L'Uomo Duplicato

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Di

4.0
(2283)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Tedesco , Svedese

Isbn-10: A000046261 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    La scimmia nuda balla, gli uomini no.

    Sono stato molto contento quando, dopo le prime poche pagine, mi sono accorto che “L’uomo duplicato” è un altro di quei bellissimi racconti fantastici che Josè Saramago ha scritto sul tema del “what i ...continua

    Sono stato molto contento quando, dopo le prime poche pagine, mi sono accorto che “L’uomo duplicato” è un altro di quei bellissimi racconti fantastici che Josè Saramago ha scritto sul tema del “what if”, ovvero del “che cosa accadrebbe se…”: è un tipo di opera che mi piace molto. Anche per questo alla fine della lettura ne sono rimasto parzialmente deluso.
    Lo strano iperrealismo che nasce dall’incastonare alla perfezione una ipotesi assurda su una ambientazione logica ha reso celebre lo scrittore di Azinhaga ed ha dato vita ad assoluti capolavori come “Cecità” o “La zattera di pietra”, ma “L’uomo duplicato” davvero non mi ha emozionato come i primi due.
    Innanzi tutto, il paradosso di fondo è assai poco incisivo ed efficace. Il modesto professore di storia Tertuliano Maximo Afonso scopre di essere il sosia pressochè perfetto di un’ attore di seconda fascia, tale Antonio Claro. Tutto qui? Seppure siamo tutti perfettamente consapevoli che un caso di identità assoluta è impossibile, la singolarità da cui ha inizio la storia è assai meno potente di quella che fa navigare la penisola iberica verso l’oceano, o di quella che condanna una intera città alla cecità collettiva.
    Che cosa faremmo, se all’improvviso ci trovassimo davanti una persona dal corpo identico al nostro? Secondo Saramago la crisi di identità sarebbe tale da far crollare tutte le sovrastrutture ideologico-sociali che ci caratterizzano, riducendoci al livello dei primati dai quali discendiamo. Come se fosse una lotta tribale tra scimmie per il posto di comando, Maximo Afonso e Claro arriveranno, con il ricatto, con la violenza e con l’inganno a contendersi il possesso sessuale delle rispettive compagne (fa tristezza che proprio il romanzo dedicato al bellissimo rapporto dell’autore con la giovane moglie Pilar sia così umiliante verso le donne), fino ad arrivare alla inaspettata conclusione finale, nella quale si arriva a giustificare l’omicidio.
    Inaccettabile. Innanzi tutto, la personalità di un uomo non è il suo aspettp fisico, che pure la condiziona: lo stesso Saramago se lo lascia sfuggire, quando dichiara che per uguale che sia il corpo, ogni eprsona resta unicaa agli occhi della madre. Il nostro modo di pensare e di sentire, i nostri ricordi e le nostre competenze, i nostri affetti e l’affetto che i nostri cari provano per noi ci caratterizzano molto di più che l’aspetto fisico: in questo romanzo il vecchio di Azinhaga se ne dimentica in modo fin troppo goffo nel suo feroce tentativo di presentare gli uomini come scimmie nude che ballano.

    Chiunque di noi abbia avuto da soffrire un handicap nelle relazioni sociali o comunque un problema grave, conosce bene invece quale conforto possa essere incontrare una persona talmente simile a noi da poter capire e condividere le nostre angosce e le nostre speranze. Un mio duplicato sarebbe per me una persona con la quale parlare davanti ad una birra e con la quale fare qualche scherzo ben riuscito agli amici, piuttosto che uno a cui portar via la moglie. Un’ idea fiacca, sviluppata in maniera inefficace e forse troppo condizionata dal materialismo radicale di Saramago. Eppure parliamo di un uomo che davvero ha messo l’ amore al primo posto.
    A far rendere questa lettura comunque piacevole resta la vitale rappresentazione della città del ventesimo secolo, resta l’acuminato e divertente sarcasmo contro certo perbenismo, resta soprattutto Tomarctus, il simpaticissimo cane che insieme ad Ardent, al cane delle Lacrime, al bastardo di San Crispim, a mille altri fedeli nostri amici mi renderà sempre grato a Josè Saramago per i libri che ha scritto.
    Però le scimmie nude ballano, gli uomini no.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra miliardi di combinazioni sul pianeta Terra, potrà pure esistere la possibilità che tratti somatici di individui non legati da parentela siano somiglianti, ma trovarsi un vero e proprio duplicato, ...continua

