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L' idea pericolosa di Darwin

L'evoluzione e i significati della vita

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.4
(62)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 732 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8833910520 | Isbn-13: 9788833910529 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
L'evoluzione per selezione naturale, questa "pericolosa" idea di Darwin, èstata al centro di molte controversie per più di un secolo e molti continuanoa non accettarla pienamente, benché sia stata trionfalmente confermata da unamiriade di scoperte, e sia ormai ben integrata in numerosi settoriscientifici. Dennett affronta qui le critiche sollevate contro la teoriadell'evoluzione, sfidando le opinioni di alcuni tra i più famosi scienziatidel nostro tempo, compresi Stephen Jay Gould e Roger Penrose.
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  • 4

    "l'unico significato della vita di cui valga la pena di curarsi è quello che può resistere ai nostri migliori tentativi di esaminarlo". alla faccia di chi crede che nulla sopravvive alla riflessione!

    ha scritto il 

  • 3

    La selezione naturale come “acido universale”

    Da bambino, Dennett ci racconta di aver immaginato l’esistenza di un “acido universale”, una sostanza in grado di sciogliere qualsiasi cosa, e che perciò non può nemmeno essere racchiusa in un qualche contenitore. Una volta che è stato scoperto o sintetizzato, nulla può sottrarsi all’azione dell’ ...continua

    Da bambino, Dennett ci racconta di aver immaginato l’esistenza di un “acido universale”, una sostanza in grado di sciogliere qualsiasi cosa, e che perciò non può nemmeno essere racchiusa in un qualche contenitore. Una volta che è stato scoperto o sintetizzato, nulla può sottrarsi all’azione dell’acido universale.
    Ebbene, secondo Dennett lo stesso vale per il concetto darwiniano di selezione naturale. Una volta formulato, la sua portata e la sua fecondità sono tali che pressoché qualsiasi problema scientifico-filosofico è investito di una nuova luce, può cioè essere reimpostato (e talvolta risolto) grazie a questo principio. Non soltanto l’evoluzione della vita e la nascita delle specie, ma perfino i problemi concernenti l’origine stessa della vita, lo sviluppo dell’universo, la cultura, il linguaggio, il significato e naturalmente l’etica.
    Ecco perché è un’idea “pericolosa”.
    Le tesi presentate sono spesso spigolose, su tutte la quasi-equivalenza tra biologia e ingegneria. Il capitolo più controverso e senza dubbio più interessante è quello su Stephen J. Gould, dove vengono discusse tutte le tesi più importanti dell’illustre paleontolgo: pennacchi di San Marco, equilibri punteggiati, interpretazione della fauna di Burgess, ecc. Devo dire che mi aspettavo un attacco decisamente più “frontale” nei suoi confronti, mentre l’intento di Dennett non è quasi mai quello di confutare le tesi di Gould (tranne in un paio di casi), quanto piuttosto di disinnescarne la portata rivoluzionaria e “anti-darwiniana”, sulla qual cosa sono pienamente d’accordo.
    Una cosa che mi ha molto sorpreso è il fatto che Dennett – contra i vari Searle, McGinn, Penrose, ecc. – consideri le ricerche nel campo dell’IA come le uniche (legittime) discendenti della teoria darwiniana. Si tratta di una cosa alla quale non avevo mai pensato, ma a pensarci bene non è un’idea così balzana: così come dal punto di vista evolutivo, la mente/coscienza dev’essere emersa a partire da componenti stupide, non-coscienti, allo stesso modo la coscienza in quanto tale dev’essere qui e ora il risultato dell’azione congiunta di componenti stupide e non-coscienti, e in tali componenti può e deve essere frazionata. A fronte di questa possibilità, parlare di “mistero della coscienza”, di qualia, di emergentismo o quant’altro significa cercare un “gancio appeso al cielo” laddove sono sufficienti delle semplici “gru”, benché molto complesse.
    Il mio giudizio è tutto sommato positivo. La prosa di Dennett è sempre estremamente piacevole, sebbene (come ho già notato altrove) molto spesso indulga in eccessive divagazioni, esempi e metafore che, anziché spiegare bene i punti di volta in volta discussi, risultano abbastanza fuorvianti. Al di là di questo, il tentativo di far luce su tradizionali problemi della filosofia Darwin alla mano è senza dubbio un merito che a questo libro va riconosciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver faticosamente raggiunto l'ultima pagina de "Il cigno nero", saggio inutilmente pretenzioso il cui autore sembra considerarsi l'unico agente razionale in un mondo di poveri idioti, ecco una boccata d'ossigeno.
    Straordinariamente colto, ironico, preparatissimo, Dennet accompagna il l ...continua

    Dopo aver faticosamente raggiunto l'ultima pagina de "Il cigno nero", saggio inutilmente pretenzioso il cui autore sembra considerarsi l'unico agente razionale in un mondo di poveri idioti, ecco una boccata d'ossigeno.
    Straordinariamente colto, ironico, preparatissimo, Dennet accompagna il lettore in un viaggio dove scienza e filosofia, biologia e spiritualità si intrecciano, dove l'argomentazione rigorosa si accompagna sempre alla voglia di capire e farsi capire. La sintesi migliore attualmente in commercio dei concetti fondamentali del darwinismo e delle loro conseguenze.

    ha scritto il 

  • 0

    Natural selection is best conceived of as a "substrate neutral algorithm." Seen in this way, it begins to act as a sort of "universal acid" whose unsettling implications cannot be contained. The book is uneven--the stuff about memes is unconvincing. But it was a worthwhile read for the concepts o ...continua

    Natural selection is best conceived of as a "substrate neutral algorithm." Seen in this way, it begins to act as a sort of "universal acid" whose unsettling implications cannot be contained. The book is uneven--the stuff about memes is unconvincing. But it was a worthwhile read for the concepts of skyhook and crane alone.

    ha scritto il