L'Arminuta

Di

Editore: Einaudi

4.2
(426)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858424859 | Isbn-13: 9788858424858 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza». – Ma la tua mamma qual è? – mi ha domandato scoraggiata. – Ne ho due. Una è tua madre. Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.
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  • 5

    mi è piaciuto tantissimo. Tutto, tutto coerente: la trama, i personaggi, la scrittura. Il coinvolgimento emotivo che ha suscitato in me nasce dal fatto che l'autrice affonda il coltello in tematiche c ...continua

    mi è piaciuto tantissimo. Tutto, tutto coerente: la trama, i personaggi, la scrittura. Il coinvolgimento emotivo che ha suscitato in me nasce dal fatto che l'autrice affonda il coltello in tematiche cui sono sensibile, certo, ma è comunque un bellissimo libro. Consigliato a chi è coinvolto in vicende familiari intricate e dolorose.

    ha scritto il 

  • 5

    Un colpo al cuore: bam!

    Questo è un libro bellissimo, di cui si gustano la scrittura e le tematiche.
    Un romanzo per moti aspetti di un'incredibile durezza che a tratti si scioglie per lasciare posto alla compassione, alla do ...continua

    Questo è un libro bellissimo, di cui si gustano la scrittura e le tematiche.
    Un romanzo per moti aspetti di un'incredibile durezza che a tratti si scioglie per lasciare posto alla compassione, alla dolcezza, al rammarico.
    È la storia di una ragazza "restituita", che torna alla famiglia di origine all'età di 13 anni dopo aver vissuto sino a quel momento con dei genitori adottivi, anche se non legalmente tali.
    Quindi il racconto di legami familiari che si spezzano e si riannodano, ma c'è di più; è anche la storia di quanto il non detto, il taciuto, pesi nella storia di qualunque famiglia. Quanto i silenzi che a volte definiamo più eloquenti delle parole, siano tali se prima c'è stato spazio per la parola.
    È la storia della difficoltà che si incontra nella costruzione della propria identità quando questa ci viene restituita da persone che ci fanno da specchio in maniera del tutto dissonante tra loro.
    Chi sono io? Sono amata? Lo sono stata? Lo sarò?
    Questi i quesiti di fondo della protagonista che ci accompagnano nella testa per tutta la lettura.
    E le risposte come sempre arrivano, piano, ma arrivano.
    Si diventa grandi solo imparando ad amare se stessi e perdonando gli altri.
    Perché perdonare conviene a chi lo fa. Sempre..

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sa di essere l'unica

    a non gridare al capolavoro dopo aver terminato questo libro. L'ho, di certo, trovato un libro onesto, essenziale, scritto nello stesso modo, intelligente e coinvolgente. Non basta? Non basta, secondo ...continua

    a non gridare al capolavoro dopo aver terminato questo libro. L'ho, di certo, trovato un libro onesto, essenziale, scritto nello stesso modo, intelligente e coinvolgente. Non basta? Non basta, secondo me, per gridare al capolavoro. Per me gli manca qualcosa, non chiedetemi cosa perché me lo sto domandando da un po'.

    La storia è efficace e viene raccontata con la stessa lingua scarna degli abitanti di certi paesi di certe province. Oh se ne so qualcosa. Questa bambina mollata dopo anni in un posto che non è il suo è un buon personaggio, troppo intelligente per essere patetica, ma a me ha coinvolto fin là.

    C'è solo una parte, verso la fine, quando capisce cosa è successo davvero, quando tra due madri capisce di non averne nessuna che mi ha fatto tenerezza. Forse perché, la mia, di madre non c'è più e mi guarda solo da una foto sulla scrivania in cui sorride con il mio stesso sorriso - a dire il vero io con il suo -, forse perché mia madre era la persona che più mi ha amata al mondo, forse perché io non posso nemmeno provare a mettermi nei panni dell'Arminuta, forse per questo non l'ho capito davvero.

    O forse perché io nei libri cerco qualcosa che non so, come lo cerco in alcune giornate grigie e fastidiose. Quando uso il pc, poi il telefono, poi prendo un libro, poi accendo la tv, poi spengo tutto e cerco, e cerco un appiglio e non lo trovo. Poi basta poco, un buon rosso, o quella maglietta azzurra o il sorriso da quella foto sulla scrivania e, per poco, mi placo.
    In questo libro mi è mancato l'appiglio, Che poi era un gancio in mezzo al cielo e l'aveva già detto, meglio, molto meglio, qualcun altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Il pensiero che mi è balzato in testa dopo aver letto questo libro, al di là della bravura dell'autrice che riesce a far emergere perfettamente il trauma profondo che segnerà per sempre la protagonist ...continua

    Il pensiero che mi è balzato in testa dopo aver letto questo libro, al di là della bravura dell'autrice che riesce a far emergere perfettamente il trauma profondo che segnerà per sempre la protagonista del libro, senza cadere mai in una scrittura patetica o artatamente compassionevole, è stato: « meglio avrebbe fatto la cara benefattrice Adalgisa a prendere con sé un gatto. Manco un cane ché, si sa, essere un animale che si attacca troppo al padrone!»

