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L'Italia degli anni di piombo

(1965-1978)

Di ,

Editore: Rizzoli

4.0
(132)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8817428051 | Isbn-13: 9788817428057 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    La lettura del libro di Montanelli e Cervi lascia sgomenti per la ferocia che ha caratterizzato quegli anni, e spiega fin troppo chiaramente come anche la più accesa convinzione ideologica di chi in quegli anni si fronteggiava con molotov e P38 non nascondesse altro che una sovversiva, inutile e ...continua

    La lettura del libro di Montanelli e Cervi lascia sgomenti per la ferocia che ha caratterizzato quegli anni, e spiega fin troppo chiaramente come anche la più accesa convinzione ideologica di chi in quegli anni si fronteggiava con molotov e P38 non nascondesse altro che una sovversiva, inutile e ingiustificata violenza, i cui frutti marci sono ancora presenti nella nostra società, votati alla religione universale, quella del dio denaro.
    http://www.piegodilibri.it/narrativa/litalia-degli-anni-piombo-1965-1978-indro-montanelli-mario-cervi/

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante ricostruzione degli anni bui del terrorismo, fatta da due protagonisti d'eccezione.
    Ho approcciato questo saggio certa di trovare una buona dose di strumentalizzazione dei fatti da parte di Montanelli, ma mi sono piacevolmente ricreduta. Mi è sembrata invece una lettura abbasta ...continua

    Interessante ricostruzione degli anni bui del terrorismo, fatta da due protagonisti d'eccezione.
    Ho approcciato questo saggio certa di trovare una buona dose di strumentalizzazione dei fatti da parte di Montanelli, ma mi sono piacevolmente ricreduta. Mi è sembrata invece una lettura abbastanza oggettiva e che rimanda con lucida freddezza alla totale follia di quel fenomeno che ha cambiato per sempre la vita e le opionioni di chi l'ha vissuto. Anche se, come me, aveva pochi anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto per la prima volta diversi anni fa, mi era molto piaciuto; quest'ultima volta di meno. Montanelli non credeva a un'eterodirezione del terrorismo rosso, così come per il caso Moro. Forse è il limite più grande di questo libro, ma non se ne può fare una colpa al vecchio anarchico di destra. < ...continua

    Letto per la prima volta diversi anni fa, mi era molto piaciuto; quest'ultima volta di meno. Montanelli non credeva a un'eterodirezione del terrorismo rosso, così come per il caso Moro. Forse è il limite più grande di questo libro, ma non se ne può fare una colpa al vecchio anarchico di destra.

    ha scritto il 

  • 2

    I cani sciolti sono sempre cani -con tante scuse per i cani veri che meritano tutto il nostro rispetto.

    Secondo me la cosa più inquietante è che si ha il coraggio di chiamare le opinioni "storia" e i giudizi personali "fatti".


    Per capirci: questi due sono i classici soggetti in grado di parafrasare la poesia più inflazionata del Pasolino, darne un'interpretazione reazionaria e convincersi di ...continua

    Secondo me la cosa più inquietante è che si ha il coraggio di chiamare le opinioni "storia" e i giudizi personali "fatti".

    Per capirci: questi due sono i classici soggetti in grado di parafrasare la poesia più inflazionata del Pasolino, darne un'interpretazione reazionaria e convincersi di essere i primi "eroi" (della libera informazione non conforme) a farlo; sono quelli per i quali Calabresi è stato un martirio, Pinelli una giustificazione per la propaganda armata. E proprio loro che la pensano così poi non mi dicono che chi il nome di Pinelli se lo metteva in bocca dopo aver posato da gran terrorista era probabilmente un informatore dei servizi segreti; sono quelli che di Marcuse conoscono solo ciò che giornalisticamente è stato definito gran rifiuto, e che però da un Kultura scritto con la K sono in grado di dedurre l'ignoranza di un'intera generazione di studenti universitari; sono quelli per i quali i movimenti di protesta sono solo trite farse per mascherare la reale natura del manifestante, che è pressapoco questa: la lotta delle classi sol mi va per far bella figura in società là là là là là.

