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L'Aleph

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 334)

4.3
(4723)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807803348 | Isbn-13: 9788807803345 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Tentori Montalto

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un pensiero insieme lucido e appassionato guida questi racconti, nei quali un'invenzione ardente e temeraria tocca, con esito spesso drammatico e patetico, temi universali: il tempo, l'eternità, la morte, la personalità e il suo sdoppiamento, la pazzia, il dolore, il destino. Temi universali, uniti al sentimento dell'unicità irripetibile dell'esperienza individuale, in uno scrittore che si presenta, innanzitutto, sotto l'aspetto dell'eleganza.
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  • 5

    Dice: “Non hai mai recensito Borges”
    Dico: “Come fai a recensire Borges?”

    No, davvero, come fai a scrivere qualcosa di intelligente su Borges, o che non sia già stato detto?
    Non resta che affidarsi al ...continua

    Dice: “Non hai mai recensito Borges”
    Dico: “Come fai a recensire Borges?”

    No, davvero, come fai a scrivere qualcosa di intelligente su Borges, o che non sia già stato detto?
    Non resta che affidarsi al ricordo personale, con una premessa: nel celebre file dei 1001 libri da leggere a ogni costo, viene proposto “Labirinti” di Borges. Non cercatene una versione italiana: si tratta della traduzione del titolo dato in Francia alla prima raccolta di racconti dell’enorme scrittore argentino pubblicata su suolo europeo, che conteneva quattro racconti editi nel nostro “L’Aleph”: “L’immortale”, “La scrittura del Dio”, “La ricerca di Averroè” e “Storia del guerriero e e della prigioniera”. Ecco, è a quest’ultimo che devo un ricordo adolescenziale.

    Perché c’è una cosa che va detta di Borges: la sua scrittura certamente non semplice, evocativa, infinitamente colta ed erudita spinge a volerne sapere di più. Leggi e ti rendi conto che ti stanno sfuggendo dei riferimenti – in Borgtes sono innumerevoli – e te ne dispiaci profondamente.
    A me, “Storia del guerriero e e della prigioniera” era piaciuto tantissimo. Questa storia di un longobardo, nato e cresciuto nell’odierna Germania, che inviato a combattere in Italia “vede il giorno e i cipressi e il marmo. Vede un insieme che è molteplice senza disordine; vede una città, un organismo fatto di statue, di templi, di giardini, di case, di gradini, di vasi, di capitelli, di spazi regolari e aperti” e decide di abbandonare i suoi dei e combattere per Ravenna, oh, mi aveva quasi commosso. E’ che allora non c’era Internet, non potevo permetterti di googlare un nome e… tac… leggerti dodici milioni di risultati. Di conseguenza: viaggio verso la biblioteca comunale, gran ricerca con risultati piuttosto scarsi, un certo desiderio di conoscenza rimasto insoddisfatto.

    Anni dopo, quando un modem 14.4k caricava con gran in un aula universitaria l’home page di HotBot (chissà perché, motore di ricerca di gran successo allora), la prima chiave di ricerca che digitai fu “Frecce Tricolori”. La seconda, “Droctulf”, il nome del barbaro che aveva scelto la bellezza e a cui i ravennati dedicarono un epitaffio magnifico, andato purtroppo perduto:

    “terribile d’aspetto, ma benigno d’animo e con una lunga barba sul cuore coraggioso./ Poiché amava i pubblici segni di Roma,/ fu sterminatore della sua stessa gente./ Trascurò i suoi cari genitori, mentre amò noi,/ ritenendo che questa fosse, o Ravenna, la sua patria”.

    P.S. Ovviamente vale per il nostro giro del mondo letterario, stazione Argentina

    --- recensione con link: http://www.masedomani.com/2015/06/01/pensando-a-borges-e-a-laleph/ ---

    ha scritto il 

  • 5

    La magia dell'immaginario

    Se potessi usare un termine per definire questo libro sarebbe surreale. Borges usa personaggi realmente esistiti e affida loro la recitazione del mondo immaginario. Non è certamente uno scritto per tu ...continua

    Se potessi usare un termine per definire questo libro sarebbe surreale. Borges usa personaggi realmente esistiti e affida loro la recitazione del mondo immaginario. Non è certamente uno scritto per tutti. Per leggere Borges bisogna saper leggere il suo, solo apparente, nonsenso. Le riflessioni presenti in questo libro toccano temi cari al suo autore. La morte, la vita, l’uomo e la sua pazzia, ma altro ancora. Tra i racconti che ho amato di più c’è certamente L’immortale, con il suo finale che non t’aspetti e la riflessione sugli effetti che un’immortalità potrebbe recare all’uomo. I racconti di Borges proseguono, passando dalla storia d’un personaggio che fu il protagonista del poema di Josè Hernandez ...> …

    La casa di Asterione poi è pura prosa. Magnifico esempio di scrittura, propria della penna dello scrittore argentino. Del successivo racconto cito un passaggio che testimonia le continue riflessioni disseminate nel libro dal suo autore che qui ci narra l’irrevocabilità del passato > Nel continuare la lettura, preparatevi ad una narrazione che ricerca il significato della tragedia e della commedia. Attraversa la pazzia causata da una moneta, lo Zahir , dietro la quale forse c’è ben altro, come vuole il racconto.

