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L'Italia fatta in casa

Indagine sulla vera ricchezza degli italiani

Di ,

Editore: Mondadori

3.7
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804588985 | Isbn-13: 9788804588986 | Data di pubblicazione: 

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
Si può affermare che gli italiani, grazie a quanto le loro famiglie producono in casa, siano più ricchi di quel che normalmente si pensi? Alberto Alesina e Andrea Ichino ne sono convinti: gli uomini e soprattutto le donne svolgono nelle nostre case più lavoro di quello fatto tra le mura domestiche di altri Paesi, ed è un lavoro che vale molto e che non rientra nel calcolo del PIL. L'Italia ufficiale, non sempre ai primi posti nelle classifiche mondiali sulla qualità della vita e lo sviluppo economico, nasconde quindi un primato di cui spesso ci si dimentica. E il risultato è che, a conti fatti, quanto ci dice il Prodotto interno lordo sul reale stato delle cose nel nostro portafoglio rispetto agli altri Paesi sviluppati è da rivedere.
Ma cosa comporta la produzione di questa ricchezza tutta italiana? Siamo sicuri che sia davvero tutto oro quello che luccica? Tassello dopo tassello, in un'analisi obiettiva e spassionata che finisce per diventare un viaggio coinvolgente e straordinariamente attuale nelle mille realtà dell'"Italia fatta in casa" (Passa più tempo con i figli il laureato o il diplomato? Cucinano di più i nonni o i nipoti? Il giardino lo cura di più chi guadagna molto o chi guadagna poco? Vale di più un'ora passata con i figli o un'ora in ufficio?) si delinea il profilo di un Paese che gode di questo benessere al prezzo di conseguenze non sempre desiderabili per i rapporti tra donne e uomini, per la creazione di capitale sociale, per il sistema educativo, per il mercato del lavoro e per la struttura del welfare state.
Questa ricchezza e i suoi effetti sono parte dell'esperienza quotidiana di ciascuno di noi: possiamo contare su un sistema di produzione anomalo rispetto alle economie più avanzate, il cui cuore pulsante è la famiglia, formidabile unità produttiva ed erogatrice di servizi ma al tempo stesso piovra che tra le sue spire soffoca il Paese in un'immobilità sociale e in una diffidenza verso ciò che sta fuori delle mura di casa che frenano lo sviluppo.
In pagine documentatissime ma agili e non prive di ironia scopriamo che agli italiani si impone una scelta: forse va tutto bene così, ma i costi non sono indifferenti. C'è allora spazio per qualche utile cambiamento, e in che direzione? Alesina e Ichino ci danno molte risposte originali, senza pregiudizi e lontane dai luoghi comuni.
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  • 4

    Sono un po' biased, visto che Ichino probabilmente sarà il mio relatore, ma è un buon libro per chi economista non è e vuole capire qualcosa di una parte del dibattito sul mercato del lavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    dov'è finita

    Un saggio molto documentato e ben strutturato che cerca di disegnare l’Italia del lavoro e del welfare sulla base di una analisi comparata con altri paesi significativi senza una soluzione preordinata. Il risultato è una approfondita analisi che propone una visione costi/benefici della nostra soc ...continua

    Un saggio molto documentato e ben strutturato che cerca di disegnare l’Italia del lavoro e del welfare sulla base di una analisi comparata con altri paesi significativi senza una soluzione preordinata. Il risultato è una approfondita analisi che propone una visione costi/benefici della nostra società familistica e centrata sul welfare familiare evidenziandone i pregi e difetti, partendo dalle positività e dalle dinamiche di sostegno ai giovani e ai disoccupati compresa l’assistenza familiare (unica al mondo) centrata sulle badanti , come puntello di riserva all’incapacità delle microfamiglie del 2000 di continuare ad essere il sostegno alle persone in età avanzata. Ma il quadro che complessivamente ci riconsegna lo studio di Alesina e Ichino non lascia intravedere un futuro, salvo scelte politiche e sociali forti capaci di innovare profondamente anche la cultura, in cui finalmente si superi l’immobilità sociale e la chiusura verso l’esterno e il diverso che sta soffocando e impoverendo questo paese, frenandone lo sviluppo e soprattutto la capacità di tenere il passo con le economie emergenti e le società aperte, fondate su strutture sociale che salvaguardano la famiglia ed i suoi valori ma non si chiudono dentro fortilizi destinati a soccombere.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante, come analisi e come proposte. Ottimi i contenuti, anche se l'ideologia di fondo è quella neo-liberista.
    La scrittura e troppo "facilona"; se sei un tecnico è meglio che scrivi da tecnico. L'ultimo capitolo orribile.