    ha scritto il 

  • 4

    Mi e' piaciuto molto,e' un libro intenso,profondo,pieno di sentimenti ed emozioni,da tanto tempo non leggevo uno scrittore italiano contemporaneo e ho ritrovato il sapore della nostra lingua,dei nostr ...continua

    Mi e' piaciuto molto,e' un libro intenso,profondo,pieno di sentimenti ed emozioni,da tanto tempo non leggevo uno scrittore italiano contemporaneo e ho ritrovato il sapore della nostra lingua,dei nostri paesi,dei nostri dialoghi,mi sono sentita dentro una storia nostra

    ha scritto il 

  • 5

    te lo bevi

    era da un po' che una storia non mi prendeva così... ricorda un po la murgi a di abbacadora e anche l'amica geniale. Ma alla fine ha una sua originalità. Adalgisa odio profondo.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho scelto di leggere questo libro, sia perché stregata dallo sguardo magnetico della foto di copertina, sia perché era piaciuto a delle amiche delle quali apprezzo i giudizi. Purtroppo stavolta, però, ...continua

    Ho scelto di leggere questo libro, sia perché stregata dallo sguardo magnetico della foto di copertina, sia perché era piaciuto a delle amiche delle quali apprezzo i giudizi. Purtroppo stavolta, però, non siamo sulla stessa lunghezza d'onda, infatti ho trovato questo libro pretenzioso. Mi ha infastidito la mancanza di coerenza narrativa, tanto che alcuni episodi anche importanti non hanno portato a sviluppi o a un'evoluzione della protagonista, che stolidamente procede per la sua strada, senza risentire o riflettere su certe esperienze morbose e devianti. Inoltre a lungo andare il linguaggio, costruito per piacere al pubblico abituato al facile lirismo in stile "stato" di Facebook, mi ha stancata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ho trovato questo libro sconclusionato, borioso e irritante.

    - Sconclusionato. La psiche di una ragazzina (cresciuta bene) viene descritta in capitoletti usa-e-getta dove le varie vicissitudini (alqua ...continua

    Ho trovato questo libro sconclusionato, borioso e irritante.

    - Sconclusionato. La psiche di una ragazzina (cresciuta bene) viene descritta in capitoletti usa-e-getta dove le varie vicissitudini (alquanto improbabili in verità) vengono riportate in un clone di romanzo di formazione (il che è abbastanza ambizioso in un libretto di 160 pagine!). Non può mancare l'approccio al sesso di cui la ragazzina (bene) parla con frasi ose' e a effetto. Non può mancare la morte, con un personaggio (forse l'unico decente) che viene immolato sull'altare della narrativa per il semplce fatto che il suo ramo era sostanizlamente ingestibile ed inutile ai fini della trama. Se non per chiuderlo sul finale con un "ma guarda siamo più o meno nel posto dove è morto tizio". Ridicolo che in un paese dove questa ragazzina bene dovrebbe essere il parafulmine di tutto il bullismo (compreso da parte dei fratelli) sia proprio la sorella a tre quarti di libro a dire perché questa irritante ragazza è stata data in affido.

    Borioso per questo stile piatto (che viene venduto come asciutto), con qualche paroletta di dialetto (che si sa che vende bene, ma non troppo attenzione! metti che poi la gente non capisce) e tante frasette da poter copiare su Facebook così si fa vedere agli amici che si legge letteratura vera.

    Infine il libro in questione è irritante perché capisco benissimo che questo libro è stato scritto per vendere e venderà. Venderà tantissimo perché tocca le corde giuste, osa ma non osa troppo, ha scritto in fronte che non sarà un libro ma una trilogia.
    Scrivo appunto questa recensione nella speranza - totalmente vana - che qualcuno non butti i suoi soldi comprando questo libro, lo prenda in biblioteca o si legga altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia difficile e intensa raccontata con delicatezza. Senza bisogno di tante parole si avvertono nettamente i sentimenti che attraversano l'anima di tutti i personaggi della storia. Veramente un ...continua

    Una storia difficile e intensa raccontata con delicatezza. Senza bisogno di tante parole si avvertono nettamente i sentimenti che attraversano l'anima di tutti i personaggi della storia. Veramente un bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Tristissima storia. triste l'abbandono, triste la vita dopo l'abbandono, triste la riconciliazione con chi ha abbandonato, triste la delusione. Tutto ci fa riflettere sulla condizione umana e su come ...continua

    Tristissima storia. triste l'abbandono, triste la vita dopo l'abbandono, triste la riconciliazione con chi ha abbandonato, triste la delusione. Tutto ci fa riflettere sulla condizione umana e su come le circostanze possano cambiare e con esse le persone. Ma è anche una storia di affetti profondi e sinceri e dell'acquisizione della consapevolezza che quelli si alimentano in qualsiasi condizione e non muoiono mai. Bel romanzo, ne leggerò altro della stessa autrice, per capire se questo è stato uno scritto fortunato o se davvero lei ha qualcosa di bello da dire

    ha scritto il 

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