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L'Anticristo

Maledizione del Cristianesimo

Di

Editore: Newton Compton (Tascabili Economici - 100 pagine, 1000lire, n. 14)

4.1
(1396)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: A000112111 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro

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  • 3

    Stavo giocando a scacchi con l'altro Roma e mi è presa fame una fame di cristo non mangio da due giorni perché sono stato molto male. Mia sorella quella più piccola mi ha comprato una busta di pop corn, quelli confezionati e preso dalla fame li ho mangiati. Sacrilegio, ha urlato Roma, sacrilegio! ...continua

    Stavo giocando a scacchi con l'altro Roma e mi è presa fame una fame di cristo non mangio da due giorni perché sono stato molto male. Mia sorella quella più piccola mi ha comprato una busta di pop corn, quelli confezionati e preso dalla fame li ho mangiati. Sacrilegio, ha urlato Roma, sacrilegio!, non c'è più religione!, ha cominciato a urlare, a monte!, a monte riavviamo la partita!, ha detto. Col cazzo, ho detto io, ti sto rompendo il culo inutile che ci provi con queste scuse. Ma sei indegno, ha detto lui, vero, ho detto io, ma la partita si finisce. Gli ho dato il matto in un numero ridicolo di mosse perché al netto delle bugie sono un giocatore pessimo non sono capace e si vede quando c'è da chiudere la partita mi muovo sulla scacchiera come un fagiano. Roma mi fa, sai sto leggendo la Bibbia. Di nuovo?, dico io, ma mi accorgo subito dell'errore e gli chiedo e quindi?, che ne pensi?, penso che dovrebbe essere data via senza rilegatura, a fogli sparsi. Non si può, tipò un'insalatiera di pòp còrn senza insalatiera, gli dicò iò, e lui mi fa, ma queste ò?, eh sònò tròppò pigrò per còpia-incòllare di nuòvò l'altra ò. Ma quindi hai rinunciato all'idea di fare i pop corn che si sostengono da soli?, dice lui, non lo so, dico io, non credo di esserne capace, fottitene prova, mi dice lui, vedremo, dico io, ma intanto mi vedo un film, che film?, mi fa lui, Il cielo può attendere, dicò io, bello?, dice lui, di che parla?, non ne ho idea, dico io, ma è il film da cui prendo la o accentata, ah, dice Roma, e dice poi cazzo sei veramente pigro, andrò all'inferno per questo, dico io, ne sono convinto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Vangelo degli umili rende miserabili

    Ah, Nietzsche, dolci ricordi. Al liceo andava molto di moda, tra i pochi eletti, vantarsi di leggere l'apolide per eccellenza. Io lo adoravo, lo studiavo con passione, ripetevo ad alta voce i suoi aforismi per imprimerli nel mio cervello giovanissimo ed elastico. Però il fatto che tutti lo ...continua

    Ah, Nietzsche, dolci ricordi. Al liceo andava molto di moda, tra i pochi eletti, vantarsi di leggere l'apolide per eccellenza. Io lo adoravo, lo studiavo con passione, ripetevo ad alta voce i suoi aforismi per imprimerli nel mio cervello giovanissimo ed elastico. Però il fatto che tutti lo leggessero non mi andava giù, mi pareva di entrare in una setta, di omologarmi a quella massa che Lui stesso detestava; quindi lo lasciai andare, approdando ad altri filosofi, preferendogli oscuri pensatori novecenteschi, grigi, molli e senza spina dorsale, che infatti non piacevano a nessuno. Era un'altra vita, ma L'Anticristo mi ha aspettato paziente sulla libreria per tutti questi anni: occhieggiava col suo dorso giallo canarino by Adelphi, un colorato rimprovero al mio abbandono adolescenziale. Perché leggerlo ora? Che senso ha rivangare antichi e irripetibili amori liceali? Cosa ha da offrirmi, ora, quel burbero apolide baffuto, bizzoso e acido? Sarà che anche io col tempo son diventato baffuto, bizzoso e acido, mi pareva fosse il momento giusto per un ricongiungimento.
    L'Anticristo, stranamente scampato alla mia giovane ingordigia, non è come mi aspettavo che fosse. Mi aspettavo un'arringa accecata dalla furia, un delirio, invece ho trovato un attacco lucido, analitico quasi, seppur con dei picchi di acidità e ironia impagabili che mi hanno fatto gongolare non poco. Sono contento di aver ritrovato il mio Nietzsche, fresco e rivoluzionario, immobile nel tempo come è concesso solo alle grandi menti, eppure tristemente attuale, sempre involontariamente à la page. Esattamente come al liceo, ha dato voce ai miei sentimenti più radicali, dice al posto mio quello che io non ho il coraggio, o la capacità, di esprimere. Se l'avessi letto da adolescente non avrei colto le sfumature, compresa quella sottile vena di esasperazione e stanchezza che trapela a più riprese; forse Nietzsche sentiva prossima la fine, forse una vita da vagabondo e da bastian contrario l'avevano affaticato, non saprei, ma ho trovato ne L'Anticristo anche una forte dichiarazione d'amore, quasi paterna, per la vita, per l'intelligenza, per la cultura. Vorrei che Nietzsche ci vedesse ora, pecore come sempre, cristiani in modo errato come sempre; vorrei che ci fulminasse, scuotesse la testa e pensasse: "soffoco a causa del vostro alito impuro". Dormi tranquillo Friedrich, avevi ragione tu.

