L'Uomo Duplicato

! Scheda incompleta !

Di

4.0
(2209)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Tedesco , Svedese

Isbn-10: A000046261 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non ai livelli superbi di Cecità, ma indubbiamente un lavoro notevole, basato su una storia assurda che offre un finale ancora più assurdo, ma geniale. In certi punti la scorrevolezza lascia un po' a ...continua

    Non ai livelli superbi di Cecità, ma indubbiamente un lavoro notevole, basato su una storia assurda che offre un finale ancora più assurdo, ma geniale. In certi punti la scorrevolezza lascia un po' a desiderare, ma Saramago è questo, prendere o lasciare.

    ha scritto il 

  • 4

    Come due gocce d’acqua… sì, vabbé, purché l’acqua non si trasformi in nitroglicerina!

    Tertuliano Máximo Afonso insegna storia alle medie, ha quasi quarant’anni, è divorziato, si vede con una donna che sta seriamente pensando di lasciare e, più in generale, conduce una vita un po’ così… ...continua

    Tertuliano Máximo Afonso insegna storia alle medie, ha quasi quarant’anni, è divorziato, si vede con una donna che sta seriamente pensando di lasciare e, più in generale, conduce una vita un po’ così… Così come? Così, fra il malinconico e l’irrequieto, con qualche sconfinamento nello sfigatiello. Un bel giorno, guardando un film in cassetta, fa una scoperta incredibile, destinata a sconvolgergli la vita. Nel ruolo più che secondario di portiere di albergo, il nostro Tertuliano Máximo Afonso vede un attore tal e quale a lui, cioè, non che gli somigli e basta, è proprio lui sputato! Dopo l’iniziale stupore misto a terrore, TMA (ahò! Non è che posso riscrivere ogni volta tutto quel po po di nome) decide di volerne sapere di più su quell’attore e, nel caso, incontrarlo. Non penso di poter essere accusato di spoileraggio preterintenzionale se affermo che TMA ce la farà, a rintracciarlo, incontrarlo e … vabbé, il seguito, le conseguenze che produrrà quell’incontro ve le vedrete da voi.

    Il José Saramago de “L’uomo duplicato” (moment, please: si dice IL o LO José? Sia come sia, io lascio IL e che il Dio della grammatica m’assista), è un José Saramago che s’è messo in testa di fare il birichino. Mi spiego meglio (ci provo, per lo meno). Il tema del sosia - già trattato in passato da opere letterarie, ad esempio proprio ne “Il sosia” di Dostoevskij - viene analizzato in tutte le sue preoccupanti conseguenze, ma sempre con un tono che non saprei definire meglio che canzonatorio. Saramago è un narratore che sta sempre in mezzo ai piedi, ce la mette proprio tutta per non farsi da parte (come dice che si deve fare) e si diverte un mondo a prendere per il deretano il suo protagonista, di tanto in tanto anche il lettore e, se mi è permesso, anche un po’ se stesso [come quando si fa beffe di TMA per il fatto di ostinarsi nell’utilizzo della macchina per scrivere (se non sbaglio, lo stesso Saramago si convertì molto tardi all’uso del PC)]. Sia chiaro, la presenza ingombrante del narratore non da certo fastidio, anzi, risulta essere fondamentale per la riuscita del romanzo.

    “L’uomo duplicato” è un romanzo atipico nella produzione Saramaghese (o Saramaghiana/Saramaghina?), è, come dire, più leggero e scanzonato del solito, e per tanto non lo consiglierei a chi si volesse avvicinare per la prima volta al grandioso autore portoghese; al contrario lo consiglierei - anzi, lo consiglio proprio - a tutti coloro che lo hanno già apprezzato in passato (ma anche a cui non era mai piaciuto prima… hai visto mai?).

    PS: Voi che fareste nel caso in cui scopriste di avere un doppio? Io penso proprio che cercherei in ogni modo di rimuoverlo… dalla mia mente, intendo!

    ha scritto il 

  • 4

    Il caos è un ordine da decifrare.(Libro dei contrari)

    Saramago non mi ha deluso nemmeno questa volta. Ottima lettura.
    Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a ...continua

    Saramago non mi ha deluso nemmeno questa volta. Ottima lettura.
    Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a volte mi metto a immaginare quanto sarebbe meraviglioso se mi telefonassi solo perché sì, semplicemente come uno che ha avuto sete ed è andato a bere un bicchiere d’acqua, ma so già che sarebbe chiederti troppo, con me non dovrai fingere mai una sete che non senti.

    ha scritto il 

  • 5

    Doppelganger alla Saramago

    Sono stato seriamente fortunato quando anni fa incappai per caso in un libro di Saramago. Da quel momento non ne ho più fatto a meno. Che stile, che scrittura, che ironia.
    Sinossi semplicissima, un pr ...continua

    Sono stato seriamente fortunato quando anni fa incappai per caso in un libro di Saramago. Da quel momento non ne ho più fatto a meno. Che stile, che scrittura, che ironia.
    Sinossi semplicissima, un professore di storia, un po' annoiato dalla vita e con una situazione sentimentale complicata vede per puro caso in un film un attore che non solo lo somiglia molto, è proprio lui stesso. Un duplicato.
    Ovviamente da qui partirà una serie di peripezie del protagonista Tertuliano Maximo Afonso che lo porteranno non solo a interrogarsi sull'identità del suo duplicato, ma persino di porsi domande esistenziali alquanto profonde (molto ironiche le conversazioni con il Senso Comune della sua coscienza).

    Finale sostanzialmente prevedibile per un doppelganger tipico della letteratura in generale, ma Saramago è maestro nel gestire la giusta tensione e pathos lungo tutto il cammino del romanzo, spesso infatti leggendolo mi sono immedesimato nel protagonista e mi son domandato "e se fosse successo a me, avrei fatto le stesse scelte di Tertuliano?".

