L'Eternauta

I Classici del Fumetto di Repubblica n. 29

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.6
(518)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 461 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000016697 | Data di pubblicazione: 

Illustratore o Matitista: Francisco Solano López

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Una partita a carte tra quattro amici viene bruscamente interrotta: fuori della finestra sono cominciati a cadere fiocchi di letale neve fosforescente. È l'inizio di un incubo, il primo tragico preludio a un'invasione extraterrestre che porterà morte e distruzione a Buenos Aires e nel mondo intero. Testimone di questa drammatica vicenda piena di angoscia, ma anche di disperata volontà di sopravvivenza e di resistenza, è Juan Galvez, ovvero l'Eternauta. Questo classico del fumetto argentino, diventato poi un "cult" in tutto il mondo, è stato realizzato alla fine degli anni Cinquanta, e ha anticipato con crudeli capacità profetiche il dramma dei desaparecidos argentini, nella lista dei quali è anche il suo sceneggiatore, Héctor G. Oesterheld.
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  • 3

    Non in questa edizione

    Il mio voto è basso perchè questa edizione è davvero mediocre: tavole rimescolate per farle stare nel formato dei Classici del Fumetto di Repubblica, eliminando ogni ritmo nella storia; soprattutto, t ...continua

    Il mio voto è basso perchè questa edizione è davvero mediocre: tavole rimescolate per farle stare nel formato dei Classici del Fumetto di Repubblica, eliminando ogni ritmo nella storia; soprattutto, traduzione lacunosissima: metà del testo spagnolo è stato "asciugato", i dialoghi appiattiti..
    Chi ama il fumetto, legga la versione di 001 Edizioni.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ora mi trovo nell'assoluta penombra, ma con la consolazione di scintille di luce che l'orrore non ha potuto soffocare.."

    Fumetto e fantascienza.
    Fumetto = C'è un pò di sapore d'antico, questi sono fumetti old style, niente virtuosismi alla Moore, disegni efficaci nel mostrare lo sgomento e lo smarrimento dei protagonist ...continua

    Fumetto e fantascienza.
    Fumetto = C'è un pò di sapore d'antico, questi sono fumetti old style, niente virtuosismi alla Moore, disegni efficaci nel mostrare lo sgomento e lo smarrimento dei protagonisti un po' meno nel delineare le fisionomie dei mostri.
    Fantascienza = anche in questo caso l'effetto déjà vu fa capolino. La classica invasione aliena e l'avanzata dei mostri giganti ricordano i b-movies anni 50'.

    Se state ancora leggendo queste poche righe (di solito il binomio fumetto-fantascienza è capace di far scappare a gambe levate anche i più stoici) vorrei porre alla vostra attenzione (altri) due elementi : 1957 e Argentina.
    1957 = è la data di pubblicazione dell'Eternauta. Ed in questa ottica, essa può essere considerata la capostipite di tutte le graphic novel.
    Argentina = la scelta di ambientare l'opera in questo stato oltre che originale, non è affatto  casuale.

    L'utilizzo dello stadio come teatro di alcune delle principali scene di azione (Cile e Pinochet), la consapevolezza che i veri invasori non siano i Kol ma ben altri poteri occulti ( stati sudamericani e ingerenza degli Usa), la nevicata radioattiva ( vista come inverno della dittatura oltre che rivelare un inquietante somiglianza con Chernobyl), gli uomini robot come rappresentazione del carattere di (alcuni) argentini....sono tutti elementi che fanno vedere questa opera come qualcosa di più di un semplice fumetto. Ora non voglio dire che Oesterheld fosse Nostradamus ma era uno che evidentemente si guardava attorno con attenzione.

    La frase che ho scritto nel titolo di questo commento, anche se sembrerebbe detta apposta da uno dei protagonisti, tipo Juan Galvez o il prof. Ferri,  invece è stata pronunciata da Elsa, moglie di Hector Oesterheld, per la mostra Donde esta Oesterheld. L'autore, le sue quattro figlie (di cui due incinte) e i suoi tre generi faranno purtroppo  parte dei trentamila desaparecidos di cui non si saprà più nulla.
    Ed è sempre Elsa a dire: " nell'opera di Hector si anticipò quella lotta nella quale tutti senza eccezione dobbiamo impegnarci: al rispetto della vita al di là dei condizionamenti, delle idee politiche, delle classi sociali." Non si può che essere d'accordo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono un’amante della fantascienza. E trovo faticoso leggere graphic novels, perché coordinare immagini e parole non mi viene naturale. Forse per questo l’Eternauta mi ha lasciato fredda. Probabilm ...continua

