L'Aurora delle Streghe

Underdust

Di

Editore: Reverdito

3.8
(38)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8879781650 | Isbn-13: 9788879781657 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Intrattenimento , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Abril Esteban è una kalé e vive nella periferia di Barcellona. Determinata, forte e risoluta, è una ragazza come tante, che si oppone a una vita da gitana e riesce a trovare lavoro nel teatro di Eneko Serrano, come segretaria e aiutante dei suoi due figli: Lucas e Jago. Non è una vita facile quella di Abril, ma da subito stringe un intenso rapporto con Jago che, presto, dall'amicizia sfuma nell'attrazione, fino all'amore. Questo, finché il destino non si mette di mezzo e Jago Serrano non perde la vita in un tragico incidente durante uno spettacolo. Ma si è trattato davvero di un incidente? In preda alla disperazione, e manovrata da strane e oscure voci, Abril viene spinta a leggere gli antichi libri di sua madre, Miriam: libri sulla stregoneria. Ed è proprio nel Libro delle Ombre, che Abril trova un incantesimo capace di risvegliare Jago… scoprendo così di essere anche lei una strega kalé. Sembra tutto perfetto, ma l’individuo che si risveglia dopo quel rito non è più Jago. È una creatura dell’oscurità, un Imperfetto, che per vivere si nutre di lacrime spingendo al suicidio chi si mette sulla sua strada. Abril si troverà così costretta a combattere contro i suoi stessi sentimenti, e a dover prendere una decisione difficile: uccidere il ragazzo di cui si è innamorata. Fino all’inaspettato finale…
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  • 4

    Quando le Streghe amano...

    Abril è una kalé, una gitana, o se preferite, una zingara; Abril però vuole un'altra vita, vuole un lavoro: una vita onesta e fuori dal circolo dei kalé; così armata di coraggio e voglia di fare trova ...continua

    Abril è una kalé, una gitana, o se preferite, una zingara; Abril però vuole un'altra vita, vuole un lavoro: una vita onesta e fuori dal circolo dei kalé; così armata di coraggio e voglia di fare trova un lavoro nel teatro Serrano e diviene assistente di Jago, il figlio del proprietario sino a quando, il ragazzo muore e, lei spinta dalla disperazione e dall'amore, lo riporta in vita.
    Interessante scoprire le analogie tra questo libro, il secondo per me di queato autore, e il primo letto "Muses": in primis il prologo che ritrae sempre l'evento "zero" che segna nella trama un prima e un dopo, una vera e propria chiave di volta senza la quale l'arco di eventi non reggerebbe.
    Decisamente insolita la scelta di una narrazione spezzata che passa da presente a passato di capitolo in capitolo, illuminando il lettore su fatti, che precedono il risveglio di Jago, ed il rapporto tra Abril e Lucas, ma tenendolo costantemente allerta su ciò che sta accadendo nel presente.
    Lo stile non è mai pesante e fornisce il giusto compromesso tra dialoghi, narrazione e descrizione, senza mai pesare sul lettore, una vera dote per uno scrittore così giovane eppure prolofico.
    Mi sento di concedere le quattro stelle; bella la storia, intrigante la locaton di Barcellona e davvero imprevedibile il finale (anche se rimane aperto ad un seguito). Ideale per i lettori più voraci di Urban Fantasy/Young Adult ed inoltre molto ben costruito dal punto di vista narrativo, con una struttura ben architettata e soprattutto mai prevedibile. Un vero e proprio sucesso dedicato a chi ama il genere magico, fatto di streghe e antiche tradizioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Basta un attimo, quando meno te lo aspetti, e tutto ciò che ti circonda assume delle sfumature diverse. Ti accorgi di vivere solo per lui.

