L'Uomo Duplicato

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4.0
(2197)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Tedesco , Svedese

Isbn-10: A000046261 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    Doppelganger alla Saramago

    Sono stato seriamente fortunato quando anni fa incappai per caso in un libro di Saramago. Da quel momento non ne ho più fatto a meno. Che stile, che scrittura, che ironia.
    Sinossi semplicissima, un pr ...continua

    Sono stato seriamente fortunato quando anni fa incappai per caso in un libro di Saramago. Da quel momento non ne ho più fatto a meno. Che stile, che scrittura, che ironia.
    Sinossi semplicissima, un professore di storia, un po' annoiato dalla vita e con una situazione sentimentale complicata vede per puro caso in un film un attore che non solo lo somiglia molto, è proprio lui stesso. Un duplicato.
    Ovviamente da qui partirà una serie di peripezie del protagonista Tertuliano Maximo Afonso che lo porteranno non solo a interrogarsi sull'identità del suo duplicato, ma persino di porsi domande esistenziali alquanto profonde (molto ironiche le conversazioni con il Senso Comune della sua coscienza).

    Finale sostanzialmente prevedibile per un doppelganger tipico della letteratura in generale, ma Saramago è maestro nel gestire la giusta tensione e pathos lungo tutto il cammino del romanzo, spesso infatti leggendolo mi sono immedesimato nel protagonista e mi son domandato "e se fosse successo a me, avrei fatto le stesse scelte di Tertuliano?".

    Bello, avvincente, assolutamente consigliato. Avvicinatevi tutti a questo grande autore che è stato Saramago, vi sorprenderà.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lungo parto questo libro, tantissime parole come acqua da riempire, obbligatoriamente, voce narrante che elucubra su vari, troppi fronti. L'idea è come la mente di Saramago: straordinaria. Ma se è ...continua

    Un lungo parto questo libro, tantissime parole come acqua da riempire, obbligatoriamente, voce narrante che elucubra su vari, troppi fronti. L'idea è come la mente di Saramago: straordinaria. Ma se è vero che è nel suo stile conversare e viaggiare su vari binari, mi sa che questa volta il divagare appesantisce di molto un'idea che poteva realizzarsi con un uso moderato della parola. Un libro sull'omologazione, sull'emulazione, o soltanto un buttare versi su di un'idea geniale? Non si capisce molto, ma non è questo il problema. E' una zavorra di discorsi tortuosi e pesanti, si fa fatica

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono compiti che affrontiamo soltanto quando non sono più rimandabili. Un esempio? Pulire il bidone della raccolta dell'organico, sgrassando le pareti di plastica dai depositi lasciati dai liquami. ...continua

    Ci sono compiti che affrontiamo soltanto quando non sono più rimandabili. Un esempio? Pulire il bidone della raccolta dell'organico, sgrassando le pareti di plastica dai depositi lasciati dai liquami.
    Eppure c'è chi i lavori sporchi li fa con passione. Per esempio José Saramago. S'immerge a mani nude e scrosta. Ma in cosa si immerge? Sono abbastanza certo che scenda nelle profondità di se stesso. Per raccontare così bene paure, debolezze, insicurezze, difetti e malesseri dell'anima deve averli sperimentati di persona. La sua forza sta nel non aver paura di trovare il marcio e di trarlo alla luce a mani nude per spalmarlo sulle pagine dei suoi libri.
    Il talento artistico secondo me non ha nulla a che fare con l'etica o con la morale: è distribuito davvero a caso tra vigliacchi, farabutti e persone per bene. Ogni autore racconta se stesso per quello che è o per quello che vorrebbe essere. Saramago diversifica: in ogni libro inserisce una parte di sé. A questo “Uomo duplicato” riserva una parte bella torbida del suo spirito. I due protagonisti maschili non sono precisamente belle persone. Sono uomini, e presentano i loro bei difetti di genere: dall'egoismo all'egoismo, passando per un po' di cinismo. Il problema è che, raccontando i suoi personaggi e se stesso, Saramago ci mostra una fotografia di gruppo e guardando bene, in prima o in seconda fila, ci siamo anche noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Va bene, lo ammetto.
    Se non fosse stato per Enemy, l’adattamento del 2013, e la mia personale ossessione per un certo attore probabilmente non avrei mai letto nulla di José Saramago e con ancora più p ...continua