    Tra miliardi di combinazioni sul pianeta Terra, potrà pure esistere la possibilità che tratti somatici di individui non legati da parentela siano somiglianti, ma trovarsi un vero e proprio duplicato, nella stessa città, con voce, nei e cicatrici identiche, e chissà cos’altro! non può che creare un ironico scompiglio, a traghettare il lettore tra la realtà e un onirico senso di inquietudine. I duplicati si incontreranno, mentre le azioni saranno condotte, ahinoi, dalla stupidità, un terzo personaggio sbuca dalle pagine: il senso comune che sempre accompagna la coscienza individuale…l’ironia della vita non ha mai fine e spesso naufraga nella tragedia, soprattutto quando la debolezza umana stenta a riconoscere l’amore, ancora una volta unico faro nella notte, spento a causa della debolezza umana. Un Saramago creatore, in questo romanzo, di tutto un significato esistenziale che ognuno di noi può vagamente trovare già solo guardandosi allo specchio, magari facendo uso di un distaccato sguardo altrui.

    ha scritto il 

  • 2

    Il Romanzo, che scorre lentamente e senza entusiasmare, diventa coinvolgente solo nell'ultima parte.
    Sebbene l'originalità della storia ed il finale inatteso giustifichino in un certo senso questa let ...continua

    Il Romanzo, che scorre lentamente e senza entusiasmare, diventa coinvolgente solo nell'ultima parte.
    Sebbene l'originalità della storia ed il finale inatteso giustifichino in un certo senso questa lettura, Saramago conferma il suo stile, a mio personale giudizio caratterizzato da una scrittura piatta e troppo spesso priva di colore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: la scoperta di un sosia da parte di un grigio professore di storia, il disordine mentale di entrambi a seguito della scoperta, le incursioni dell’uno nella vita dell’altro, le conseguenze ...continua

    Ingredienti: la scoperta di un sosia da parte di un grigio professore di storia, il disordine mentale di entrambi a seguito della scoperta, le incursioni dell’uno nella vita dell’altro, le conseguenze delle incursioni sulle rispettive donne.
    Consigliato: a chi ama rispecchiarsi ogni giorno nella propria identità e nel senso comune, a chi gradisce storie distopiche in stile calviniano-pirandelliano.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla ricerca della propria identità

    Non sono obiettivo quando devo giudicare un suo libro. Sono troppo appassionato di Saramago. Cosa dire? Bisogna leggerlo....tenendo a mente che Saramago è Saramago.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho scoperto questo libro tramite il film Enemy, il quale mi ha colpito molto. Non c'è che dire, le differenze tra romanzo e film sono molte, ma entrambe le versioni hanno avuto l'effetto di ipnotizzar ...continua

    Ho scoperto questo libro tramite il film Enemy, il quale mi ha colpito molto. Non c'è che dire, le differenze tra romanzo e film sono molte, ma entrambe le versioni hanno avuto l'effetto di ipnotizzarmi. Particolare e capace di catturare la narrazione di Saramago, come anche gli argomenti trattati sono molto profondi (dalla più semplice delle azioni si passa a ragionamenti complicati e vasti): non sarà sicuramente l'ultimo libro dell'autore che leggerò, ho molte aspettative e sono felice di averlo scovato.

    ha scritto il 

  • 4

    Non ai livelli superbi di Cecità, ma indubbiamente un lavoro notevole, basato su una storia assurda che offre un finale ancora più assurdo, ma geniale. In certi punti la scorrevolezza lascia un po' a ...continua

    Non ai livelli superbi di Cecità, ma indubbiamente un lavoro notevole, basato su una storia assurda che offre un finale ancora più assurdo, ma geniale. In certi punti la scorrevolezza lascia un po' a desiderare, ma Saramago è questo, prendere o lasciare.

    ha scritto il 

  • 4

    Come due gocce d’acqua… sì, vabbé, purché l’acqua non si trasformi in nitroglicerina!