    Primo tentativo di lettura con questo autore ormai famoso nel panorama urban-fantasy nostrano e in tutta sincerità dico che dalla trama fornita sull'aletta mi aspettavo qualcosa di diverso, ma a fine ...continua

    Primo tentativo di lettura con questo autore ormai famoso nel panorama urban-fantasy nostrano e in tutta sincerità dico che dalla trama fornita sull'aletta mi aspettavo qualcosa di diverso, ma a fine lettura non sono rimasta delusa. Non completamente.
    La storia (come dalla citazione iniziale) prende spunto dal famosissimo Frankenstein di Mary Shelley e per certe cose ho sentito una specie di comunione, tra i due titoli: il senso di perdita, una leggera vena di follia che col proseguire della storia arriva a toccare la pazzia, la necessità di superare (e vincere) qualcosa come la Morte, la curiosità e l'interesse morboso per ciò che si sta "creando", la repulsione e l'abbandono della "creatura"... tutto questo, affrontato secoli prima dalla Shelley, torna con questo titolo di Falconi, che ho apprezzato nel riprendere un tema "già sentito" e poi trasformarlo in qualcosa di nuovo, attuale.

    Lo stile di scrittura mi piace molto. Immediato e senza fronzoli, forse un po' troppo semplice, tuttavia Falconi è uno scrittore di YA, perciò i conti tornano, e perciò possiamo dire che lo stile semplice è giustificato.
    Quello che ho apprezzato poco, è stato il continuo alternare i capitoli prima e dopo il buio. Okay, forse è una trovata per creare suspance e interesse maggiore nel lettore, ma a me è riuscito solo a confondere le idee, e anche a irritarmi, dato che certe cose venivano lasciate in sospeso, e poi riprese due capitoli dopo.
    Questo, lo avrei evitato, soprattutto se la storia raccontata è l'inizio di una serie, dove il capostipite soffre sempre della cosiddetta (e da me chiamata) "sindrome del primo nato".

    Non è una patologia grave, tuttavia essa si lega a un virus chiamato "Disturbo ossessivo da saghe". Questo, invece dei romanzi, colpisce direttamente gli scrittori, e sembra che negli ultimi anni stia colpendo un numero sempre maggiore, i quali iniziano a covare l'impellente necessità di scrivere libri che abbiano almeno due sequel; certi casi divengono saghe anche da dieci o più libri, ma questi sono i soggetti più gravi.

    Come ho detto, non è grave, tuttavia il "primo nato" soffrirà sempre e incondizionatamente di suddetta sindrome, dove l'autore, inevitabilmente, sacrificherà la trama in nome delle spiegazioni, della presentazione dei personaggi, dell'ambiente in cui si muovono, dei cattivi e dei loro piani e molto altro.

    Non ho idea se Falconi ha intenzione di proseguire la storia di Abril scrivendo un sequel, tuttavia il finale parecchio aperto, l'accenno solo lieve alla magia e la staticità degli eventi, mi hanno portato a pensarlo. In ogni caso, solo il tempo mi dirà se ho avuto ragione o meno.

    Ho terminato in fretta la lettura e nonostante non mi sia dispiaciuto, questo titolo, allo stesso tempo non posso dire che smanio all'idea di un seguito.
    Il fatto che sia colpito da questa sindrome lo giustifica per molte cose, quello cui però non riesco a passare sopra, è la narrazione degli eventi, e i personaggi troppo abbozzati e, in certi casi, incoerenti con se stessi.

    Abril è la Regina dell'Incoerenza, e dire che non l'ho sopportata è riduttivo. Davvero, non c'è stata una sola azione o pensiero elaborato che mi ha spinto a rivalutarla, e visto che è la protagonista, già l'idea di leggere il secondo libri mi fa scendere lacrime di insofferenza.
    Capisco che la sua condizione non sia facile, capisco la necessità di lasciare le proprie radici e andare alla "scoperta del mondo" e di se stessa con le proprie gambe... tuttavia questa benedetta ragazza è in fase continua di autocommiserazione.
    Ogni due secondi continua a ricordare al lettore quanto sia sfortunata, quanto abbia avuto una vita difficile a causa delle sue origini, come la gente la schivi appena sa cos'è... okay, mi dispiace per te, ma a lungo andare diventi una piattola tremenda, che invece di ignorare gli idioti che la circondano e procedere a testa alta, si chiude a riccio e piagnucola.
    E' snervante una tipa così... e il peggio arriva quando trova lavoro.
    L'intero romanzo copre un mese circa della vita della ragazza, e le parti "Prima del buio" raccontano per sommi capi il suo lavoro in teatro e il sentimento d'amore che inizia a provare per Jago, uno dei figli del proprietario del teatro.

