se dopo questa esperienza non leggerò altro di Borges, non posso ...continua

    Il genere di scrittura mi ha reso difficile (e noiosa) la lettura di alcuni racconti mentre altri mi hanno davvero appassionato. Anche se dopo questa esperienza non leggerò altro di Borges, non posso dargli un giudizio negativo: tutto sommato è un buon libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo le raccolte di racconti, pure quelli di questo libro mi hanno colpita molto. La maggior parte è molto bella (anche se qualcuno un po' noioso l'ho trovato). Temi ricorrenti: la vita, la morte, ...continua

    Non amo le raccolte di racconti, pure quelli di questo libro mi hanno colpita molto. La maggior parte è molto bella (anche se qualcuno un po' noioso l'ho trovato). Temi ricorrenti: la vita, la morte, la poesia, la ricerca dell'infinito. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 0

    Riletti a distanza di tantissimi anni, questi racconti confermano con sorprendente esattezza l'impressione che ne avevo riportato la prima volta, pur tanto più giovane e ingenuo e carico d'illusioni c ...continua

    Riletti a distanza di tantissimi anni, questi racconti confermano con sorprendente esattezza l'impressione che ne avevo riportato la prima volta, pur tanto più giovane e ingenuo e carico d'illusioni che la vita spietatamente ecc. ecc. . Straordinario lo stile (stavo per dire inimitabile, ma in realtà lo hanno imitato in tanti, e alcuni con successo; pure, a fare Borges, il migliore resta di gran lunga Borges); classici i temi: il tempo, la morte, le personalità interscambiabili; molto abili, e talvolta impercettibili, i passaggi dal mondo governato dalla logica a un mondo paradossale dove tutto e possibile, e poi viceversa, che creano nel lettore il tipico stato d'animo da lettori di Borges; cultura sconfinata, non c'è bisogno di dirlo, e anche la malizia di mescolare, a tante oscure fonti documentate, autori e opere inventati di sana pianta quando tornano utili; e, alla fine, nonostante tutti questi pregi e il piacere intellettuale che provocano, una certa prevedibilità: una prevedibilità che per esempio in Cortazar, meno sistematico e per certi versi meno abile di Borges, non c'è.

    Racconti di alta classe comunque. I migliori, secondo me: L'altra morte, I due re e i due labirinti, e soprattutto, per l'idea in sè e per gli affascinanti depistaggi, La ricerca di Averroé.

    ha scritto il 

  • 0

    Non sum dignus

    Racconti di personaggi vissuti in periodi e luoghi diversi della storia , di passioni , di deliri , di morte in una raccolta che viene considerata l'opera più significativa di Jorge Luis Borges .
    Un ...continua

    Racconti di personaggi vissuti in periodi e luoghi diversi della storia , di passioni , di deliri , di morte in una raccolta che viene considerata l'opera più significativa di Jorge Luis Borges .
    Un libro che ho portato a termine faticosamente e alla fine del quale sono giunto alla conclusione che l' autore sia di gran lunga troppo colto , troppo erudito , troppo raffinato , troppo profondo , insomma “troppo” per un modesto lettore “di pancia” più che di testa quale io mi considero .
    Quindi un altro nome illustre da aggiungersi alla lista (fortunatamente breve) di scrittori famosi e celebrati che ho voluto conoscere ma dei quali non sono riuscito a cogliere , se non a tratti , la grandezza .
    Come in altri casi come questo mi astengo dall'esprimere un giudizio , e tanto meno un commento , non ritenendomi all'altezza.

    ha scritto il 

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