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L'Edera

Di

Editore: Demetra - Pastelli

3.9
(254)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Danese

Isbn-10: 8871226232 | Isbn-13: 9788871226231 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    Profumi di Sardegna

    Sardegna, inizio ‘900. Siamo a Barunei (in realtà Baunei) piccolo paese sulla costa orientale dell’isola, durante la vigilia della festa di san Basilio.
    La situazione economica dei Decherchi non è del ...continua

    Sardegna, inizio ‘900. Siamo a Barunei (in realtà Baunei) piccolo paese sulla costa orientale dell’isola, durante la vigilia della festa di san Basilio.
    La situazione economica dei Decherchi non è delle più rosee.
    La famiglia è di antiche e nobili origini, possiede ancora alcuni poderi ma oramai è oberata dai debiti. Per avere ancora qualche soldo, i Decherchi, sono costretti a prendersi cura di Zio Zua, un lontano parente ricco, vecchio e malato d’asma, che in cambio delle cure di cui necessita paga un contributo in denaro alla famiglia. Zio Zua, però, è un rompiscatole, si lamenta in continuazione di tutti i membri della famiglia: le sue lagnanze hanno come obiettivo principale Paulu e Annesa (Anna), la protagonista del romanzo deleddiano.
    Annesa è una giovane donna di poco più di trent’anni; abbandonata quando era piccola, è stata adottata dai Decherchi. È proprio lei che si prende cura del vecchio malato di cui tutti aspettano la morte per riceverne l’eredità. Annesa è una bella donna, con capelli biondi, innamorata follemente (ricambiata) di Paulu, giovane vedovo, l’ultimo discendente dei suoi benefattori.
    Per questa folle passione, per salvare il suo amato e la sua famiglia dai debiti è disposta a fare tutto…

    L’autrice sarda ha una prosa armoniosa e nitida, che fanno scorrere le pagine velocemente quando seguiamo la storia di questa donna che si sente incaricata del compito di riparare i danni causati da Paulu ai suoi parenti.
    Paulu è un debole, vigliacco, incapace, che ha passato anni della sua vita a bighellonare, a sperperare il denaro di famiglia e ad indebitarsi con gli strozzini per continuare a fare la bella vita. Rappresenta la decadenza delle ricche famiglie di proprietari terrieri che non sanno rinnovarsi ma si ripiegano su loro stessi e muoiono. Proprio come fa l’albero quando è soffocato dall’edera.
    Annesa, è orfana, bella, intelligente, gran lavoratrice, piena di riconoscenza e d’amore per i suoi benefattori, con un gran bisogno di essere amata; si aggrappa alla famiglia come l’edera fa con un tronco, con un muro o con qualsiasi altro sostegno, e per loro arriva a compiere perfino un delitto. Per lei, da quel momento in poi, c’è sola la fuga, il tormento, il rimorso ed infine l’espiazione della propria colpa.

    Grazia Deledda disegna i personaggi del romanzo molto bene, approfondisce la loro psicologia e molto spesso gli slanci dell’animo umano riflettono i fenomeni della natura.
    La natura è anch’ella un personaggio del libro.
    L’autrice pennella con passione le affascinanti descrizioni del paesaggio sardo; un paesaggio arido, aspro, duro, selvaggio. Una Sardegna con i suoi boschi di lecci e di querce, il vento che agita le vesti, l’odore del mirto e d’altre piante spontanee e poi i suoi monti di granito che scendono sino al mare per aprirsi improvvisamente e rivelare un mare color zaffiro. Un paesaggio che accompagna e partecipa alla disperazione della protagonista del libro. Queste sono tra le pagine più belle della narrazione.

    Un romanzo duro e intenso che ci parla dell’inevitabilità del destino, di come l’amore da solo non basti a salvare le persone dalle loro azioni. Coinvolgente ed appassionante, non si può non soffrire con Annesa, quando si rende conto di aver commesso il delitto, vive l’inferno della paura e il tormento per i peccati compiuti, la necessità del castigo e dell’espiazione. Il tutto è scritto in maniera così esemplare che mi è sembrato di entrare nella vicenda e di essere nella grotta con Annesa.

    Un libro melanconico, fatalista, intenso, appassionante, scorrevole e piacevole, mai pesante.
    Una scrittrice dalla penna splendida, dal linguaggio fresco e accurato che permette di “vedere” la vicenda narrata.
    Questo, per me, è stato il primo libro della scrittrice sarda ed è stata una vera scoperta.

    Non sgridarmi, Paulu mio, cuore mio caro, non sgridarmi; tu l’hai già detto una volta, che io sono come l’edera; come l’edera che si attacca al muro e non se ne distacca più, finché non si secca.

    ha scritto il 

  • 4

    Morale di altri tempi

    Bellissima prosa, descrizioni minuziose di paesaggi, delle gente, delle 'passioni' sociali che animano il paese della Barbagia, spaccato di un mondo nobil/contadino che ormai non esiste più, di person ...continua

    Bellissima prosa, descrizioni minuziose di paesaggi, delle gente, delle 'passioni' sociali che animano il paese della Barbagia, spaccato di un mondo nobil/contadino che ormai non esiste più, di persone viziose, viziate, superbe e di altre serve e succubi.
    Il prete figura centrale del paese che è punto di riferimento e fonte di aiuto.

    Possibili SPOILER
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    La parte prime e dopo l'uccisione del vecchio mi ha molto ricordato il tormento di Rodjia in Delitto e castigo ma la cosa che più mi ha scosso? Il prete si dispera della fornicazione della donna molto di più del fatto che abbia ucciso un uomo, sarà! morale d'altro tempo?

    8/10

    ha scritto il 

  • 5

    Ambientato in un paese della Sardegna nei primi anni del secolo scorso, è la tragica vicenda amorosa di una giovane trovatella, Annesa, adottata da una famiglia aristocratica. Sullo sfondo vi sono, pe ...continua

    Ambientato in un paese della Sardegna nei primi anni del secolo scorso, è la tragica vicenda amorosa di una giovane trovatella, Annesa, adottata da una famiglia aristocratica. Sullo sfondo vi sono, però, le difficoltà economiche, la decadenza, e i difficili rapporti famigliari che spesso appaiono legati più agli interessi economici che agli affetti (temi di facile accostamento al verismo di Verga). Nonostante spesso prevalgano argomenti come il dolore, la morte e il peccato, lo stile dell'Autrice è sempre fresco e piacevole e la lettura non risulta mai pesante. Un buon libro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'edera velenosa

    L'edera che si agrappa ad un tronco.. un muro.. un palo..qualcosa che le dia sostegno o che crollando la porta nella rovina. Drammone scritto molto bene ma pur sempre drammone di personaggi che vivono ...continua

    L'edera che si agrappa ad un tronco.. un muro.. un palo..qualcosa che le dia sostegno o che crollando la porta nella rovina. Drammone scritto molto bene ma pur sempre drammone di personaggi che vivono vite di stenti sprecate in buona parte al tributo dell'altrui pettegolezzo.

    ha scritto il