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L'Aleph

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 334)

4.3
(4677)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807803348 | Isbn-13: 9788807803345 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Tentori Montalto

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un pensiero insieme lucido e appassionato guida questi racconti, nei quali un'invenzione ardente e temeraria tocca, con esito spesso drammatico e patetico, temi universali: il tempo, l'eternità, la morte, la personalità e il suo sdoppiamento, la pazzia, il dolore, il destino. Temi universali, uniti al sentimento dell'unicità irripetibile dell'esperienza individuale, in uno scrittore che si presenta, innanzitutto, sotto l'aspetto dell'eleganza.
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  • 4

    4/5

    Per la prima volta sono costretto a non dare il massimo a un libro non tanto a causa di elementi del libro stesso, ma a causa dimie mancanze. Il libro è straordinario ma mi rendo conto di non aver abb ...continua

    Per la prima volta sono costretto a non dare il massimo a un libro non tanto a causa di elementi del libro stesso, ma a causa dimie mancanze. Il libro è straordinario ma mi rendo conto di non aver abbastanza cultura per poterlo apprezzare al 100%. Rilettura obbligatoria (in futuro)

    ha scritto il 

  • 0

    Nel complesso il giudizio è piuttosto neutro; i brevi racconti sono particolari ma non m'hanno lasciato sorpreso. Eccezion fatta, forse, per il solo "La casa di Asterione"; del quale ho trovato correl ...continua

    Nel complesso il giudizio è piuttosto neutro; i brevi racconti sono particolari ma non m'hanno lasciato sorpreso. Eccezion fatta, forse, per il solo "La casa di Asterione"; del quale ho trovato correlazioni con "il Minotauro" di Dürrenmatt. Ad essere eroi e vittime son bravi tutti; ma chi ci rimette, alla fine, è sempre chi sta dentro il labirinto.

    ha scritto il 

  • 3

    Interesante...

    Mi primer acercamiento a Borges, su prosa es digna de admiración; el asunto es que para mi las historias narradas están plagadas de simbolísmos e interpretaciones que siendo sinceros me parecen bastan ...continua

    Mi primer acercamiento a Borges, su prosa es digna de admiración; el asunto es que para mi las historias narradas están plagadas de simbolísmos e interpretaciones que siendo sinceros me parecen bastante frustrantes.

    ha scritto il 

  • 4

    Al di là della miriade di interpolazioni possibili riguardo le opere di Borges - che trovo anche futili - , c'è un particolare piuttosto semplice ed immediato che invece mi colpisce, mi affascina e mi ...continua

    Al di là della miriade di interpolazioni possibili riguardo le opere di Borges - che trovo anche futili - , c'è un particolare piuttosto semplice ed immediato che invece mi colpisce, mi affascina e mi diverte; e cioè l'attitudine con la quale Borges scrive: trasuda spirito ed entusiasmo fanciullesco, cosa davvero rara secondo me e che trovo in pochissimi altri autori (Stevenson, Dickens?).

    ha scritto il 

  • 4

    L'ombra della Rosa (p. 111)

    ...anche nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero; dire la tigre è dire le tigri che la generarono, i cervi e le testuggini che divorò, il pascolo di cui si alimenta ...continua

    ...anche nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero; dire la tigre è dire le tigri che la generarono, i cervi e le testuggini che divorò, il pascolo di cui si alimentarono i cervi, la terra che fu madre del pascolo, il cielo che dette luce alla terra. Considerai che nel linguaggio di un dio ogni parola deve enunciare questa infinita concatenazione dei fatti, e non in modo implicito ma esplicito, non progressivo ma immediato. [...] Un dio - riflettei - deve dire solo una parola, e in quella parola la pienezza. [p. 117-118]

    Chiusi gli occhi, li riaprii. Allora vidi l'Aleph. [p. 164]

    ha scritto il 

  • 4

    .. l aleph ...dove si trovano...senza confondersi , tutti i luoghi della terra , visti da tutti gli angoli......racconti ...più che racconti viaggi nel tempo ...tra leggende ...profeti ...dei ...mitol ...continua

    .. l aleph ...dove si trovano...senza confondersi , tutti i luoghi della terra , visti da tutti gli angoli......racconti ...più che racconti viaggi nel tempo ...tra leggende ...profeti ...dei ...mitologici esseri .....inizi è nulla è scontato ...ogni fine si rivolta .....tematiche esistenziali in ogni sogno ....l immortale è l inzio omerico di questa odissea di ricerca storica ...certo non è lettura facile e da ombrellone....ci vuole qualcosa che si abbini come un buon vino....forse chiudere gli occhi finito di leggere e continuare il sogno

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo si confonde, gradatamente, con la forma del suo destino; un uomo è, alla lunga, ciò che lo determina.

    Nonostante l’apparente astrusità i racconti di Borges sono affascinanti, impalpabili, vivono di luce propria.
    Incentrati sull’essenzialità di temi universali quali morte, tempo, spazio, e sul concett ...continua

    Nonostante l’apparente astrusità i racconti di Borges sono affascinanti, impalpabili, vivono di luce propria.
    Incentrati sull’essenzialità di temi universali quali morte, tempo, spazio, e sul concetto stesso di universo, rapportato all’insopprimibile individualità dell’Io personale, aprono la porta ad una miriade di riflessioni, tanto sulla realtà sensoriale quanto su quella trascendente.

    “Essi sapevano che in un tempo infinito ad ogni uomo accadono tutte le cose. Per le sue passate o future virtù, ogni uomo è creditore d'ogni bontà, ma anche di ogni tradimento, per le sue infamie del passato e del futuro.[...] Visti in tal modo tutti i nostri atti sono giusti, ma sono anche indifferenti.”

    “Essere immortale è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.”

    “Chi ha scorto l'universo, non può pensare a un uomo, alle sue meschine gioie o sventure, anche se quell'uomo è lui. Non gl'importa la sorte di quell'altro, non gli importa la sua azione, poiché egli ora è nessuno.”

    ha scritto il 

  • 4

    Accettiamo facilmente la realtà, forse perché intuiamo che nulla è reale. Gli chiesi cosa sapeva dell'Odissea. L'uso del greco gli riusciva faticoso: dovetti ripetere la domanda.

    Molto poco, disse. Me ...continua

    Accettiamo facilmente la realtà, forse perché intuiamo che nulla è reale. Gli chiesi cosa sapeva dell'Odissea. L'uso del greco gli riusciva faticoso: dovetti ripetere la domanda.

    Molto poco, disse. Meno del rapsodo più povero. Saranno passati mille e cento anni da quando l'inventai. [da: L'immortale]

    ha scritto il 

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