    Non voglio anticiparvi tutti i racconti. La parte migliore di questa lettura è stata scoprire la diversità tra una scrittura e l’altra e il passaggio dal reale all’irreale cuciti dalla mano sapiente di Borges. Vi consiglio solo di prestare attenzione ad ogni singolo scritto. Di assaporarne la genialità nella narrazione breve , come avviene ad esempio ne I due re e i due labirinti ; dove si sottolinea come la struttura sia relativa per un labirinto, appunto, perché ben altri, non i muri, sono i veri ostacoli. Il libro si chiude con il racconto che ne ha costruito il titolo l’Aleph, ovvero > Ed è proprio il libro di Borges, un luogo dove tutto si trova. Stili diversi, pensieri, viaggi da un estremo pensiero all’altro. Questo, come già scritto all’inizio, non è un libro per tutti, perché bisogna essere pronti a confrontare il proprio pensiero con quello estremo del genio, ma ne consiglio comunque la lettura.
    Non ci sono risposte vere né vere domande, ma solo risposte a domande. O meglio ancora, risposte E domande, nulla di più che questo. La mia lettura del libro di Borges si chiude con la consapevolezza che la letteratura ha la capacità, se ben esercitata, di confondere e infondere il dubbio lasciando il piacevole sapore dell’oblio. In fondo un libro non dovrebbe essere altro che questo. Chiudo citando ancora questo libro e Borges

    ha scritto il 

  • 3

    La colección de relatos que se presenta en este libro es muy desconcertante. Algunos relatos son magníficos, tales como el inmortal, los teólogos o la intrusa. Mientras que otros son soporíferos y muy ...continua

    La colección de relatos que se presenta en este libro es muy desconcertante. Algunos relatos son magníficos, tales como el inmortal, los teólogos o la intrusa. Mientras que otros son soporíferos y muy difíciles de entender. En esta línea nos encontramos con el relato que da título al libro, El Aleph, que es aburrido, complejo y muy tedioso.
    En cualquier caso, hay que admirar la prosa tan esmerada de Borges, que consigue encandilar al lector, aunque éste comprenda relativamente poco del tema que trata el cuento.
    En resumen, me ha resultado un libro interesante, aunque muy complejo y, a veces difícil de leer, que trata diversos temas que no son accesibles para todos los lectores, lo que conlleva al aburrimiento de los mismos, que terminan el libro, por orgullo, compasión o solo porque es corto.

    ha scritto il 

  • 4

    4/5

    Per la prima volta sono costretto a non dare il massimo a un libro non tanto a causa di elementi del libro stesso, ma a causa dimie mancanze. Il libro è straordinario ma mi rendo conto di non aver abb ...continua

    Per la prima volta sono costretto a non dare il massimo a un libro non tanto a causa di elementi del libro stesso, ma a causa dimie mancanze. Il libro è straordinario ma mi rendo conto di non aver abbastanza cultura per poterlo apprezzare al 100%. Rilettura obbligatoria (in futuro)

    ha scritto il 

  • 0

    Nel complesso il giudizio è piuttosto neutro; i brevi racconti sono particolari ma non m'hanno lasciato sorpreso. Eccezion fatta, forse, per il solo "La casa di Asterione"; del quale ho trovato correl ...continua

    Nel complesso il giudizio è piuttosto neutro; i brevi racconti sono particolari ma non m'hanno lasciato sorpreso. Eccezion fatta, forse, per il solo "La casa di Asterione"; del quale ho trovato correlazioni con "il Minotauro" di Dürrenmatt. Ad essere eroi e vittime son bravi tutti; ma chi ci rimette, alla fine, è sempre chi sta dentro il labirinto.

    ha scritto il 

  • 3

    Interesante...

    Mi primer acercamiento a Borges, su prosa es digna de admiración; el asunto es que para mi las historias narradas están plagadas de simbolísmos e interpretaciones que siendo sinceros me parecen bastan ...continua

    Mi primer acercamiento a Borges, su prosa es digna de admiración; el asunto es que para mi las historias narradas están plagadas de simbolísmos e interpretaciones que siendo sinceros me parecen bastante frustrantes.

    ha scritto il 

  • 2

    Io... buh. Quando mi ritrovo tra le mani autori che sono osannati in tutti i continenti e non riesco a coglierne grandezza e bellezza, mi domando sempre se son io che non ci arrivo o se molti fanno i ...continua

    Io... buh. Quando mi ritrovo tra le mani autori che sono osannati in tutti i continenti e non riesco a coglierne grandezza e bellezza, mi domando sempre se son io che non ci arrivo o se molti fanno i piacioni per dimostrare chissà che. Chi mi ha regalato questo libro a natale l'ha letto già due volte. Io non conoscevo l'autore se non per fama ma confido ne abbia scritti di migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    Al di là della miriade di interpolazioni possibili riguardo le opere di Borges - che trovo anche futili - , c'è un particolare piuttosto semplice ed immediato che invece mi colpisce, mi affascina e mi ...continua

    Al di là della miriade di interpolazioni possibili riguardo le opere di Borges - che trovo anche futili - , c'è un particolare piuttosto semplice ed immediato che invece mi colpisce, mi affascina e mi diverte; e cioè l'attitudine con la quale Borges scrive: trasuda spirito ed entusiasmo fanciullesco, cosa davvero rara secondo me e che trovo in pochissimi altri autori (Stevenson, Dickens?).

    ha scritto il 

  • 0

    Con tutta la buona volontà...

    Non è che per leggere una citazione interessante sul tempo posso sorbirmi lagne su Giulio Cesare, Agostino, trogloditi e quant'altro.

    ha scritto il 

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