    La storia non è facile, Abril è davvero sfortunata, ma certi suoi atteggiamenti mi sono sembrati esagerati fino allo stremo e mi hanno portato all'esasperazione.
    Sarò cinica o incredula, ma non mi sembra possibile che possa innamorarsi di un uomo in così poche settimane, soprattutto se le loro conversazioni si riducono a come svolgere gli spettacoli a teatro!
    Jago forse dalla sua ha l'aspetto figo e carismatico, ma se così fosse allora Abril è colpevole di superficialità, e se invece lo ama per qualcos'altro (la sua anima? Il suo temperamento?) direi allora che non è possibile, perché in due settimane appena non puoi sapere come è fatta una persona, soprattutto se la vedi solo durante il lavoro!

    La storia d'amore, per gusto mio, non era assolutamente necessaria. O meglio, sarebbe andata bene se Falconi avesse deciso di svilupparla in un lasso di tempo maggiore, riducendola a poche settimane l'ha trasformata in una farsa, e Jago e Abril in due emeriti idioti.
    Avrei potuto capire se lui fosse morto e lei lo amasse senza essere ricambiata (o senza che lui lo sappia) e quindi tutte le pazzie compiute avrebbero avuto un senso, ma il tempo e la stupidità con cui è stato reso il rapporto tra i due ha fatto un disastro, e questo mi ha spinto a togliere una stellina.
    Non è l'unico motivo, ma è stato il fattore decisivo.

    Gli altri personaggi sono macchiette, banali e poco convincenti. Fanno e dicono cose che spingono il lettore a domandarsi perché lo faccia, se abbia un motivo, ma nove volte su dieci la curiosità viene delusa, perché l'autore non approfondisce il carattere o il comportamento del personaggio.
    Okay, comprimari e personaggi secondari sono meno importanti dell'approfondimento del protagonista, ma un buon scrittore si vede anche da questo, dalla capacità di "dare un'anima" anche ai personaggi secondari, renderli qualcosa di più che semplici sbafi di inchiostro su una pagina bianca.
    Questo autore purtroppo non c'è riuscito (o non voleva riuscirci)
    e questo è un peccato.

    Non sono curiosa di leggere (se mai ci sarà) il seguito di questo titolo. E' stata una lettura carina, ma carina come può essere qualsiasi YA meno mediocre rispetto alla massa, tuttavia non è un motivo sufficiente a spingermi a spendere soldi per leggere ancora di Abril.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio di tutto...

    Una piacevole scoperta. La storia è scorrevole ed intrigante, mescola passato e presente grazie ai vari capitoli che si alternano e che raccontano la storia prima del buio e dopo il buio. Personaggi p ...continua

    Una piacevole scoperta. La storia è scorrevole ed intrigante, mescola passato e presente grazie ai vari capitoli che si alternano e che raccontano la storia prima del buio e dopo il buio. Personaggi particolari che però avrebbero potuto essere caratterizzati maggiormente, dilungandosi un po’ di più su alcuni aspetti caratteriali dei protagonisti e di coloro che vi girano attorno.
    Finale prevedibili ancora prima di leggerlo; a causa dei troppi indizi lasciati durante tutto il racconto.
    Rimane comunque un libro che consiglio di leggere, personalmente non vedo l’ora di avere tra le mani il secondo volume della saga, visto che rimangono ancora molti arcani da svelare.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura davvero piacevole, fluida....le frasi si susseguono velocemente avvolgendoti nella narrazione, soprattutto la seconda parte, quasi non ti accorgi di essere arrivata al termine e vorresti c ...continua

