L'Allieva

Di

Editore: TEA

3.4
(2167)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8850227221 | Isbn-13: 9788850227228 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Medicina , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.
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  • 1

    Mediocrità pura

    Pessimo. La Littizzetto l'avrà trovato divertente, io piuttosto avrei voluto piangere. Di divertente non ha nemmeno l'introduzione, i personaggi sono di una superficialità più unica che rara, tanto da ...continua

    Pessimo. La Littizzetto l'avrà trovato divertente, io piuttosto avrei voluto piangere. Di divertente non ha nemmeno l'introduzione, i personaggi sono di una superficialità più unica che rara, tanto da dare spesso ai nervi con le loro scaramucce da trentenni che pensano ancora di essere tredicenni, la trama è banale e lo svolgimento della stessa si inceppa troppo spesso in una protagonista scialba, noiosa, francamente idiota. L'unica idea carina era quella dell'ambito medico-legale (fin troppo facile per chi vi è dentro, e quindi mi chiedo: seriamente è riuscita a scrivere qualcosa di così banale e superficiale?), del tutto rovinato da... praticamente tutto il libro.
    Ah, stile inesistente.
    Da non leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole

    libro piacevole che si legge senza arrancare, il giusto connubio tra giallo e rosa. trama molto gradevole anche se ha dei punti inverosimili, ma che lo rendono simpatico. le storie amorose tragicomich ...continua

    libro piacevole che si legge senza arrancare, il giusto connubio tra giallo e rosa. trama molto gradevole anche se ha dei punti inverosimili, ma che lo rendono simpatico. le storie amorose tragicomiche della protagonista condiscono tutto il racconto senza renderlo banale e la simpatica Yukino non ha bisogno di commenti, promossa a pieni voti.

    ha scritto il 

  • 3

    Un giallo non giallo

    In attesa di un giallo, invece mi trovo davanti ad un romanzo rosa.
    La lettura è molto scorrevole, ma la voglia di leggere un giallo e non trovarlo mi ha delusa. Di per se la storia non è malaccio, ma ...continua

    In attesa di un giallo, invece mi trovo davanti ad un romanzo rosa.
    La lettura è molto scorrevole, ma la voglia di leggere un giallo e non trovarlo mi ha delusa. Di per se la storia non è malaccio, ma giusto un po inverosimile in alcune situazioni.
    Da metà romanzo il finale è prevedibile.
    Alice Allevi è appunta un'allieva di Medicina legale, che deve fare I conti con un carattere non proprio del tutto adatto a tale compito, forse la sua attenzione ai particolari, curiosità e molta fortuna (nel vero senso della parola, addirittura tropo eccessivo) l'aiuteranno a farsi valere nel suo ambiente lavorativo.
    Molti particolari della storia non mi sembrano proprio tanto naturali, ma al quanto forzati.

    ha scritto il 

  • 4

    Delizioso

    Che dire? Veramente uno spasso Alice Allevi, specializzanda in medicina legale, che si ritrova coinvolta in un caso di omicidio (forse?) di una ragazza conosciuta in un negozio. Amori improbabili, Art ...continua

    Che dire? Veramente uno spasso Alice Allevi, specializzanda in medicina legale, che si ritrova coinvolta in un caso di omicidio (forse?) di una ragazza conosciuta in un negozio. Amori improbabili, Arthur bello, biondo e figlio del capo Supremo e quel bastardo (posso dirlo?) di Claudio Conforti, suo superiore, che sembra fare di tutto per sminuirla agli occhi delle colleghe. insomma non è facile la vita per Alice in Istituto, luogo di grandi umilazioni, ma lei resiste e ce la fa. Scrittura bella, piacevole e arguta. Mi tocca proseguire l'avventura.....

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Diciamo due stelline e mezzo.
    Il lato positivo di questo romanzo è la scorrevolezza. Lo si legge in poche ore e scivola giù come un bicchiere d'acqua fresca, a parte qualche comprensibile (trattandos ...continua

