L' avaro

Testo francese a fronte

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

3.9
(880)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8817123501 | Isbn-13: 9788817123501 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Lunari

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Umorismo

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Descrizione del libro
Harpagon è un vecchio avaro che non pare avere altri sentimenti. I figli Clé-ante e Elise lo odiano. Harpagon decide di sposare la bella Marianne, amatada Cléante e di dare in moglie Elise a un vecchio, Anselme, che la accettasenza dote. Il valletto di Cléante, La Fleche, ruba la cassetta del denaro ela consegna al suo padrone che pensa di darla al padre in cambio di Marianne.Harpagon accusa però del furto il suo intendente Valère che crede che il suoamore per Elise sia stato scoperto e che questa sia la vera causa dell'iradi Harpagon. Giunge infine Anselme che riconosce in Marianne e Valère i figlida lui creduti morti in un naufragio. Gli innamorati si sposano e Harpagon ritrova il suo denaro.
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  • 4

    L'avidità fa male

    Un grande classico, Arpagone ama solo i soldi e per farne altri non esita a promettere in matrimonio entrambi i figli a partner più anziani, ma ricchi. Non è facile metterlo nel sacco, ma alla fine do ...continua

    Un grande classico, Arpagone ama solo i soldi e per farne altri non esita a promettere in matrimonio entrambi i figli a partner più anziani, ma ricchi. Non è facile metterlo nel sacco, ma alla fine dopo colpi di scena e traversie varie tutto finisce per il meglio.
    Super super carino

    ha scritto il 

  • 5

    L'opera

    è un classico, un'opera scorrevole divertente con personaggi grotteschi ed attuali, Arpagone non è l'unico da analizzare nel testo ed additare, l'opera strutturalmente anticipa di molto Pirandello a ...continua

    è un classico, un'opera scorrevole divertente con personaggi grotteschi ed attuali, Arpagone non è l'unico da analizzare nel testo ed additare, l'opera strutturalmente anticipa di molto Pirandello a mio avviso, nel concetto di Umorismo, non è espressamente una commedia, e se dobbiamo accettarla come tale,
    allora lo è solo in relazione al testo e non ai personaggi
    ( non lo dico io bensì Goethe citato nella postfazione)

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo libro clasico dalla lettura semplice e veloce.
    Divertente, ironico e, a pensarci bene, quasi attuale.
    Ammetto che non potevo fare a meno di pensare al vecchio film di Alberto Sordi ...continua

    Un piccolo libro clasico dalla lettura semplice e veloce.
    Divertente, ironico e, a pensarci bene, quasi attuale.
    Ammetto che non potevo fare a meno di pensare al vecchio film di Alberto Sordi

    ha scritto il 

  • 4

    E' un'opera che si legge velocemente, breve e scorrevole, divertente e piena di intrighi.
    Forse alcuni enigmi o malintesi sono risolti in modo fin troppo veloce, ma restano comunque geniali, leggeri m ...continua

    E' un'opera che si legge velocemente, breve e scorrevole, divertente e piena di intrighi.
    Forse alcuni enigmi o malintesi sono risolti in modo fin troppo veloce, ma restano comunque geniali, leggeri ma veritieri e, in qualche modo, attuali.
    La figura dell'Avaro non può non strappare un sorriso (di compassione, più che altro) e anche gli intrighi amorosi sono, anche se un po' superficiali e chiusi in fretta, interessanti. I personaggi poi sono molto reali, vengono presentati in un modo così concreto che sembra proprio di vedere i loro movimenti e le loro espressioni, e non è cosa da poco.
    Paragonandolo ad un altro mito del teatro, Shakespeare, c'è un abisso, ma penso si tratti proprio di un genere completamente diverso, con cui non ha niente a che vedere. E' una commedia che offre molti spunti di riflessione, ma il suo scopo principale penso rimanga divertire, intrattenere.