    Una lettura davvero piacevole, fluida....le frasi si susseguono velocemente avvolgendoti nella narrazione, soprattutto la seconda parte, quasi non ti accorgi di essere arrivata al termine e vorresti continuare a leggere.....I personaggi sono ben strutturati e delineati, immersi nei loro problemi quotidiani e cosa dire dell'imperfetto idea veramente interessante!!!!
    Ossessione, questo è il filo conduttore della storia sullo sfondo di una Barcellona misteriosa ed avvolta dalle tenebre. La scelta dell'alternanza dei capitoli, uno prima del buio e uno dopo il buio, subito non mi ha convinto, ma una volta entrata nella storia ho apprezzato il fatto che questa opzione ha generato nella mia mente una sorta di tensione positiva che mi ha invogliato a divorare le pagine.
    Ed il finale disarmante....ed adesso pretendo il seguito!!!!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Questo libro è una sorta di rivisitazione di Frankenstein, con streghe zingare e una storia d’amore. E Barcellona sullo sfondo.

    Una Barcellona che non ha niente a che vedere con la città misteriosa e ...continua

    Questo libro è una sorta di rivisitazione di Frankenstein, con streghe zingare e una storia d’amore. E Barcellona sullo sfondo.

    Una Barcellona che non ha niente a che vedere con la città misteriosa e nostalgica dei libri di Zafon, grazie a cui ho imparato ad amare una città che in precedenza avevo ammirato solo per gli edifici e i ricordi di una bella gita scolastica. La Barcellona nella quale ci porta Falconi è la città dell’arte, del desiderio di libertà e di vità. Della musica e sopratutto della danza.

    La prima parte della storia è abbastanza debole e caotica, con i capitoli che si alternano tra capitoli “dopo il buio” e capitoli “prima del buio” facendo impiegare un po’ di tempo a capire cosa stia succedendo, mentre la vita della kalè Abril ci viene mostrata nella sua quotidianità, intervallata con gli eventi che accadono dopo il buio.

    Cosa è questo buio? Si capisce presto che questo buio ha a che fare con la morte dell’amore di Abril, Jago. E col fatto che Abril, facendo affidamento su poteri magici che nemmeno sapeva di avere, e seguendo gli ordini di misteriosi voci che le parlavano direttamente nella testa, ha nascosto il cadavere di Jago nei sotterranei del suo teatro, dove lei lavorava. E lo ha risvegliato.

    Ma cosa ha risvegliato di preciso?
    Comincia a chiederselo man mano che passa il tempo, e che si accorge che nel ragazzo c’è qualcosa di strano.
    Così come comincia a indagare sui suoi poteri, sulle tradizioni gitane e wicca che ha sempre rinnegato e ritenuto idiozie.

    E Jago scappa, e prende a vagare per Barcellona come un novello Frankenstein -e con esiti non molto dissimili- mentre Abril cerca di capire cosa sia successo realmente e come rimediare a ciò che ha fatto.
    Scopriamo le streghe zingare di Barcellona e di una guerra combattuta in passato tra loro e gli imperfetti, le creature riportate in vita da loro stesse.

    Qualcuno muore, qualcuno tradisce… il finale mi ha colto di sorpresa, avevo puntato su un’altra persona.

    Ci sarebbe anche il tema dell’integrazione, di come Abril è vista solo per la sua etnia e di come la sua gente non faccia sforzi per integrarsi, preferendo rinchiudersi in sé stessa a coltivare le proprie tradizioni. Ma francamente, mi sembra che questo assuma più i toni di una nota di colore, di un surplus, piuttosto che di qualcosa in grado realmente di influenzare la storia. Certo, nella tradizione della famiglia di Abril rientra la magia, ma l’integrazione alla fine ha ben poca importanza, a parte che in pochi brani.
    Apprezzo il fatto che lo stile sia differente da quello degli altri libri, non mi dispiace il fantasy mescolato con gli elementi della magia wicca, non mi dispiace tornare a Barcellona e avventurarmi tra i gitani.
    Ma la storia d’amore mi sembra un po’ troppo assoluta, e il personaggio di Lucas non mi convince appieno.
    Sono sicuro che il secondo volume sarà migliore, ma il primo libro non mi è piaciuto. Francamente, lo ritengo parecchio inferiore ai due Prodigium, a Gothica e a Nemesis.
    E l’aver trovato un refuso addirittura nel titolo di un capitolo (il sedicesimo, che si ritrova lo stesso titolo del quindicesimo) non aiuta, per quanto nemmeno influisca granché.

