Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'Ardore

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 563)

4.1
(66)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 529 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925218 | Isbn-13: 9788845925214 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History , Philosophy , Religion & Spirituality

Ti piace L'Ardore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Qualcosa di immensamente remoto dal­l’oggi apparve più di tremila anni fa nel­l’India del Nord: il Veda, un «sapere» che comprendeva in sé tutto, dai granelli di sabbia sino ai confini dell’universo. Distanza che si avverte nel modo di vivere o­gni gesto, ogni parola, ogni im­presa. Gli uomini vedici prestavano un’attenzione adamantina alla mente che li reggeva, mai disgiungibile da quell’«ardore» da cui ritenevano si fosse sviluppato il mondo. L’at­timo acquistava senso in rapporto a un invisibile traboc­cante di presenze divine. Fu un esperi­mento del pensiero così estremo che sarebbe potuto scomparire senza lasciare traccia del suo passaggio nella «terra dove vaga in libertà l’antilope nera» (così veniva definito il luogo della legge). Eppure quel pensiero – groviglio composto da inni enigmatici, atti rituali, storie di dèi e folgorazioni metafisiche – ha l’indubita­bile capacità di illuminare con luce radente, diversa da ogni altra, gli eventi elementari che appartengono all'esperienza di chiunque, oggi e dappertutto, a cominciare dal puro fatto di essere coscienti. Così collidendo con molte di quelle che vengono ormai considerate ferme acquisizioni. Questo libro racconta come attraverso i «cento cammini» a cui allude il titolo di un'o­pe­ra smisurata e capitale del Veda, lo Śatapatha Brāh­maņa, si può raggiungere ciò che sta davanti ai nostri occhi passando attraverso ciò che da noi è più lontano.
Ordina per
  • 5

    non so fare una recensione all'altezza del libro, e come si potrebbe... bisognerebbe aver studiato anni. Non è il mio caso. Mi complimento per essere riuscito nell'intento di dare dei riferimenti e delle immagini riguardo a dei testi quanto mai lontani da noi dal nostro immaginario, dalle nostre ...continua

    non so fare una recensione all'altezza del libro, e come si potrebbe... bisognerebbe aver studiato anni. Non è il mio caso. Mi complimento per essere riuscito nell'intento di dare dei riferimenti e delle immagini riguardo a dei testi quanto mai lontani da noi dal nostro immaginario, dalle nostre radici. Eppure mi sono abbandonata al flusso di quello che arrivava, di quello che riuscivo a cogliere, ho lasciato dietro di me l'intento di comprendere con la parte razionale ed ho assorbito quanto più potevo. Un viaggio davvero incredibile , ricco, un labirinto nel quale non bisogna ritrovare la via d'uscita bisogna perdersi.

    ha scritto il 

  • 3

    In teoria questo "L'Ardore" dovrebbe portare avanti il progetto iniziato con "La rovina di Kadesch" e proseguito con opere disparate. A mio avviso c'è una sola logica continuità con "Ka" che tratta comunque di filosofia e religione indiana. La tematica (e poteva essere diversamente?) è centrata s ...continua

    In teoria questo "L'Ardore" dovrebbe portare avanti il progetto iniziato con "La rovina di Kadesch" e proseguito con opere disparate. A mio avviso c'è una sola logica continuità con "Ka" che tratta comunque di filosofia e religione indiana. La tematica (e poteva essere diversamente?) è centrata sul sacrificio e per questo l'autore si avventura su alcuni testi della letteratura indiana centrati sui riti. La tematica non lo favorisce ed inevitabilmente alcuni passi risultano piuttosto pesanti (seguire Calasso nella descrizione dei riti è, talvolta un'opera veramente improba). Eppure...eppure ne vale la pena. Si legga con la dovuta attenzione l'ultimo capitolo dove l'autore mette le cose in tavola ed espone le sue riflessioni sull'Illuminismo (vera bestia nera da sempre dell'autore) e sulla nuova religione della società. Non che le sue idee siano sempre condivisibili (chi difende il ruolo della ragione illuministica è da sempre minoritario in Italia), ma rimane il fatto che spesso l'autore coglie punti nodali e costringe il lettore che l'ha seguito fino alla fine a confrontarsi con quella che rimane la cultura più distante ed aliena rispetto alla nostra: quella indiana. Motivo sufficiente per leggerlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Non capisco