    Tertuliano Máximo Afonso insegna storia alle medie, ha quasi quarant’anni, è divorziato, si vede con una donna che sta seriamente pensando di lasciare e, più in generale, conduce una vita un po’ così… ...continua

    Tertuliano Máximo Afonso insegna storia alle medie, ha quasi quarant’anni, è divorziato, si vede con una donna che sta seriamente pensando di lasciare e, più in generale, conduce una vita un po’ così… Così come? Così, fra il malinconico e l’irrequieto, con qualche sconfinamento nello sfigatiello. Un bel giorno, guardando un film in cassetta, fa una scoperta incredibile, destinata a sconvolgergli la vita. Nel ruolo più che secondario di portiere di albergo, il nostro Tertuliano Máximo Afonso vede un attore tal e quale a lui, cioè, non che gli somigli e basta, è proprio lui sputato! Dopo l’iniziale stupore misto a terrore, TMA (ahò! Non è che posso riscrivere ogni volta tutto quel po po di nome) decide di volerne sapere di più su quell’attore e, nel caso, incontrarlo. Non penso di poter essere accusato di spoileraggio preterintenzionale se affermo che TMA ce la farà, a rintracciarlo, incontrarlo e … vabbé, il seguito, le conseguenze che produrrà quell’incontro ve le vedrete da voi.

    Il José Saramago de “L’uomo duplicato” (moment, please: si dice IL o LO José? Sia come sia, io lascio IL e che il Dio della grammatica m’assista), è un José Saramago che s’è messo in testa di fare il birichino. Mi spiego meglio (ci provo, per lo meno). Il tema del sosia - già trattato in passato da opere letterarie, ad esempio proprio ne “Il sosia” di Dostoevskij - viene analizzato in tutte le sue preoccupanti conseguenze, ma sempre con un tono che non saprei definire meglio che canzonatorio. Saramago è un narratore che sta sempre in mezzo ai piedi, ce la mette proprio tutta per non farsi da parte (come dice che si deve fare) e si diverte un mondo a prendere per il deretano il suo protagonista, di tanto in tanto anche il lettore e, se mi è permesso, anche un po’ se stesso [come quando si fa beffe di TMA per il fatto di ostinarsi nell’utilizzo della macchina per scrivere (se non sbaglio, lo stesso Saramago si convertì molto tardi all’uso del PC)]. Sia chiaro, la presenza ingombrante del narratore non da certo fastidio, anzi, risulta essere fondamentale per la riuscita del romanzo.

    “L’uomo duplicato” è un romanzo atipico nella produzione Saramaghese (o Saramaghiana/Saramaghina?), è, come dire, più leggero e scanzonato del solito, e per tanto non lo consiglierei a chi si volesse avvicinare per la prima volta al grandioso autore portoghese; al contrario lo consiglierei - anzi, lo consiglio proprio - a tutti coloro che lo hanno già apprezzato in passato (ma anche a cui non era mai piaciuto prima… hai visto mai?).

    PS: Voi che fareste nel caso in cui scopriste di avere un doppio? Io penso proprio che cercherei in ogni modo di rimuoverlo… dalla mia mente, intendo!

    ha scritto il 

  • 4

    Il caos è un ordine da decifrare.(Libro dei contrari)

    Saramago non mi ha deluso nemmeno questa volta. Ottima lettura.
    Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a ...continua

    Saramago non mi ha deluso nemmeno questa volta. Ottima lettura.
    Chiamami quando ti va, quando ne hai voglia, ma non come chi si sente obbligato a farlo, questo non sarebbe bene né per te né per me, a volte mi metto a immaginare quanto sarebbe meraviglioso se mi telefonassi solo perché sì, semplicemente come uno che ha avuto sete ed è andato a bere un bicchiere d’acqua, ma so già che sarebbe chiederti troppo, con me non dovrai fingere mai una sete che non senti.

    ha scritto il 

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