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L'Università truccata

Gli scandali del malcostume accademico. Le ricette per rilanciare l'università

Di

Editore: Einaudi

3.8
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806193600 | Isbn-13: 9788806193607 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
La fotografia impietosa di una catastrofe educativa che pesa sul futuro dell'Italia. Ma anche la coraggiosa proposta di alcune riforme semplici e radicali, per rompere definitivamente con decenni di palliativi.

«Dalle umiliazioni inflitte ai giovani "cervelli" messi in fuga agli ipocriti bla-bla a favore della ricerca, dalle carriere spettacolari a dispetto del merito agli stipendi che mortificano i più bravi in nome dell'anzianità, dal familismo accademico all'incapacità di rinnovarsi, confrontarsi, attirare studenti e professori dall'estero. Un libro che, senza concedere nulla alla demagogia, è il più duro atto di accusa contro l'università italiana. Vista dall'interno».
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  • 4

    Bello ed interessante

    Libro bello ed interessante.
    Scritto bene, chiaro, va diretto al punto e spiega con dati e tabelle cosa nn funziona del sistema universitario italiano.
    Propone anche delle soluzioni, alcune convidivisibili, altre meno.
    Di certo un testo da cui partire per poter cambiare un siste ...continua

    Libro bello ed interessante.
    Scritto bene, chiaro, va diretto al punto e spiega con dati e tabelle cosa nn funziona del sistema universitario italiano.
    Propone anche delle soluzioni, alcune convidivisibili, altre meno.
    Di certo un testo da cui partire per poter cambiare un sistema che non funziona.... dunque un libro che non verrà mai usato da chi di dovere!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Dedicato..

    ..alle centinaia di migliaia di giovani che ogni anno iniziano l'università con il desiderio e la convinzione di poter spaccare il mondo e ogni anno si ritrovano ingannati e disillusi da un sistema perverso e iniquo, che prende giovani entusiasti e li trasforma in cittadini cinici.

    ha scritto il 

  • 5

    Interessante, non solo per l'analisi dei problemi dell'università italiana, ma sopratutto per le modifiche suggerite e per come smonta alcuni luoghi comuni come quello della endemica mancanza di fondi.

    ha scritto il 

  • 0

    il modello perotti

    interessante, scritto da un economista della Bocconi. Le idee sviluppate nel libro sono alla base delle riforme in senso meritocratico che il governo sta introducendo

    ha scritto il 

  • 3

    Ottimo volume di Roberto Perotti nel quale l'autore indica con chiarezza e semplicita' come dovrebbe essere riformata l'universita' italiana per uscire da questa situazione di schifezza paludosa e raggiungere livelli almeno decenti.


    "I soldi seguano la qualita'": i dipartimenti degli atene ...continua

    Ottimo volume di Roberto Perotti nel quale l'autore indica con chiarezza e semplicita' come dovrebbe essere riformata l'universita' italiana per uscire da questa situazione di schifezza paludosa e raggiungere livelli almeno decenti.

    "I soldi seguano la qualita'": i dipartimenti degli atenei dove vengono pubblicati lavori piu' prestigiosi su riviste piu' prestigiose (valutazione tramite Peer Review) dovrebbero ricevere piu' soldi.
    Quelli che pubblicano poco o niente dovrebbero ricevere pochi soldi e magari chiudere bottega.

    Idee semplici e condivisibili da chiunque abbia un minimo di buon senso e non sia "depravato" da qualche ideologia.

    ha scritto il 

  • 3

    Contro i baroni dell'Università

    Questo saggio poteva rappresentare una dura requisitoria, un severo rimprovero contro il senso di scontentezza e inquietudine dell'università del nostro paese. Nella realta’, il libro si limita a indicare rimedi leggeri, sfumati, vaporosi e a porre l’accento su vicende gia’ ampiamente note grazie ...continua

    Questo saggio poteva rappresentare una dura requisitoria, un severo rimprovero contro il senso di scontentezza e inquietudine dell'università del nostro paese. Nella realta’, il libro si limita a indicare rimedi leggeri, sfumati, vaporosi e a porre l’accento su vicende gia’ ampiamente note grazie alle cronache giudiziarie. In questo libro alcune cose sorprendono alquanto: l'autore ha omesso di indicare la complessa trama degli intrecci tra politica e massoneria, tra politica e sindacato, tra politica e poteri religiosi. Inoltre desta qualche incertezza l’assenza della Bocconi fra quelle annoverate come “corrotte” e poi la contrapposizione posta tra quelle italiane e straniere ci sembra francamente propagandistica, con lo scopo di diffondere determinate idee. In ogni caso, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    La vera chicca del libro, ancor prima della cinica e disincantata critica all' università italiana, peraltro uno sparare sulla croce rossa sinceramente, e quanto meno sullo stesso livello delle soluzioni proposte, è la spietata lucidità con cui vengono a galla i motivi culturali sottesi alla situ ...continua

    La vera chicca del libro, ancor prima della cinica e disincantata critica all' università italiana, peraltro uno sparare sulla croce rossa sinceramente, e quanto meno sullo stesso livello delle soluzioni proposte, è la spietata lucidità con cui vengono a galla i motivi culturali sottesi alla situazione disastrata dell' università, nonostante tutto ben più influenti di qualsiasi legge ingiusta.

