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L'Italia del Risorgimento

1831-1861

Di

Editore: CDE (su licenza Rizzoli)

4.1
(154)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 708 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000045753 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
1831-1861: in questi anni si gioca la sorte dell'Italia che da "pura definizione geografica", come l'aveva liquidata con disprezzo il principe di Metternich, diventa finalmente nazione. Una via difficile, contrastata, ben diversa da come ce l'hanno raccontata a scuola. E' proprio vero che tutto il popolo lo voleva o era soltanto il sogno di una minoranza? Il triunvirato da figurina illustrata Vittorio Emanuele II-Garibaldi-Mazzini era unanime o in disaccordo su tutto? Come si comportarono i cattolici in questa laboriosa realizzazione? I Savoia avevano in mente un progetto a grande respiro oppure miravano soltanto alla loro antica ambizione di conquistare il Lombardo-Veneto?
A tali domande risponde in modo mai scontato e da par suo Indro Montanelli in questo nuovo capitolo della sua storia nel quale, al tempo stesso, ci offre altri non trascurabili spunti di meditazione... Con l'Unità cambiò qualcosa o, come pensava il principe di Salina, tutto doveva cambiare per restare come prima? E' con l'unificazione che ebbe inizio la "questione meridionale", come la definì Gramsci? E' allora che l'Italia divenne un Paese di tangentari, di burocrati, di politici pronti al trasformismo?... In ogni caso in quegli anni agirono personaggi di alta statura morale - uno per tutti il conte di Cavour -, tesi con ogni energia a realizzare il loro sogno. E se poi la realtà fu diversa da quella auspicata, questa è un'altra storia.
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  • 1

    La solita versione ufficiale del cosiddetto risorgimento

    Montanelli si guarda bene dallo spacciare il cosiddetto risorgimento come un’epopea eroica, e traccia profili molto critici di tutti i protagonisti di quel periodo storico, senza mai un cedimento al manicheismo o alla retorica tipica con cui viene di solito riportato.
    Tuttavia, si tratta di ...continua

    Montanelli si guarda bene dallo spacciare il cosiddetto risorgimento come un’epopea eroica, e traccia profili molto critici di tutti i protagonisti di quel periodo storico, senza mai un cedimento al manicheismo o alla retorica tipica con cui viene di solito riportato.
    Tuttavia, si tratta di un testo estremanente, anzi esclusivamente “piemontecentrico”, il ché è un male imperdonabile, trattandosi di un processo storico ancora oggi oggetto di dibattiti revisionisti. In un tomo di oltre 500 pagine, alla capitolazione delle Due Sicilie sono dedicate a stento una ventina, e quasi tutte concentrate sulla spedizione dei Mille. Non una parola sulla corruzione dei generali napoletani da parte del Piemonte, non un riferimento alle stragi e ai genocidi attuati dai piemontesi nell’allora reame, niente sulla resistenza, niente di niente sulle razzie che i Savoia fecero nelle casse del Banco di Napoli, ancora niente sulla camorra e la mafia assoldate dai piemontesi per gestire i referendum sull'annessione, silenzio totale sugli intellettuali liberali del Sud che rinnegarono la cosiddetta unità dovendo constatare in che modo veniva attuata.
    Del resto, l’approccio di Montanelli è dichiarato senza alcun pudore laddove lui, riguardo ai referendum sull’annessione delle Due Sicilie al Piemonte, scrive: “I risultati furono quelli che già si presagivano, anche se sui metodi usati per realizzarli sarà meglio non indagare”. E infatti si guarda bene dall'indagare perchè, evidentemente, anche per un pezzo grosso come Montanelli la verità storica era un concetto di importanza variabile a seconda dei popoli.

    In definitiva, Montanelli con questo libro non fa altro che contribuire alla damnatio memoriae in cui la retorica risorgimentale e unitaria ha gettato vigliaccamente la storia e la cultura di alcuni stati preunitari, a cominciare dalle Due Sicilie.

    Grazie ai tentativi istituzionali di diffondere un certo sentimento patriottico in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, il dibattito sul risorgimento si è recentemente ravvivato, e molti testi più onesti di questo sono stati pubblicati. A chi è interessato a una lettura più oggettiva delle vicende risorgimentali, io consiglierei di lasciar perdere questo papiello montanelliano e di procurarsi "Controstoria dell'unità d'Italia" di Gigi Di Fiore.

    ha scritto il 

  • 4

    Montanelli non delude mai:infarcendo di piccoli aneddoti una accurata e documentata analisi storica rende vicini e molto più comprensibili nei loro comportamenti i personaggi che hanno fatto la storia del Risorgimento.L'occhio disincantato ,il senso umoristico da toscano verace e soprattutto la v ...continua

    Montanelli non delude mai:infarcendo di piccoli aneddoti una accurata e documentata analisi storica rende vicini e molto più comprensibili nei loro comportamenti i personaggi che hanno fatto la storia del Risorgimento.L'occhio disincantato ,il senso umoristico da toscano verace e soprattutto la volontà di non lasciarsi coinvolgere dall'enfasi di celebrazione ci consentono di godere di un'esposizione mai scontata e molto veritiera

    ha scritto il 

  • 4

    "La maggioranza - scriveva D'Azeglio - è talmente ristretta che il voto diventa una questione di raffreddori o di flussioni di denti: se due o tre deputati non possono sedere, siamo fritti. Con quest'istrumento in mano, si potrà forse vivere ministri; governare, no."

    ha scritto il 

  • 4

    Bene ci ho meso un pò di tempo, però la modalità della narrazione fa riconciliare con la storia chi, come me, non la ama. La scrittura è scorrevole e Montanelli racconta gli avvenimenti, le persone, i personaggi. Con queste letture prese a giuste dosi si possono colmare le lacune lasciate dallo s ...continua

    Bene ci ho meso un pò di tempo, però la modalità della narrazione fa riconciliare con la storia chi, come me, non la ama. La scrittura è scorrevole e Montanelli racconta gli avvenimenti, le persone, i personaggi. Con queste letture prese a giuste dosi si possono colmare le lacune lasciate dallo studio scolastico poco appassionato.....

    ha scritto il 

  • 4

    Montanelli riesce a catturare il lettore e tenerlo sui propri testi fino alla fine, 500 pagine lette senza noia e con trepidazione. La storia che mette in scena Montanelli non è costituita solo di fatti, ma anche dalle emozioni dei personaggi, dalle vicende del popolo, dalle condizioni sociali, t ...continua

    Montanelli riesce a catturare il lettore e tenerlo sui propri testi fino alla fine, 500 pagine lette senza noia e con trepidazione. La storia che mette in scena Montanelli non è costituita solo di fatti, ma anche dalle emozioni dei personaggi, dalle vicende del popolo, dalle condizioni sociali, tutto si spiega con parole semplici e prive di retorica. Di sicuro con la sua morte, i lettori hanno perduto un grande narratore!

    ha scritto il