    Visto che questo libro è uscito prima di Nemesis, non mi spavento per Falconi.
    Un passo falso ci sta, e magari il passo falso esiste solo dal mio punto di vista visto che invece in linea di massima ho visto che questo libro è piaciuto.
    Ma mi spiace, per me questo libro è un mezzo passo falso che non lascia nulla dopo la lettura e che coinvolge relativamente poco. Scorrevole come sempre, e con la possibilità di migliorare in seguito, ma non al livello degli altri libri che ho letto di Falconi.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia in realtà comincia subito dopo che Abril ha compiuto un rito di negromanzia e quindi si alternano capitoli antecedenti al fatto, in cui viene narrata la storia che ha grandi linee vi ho des ...continua

    La storia in realtà comincia subito dopo che Abril ha compiuto un rito di negromanzia e quindi si alternano capitoli antecedenti al fatto, in cui viene narrata la storia che ha grandi linee vi ho descritto sopra, e capitoli in cui ci viene narrato cosa succede dopo l’incantesimo, dopo Il Buio. Già quest’idea mi ha fatto molto apprezzare il libro: adoro seguire più fili temporali e la suspence che si ha alla fine di un capitolo pensando che comunque il capitolo successivo è dedicato ad altro e ci vorranno diverse pagine prima di sapere cosa succederà è impagabile. Il libro è estremamente scorrevole e ben scritto e gli errori di stampa sono veramente pochissimi. Il personaggio di Abril è molto interessante, realistico e ben approfondito e, per una volta, incredibilmente umano: non è una super donna, è una ragazza come tante altre che, quando scopre i propri poteri, ne è affascinata ma soprattutto spaventata. E’ una storia di streghe, ma non è la magia a farla da padrone: sono le donne, nel loro essere tali, con i loro sentimenti e le fragilità a essere le vere protagoniste. E l’amore non è che quel caro sentimento gioioso in cui “vissero tutti felici e contenti”: l’amore arriva all’improvviso e lascia un segno indelebile sul cuore di Abril, una cicatrice incancellabile, ma questo sentimento, trasformatosi dopo il tragico incidente in ossessione ( come non definire il comportamento di Abril nei confronti di Jago nella cella “ossessivo”), si evolve nuovamente quando la giovane kalè si rende conto del mostro che ha creato e diventa odio. Del resto ce lo diceva anche Catullo

    “Odi et Amo. Quare id faciam fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.”

    Molto originale poi l’introduzione dei flawed: in molti fantasy viene trattato il tema del ritorno dalla morte di un personaggio, e spesso colui che fa ritorno non è la stessa persona di quando era in vita, ma l’idea di un’entità che si nutre di lacrime è secondo me geniale** Per non parlare poi degli effetti che il suo nutrirsi ha sulle persone, devastante.
    Con questo libro secondo me l'autore ha fatto un gigantesco passo avanti: io ho letto i due volumi di Prodigium prima di questo, che mi sono molto piaciuti, ma qui siamo proprio ad un altro livello. La stessa atmosfera che si respira leggendo il libro è qualcosa di magico e staccarsi dalle pagine è davvero difficile.
    In conclusione, un libro originale, ben scritto e intrigante, che ci mostra le streghe sotto una nuova luce moderna e ce le mostra nella loro umanità. Una vicenda ricca di colpi di scena e con un finale del tutto inaspettato. Insomma, cosa chiedere di più? Il secondo volume ovviamente!!!