    Non sono un’amante della fantascienza. E trovo faticoso leggere graphic novels, perché coordinare immagini e parole non mi viene naturale. Forse per questo l’Eternauta mi ha lasciato fredda. Probabilmente stiamo parlando della prima graphic novel pubblicata visto che è stata scritta in Argentina alla fine degli anni '50.
    Il tema è un classico dell’epoca della guerra fredda: un popolo di alieni attacca la terra, utilizzando un numero infinito di armi diverse, tecnologicamente avanzatissime, e tutte ugualmente mortali. Fin dall’inizio un gruppo di fortunati sopravvissuti resiste strenuamente a questi attacchi, acquistando sempre più consapevolezza della superiorità tecnologica e numerica degli avversari. Da qui, nonostante gli sforzi per sopravvivere, il senso di ineluttabilità del destino di morte e di annientamento della vita sulla terra.
    La mancanza di via d'uscita, di una qualunque possibilità di sopravvivenza, rende la lettura pesante. La mancanza di “normalità” delle situazioni in cui sono coinvolti i personaggi li rende alieni, poco coinvolgenti, distanti. Non sono riuscita ad empatizzare con alcun personaggio. Al punto da pensare che forse i fortunati in questa storia non sono i sopravvissuti. Devo ammettere però che Il finale è assolutamente geniale.

    ha scritto il 

  • 5

    L'edizione di Repubblica non rende davvero giustizia a questo capolavoro, per fortuna ve ne è un'altra di livello infinitamente superiore. La prima parte è migliore: più "forte" e coesa della seconda. ...continua

    L'edizione di Repubblica non rende davvero giustizia a questo capolavoro, per fortuna ve ne è un'altra di livello infinitamente superiore. La prima parte è migliore: più "forte" e coesa della seconda. La fantascienza ancora una volta utilizzata come grande metafora politica.

    ha scritto il 

  • 3

    L'Eternauta - il vagabondo dell'infinito. Un titolo molto suggestivo, ma nel complesso la storia, le illustrazioni ed i personaggi mi hanno un po' deluso, forse avevo troppe aspettative e come mi succ ...continua

    L'Eternauta - il vagabondo dell'infinito. Un titolo molto suggestivo, ma nel complesso la storia, le illustrazioni ed i personaggi mi hanno un po' deluso, forse avevo troppe aspettative e come mi succede spesso, poi non vengono confermate.
    Ma comunque partiamo dall'elemento che meno mi ha fatto storcere il naso e cioè la storia: l'invasione "aliena", lotta per la sopravvivenza ecc... Essendo uno dei precursori del genere (scritto alla fine degli anni 50) tanto di cappello, ma comunque non mi ha entusiasmato, solo il finale si salva, per il resto la storia mi ha annoiato.
    Poi le illustrazioni: io le ho trovate poco intriganti e poco particolareggiate, peccato...
    Infine i personaggi: ho provato pochissima empatia, tranne che per i Kol.
    Insomma voto finale, una sufficienza risicata, giusto per il finale molto aperto ed interessante...

    ha scritto il 

  • 5

    Quest'edizione non permette di apprezzare appieno i sublimi disegni di Francisco Solano Lopez, con un uso espressivo del bianco e nero insuperabile. L'opera infatti si sviluppa in un formato del tutto ...continua

    Quest'edizione non permette di apprezzare appieno i sublimi disegni di Francisco Solano Lopez, con un uso espressivo del bianco e nero insuperabile. L'opera infatti si sviluppa in un formato del tutto particolare, in orizzontale. Detto questo, la storia prende e regala un'angoscia unica al lettore, che partecipa alle vicende di Juan Galvez, Ferri, Pablo, Alberto, Marta ed Elena, Ruperto Ruiz: eroi normalissimi costretti a fronteggiare una vicenda più grande di loro. Partecipa alle vicende, anche se non si conosce la terribile vicenda che ha anticipato, e di cui fu vittima lo stesso sceneggiatore Oesterheld con le sue quattro figlie Estela Inés (uccisa col marito Raùl Oscar Mortola), Diana Irene, Beatriz Marta e Marina: due di loro, Diana Irene e Marina erano incinte rispettivamente di sei e otto mesi (il marito di Marina, Alberto Seindlis, era già desaparecido). Dicevo, partecipa proprio grazie alla capacità di Oesterheld, bravissimo a intessere una trama non banale. Lo consiglio vivamente a tutti, non è solo un fumetto.

    ha scritto il