L' età del capitalismo cognitivo

Innovazione, proprietà e cooperazione delle moltitudini

Editore: Ombre Corte

3.5
(4)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887009287 | Isbn-13: 9788887009286 | Data di pubblicazione: 

Genere: Affari & Economia , Computer & Tecnologia , Scienze Sociali

Ti piace L' età del capitalismo cognitivo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    Il libro si pone la semplice domanda: l'entrata in produzione della conoscenza scientifica e del sapere in general non ha determinato trasformazioni così radicali da rendere inutilizzabili le varie te ...continua

    Il libro si pone la semplice domanda: l'entrata in produzione della conoscenza scientifica e del sapere in general non ha determinato trasformazioni così radicali da rendere inutilizzabili le varie teorie del ciclo economico e dell'innovazione già esistenti?
    Il testo più innovativo è quello di Maurizio Lazzarato dove afferma che l'invenzione e l'innovazione sono sempre il risultato di una cooperazione extralavorativa. Questa è dunque l'ultima frontiera che il capitale totalizzante deve conquistare, sebbene in questo ambito le normali definizioni di valore siano inapplicabili. Da qui l'impasse della teoria economica e del capitalismo. Ma questa per estensione è molto arbitraria.
    Proprio perché l'innovazione nasce ormai fuori dal processo produttivo, cioè da una "cooperazione tra cervelli" extra-lavorativa, il saggio di Antonella Corsani contesta tutte le teorie classiche dell'innovazione, sia capitalistiche (Shumpeter, Solow, Kaldor) sia socialiste (nei Grundrisse di Marx). A causa di ciò gli economisti dello sviluppo non riescono a comprendere ciò che accade nel mondo della produzione, perché non riescono ad afferrare il bandolo della matassa che conduce dalla "cooperazione tra cervelli" ai laboratori della produzione.
    Invece, la non afferrabilità teorica del processo innovativo non dipende da quanto descritto dai vari autori di questo saggio ma nasce da una confusione enorme che, per ignoranza o malafede, gli economisti hanno introdotto nella descrizioni della scienza, della tecnologia e del loro rapporto. Confusione che è stata esportata in moltissimi campi dello scibile e in cui cadono sia "tecnocrati" sia "scienziati". E questo è il primo problema che investe tutto il testo.
    Il secondo risiede nel fatto che si considera il processo di conoscenza come frutto di una produzione economica. Allora si cerca una teoria della produzione che si possa applicare ad essa. Ma la conoscenza non e' una merce e la sua produzione avviene secondo metodologie non inquadrabili in normali standard. La conoscenza serve a migliorare le condizioni di vita, ma non come puo' farlo un normale oggetto di consumo materiale. Il suo apporto è un metamiglioramento che riguarda indirettamente molteplici aspetti della vita materiale e spirituale.

    ha scritto il 

Ordina per