    Bello, avvincente, assolutamente consigliato. Avvicinatevi tutti a questo grande autore che è stato Saramago, vi sorprenderà.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lungo parto questo libro, tantissime parole come acqua da riempire, obbligatoriamente, voce narrante che elucubra su vari, troppi fronti. L'idea è come la mente di Saramago: straordinaria. Ma se è ...continua

    Un lungo parto questo libro, tantissime parole come acqua da riempire, obbligatoriamente, voce narrante che elucubra su vari, troppi fronti. L'idea è come la mente di Saramago: straordinaria. Ma se è vero che è nel suo stile conversare e viaggiare su vari binari, mi sa che questa volta il divagare appesantisce di molto un'idea che poteva realizzarsi con un uso moderato della parola. Un libro sull'omologazione, sull'emulazione, o soltanto un buttare versi su di un'idea geniale? Non si capisce molto, ma non è questo il problema. E' una zavorra di discorsi tortuosi e pesanti, si fa fatica

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono compiti che affrontiamo soltanto quando non sono più rimandabili. Un esempio? Pulire il bidone della raccolta dell'organico, sgrassando le pareti di plastica dai depositi lasciati dai liquami. ...continua

    Ci sono compiti che affrontiamo soltanto quando non sono più rimandabili. Un esempio? Pulire il bidone della raccolta dell'organico, sgrassando le pareti di plastica dai depositi lasciati dai liquami.
    Eppure c'è chi i lavori sporchi li fa con passione. Per esempio José Saramago. S'immerge a mani nude e scrosta. Ma in cosa si immerge? Sono abbastanza certo che scenda nelle profondità di se stesso. Per raccontare così bene paure, debolezze, insicurezze, difetti e malesseri dell'anima deve averli sperimentati di persona. La sua forza sta nel non aver paura di trovare il marcio e di trarlo alla luce a mani nude per spalmarlo sulle pagine dei suoi libri.
    Il talento artistico secondo me non ha nulla a che fare con l'etica o con la morale: è distribuito davvero a caso tra vigliacchi, farabutti e persone per bene. Ogni autore racconta se stesso per quello che è o per quello che vorrebbe essere. Saramago diversifica: in ogni libro inserisce una parte di sé. A questo “Uomo duplicato” riserva una parte bella torbida del suo spirito. I due protagonisti maschili non sono precisamente belle persone. Sono uomini, e presentano i loro bei difetti di genere: dall'egoismo all'egoismo, passando per un po' di cinismo. Il problema è che, raccontando i suoi personaggi e se stesso, Saramago ci mostra una fotografia di gruppo e guardando bene, in prima o in seconda fila, ci siamo anche noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Va bene, lo ammetto.
    Se non fosse stato per Enemy, l’adattamento del 2013, e la mia personale ossessione per un certo attore probabilmente non avrei mai letto nulla di José Saramago e con ancora più p ...continua

    Va bene, lo ammetto.
    Se non fosse stato per Enemy, l’adattamento del 2013, e la mia personale ossessione per un certo attore probabilmente non avrei mai letto nulla di José Saramago e con ancora più probabilità non sarei mai venuta a conoscenza di questo libro. Niente togliendo a Saramago. E’ la vita che va così.
    A volte le ossessioni non portano nulla di buono e questo me lo ha insegnato bene L’uomo duplicato, ma non sempre, a quanto pare!
    Saramago mi ha meravigliata sotto tutti i punti di vista: chi se l’aspettava questa scrittura sperimentale (voi avete trovato un punto interrogativo in tutto il romanzo?!) che, se da un lato rende la lettura più complicata in certi momenti, dall’altro rappresenta una piacevolissima novità, per non parlare poi della vicenda narrata che, per quanto sia simile al film, per come viene narrata è comunque enormemente distante da esso, almeno quanto l’appartamento di Tertuliano Máximo Afonso e la casetta in campagna di António Claro.
    La presenza dello scrittore che sa di essere onnisciente e che ce lo spiattella in faccia, decidendo con cattiveria quando e cosa dirci e soprattutto perché, il senso comune che non sale mai a casa di Tertuliano, l’ironia, l’analisi di un personaggio (purtroppo) mite…
    Il viaggio qui è sicuramente più importante della meta, eppure Saramago è riuscito a trovare una degna conclusione al romanzo, spesso alquanto difficile, lasciandomi del tutto soddisfatta.

    ha scritto il 

  • 0

    non adesso

    E' un libro bellissimo, per questo lo sospendo: lo spingo un po' in là, sul comodino, tra vecchia carta da pacchi, altri libri, riviste e, lo confesso, disordine e un po' di polvere.
    Un libro che meri ...continua

    E' un libro bellissimo, per questo lo sospendo: lo spingo un po' in là, sul comodino, tra vecchia carta da pacchi, altri libri, riviste e, lo confesso, disordine e un po' di polvere.
    Un libro che meriterebbe di essere centellinato come un cognac, una pazienza e una capacità di concentrazione che in questo periodo non possiedo. Lo riprenderò sicuramente, Adesso ho bisogno di altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Particolare

    Anche se a volte è un po' faticoso leggere Saramago a causa dei lunghi periodi, sono però dell'idea che i suoi libri vadano comunque letti; ci si mette il tempo che serve perché a volte non prendono s ...continua

    Anche se a volte è un po' faticoso leggere Saramago a causa dei lunghi periodi, sono però dell'idea che i suoi libri vadano comunque letti; ci si mette il tempo che serve perché a volte non prendono subito, ma sono come leggere nel pensiero del protagonista e spesso dell'autore stesso.
    4 stelle, perché la trama è stata veramente originale :)

    ha scritto il 

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