    Ecco, evitate di leggere la prima pagina dove sno elencati i personaggi e i loro ruoli, vi giocate la sorpresa finale.

    ha scritto il 

  • 5

    “L’avaro” è una commedia in cinque atti. Il protagonista è Arpagone che adora in modo viscerale il denaro e, per amore di questo, pianifica la vita dei due figli (Cleante ed Elisa) nel modo che econom ...continua

    “L’avaro” è una commedia in cinque atti. Il protagonista è Arpagone che adora in modo viscerale il denaro e, per amore di questo, pianifica la vita dei due figli (Cleante ed Elisa) nel modo che economicamente gli conviene di più. Non sa e non gli importa che i due giovani siano già sentimentalmente impegnati. Elisa non ha la minima intenzione di sposare l’anziano Anselmo perché è innamorata del segretario Valerio. Cleante è innamorato della giovane e povera Mariana e non vuole che vada in sposa al padre. Che confusione!
    Cleante, per cercare di rimediare a questa situazione, fa rubare dal servo Freccia la cassetta in cui il padre conserva i suoi preziosi tesori. Vuole scambiarla con Mariana. Del furto viene però accusato Valerio che, nella scena che mi è piaciuta di più nella lettura, dichiara apertamente il suo amore per Elisa. Però, non nominandola direttamente, si può innescare un divertente scambio di battute con Arpagone in cui quest’ultimo si riferisce alla cassetta contenente i tesori e il giovane all’amata. E’ semplicemente geniale!
    La situazione critica viene risolta dall’arrivo di Anselmo che, durante la conversazione, si rende conto che Valerio e Mariana sono i due figli che credeva scomparsi durante un naufragio. A questo punto ci mancava solo Raffaella Carrà col suo “Carramba, che sorpresa!”. La felicità per essersi ritrovati è tanta e tutto si aggiusta. Le due coppie possono sposarsi e Arpagone ritrova la sua amata cassetta.
    Il fulcro della commedia è il protagonista Arpagone e Molière è riuscito a caratterizzarlo magistralmente enfatizzando all’estremo la sua avarizia e mancanza di sentimenti. Non per nulla è un ruolo molto ambito dagli attori.
    Il figlio Cleante, pur avendo delle nobili intenzioni, per realizzarle si trova costretto a ricorrere a sotterfugi poco puliti come chiedere denaro in prestito all’usuraio o commettere un furto. Fa finta di odiare la nuova matrigna per esprimere la sua contrarietà a questo matrimonio così squilibrato per evidenti ragioni di età tra i due sposi. Agisce così perché non è economicamente indipendente. I pochi risparmi che ha da parte non gli permettono certo di stare tranquillo.
    Elisa e Mariana, senza dote, non possono che sperare che qualcosa sblocchi la situazione e permetta loro di sposare l’uomo che amano. Non sono affatto entusiaste di diventare mogli di un uomo anziano e si sforzano di trovare una soluzione. Se solo fossero economicamente indipendenti…
    Tra i personaggi secondari è brillante la domestica Frosina che cerca di aggiustare tutte le situazioni. Spiega a Mariana quali clausole devono essere assolutamente comprese nel contratto di matrimonio e poi offre ad Arpagone preziosi consigli per conquistare la giovane ragazza. E questa situazione è semplicemente esilarante perché l’anziano prende per oro colato tutto ciò che suggerisce la fidata serva.
    Il personaggio che mi piace di più è Valerio. La sua storia d’amore con Elisa è così pulita che non si può non vederla di buon occhio. Poi è intelligente da parte sua cercare di farsi ben volere da Arpagone per raggiungere il suo scopo. Il momento in cui esce allo scoperto per dichiarare le sue buone intenzioni è commovente. E, per via dell’equivoco creatosi, è divertente in quanto sia lui che Arpagone parlano con enfasi di ciò che amano di più. Solo che il primo si riferisce a una donna e il secondo al denaro. Questa scena, a mio parere, è il fulcro di tutta la commedia.