    Premesso, se non sbaglio, che i Veda sono un'antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri, perchè quasi tutte le recensioni ne parlano come di un popolo? Ho letto un altro libro? Perchè l'ammetto l'ho faticosamente letto e tranne che pochi sprazzi di lucidità, lo scritto m'appare l'onirica v ...continua

    Premesso, se non sbaglio, che i Veda sono un'antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri, perchè quasi tutte le recensioni ne parlano come di un popolo? Ho letto un altro libro? Perchè l'ammetto l'ho faticosamente letto e tranne che pochi sprazzi di lucidità, lo scritto m'appare l'onirica visione d'uno scrittore in trance etilica o meglio... da Soma. Ammetto la mia ignoranza piramidale, ma proprio non capisco e non apprezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    " gli dei abitano là dove hanno sempre abitato. ma sulla terra si sono perdute certe indicazioni che si possedevano su quei luoghi. o non si sa più ritrovarle in vecchi fogli abbandonati e dispersi. la vita intanto procede come se nulla fosse. "

    ha scritto il 

  • 4

    Non è una lettura semplice ma è uno stimolo continuo ad arricchire la nostra conoscenza e il nostro pensiero su concetti che sembrano così lontani e che invece sono di estrema attualità.
    Mi è piaciuta la suddivisione dei capitoli per affrontare temi così complessi che altrimenti sarebbero stati d ...continua

    Non è una lettura semplice ma è uno stimolo continuo ad arricchire la nostra conoscenza e il nostro pensiero su concetti che sembrano così lontani e che invece sono di estrema attualità. Mi è piaciuta la suddivisione dei capitoli per affrontare temi così complessi che altrimenti sarebbero stati difficili da apprezzare. Davvero un testo interessante.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ce l'ho fatta. Sob. Speravo di farmi risucchiare da questo libro sui Veda ma ha avuto il sopravvento. L'ho mollato. Forse è solo una mia impressione ma, per quanto siano validi i contenuti, mi sembra sia di una pesantezza unica. Riproverò più avanti.
    Coraggio a chi si cimenta nell'impresa.< ...continua

    Non ce l'ho fatta. Sob. Speravo di farmi risucchiare da questo libro sui Veda ma ha avuto il sopravvento. L'ho mollato. Forse è solo una mia impressione ma, per quanto siano validi i contenuti, mi sembra sia di una pesantezza unica. Riproverò più avanti. Coraggio a chi si cimenta nell'impresa.

    ha scritto il 

  • 4

    sarà che l'ho letto mentre studiavo il sanscrito, ma mi ha preso alquanto, e d'altronde sapevo cosa aspettarmi dal solito tomo di Calasso: ovvero, difficile capire dove esattamente voglia andare a parare il nostro, però anche solo *provare* a stargli dietro è un buon massaggio rinvigorente, e una ...continua

    sarà che l'ho letto mentre studiavo il sanscrito, ma mi ha preso alquanto, e d'altronde sapevo cosa aspettarmi dal solito tomo di Calasso: ovvero, difficile capire dove esattamente voglia andare a parare il nostro, però anche solo *provare* a stargli dietro è un buon massaggio rinvigorente, e una buona scampagnata, per il cervello.

    ha scritto il 

  • 5

    Il senso della civiltà vedica.

    Non esito nel definire questo libro un autentico capolavoro. L'autore è riuscito nel tentativo di trasmettere non tanto e non solo i dati relativi alla civiltà vedica (e con quale maestria!), quanto nel coglierne il senso più intimo,e in esso gli aspetti che possono rendere tale civiltà una fonte ...continua

    Non esito nel definire questo libro un autentico capolavoro. L'autore è riuscito nel tentativo di trasmettere non tanto e non solo i dati relativi alla civiltà vedica (e con quale maestria!), quanto nel coglierne il senso più intimo,e in esso gli aspetti che possono rendere tale civiltà una fonte preziosa per chi ancora oggi cerchi risposte.

    ha scritto il