    Videorecensione su
    http://bookaholicsdiary.blogspot.com/2010/09/laurora-delle-streghe.html

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere questo romanzo è stato un piacere. Un vero piacere!
    Reverdito torna al fantasy e lo fa pubblicando un libro davvero ben costruito, e i motivi che mi portano a pensarla così sono molteplici.
    Pe ...continua

    Leggere questo romanzo è stato un piacere. Un vero piacere!
    Reverdito torna al fantasy e lo fa pubblicando un libro davvero ben costruito, e i motivi che mi portano a pensarla così sono molteplici.
    Per prima cosa la scrittura: il testo gode di una fluidità davvero impressionante. Le frasi scorrono che è un piacere e non ti accorgi di essere arrivato già alla fine, di esserci arrivato così presto... non puoi far altro che intristirti per aver già concluso la tua avventura con Abril.
    Poi la decisione di alternare due tempi diversi. Tutto il romanzo è infatti diviso in due: il pre-fattaccio e il post-fattaccio, e questo pre e post si alternano continuamente. Mai una scelta del genere è stata più azzeccata, perché pur intuendo quello che era successo, tu lo comprendi davvero solo alla fine del testo. Arrivi a capire appieno la vicenda solo a fine romanzo... è davvero una bellissima trovata!
    I personaggi sono ben costruiti, Abril non può non affascinare il lettore, così come non si può non trovare simpatico Eneko Serrano, pur vedendolo quasi di sfuggita, così come non si può rimanere indifferenti di fronte alla creazione di una creatura come il Flawed, l'Imperfetto mangiatore di lacrime, davvero un0invenzione interessantissima...
    Ma il bello di questo romanzo è, forse, altro. Come ogni buon testo fantastico, L'aurora delle streghe passa attraverso la magia per parlare d'altro, e lo fa in maniera tale da non risultare pesante. Quando si inseriscono temi importanti in un libro si corre sempre il rischio di incappare nel trattato filossofico, mentre Falconi, qui, riesce a gestirsi benissimo, gettando al lettore spunti interessanti che possono far riflettere, non abbandonado però il romanzo di intrattenimento.
    Scopro così ancora una volta che l'ossessione è davvero un sentimento che muove molte cose. Anche in questo libro l'ossessione è una possente forza motrice. L'ossessione per l'amore, l'ossessione di essere normale, l'ossessione di tenere le proprie radici... già, perché L'aurora delle streghe è anche un romanzo che porta al lettore il tema della diversità, dell'integrazione raziale e lo fa senza dare giudizi.
    La protagonista vuole rinunciare alle sue origini, vuole integrarsi nella società spagnola, e forse è anche questo che la spinge a innamorarsi di Jago Serrano, una persona che riesce a farla sentire normale quando quasi tutti gli altri la trattano da reietta. La madre della protagonista è invece il contrario, vorrebbe far risaltare l'importanza dell'essere una Kalé. Nel libro si parla del razzismo nei confronti della comunità gitana, ma si parla almeno in un paio di occasioni anche del fatto che, a volte, la stessa comunità gitana è causa di quest'allontanamento dalla società 'normale'. Falconi si dimostra così molto intelligente, mostrando alcuni dei punti dolenti della questione, ma mostrando che i torti, forse, ci sono da entrambe le parti e che è compito di tutti trovare una soluzione.
    E l'ossessione, come dicevo prima. Una forte ossessione. Un'ossessione causata dal razzismo (quella di Abril di voler essere 'normale') e un'ossessione d'amore, un amore mai provato prima da Abril, che la porta a rompere uno degli equilibri più importanti, quello della vita e della morte. Quale innamorato non vorrebbe riportare in vita l'amore che è mancato? Ma cosa si fa quando l'amore ritornato non è più la persona che si conosceva prima?
    Ecco, ne L'aurora delle streghe si parla di tutto questo e lo si fa con capacità e freschezza e con un colpo di scena finale da togliere il fiato. Ora non si può far altro che attendere un seguito, un seguito che io bramo già molto!
    Per concludere volevo fare i complimento a Falconi anche per il continuo miglioramento che intravedo. Ho letto poco di suo, oltre a questo solo Prodigium, però lo trovo notevolmente migliorato e il suo trattare così apertamente dei temi interessanti, come anche del caso ti Gothica, beh, va tutto a suo merito.

    ha scritto il 

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