    Poi non so se provo più disgusto per il nulla di fatto che si sa di questi anni, o per la gente che crede di averci capito tutto e di potersi innalzare sul pulpito della Verità per giudicare il bene e il male.

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente interessante per saperne di più.

    Forse speravo di trovare il distacco e l’obiettività che ci vorrebbe nel narrare certe vicende. Ne ho trovata molta meno di quanta credessi. Cervi e Montanelli, che hanno vissuto in prima linea quegli anni, li raccontano con partecipazione, cinismo e pochissimo distacco. Ovviamente dentro c’è tut ...continua

    Forse speravo di trovare il distacco e l’obiettività che ci vorrebbe nel narrare certe vicende. Ne ho trovata molta meno di quanta credessi. Cervi e Montanelli, che hanno vissuto in prima linea quegli anni, li raccontano con partecipazione, cinismo e pochissimo distacco. Ovviamente dentro c’è tutto il loro modo di vedere le cose.
    Il libro mi è piaciuto a tratti. Premesso che di quegli anni non posso fisicamente avere ricordi diretti, conosco solo i nomi dei protagonisti più illustri della nostra Storia e da questo punto di vista è sicuramente una lettura utile a creare un quadro chiaro e preciso, una immagine di quegli anni. Ci sono però lunghissime pagine dedicate all’alternarsi dei vari Governi, a formazioni, inciuci, accordi, programmi che mi hanno annoiata. L’unica cosa che ho pensato è che alla fine gli intrecci della politica e le porcate di chi ci governa sono sempre le stesse, il passare degli anni non ci ha giovato. Altre pagine, invece, quelle in cui si soffermano sui personaggi che hanno fatto quegli anni, mi hanno totalmente rapita. Di Giangiacomo Feltrinelli, per esempio, sapevo meno di niente e invece...

    ha scritto il 

  • 4

    Ricostruzione storico politica di una fase travagliata per l Italia in cui si evidenziano le fragilità dei governi con tutti le sue sfaccettature di ambiguità e le piazze sempre più agitate da un vento di protesta che si trasforma in violenza

    ha scritto il 

  • 3

    Illuminante.
    Poco si sa degli anni di piombo, forse perché storia ancora troppo vicina e scottante. E pertanto quel poco che sappiamo spesso è distorto dalle opinioni personali e dai vissuti di chi scrive.
    Gli autori del libro di certo non saranno esenti da personalismi, ma sicurament ...continua

    Illuminante.
    Poco si sa degli anni di piombo, forse perché storia ancora troppo vicina e scottante. E pertanto quel poco che sappiamo spesso è distorto dalle opinioni personali e dai vissuti di chi scrive.
    Gli autori del libro di certo non saranno esenti da personalismi, ma sicuramente tracciano un quadro visto da un punto di vista un po' diverso da quelli cui di solito siamo abituati ed inoltre un quadro scritto magistralmente bene.
    Montanelli non è uno che le manda a dire e non si risparmia su commenti caustici o sarcastici sui personaggi dell'allora scena politica, alcuni dei quali, ahimè!, sono protagonisti anche dell'attuale scena politica.

    ha scritto il 

  • 4

    anche per questo vale quanto già detto per il libro precedente (l'italia degli anni di fango che è il primo che ho letto di Montanelli), "la storia " scitta in modo diverso dai soliti libri di storia scolastici,che si legge volentieri,che non annoia mai, l'unica pecca è che pende un pò troppo a d ...continua

    anche per questo vale quanto già detto per il libro precedente (l'italia degli anni di fango che è il primo che ho letto di Montanelli), "la storia " scitta in modo diverso dai soliti libri di storia scolastici,che si legge volentieri,che non annoia mai, l'unica pecca è che pende un pò troppo a destra, ma ovviamente trattandosi di Montanelli non poteva essere altrimenti, comunque positivo.

    ha scritto il