L'Aleph

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 334)

4.2
(4919)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807803348 | Isbn-13: 9788807803345 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Tentori Montalto

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un pensiero insieme lucido e appassionato guida questi racconti, nei quali un'invenzione ardente e temeraria tocca, con esito spesso drammatico e patetico, temi universali: il tempo, l'eternità, la morte, la personalità e il suo sdoppiamento, la pazzia, il dolore, il destino. Temi universali, uniti al sentimento dell'unicità irripetibile dell'esperienza individuale, in uno scrittore che si presenta, innanzitutto, sotto l'aspetto dell'eleganza.
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  • 3

    Il genere di scrittura mi ha reso difficile (e noiosa) la lettura di alcuni racconti mentre altri mi hanno davvero appassionato. Anche se dopo questa esperienza non leggerò altro di Borges, non posso ...continua

    Il genere di scrittura mi ha reso difficile (e noiosa) la lettura di alcuni racconti mentre altri mi hanno davvero appassionato. Anche se dopo questa esperienza non leggerò altro di Borges, non posso dargli un giudizio negativo: tutto sommato è un buon libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo le raccolte di racconti, pure quelli di questo libro mi hanno colpita molto. La maggior parte è molto bella (anche se qualcuno un po' noioso l'ho trovato). Temi ricorrenti: la vita, la morte, ...continua

    Non amo le raccolte di racconti, pure quelli di questo libro mi hanno colpita molto. La maggior parte è molto bella (anche se qualcuno un po' noioso l'ho trovato). Temi ricorrenti: la vita, la morte, la poesia, la ricerca dell'infinito. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 0

    Riletti a distanza di tantissimi anni, questi racconti confermano con sorprendente esattezza l'impressione che ne avevo riportato la prima volta, pur tanto più giovane e ingenuo e carico d'illusioni c ...continua

    Riletti a distanza di tantissimi anni, questi racconti confermano con sorprendente esattezza l'impressione che ne avevo riportato la prima volta, pur tanto più giovane e ingenuo e carico d'illusioni che la vita spietatamente ecc. ecc. . Straordinario lo stile (stavo per dire inimitabile, ma in realtà lo hanno imitato in tanti, e alcuni con successo; pure, a fare Borges, il migliore resta di gran lunga Borges); classici i temi: il tempo, la morte, le personalità interscambiabili; molto abili, e talvolta impercettibili, i passaggi dal mondo governato dalla logica a un mondo paradossale dove tutto e possibile, e poi viceversa, che creano nel lettore il tipico stato d'animo da lettori di Borges; cultura sconfinata, non c'è bisogno di dirlo, e anche la malizia di mescolare, a tante oscure fonti documentate, autori e opere inventati di sana pianta quando tornano utili; e, alla fine, nonostante tutti questi pregi e il piacere intellettuale che provocano, una certa prevedibilità: una prevedibilità che per esempio in Cortazar, meno sistematico e per certi versi meno abile di Borges, non c'è.

    Racconti di alta classe comunque. I migliori, secondo me: L'altra morte, I due re e i due labirinti, e soprattutto, per l'idea in sè e per gli affascinanti depistaggi, La ricerca di Averroé.

    ha scritto il 

  • 0

    Non sum dignus

    Racconti di personaggi vissuti in periodi e luoghi diversi della storia , di passioni , di deliri , di morte in una raccolta che viene considerata l'opera più significativa di Jorge Luis Borges .
    Un ...continua

    Racconti di personaggi vissuti in periodi e luoghi diversi della storia , di passioni , di deliri , di morte in una raccolta che viene considerata l'opera più significativa di Jorge Luis Borges .
    Un libro che ho portato a termine faticosamente e alla fine del quale sono giunto alla conclusione che l' autore sia di gran lunga troppo colto , troppo erudito , troppo raffinato , troppo profondo , insomma “troppo” per un modesto lettore “di pancia” più che di testa quale io mi considero .
    Quindi un altro nome illustre da aggiungersi alla lista (fortunatamente breve) di scrittori famosi e celebrati che ho voluto conoscere ma dei quali non sono riuscito a cogliere , se non a tratti , la grandezza .
    Come in altri casi come questo mi astengo dall'esprimere un giudizio , e tanto meno un commento , non ritenendomi all'altezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Accettare la realtà è cosa facile, allora.

    Atmosfere particolarissime, magiche ma che sanno essere anche cupe/opprimenti, riferimenti culturali (Borges più lettore che scrittore, quasi, no? Giustissi ...continua

    Accettare la realtà è cosa facile, allora.

    Atmosfere particolarissime, magiche ma che sanno essere anche cupe/opprimenti, riferimenti culturali (Borges più lettore che scrittore, quasi, no? Giustissimo così, in ogni caso) tali da mettermi a disagio, tanto mi han fatto sentire (ancora più!) piccino piccino: Aleph.

    E si torna nell'oblio.

    ha scritto il 

  • 2

    Scorre, veloce come un fiume in piena. ogni pagina illude che qualcosa di grande stia per accadere. Poi si batte con violenza contro il titolo del capitolo successivo. Allora si ritorna sulle pagine p ...continua

    Scorre, veloce come un fiume in piena. ogni pagina illude che qualcosa di grande stia per accadere. Poi si batte con violenza contro il titolo del capitolo successivo. Allora si ritorna sulle pagine per assicurarsi di non aver trascurato un qualche dettaglio utile. Nulla.
    I capitoli sembrano bozze di idee non sviluppate. Belle idee. Ci si potrebbe fare un bel libro.

    ha scritto il 

  • 0

    3 stelle e mezza

    Vorrei chiedere: perché, lettori di questo libro, vi ostinate nella competizione? Non tutti, ma alcuni hanno preso in mano questo libro sapendo che non avrebbero retto il peso culturale dell'autore. I ...continua

    Vorrei chiedere: perché, lettori di questo libro, vi ostinate nella competizione? Non tutti, ma alcuni hanno preso in mano questo libro sapendo che non avrebbero retto il peso culturale dell'autore. Il quale, apertamente, si è sempre beato di quel che leggeva piuttosto di quel che scriveva. E si vede, è chiaro: si diverte a scrivere ciò che ha letto, e quel che ha letto gli ha permesso di inventare, costruire, su quanto letto. Grandi temi, vasti, come la morte, l'infinito, l'impossibile, l'assurdo, i libri, le biblioteche. Quindi vi invito a leggerlo in pace, in serenità. come ho fatto io. Abbandonate la competizione, se non capite, apprendete, se volete cercare fate pure. Altrimenti, chiudete il libro e iniziatene un altro. Quando si legge un classico del genere, purtroppo, di questi tempi, molti si fanno influenzare dal peso della critica che gli grava sopra, per cui leggeranno un classico più un classico della critica e della saggistica. Che fatica faranno!

    ha scritto il 

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