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L' arte segreta dell'attore

Un dizionario di antropologia teatrale

Di ,

Editore: Ubulibri

4.7
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877482729 | Isbn-13: 9788877482723 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Quali principi tecnici hanno in comune attori e danzatori di diverse culture?In cosa consiste la presenza di un attore/danzatore? Qual è la differenza trail comportamento fisico e mentale di un attore/danzatore in scena e nella suavita quotidiana? È possibile studiare cosa caratterizza la forza di attrazionedi un attore/danzatore e la sua capacità di catturare l'attenzione dellospettatore? Sono alcune delle domande alle quali questo libro cerca dirispondere. Esiste infatti un'arte segreta dell'attore/danzatore; esistono deiprincipi che sono alla base della sua presenza scenica nelle diverse epoche eculture, dei punti di partenza che permettono alle qualità individuali didivenire un'espressione artistica efficace nella storia di ciascuno di noi.
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  • 4

    Ruoli di genere all'orientale in salsa teatrale

    Che cosa significa per voi ruolo di genere? Un settore di studi molto specifico, l'antropologia teatrale, mi ha dato una definizione di ruolo di genere femminile e maschile che trovo brillante. Secondo quanto riportato online da Wikipedia, un ruolo di genere è una serie di no ...continua

    Che cosa significa per voi ruolo di genere? Un settore di studi molto specifico, l'antropologia teatrale, mi ha dato una definizione di ruolo di genere femminile e maschile che trovo brillante. Secondo quanto riportato online da Wikipedia, un ruolo di genere è una serie di norme comportamentali associate ai maschi e alle femmine, rispettivamente, in un dato gruppo o sistema sociale. La definizione, che unisce il campo di natura e cultura, lascia ampio spazio al dibattito: quanto c'è di biologico e quanto di culturalmente appreso nei ruoli di genere femminile e maschile che assumiamo o che prendiamo a modello? Da diversi anni, ho costruito una mia interpretazione dei concetti di femminile e maschile. Giusti o sbagliati che siano, tali costruzioni mentali hanno avuto il pregio nel tempo di rivelarsi una griglia interpretativa quantomeno originale e alternativa ai modelli femminile e e maschile più noti in campo sociologico (come quello di Talcott Parsons, ormai credo parecchio datato). La mia idea di ruoli di genere prende corpo attraverso lo studio dell'antropologia teatrale e in particolare da questo pratico testo di Eugenio Barba.

    Chi è Eugenio Barba? Ve lo presento dalla mia tesi di laurea in teatro e terapia. "Eugenio Barba, attore e regista italiano trasferitosi in Norvegia, fondatore nel 1964 dell’Odin Teatret e dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology)"
    Che cos'è l'antropologia teatrale? Sempre dalla mia tesi (pag. 66), scopriamo che l'antropologia teatrale è la "scienza che studia l’individuo durante l’atto performativo"
    Qual è l'obiettivo degli studi di Barba? Vi rispondo ancora dalla mia tesi (pag. 67): "è possibile indagare gli aspetti coincidenti delle diverse culture in merito alle tecniche attoriali. Ci troviamo insomma in presenza di una ricerca degli aspetti universali dell’arte attoriale, di un ritorno alla conoscenza degli elementi di base di tale arte, di una conoscenza per così dire ‘purificata’ del rapporto che lega l’attore ai suoi strumenti primari di espressione: corpo e voce"
    Che cosa intende Barba con i concetti di femminile e maschile? Nell'analizzare i concetti di femminile e maschile, Barba si sofferma sulle intenzioni dei performer e non sulla loro identità di genere e porta un esempio: il personaggio vagabondo e dall'andatura timida e ondeggiante Charlot (Charlie Chaplin) presenta molti più elementi femminili della forza sovrumana e incontenibile di Pina (Anna Magnani, in Roma città aperta). In sostanza, dall'antropologia teatrale ho dedotto che femminile e maschile non sono ruoli rigidi da seguire, ma disposizioni d'animo o di carattere che possono variare negli individui e in diversi tempi di vita e luoghi.
    Mi sono divertita a elencare nel femminile: analizzare in modo gestaltico, empatizzare, ascoltare, creare relazioni paritarie, cooperare in gruppi in cui i membri più deboli sono accolti e talvolta difesi, esplicitare le richieste d'aiuto. Ho inserito nel maschile: agire per obiettivi, focalizzare, parlare, essere ego-centrati, creare relazioni gerarchiche (sia come "capo" che come "sottoposto"), privilegiare la sfida con gli altri, esplicitare la naturale aggressività intraspecifica etc.
    Nel post non ho ancora spiegato perché secondo me ciò che rileva Barba attraverso l'analisi teatrale è così significativo nella nostra vita sociale, quella "reale" di tutti i giorni. Vi svelerò la risposta in un prossimo post del mio blog, che ne dite? Intanto scrivetemi qualche vostra impressione: trasformando i concetti di femminile e maschile da ruoli (personaggi) a intenzioni (archetipi) avete notato qualche diversa prospettiva di lettura nelle vostre interazioni sociali? :-)
    Link diretto: http://www.downshiftingtuscany.blogspot.it/2012/07/ruoli-di-genere-allorientale-in-salsa.html

    ha scritto il