    Va bene, lo ammetto.
    Se non fosse stato per Enemy, l’adattamento del 2013, e la mia personale ossessione per un certo attore probabilmente non avrei mai letto nulla di José Saramago e con ancora più probabilità non sarei mai venuta a conoscenza di questo libro. Niente togliendo a Saramago. E’ la vita che va così.
    A volte le ossessioni non portano nulla di buono e questo me lo ha insegnato bene L’uomo duplicato, ma non sempre, a quanto pare!
    Saramago mi ha meravigliata sotto tutti i punti di vista: chi se l’aspettava questa scrittura sperimentale (voi avete trovato un punto interrogativo in tutto il romanzo?!) che, se da un lato rende la lettura più complicata in certi momenti, dall’altro rappresenta una piacevolissima novità, per non parlare poi della vicenda narrata che, per quanto sia simile al film, per come viene narrata è comunque enormemente distante da esso, almeno quanto l’appartamento di Tertuliano Máximo Afonso e la casetta in campagna di António Claro.
    La presenza dello scrittore che sa di essere onnisciente e che ce lo spiattella in faccia, decidendo con cattiveria quando e cosa dirci e soprattutto perché, il senso comune che non sale mai a casa di Tertuliano, l’ironia, l’analisi di un personaggio (purtroppo) mite…
    Il viaggio qui è sicuramente più importante della meta, eppure Saramago è riuscito a trovare una degna conclusione al romanzo, spesso alquanto difficile, lasciandomi del tutto soddisfatta.

    ha scritto il 

  • 0

    non adesso

    E' un libro bellissimo, per questo lo sospendo: lo spingo un po' in là, sul comodino, tra vecchia carta da pacchi, altri libri, riviste e, lo confesso, disordine e un po' di polvere.
    Un libro che meri ...continua

    E' un libro bellissimo, per questo lo sospendo: lo spingo un po' in là, sul comodino, tra vecchia carta da pacchi, altri libri, riviste e, lo confesso, disordine e un po' di polvere.
    Un libro che meriterebbe di essere centellinato come un cognac, una pazienza e una capacità di concentrazione che in questo periodo non possiedo. Lo riprenderò sicuramente, Adesso ho bisogno di altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Particolare

    Anche se a volte è un po' faticoso leggere Saramago a causa dei lunghi periodi, sono però dell'idea che i suoi libri vadano comunque letti; ci si mette il tempo che serve perché a volte non prendono s ...continua

    Anche se a volte è un po' faticoso leggere Saramago a causa dei lunghi periodi, sono però dell'idea che i suoi libri vadano comunque letti; ci si mette il tempo che serve perché a volte non prendono subito, ma sono come leggere nel pensiero del protagonista e spesso dell'autore stesso.
    4 stelle, perché la trama è stata veramente originale :)

    ha scritto il 

  • 4

    Chi siamo? Cosa ci definisce? Chi è l’originale?

    La lettura di questo libro mi è venuta dall’alto, in qualche modo. E’ uno dei libri in programma per la preparazione d’esame, insieme a molti altri. L’ho letto dopo aver già preparato altre quattro op ...continua

    La lettura di questo libro mi è venuta dall’alto, in qualche modo. E’ uno dei libri in programma per la preparazione d’esame, insieme a molti altri. L’ho letto dopo aver già preparato altre quattro opere teatrali e, in qualche modo, questo mi ha penalizzata. Non avevo mai letto nulla di Saramago e devo dire che non ho mai letto uno stile come il suo – almeno lo stile che utilizza in questo libro. Mi ci è voluto molto per entrarci, ma alla fine del romanzo si capisce che la decisione di scrivere paragrafi molto estesi, con l’intreccio di più voci, è essenziale per creare l’atmosfera quasi paranoica necessaria al tema della storia: il doppio.