    Fra gli altri:

    - le accuse di ghettizzazione; negare i soldi ai peggiori viene considerato come un tentativo di ghettizzare gli studenti di un determinata zona; accuse di elitismo, di ghettizzazione della cultura non appena si premiano i migliori; effettivamente in Italia l' università è considerata più come una sorta di scuola dell' obbligo, che una facoltà, che uno step successivo;

    - la pigrizia dello studente italiano medio; la mobilità studentesca è sotto zero: è pur vero che le università italiana sono attrezzate malamente, o meglio non sono attrezzate, ma è un serpente che si mangia la coda, sarebbe bene rendersene conto;

    - l' aumento delle tasse universitarie è considerato qualcosa di reazionario, a favore dei ricchi quando di fatto è esattamente l' opposto; annesso al suddetto punto è collegata ovviamente una profonda incomprensione del sistema americano, con cui i più si sciacquano la bocca piuttosto che tentare di capirne le dinamiche

    - le varie teorie delle cospirazione; è ciò che io chiamo Orwellismo, qui si manifesta sopratutto con la questione relativa ai criteri bibliometrici (es. l' accusa di anglocentrismo)

    - una concezione romantica della cultura, art pour l' art ed amenità simili; "per attrarre un bravo docente è necessario sì offrirgli un ambiente di lavoro interessante, ma anche un buon stipendio. Per attrarre bravi studenti, si comincerà dall' offrire stanze singole nelle residente studentesche, poi la Tv via cavo gratuita, poi la jacuzzi privata e l' abbonamento annuale alla palestra, e così via... Tutte cose che ai puristi dell' accademia possono apparire in stridente contrasto con l' ideale dell' amore disinteressato del sapere, ma che fanno parte della realtà umana" [Capitolo 8, Conclusione: una cultura mercificata?, 171].

    - il noiosissimo appello all' etica come soluzione dei problemi (fra le altre cose, si noti come ogni volta che si parla di morale tutti salgono al livello di Kant e di Spinoza, bisognerebbe discutere un giorno o l' altro del dilettantismo imperante nelle discipline umanistiche a confronto con la professionalità delle discipline scientifiche)

    - la paura della parola "precariato", che si connette non solo alle modalità di assunzione di un docente (periodo di prova non periodo di prova) ma anche all' utilizzazione di un metodo puramente gerontocratico per determinare la carriera di un individuo

    - la cultura delle regole, che è intrinsecamente connessa con la cultura dell' aggiramento delle regole, piuttosto che la cultura degli incentivi

    eccetera, eccetera, eccetera.

    ha scritto il 

  • 3

    A fianco dell'ennesimo florilegio di esempi della natura nepotistica, tribale e corrotto dal sistema di reclutamento di docenti e ricercatori, alcune ricette per risolvere il "problema". In realtà il tentativo di far comprendere che il sistema anglosassone (e forse quello americano molto più di q ...continua

    A fianco dell'ennesimo florilegio di esempi della natura nepotistica, tribale e corrotto dal sistema di reclutamento di docenti e ricercatori, alcune ricette per risolvere il "problema". In realtà il tentativo di far comprendere che il sistema anglosassone (e forse quello americano molto più di quello britannico) è il peggiore dei mali per organizzare università e ricerca scientifica.

    ha scritto il 

  • 4

    Se bastassero i bei libri per sistemare le cose in Italia.....
    Allora, tra Rampini, Stella, Rizzo, Cornaglia Ferraris ecc. ecc. saremmo il migliore paese del mondo, con le migliori Universita', amministrazione e classe politica.
    Se l'avidita', la stupidita' e la cattiveria sono costant ...continua

    Se bastassero i bei libri per sistemare le cose in Italia.....
    Allora, tra Rampini, Stella, Rizzo, Cornaglia Ferraris ecc. ecc. saremmo il migliore paese del mondo, con le migliori Universita', amministrazione e classe politica.
    Se l'avidita', la stupidita' e la cattiveria sono costanti universali dell'umanita', com'e' che in alcuni paesi la societa' civile funziona, mentre in Italia tutto quello che e' pubblica amministrazione rappresenta solo un'ocasione per illeciti, abusi di potere e malaffare?

    ha scritto il