    ha scritto il 

  • 0

    Che brutto mondo......

    Questo libro si può leggere a patto di partire dalla consapevolezza che i più faziosi sono sempre quelli che premettono di non volerlo essere, coloro che si dichiarano a priori "obiettivi" e che dicono di non aver alcuna intenzione di suggerire -neanche per sbaglio!- una soluzione piuttosto che l ...continua

    Questo libro si può leggere a patto di partire dalla consapevolezza che i più faziosi sono sempre quelli che premettono di non volerlo essere, coloro che si dichiarano a priori "obiettivi" e che dicono di non aver alcuna intenzione di suggerire -neanche per sbaglio!- una soluzione piuttosto che l'altra.
    E' un libricino scorrevole, che si legge in un attimo, che getta una piccola luce sul vasto panorama delle conseguenze del peso elefantiaco della famiglia italiana su mercato del lavoro, welfare, università, condizione femminile, etc.
    Estremamente sintetico, e "forcement" superficiale, propone spunti di riflessione da cui passare per un'analisi dell'impasse in cui si trova il nostro paese. Ovviamente però il punto di vista è quello che possono offrirci due economisti bocconiani con dottorato in Usa, iperliberisti che non riescono a nascondere il loro disgusto di fronte a parole come "tasse", "pensioni" o "asili nido" e che ancora credono in un mercato pienamente (e "liberamente") concorrenziale come modello ideale.
    Eppure -anzi, forse proprio per questo- questo libro può essere uno spunto interessante anche per chi ha altre aspirazioni nella vita -oltre a quella di essere "speso" (spremuto?) al meglio nel grande ingranaggio ben oliato della produttività massima sempre e ad ogni costo e a discapito di ogni altra esigenza o valore sociale- può spronare, dicevo, "noialtri" a scrollarci di dosso un provinciale conservatorismo sterile e ad iniziare a ragionare su alternative credibili sia alle proposte di gente come Alesina&Ichino, sia al pantano sclerotizzato in cui siamo finiti.
    P.S. Questo, a freddo. A caldo, appena letto il libro, credo che l'impulso più sano sia quello di recensire questo libro come qualcuno ha fatto con un bel "va-fan-cu-lo"!!! L'unico esempio citato (con schifo malcelato) che attira la simpatia è quello del ragazzino danese che si fa i viaggi in Italia coi soldi della disoccupazione... laddove invece l'intento degli autori sarebbe quello di magnificarci i vantaggi di una società in cui il sogno di ogni individuo è quello di essere utilizzato al meglio nel mercato; salvo poi vivere di cene precotte, senza legami affettivi reali e per ritrovarsi magari un giorno col figlio adolescente che CHISSA' PERCHE' una mattina va a scuola con un uzi e stermina mezza classe....
    P.P.S. ah, e -per favore!!!- non gli si dia il merito di aver "scoperto" le contraddizioni dell'immenso peso del lavoro di cura svolto dalle donne e non riconosciuto "ufficialmente"!!!
    Sono cose che il movimento femminista ha da sempre posto in primo piano, solo che anziché l'aumento l'età pensionabile (ma come si fa??!!) chiedeva altre cose... please, andare a riguardare!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Interessante!