    ha scritto il 

  • 0

    Di certo non il miglior libro del maestro del dubbio, anzi direi quasi certamente il peggiore. neanche l'edizione economica aiuta ad approfondire. Peccato, gli altri libri della stessa collana, non patiscono gli stessi difetti, anzi di solito, hanno una cura editoriale ottima.

    ha scritto il 

  • 0

    sai se in un giornale in un articolo il
    giornalista scrivesse "e poi questa cosa pare

    fatta apposta per chi so io" e va avanti poi
    tranquillo tranquillo

    se uno leggesse una cosa così strariperebbe dalle
    risate

    ecco io tantissime volte e con gli amici e con ...continua

    sai se in un giornale in un articolo il
    giornalista scrivesse "e poi questa cosa pare

    fatta apposta per chi so io" e va avanti poi
    tranquillo tranquillo

    se uno leggesse una cosa così strariperebbe dalle
    risate

    ecco io tantissime volte e con gli amici e con tanti
    altri sento delle cose così e non riesco più

    a trattenermi quando uno parla così io non ce la faccio
    più e straripo

    ha scritto il 

  • 0

    Ci sono pagine pesanti come pietre, ma ci sono anche pagine commosse come questa:
    "La pratica della vita è ciò che ha lasciato in eredità agli uomini: il suo contegno dinanzia i giudici, agli sgherri, agli accusatori e a ogni specie di calunnia e di scherno- il suo contegno sulla croce. Eg ...continua

    Ci sono pagine pesanti come pietre, ma ci sono anche pagine commosse come questa:
    "La pratica della vita è ciò che ha lasciato in eredità agli uomini: il suo contegno dinanzia i giudici, agli sgherri, agli accusatori e a ogni specie di calunnia e di scherno- il suo contegno sulla croce. Egli non resiste, non difende il suo diritto, non fa un passo per allontanare da sé il punto estremo, fa anzi qualcosa di più, lo provoca... E prega, soffre, ama con loro, in coloro che gli fanno del male... Le parole rivolte al ladrone sulla croce racchiudono in sé l'intero Vangelo. "Questi in verità è stato un uomo divino, un 'figlio d'Iddio'" -dice il ladrone. "Se tu lo senti"- risponde il redentore- "tu sei in paradiso, anche tu sei un figlio d'Iddio..." Non difendersi, non sdegnarsi, non attribuire responsabilità...Ma neppure resistere al malvagio -amarlo..." (F. Nietzche, L'anticristo, p.46)

    Gesù Cristo è segno di divisione sulla terra, anche di divisione interiore in una stessa persona.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    How to kill God for Dummies.

    Nell’incipit della sua opera Nietzsche si rivolge ai suoi lettori predestinati, postumi, a coloro che comprendono il suo Zarathustra , gli Oltreuomini, “superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo, per disprezzo…” prima di scagliarsi violentemente in un’invettiva dal tono perento ...continua

    Nell’incipit della sua opera Nietzsche si rivolge ai suoi lettori predestinati, postumi, a coloro che comprendono il suo Zarathustra , gli Oltreuomini, “superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo, per disprezzo…” prima di scagliarsi violentemente in un’invettiva dal tono perentorio contro il suo peggior nemico, il Cristianesimo, definito la più nichilistica religione della decadénce , una negazione alla vita stessa.

    Per Nietzsche nessuna morale è possibile finché si rimane aderenti alla vita, un distacco da essa, implicito nella fede religiosa, porta l’uomo a trascendere la realtà, condizionandola e distruggendola econ false promesse come l’“al di là” e con i concetti illusori di “colpa, peccato e redenzione”.

    Nessuno viene risparmiato dalla sua critica: Gesù viene definito un “santo anarchico idiota”, Kant un moralista tristemente fatale, San Paolo uno spaventoso impostore, l’apostolo della vendetta, Lutero un contadino fanatico, con gli istinti vendicativi di un sacerdote malriuscito.

    Ma è proprio in questi toni forti che consiste la spettacolarità della sua opera, non è difficile immaginarsi il filosofo tedesco ritto in piedi, col petto in fuori, su uno dei sepolcri infuocati del sesto cerchio dell’inferno dantesco, impavido, come un Farinata degli Uberti, declamare la sua maledizione del cristianesimo .

    «Noi neghiamo Dio in quanto Dio… Se ci dimostrassero questo Dio dei cristiani, ci sapremmo credere ancor meno. »

    Il resto è conseguenza.

    ha scritto il 

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