    Il protagonista infatti, un anonimo professore di Storia, scopre, quasi per caso, di avere un doppio; che nel mondo esiste una persona identica a lui. Questa scoperta lo agita, lo ossessiona, lo perseguita in qualche modo. “La narrativa ha orrore del vuoto” e Saramago cerca di limitare il più possibile i momenti di apparente immobilità tra un evento fondamentale e l’altro; e questo vuoto viene riempito con le possibili alternative – le alternative sensate – che avrebbero potuto condurre questa storia su binari completamente differenti. Ma Tertuliano non segue il senso comune e va avanti in questa ricerca che lo tormenta.

    Si giustifica, il professore, dicendo che è normale per il senso comune – e anche per noi lettori – non comprendere il suo comportamento: quanti hanno incontrato una persona identica a se stessa, in ogni minimo particolare, persino la voce? Nessuno di noi. E questo, secondo Tertuliano, ci impedisce di comprendere appieno quello che sta vivendo dalla sera della scoperta in poi.

    Per me Saramago, in questo romanzo, cerca di esplorare il concetto di identità. Chi siamo? Cosa ci definisce? Chi è l’originale?Sono domande a cui è difficile rispondere, soprattutto se quello che più di tutti ci rende unici rispetto agli altri esseri umani – il corpo, la fisicità – ci viene in qualche modo “rubata”.

    La cosa particolare, di Saramago, è che sviluppa questo evento eccezionale, quasi magico, e l’intreccio che se segue, in maniera molto logica e razionale, senza però mai perdere il tono drammatico della vicenda.

    E’ un libro decisamente interessante, con uno stile unico, particolare. Lo consiglio vivamente a chiunque voglia approfondire questo tema.

    “Sappiamo tutti che ogni giorno che nasce è il primo per alcuni e sarà l’ultimo per altri, e che, per la maggioranza, è solo un giorno in più”

    https://sofiabarboni.wordpress.com/2015/12/06/recensione-luomo-duplicato-di-jose-saramago/#more-545

    ha scritto il 

  • 5

    Coinvolgente fino al turbamento

    A mio avviso Saramago potrebbe pubblicare un inventario sul contenuto delle proprie tasche di lunedì mattina (che il week-end ha provveduto ad alleggerire), e trarne invariabilmente un opera al minimo ...continua

    A mio avviso Saramago potrebbe pubblicare un inventario sul contenuto delle proprie tasche di lunedì mattina (che il week-end ha provveduto ad alleggerire), e trarne invariabilmente un opera al minimo magistrale. Se non bastasse il suo personalissimo stile ipnotico come incentivo a leggere l'autore abbiamo una gustosissima serie di storie, ognuna a modo suo originale partendo dagli assurdi presupposti, saggiamente orchestrate disseminate dappertutto nella sua opera omnia. Qui si cimenta col doppelganger, un tema che mi ha sempre molto affascinato, ampliando a modo suo il discorso sul doppio e aggiungendosi alla lunga fila di illustri letterati che hanno affrontato l'argomento: da E.D.Poe a Dostoevskij, da Wilde a Stevenson, da Nabokov a ... non mi viene in mente nessun altro.
    Ci sono, effettivamente, alcune parti verbose (anche se è la verbosità stessa il marchio di Saramago), ma qualunque pecca viene largamente riparata dalla parte finale del romanzo che diviene, via via, più conturbante e ci obbliga a scivolare nei panni del protagonista ponendoci l'ossessivo quesito: "Cosa avrei fatto io al suo posto?"

    ha scritto il 

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