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L'Anticristo

Maledizione del cristianesimo

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 55)

4.1
(1422)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8845903338 | Isbn-13: 9788845903335 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Traduttore: Ferruccio Masini ; Curatore: Mazzino Montinari , Giorgio Colli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro
Le opere che, in sequenza incalzante, Nietzsche riuscì a scrivere in pochi mesi del 1888, prima di sprofondare nella follia, si presentano innanzitutto come una sorta di fulminea chiusura dei conti: con Wagner e la musica ("II caso Wagner"), con la filosofia ("Crepuscolo degli idoli"), con se stesso ("Ecce homo"). All' "Anticristo", infine, spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell'ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un'" azione" che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua "legge contro il cristianesimo" col nome terribile dell'Anticristo, in quanto "trasvalutatore di tutti i valori".
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  • 5

    L'istintiva esclusione di ogni avversione, di ogni ostilità, di ogni limite e distanza nel sentimento: corollario di un'estrema capacità di soffrire e irritabilità, che sente ogni resistenza, ogni nec ...continua

    L'istintiva esclusione di ogni avversione, di ogni ostilità, di ogni limite e distanza nel sentimento: corollario di un'estrema capacità di soffrire e irritabilità, che sente ogni resistenza, ogni necessità di resistenza già come pena intollerabile (cioè come un fatto nocivo, sconsigliato dall'istinto di conservazione), e conosce la beatitudine (il piacere) soltanto nel non opporre più resistenza, non più a nessuno, né alla disgrazia né al male, - l'amore come unica, come ultima possibilità di vita...

    ha scritto il 

  • 1

    Annichilente e misogino fino alla nausea; basterebbe questo a dargli zero.
    Antiecclesiale fondatore di un'altra chiesa che in quanto a lavaggio del cervello non ha nulla da invidiare a quella che dice ...continua

    Annichilente e misogino fino alla nausea; basterebbe questo a dargli zero.
    Antiecclesiale fondatore di un'altra chiesa che in quanto a lavaggio del cervello non ha nulla da invidiare a quella che dice di combattere.
    Strapubblicato e debordante, in tutte le salse.
    Più diffuso della Nutella senza i meriti di questa.
    Molto, ma molto meglio Ralph Waldo Emerson.
    Emerson è un genio e una gran persona; Nietzsche no.
    Ribadisco il mio concetto: se metto una stellina è per far vedere che un voto c'è. In quasi tutti i casi di una stellina, per me il voto è zero... altrimenti dò due.

    "Spero che ritorni presto-ooo
    l'era del Mulino Bianco-oo!"
    (E spero che il messaggio si capisca... Dopo decenni di sterco, sarebbe anche ora.)
    ... e: A proposito di pensiero unico!...

    ha scritto il 

  • 4

    Il Vangelo degli umili rende miserabili

    Ah, Nietzsche, dolci ricordi. Al liceo andava molto di moda, tra i pochi eletti, vantarsi di leggere l'apolide per eccellenza. Io lo adoravo, lo studiavo con passione, ripetevo ad alta voce i suoi afo ...continua