    Non bisogna per forza prendere tutto e dire che va bene, però alcune osservazioni e proposte che sono fatte in uqesto libro meritano minimo minimo una riflessione in particolare:
    -l'osservazione -attualissima- sulla questione dell'età pensionabile delle donne
    -la proposta alla detassa ...continua

    Non bisogna per forza prendere tutto e dire che va bene, però alcune osservazioni e proposte che sono fatte in uqesto libro meritano minimo minimo una riflessione in particolare:
    -l'osservazione -attualissima- sulla questione dell'età pensionabile delle donne
    -la proposta alla detassazione del lavoro femminile!!!
    Un libro coraggioso, senza dubbio.

    ha scritto il 

  • 5

    Italia bloccata

    Fa capire tante cose questo saggio incisivo anche nelle note a pie' di capitolo. Curiosa la reazione delle gerarchie ecclesiastiche che l'hanno letto come un attacco alla famiglia (articolo con replica sul Sole 24ore), mentre ci aiuta solo a capire meglio l'immobilismo irreversibile del nostro pa ...continua

    Fa capire tante cose questo saggio incisivo anche nelle note a pie' di capitolo. Curiosa la reazione delle gerarchie ecclesiastiche che l'hanno letto come un attacco alla famiglia (articolo con replica sul Sole 24ore), mentre ci aiuta solo a capire meglio l'immobilismo irreversibile del nostro paese.

    ha scritto il 

  • 1

    Strordinario, Ichino tornato dal MIT scopre che in Italia esiste una economia sommersa ed un economia legata alle faccende famigliari; come contabilizzarle, come farle rientrare nel PIL?
    Grave problema, riuscirà a trovare una soluzione al problema creando così anche lui un milione di posti ...continua

    Strordinario, Ichino tornato dal MIT scopre che in Italia esiste una economia sommersa ed un economia legata alle faccende famigliari; come contabilizzarle, come farle rientrare nel PIL?
    Grave problema, riuscirà a trovare una soluzione al problema creando così anche lui un milione di posti di lavoro
    Ma va fan culo

    ha scritto il 

  • 4

    Libro decisamente molto interessante. Purtroppo a tratti noioso nei capitoli che descrivono la metodologia alla base della ricerca.
    Idee e concetti espressi trovano la mia approvazione. Un po' tirate le conclusioni finali.
    Personalmente credo di subire - più che accettare - il paese c ...continua

    Libro decisamente molto interessante. Purtroppo a tratti noioso nei capitoli che descrivono la metodologia alla base della ricerca.
    Idee e concetti espressi trovano la mia approvazione. Un po' tirate le conclusioni finali.
    Personalmente credo di subire - più che accettare - il paese che viene descritto.
    Da leggere, anche nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Italia "fatta in casa" sarà una ricchezza per il Paese, ma per le donne è una trappola

    Il libro è brillante, si fa leggere molto volentieri, ma è un po' ingannatore: non basta misurare il valore del lavoro domestico e denunciarne l'impari distribuzione fra i generi, ma bisogna inventarsi qualche sistema per continuare a produrre tutta questa ricchezza, di cui godiamo senza saperlo, ...continua

    Il libro è brillante, si fa leggere molto volentieri, ma è un po' ingannatore: non basta misurare il valore del lavoro domestico e denunciarne l'impari distribuzione fra i generi, ma bisogna inventarsi qualche sistema per continuare a produrre tutta questa ricchezza, di cui godiamo senza saperlo, senza che le donne debbano continuare a sacrificarsi.

    Ho recensito più ampiamente il libro sul mio blog
    http://avanzi-avanzi-avanzi.blog.kataweb.it/2010/02/18/l%e2%80%99italia-%e2%80%9cfatta-in-casa%e2%80%9d-e-una-fregatura/

    e soprattutto qui:
    http://www.ingenere.it/recensioni/la-trappola-dellitalia-fatta-casa

    ha scritto il 

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