    Diciamo due stelline e mezzo.
    Il lato positivo di questo romanzo è la scorrevolezza. Lo si legge in poche ore e scivola giù come un bicchiere d'acqua fresca, a parte qualche comprensibile (trattandosi di opera prima) ingenuità nello stile (soprattutto le troppe descrizioni inutili) e qualche stridente errore di editing (il campanello di Bianca che prima non c'è e che poi compare, ad esempio - ingenuamente ho continuato a chiedermi per buona parte del libro se la cosa potesse avere rilevanza nella trama).
    I lati negativi, a mio parere, sono due.
    La trama è debole. Più che un giallo in senso stretto probabilmente questo libro si proponeva di essere un incrocio fra romanzo d'investigazione e chick-lit, ma comunque l'elemento investigativo è presente e quando a fornire indizi risolutivi per il tuo caso sono per lo più eventi casuali (conversazioni udite per coincidenza, incontri fortuiti in ristoranti, borse rovesciate) nell'impianto della tua storia qualcosa traballa. La cosa si può forse perdonare, in parte, alla luce della conclusione-non conclusione, in cui l'assassina (la cui identità avevo per la verità intuito prima di Alice) rimane impunita, ma si viene a perdere un po' quel senso di soddisfazione che si prova normalmente alla risoluzione di un buon giallo, in cui tutti i pezzi del puzzle vengono naturalmente a collimare.
    L'altro grosso punto di debolezza è, almeno a mio gusto, il modo in cui è costruita la protagonista. Comprendo che il lettore dovrebbe essere intenerito dalla sua goffaggine e che dovrebbe identificarsi facilmente con le sue imperfezioni e con i suoi errori. Il problema è che di quegli errori Alice non paga mai davvero le conseguenze. Non lavora nemmeno troppo duramente per rimediarvi. A sistemare le cose interviene sempre un attore esterno, generalmente uno degli uomini della sua vita, vuoi inoltrando al capo un articolo scritto in fretta e furia ma che miracolosamente risolve una crisi di carriera di mesi (e, diamine, lavorando nel mondo dell'Accademia mi piacerebbe davvero dare una svolta alla mia carriera con mezzo pomeriggio di lavoro), vuoi presentando un rapporto non veritiero, vuoi intervenendo in qualità di ispettore di polizia per dissuadere un avvocato da una denuncia all'Ordine dei medici.
    Quando si dà forma a un personaggio risoluto nel non tentare in alcun modo di migliorare la propria situazione, si aprono varie strade: lo si può modellare come un perenne perdente (una scelta che può avere una sua genialità), o farlo arrivare a un punto di rottura tale da imporgli una necessaria crescita. La Gazzola trova invece una terza soluzione di comodo, in cui il pantano della quotidianità della protagonista si dipana magicamente da solo, ma il deus ex-machina viene nascosto dietro i complimenti irragionevoli a lei attribuiti, nel finale, dai personaggi che contano, a causa di intuizioni fortuite e colpi di fortuna. A un qualche livello inconscio, in termini di wish-fulfilling, questo può persino essere soddisfacente, ma come lettrice mi lascia un vago senso di frustrazione.
    Si tratta, è pur vero, di una parte di una saga, per cui è possibile che sia solo la prima tappa di una più seria evoluzione. Avendo ricevuto tutti i libri in prestito, mediterò se concedere alla Gazzola una seconda chance.

    ha scritto il 

  • 3

    carino, scorrevole. In alcuni punti ho avuto l'impressione di leggere la Kinsella, anche se solo in alcuni. -un po' amaro il finale, ma molto credibile. Leggerò sicuramente i seguiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è il mio genere. E' troppo "rosa" per essere giallo. Ma capisco e accetto (come se ci fosse bisogno del mio assenso) il perchè abbia avuto successo. E' leggero (troppo) e simpatico. Si legge facil ...continua

    Non è il mio genere. E' troppo "rosa" per essere giallo. Ma capisco e accetto (come se ci fosse bisogno del mio assenso) il perchè abbia avuto successo. E' leggero (troppo) e simpatico. Si legge facile e la protagonista con il suo essere goffa e sfigata potrebbe ispirare anche una certa simpatia (alla lunga a me però infastidisce il suo atteggiamento) fino al finale che ribalta molte cose. Quindi non pessimo ma nemmeno di mio gusto

    ha scritto il 

  • 1

    Scarso. Sembra scritto da una diciottenne, intenta più a citare le marche di moda che a raccontare i fatti, che scorrono da soli. L'autrice vorrebbe almeno essere divertente, ma anche qui andiamo male ...continua

    Scarso. Sembra scritto da una diciottenne, intenta più a citare le marche di moda che a raccontare i fatti, che scorrono da soli. L'autrice vorrebbe almeno essere divertente, ma anche qui andiamo male. A metà libro senza sforzo si capisce il colpevole e il finale è da romanzo rosa.

    ha scritto il 

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