    Ah, Nietzsche, dolci ricordi. Al liceo andava molto di moda, tra i pochi eletti, vantarsi di leggere l'apolide per eccellenza. Io lo adoravo, lo studiavo con passione, ripetevo ad alta voce i suoi aforismi per imprimerli nel mio cervello giovanissimo ed elastico. Però il fatto che tutti lo leggessero non mi andava giù, mi pareva di entrare in una setta, di omologarmi a quella massa che Lui stesso detestava; quindi lo lasciai andare, approdando ad altri filosofi, preferendogli oscuri pensatori novecenteschi, grigi, molli e senza spina dorsale, che infatti non piacevano a nessuno. Era un'altra vita, ma L'Anticristo mi ha aspettato paziente sulla libreria per tutti questi anni: occhieggiava col suo dorso giallo canarino by Adelphi, un colorato rimprovero al mio abbandono adolescenziale. Perché leggerlo ora? Che senso ha rivangare antichi e irripetibili amori liceali? Cosa ha da offrirmi, ora, quel burbero apolide baffuto, bizzoso e acido? Sarà che anche io col tempo son diventato baffuto, bizzoso e acido, mi pareva fosse il momento giusto per un ricongiungimento.
    L'Anticristo, stranamente scampato alla mia giovane ingordigia, non è come mi aspettavo che fosse. Mi aspettavo un'arringa accecata dalla furia, un delirio, invece ho trovato un attacco lucido, analitico quasi, seppur con dei picchi di acidità e ironia impagabili che mi hanno fatto gongolare non poco. Sono contento di aver ritrovato il mio Nietzsche, fresco e rivoluzionario, immobile nel tempo come è concesso solo alle grandi menti, eppure tristemente attuale, sempre involontariamente à la page. Esattamente come al liceo, ha dato voce ai miei sentimenti più radicali, dice al posto mio quello che io non ho il coraggio, o la capacità, di esprimere. Se l'avessi letto da adolescente non avrei colto le sfumature, compresa quella sottile vena di esasperazione e stanchezza che trapela a più riprese; forse Nietzsche sentiva prossima la fine, forse una vita da vagabondo e da bastian contrario l'avevano affaticato, non saprei, ma ho trovato ne L'Anticristo anche una forte dichiarazione d'amore, quasi paterna, per la vita, per l'intelligenza, per la cultura. Vorrei che Nietzsche ci vedesse ora, pecore come sempre, cristiani in modo errato come sempre; vorrei che ci fulminasse, scuotesse la testa e pensasse: "soffoco a causa del vostro alito impuro". Dormi tranquillo Friedrich, avevi ragione tu.

    ha scritto il 

  • 0

    Di certo non il miglior libro del maestro del dubbio, anzi direi quasi certamente il peggiore. neanche l'edizione economica aiuta ad approfondire. Peccato, gli altri libri della stessa collana, non pa ...continua

    Di certo non il miglior libro del maestro del dubbio, anzi direi quasi certamente il peggiore. neanche l'edizione economica aiuta ad approfondire. Peccato, gli altri libri della stessa collana, non patiscono gli stessi difetti, anzi di solito, hanno una cura editoriale ottima.

    ha scritto il 

  • 0

    sai se in un giornale in un articolo il
    giornalista scrivesse "e poi questa cosa pare

    fatta apposta per chi so io" e va avanti poi
    tranquillo tranquillo

    se uno leggesse una cosa così strariperebbe dal ...continua

    sai se in un giornale in un articolo il
    giornalista scrivesse "e poi questa cosa pare

    fatta apposta per chi so io" e va avanti poi
    tranquillo tranquillo

    se uno leggesse una cosa così strariperebbe dalle
    risate

    ecco io tantissime volte e con gli amici e con tanti
    altri sento delle cose così e non riesco più

    a trattenermi quando uno parla così io non ce la faccio
    più e straripo

    ha scritto il 

  • 0

    Ci sono pagine pesanti come pietre, ma ci sono anche pagine commosse come questa:
    "La pratica della vita è ciò che ha lasciato in eredità agli uomini: il suo contegno dinanzia i giudici, agli sgherri ...continua

    Ci sono pagine pesanti come pietre, ma ci sono anche pagine commosse come questa:
    "La pratica della vita è ciò che ha lasciato in eredità agli uomini: il suo contegno dinanzia i giudici, agli sgherri, agli accusatori e a ogni specie di calunnia e di scherno- il suo contegno sulla croce. Egli non resiste, non difende il suo diritto, non fa un passo per allontanare da sé il punto estremo, fa anzi qualcosa di più, lo provoca... E prega, soffre, ama con loro, in coloro che gli fanno del male... Le parole rivolte al ladrone sulla croce racchiudono in sé l'intero Vangelo. "Questi in verità è stato un uomo divino, un 'figlio d'Iddio'" -dice il ladrone. "Se tu lo senti"- risponde il redentore- "tu sei in paradiso, anche tu sei un figlio d'Iddio..." Non difendersi, non sdegnarsi, non attribuire responsabilità...Ma neppure resistere al malvagio -amarlo..." (F. Nietzche, L'anticristo, p.46)

    Gesù Cristo è segno di divisione sulla terra, anche di divisione interiore in una stessa persona.

    ha scritto il 

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