    ha scritto il 

  • 4

    La colpa non è degli adulatori, ma di coloro che vogliono essere adulati

    Credo che una delle ragioni che mi hanno spinto a leggere Moliere sia impressa nel passaggio al minuto 1,02 del video in calce.
    L’unico motivo che ci condusse al Pere Lachaise fu visitare la tomba di ...continua

    Credo che una delle ragioni che mi hanno spinto a leggere Moliere sia impressa nel passaggio al minuto 1,02 del video in calce.
    L’unico motivo che ci condusse al Pere Lachaise fu visitare la tomba di J. Morrison. Non la trovammo subito e come nel video, girovagando, ci imbattemmo in diversi nomi dei quali avevamo “sentito parlare”. D’altronde se dall’alto della Tour Eiffel il nostro obiettivo prioritario era individuare dove fosse situato il Parc des Princes (lo stadio), quale parziale visione potevamo avere del mondo?
    Moliere, scomunicato perché commediante, fu seppellito nel cimitero di San Giuseppe per intercessione del re, ad una profondità maggiore di quattro piedi, misura che fissava l’estensione della terra consacrata. Dunque la salma è stata spostata. Oggi direi che Morrison, in quel cimitero, è un intruso più o meno come lo era Marco Arnautovic nell’Inter del 2010.
    L’avaro non è l’unico personaggio negativo della commedia, è in buona compagnia. Ci sono l’invidioso, l’opportunista, il corrotto, l’intrallazzatore, il falso, il profittatore, il ladro.. e le donne non sono meno meschine degli uomini. Tutti giustificano il loro comportamento in virtù dell’avarizia di Arpagone, un uomo votato solo all’incremento del proprio patrimonio. Arpagone mostra amore vero solo nei confronti del denaro, chi lo circonda dal canto suo, brama fisicamente proprio il denaro di Arpagone. E’ la commedia umana.. Balzac darà vita al personaggio di M. Grandet 200 anni più tardi, e racconterà di nuovo della cattiva influenza dei soldi. Sono passati altri 200 anni ma entrambe le storie sono attuali.
    Ne L’avaro, Mastro Giacomo è sicuramente una figura interessante: a un certo punto decide di prendere il toro per le corna e in un atto di sincerità dice ad Arpagone:

    ” Signore io non so soffrire gli adulatori.. io scoppio a sentir ciò che ogni giorno si dice di voi perché in fondo vi sono affezionato mio malgrado, e dopo i cavalli, siete la persona a cui voglio più bene... Vi dirò francamente che vi pigliano in giro dappertutto e ci tirano ogni giorno cento frecciate sul vostro conto…

    Ciò che ne ricava sono delle percosse e questi epiteti: “Stolto, gaglioffo, furfante, impudente”

    Nel quinto atto Mastro Giacomo per vendicarsi dell’adulatore, che è sempre nelle grazie di Arpagone, cambia tattica e sceglie di passare dalla sincerità all’infamia, accusandolo ingiustamente di un delitto che non ha compiuto.
    La menzogna viene smascherata e Arpagone, suo padrone e signore, chiede che Mastro Giacomo sia impiccato.
    La sua ultima battuta è emblematica:

    Oh povero me! Che cosa bisogna fare, dunque? Se dico la verità mi bastonano, se mento mi vogliano impiccare

    http://www.youtube.com/watch?v=PkZe4YoG7OM

    ha scritto il 

  • 5

    A dir poco meraviglioso: Molière ha reso certe scene e certi personaggi in maniera eccellente, ti sembra quasi di vederli e, di conseguenza, inizi a ridere per le scene comiche. Una vera sorpresa per ...continua

    A dir poco meraviglioso: Molière ha reso certe scene e certi personaggi in maniera eccellente, ti sembra quasi di vederli e, di conseguenza, inizi a ridere per le scene comiche. Una vera sorpresa per me che in genere sono stato molto deluso dalle scene e dai romanzi umoristici in generale.

    ha scritto il 

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