L'Italia e la donna

La vita di Salvatore Morelli

Di

Editore: Daniela Piazza

5.0
(1)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878892009 | Isbn-13: 9788878892002 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Prefazione: Luigi Fontanella

Genere: Biografia

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    Il voto va al merito dell'autrice ma soprattutto a Lui ....

    1 maggio 1824, per occasionale destino, nasce a Carovigno in quel di Puglia Salvatore Morelli, figlio di un impiegato della regia amministrazione borbonica, primo di undici figli.
    Studia giurisprudenz ...continua

    1 maggio 1824, per occasionale destino, nasce a Carovigno in quel di Puglia Salvatore Morelli, figlio di un impiegato della regia amministrazione borbonica, primo di undici figli.
    Studia giurisprudenza a Napoli, diventa giornalista, massone, carbonaro e iscritto alla «Giovine Italia» fondata da Mazzini.
    Nel 1848 Ferdinando II prima dà e poi revoca una specie di Costituzione: alla notizia Morelli brucia le foto dei reali e si cucca 10 anni.
    Si gira quasi tutte le prigioni del regno, ma la sua fama di cospiratore e l’appoggio che ottiene dai carcerati facendogli scuola e dando suggerimenti per la loro difesa di piccoli reati comuni, lo fanno finire a Ischia. Durissimo carcere politico dove subisce torture, vessazioni, una finta fucilazione e il rogo dei suoi libri. Per chiudere il ciclo si fece anche Ventotene. Nel frattempo muore la madre.
    1857 - Collabora con Pisacane alla spedizione di Sapri dove i 300, giovani e forti, vengono uccisi dagli stessi contadini ai quali i preti avevano raccontato trattarsi di briganti ed invasori (vedi film Allonsanfan dei fratelli Taviani).
    1858 - i Borboni lo mandano a Lecce in soggiorno obbligato e, per guadagnarsi il pane, fa l’istitutore nella famiglia di un farmacista, pure lui di idee liberali. Tragicamente si innamora della moglie del farmacista (e forse lei di lui) ma, da galantuomo com’era, abbandona la casa dopo due anni.
    1860 – crollati i Borboni, fonda a Lecce una rivista dove già metteva in luce le negligenze del nuovo governo nazionale e sosteneva le riforme secondo lui più urgenti: decentramento, snellezza burocratica e istruzione del popolo.
    1861- pubblica la sua opera più importante, dal titolo definitivo La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, 8 anni prima del libro di John Stuart Mill La servitù delle donne.
    1867 – 1880 – a Napoli continua a fare il giornalista e viene eletto come deputato nel collegio di Sessa Aurunca per quattro legislature.
    1867 - presenta, primo in Europa, un progetto di legge per la parità della donna con l'uomo, forte risposta al Codice civile italiano del 1865, che sottometteva la donna all'autorizzazione maritale, facendone una minorenne a vita.
    1874-1875 - propone un nuovo diritto di famiglia, che prevedeva il diritto di voto, l'eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, ma anche il doppio cognome, i diritti dei figli illegittimi e il divorzio. Propone anche di abolire l’insegnamento religioso e l’istituzione della cremazione.
    Il diritto di voto alle donne è del 1948.
    Il divorzio è definitivo dal 1974.
    Il nuovo diritto di famiglia è del 1975.
    La normativa sulla cremazione inizia dal 1990.
    L’abolizione dell’insegnamento religioso è di là da venire.
    1877 – l’unica sua proposta approvata fu la legge per riconoscere alle donne il diritto di essere testimoni negli atti del Codice civile, come i testamenti. Primo passo per il riconoscimento della capacità giuridica delle donne. Altre sue battaglie furono per l’istruzione gratuita, moderna e obbligatoria per tutti e contro la pena di morte.
    1880 - Non essendoci, allora, alcuna indennità parlamentare, muore in miseria con ossa e polmoni distrutti (il carcere, soprattutto per i politici, non era una vacanza).
    Aveva corrispondenza con molti pensatori/pensatrici illustri in Europa, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove i suoi scritti erano tradotti.
    Da noi ebbe calunnie e, quando indimostrabili o false, vignette umoristiche con lui vestito da donna in riviste che sostenevano che l’uomo ha bisogno di tre carni: la carne di porco a tavola, la carne di cavallo per il viaggio, la moglie a letto.
    La damnatio memoriae iniziò dopo la morte (22 ottobre 1880) e continua ancora oggi: non c’è un testo di scuola che lo ricordi (femministe comprese), né una via, né una statua.
    Il libro è scorrevole e partecipe della vita di Morelli, con tre capitoletti in corsivo che romanzano 3 momenti importanti nella sua vita personale.
    Mentre lo leggevo mi barcamenavo tra il senso di colpa nel non sapere nulla di quest’uomo, la sorpresa della sua modernità e integrità morale e la frustrazione di non poter far nulla perché anche altri, soprattutto i giovani, sappiano cos’è un politico impegnato eticamente e un uomo. Lo so di essermi dilungata, ma è il minimo che gli devo.

    1.6.2011

    22.10.2014

    ha scritto il