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L' impostore

Di

Editore: Il Mulino (Storica paperbacks, 22)

4.3
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8815119035 | Isbn-13: 9788815119032 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Nella Budapest del 1944 occupata dai tedeschi un commerciante italiano, fingendosi addetto all'ambasciata spagnola, pone sotto la sua protezione e salva dalla deportazione e dalla morte cinquemila ebrei: è Giorgio Perlasca, lo "Schindler italiano". La sua vicenda drammatica, avventurosa e per certi versi paradossale è tutta raccontata in queste pagine, rimaste inedite per decenni e venute in luce dopo la sua morte. Le doti diplomatiche, la passione civile, ma anche e soprattutto una grande spregiudicatezza e caparbietà permettono a Perlasca di tenere al riparo dalla ferocia dei fascisti ungheresi e dei nazisti intere famiglie ebree: lo troviamo intento a produrre documenti falsi, a trovare cibo, a organizzare e difendere "case rifugio" per strappare con l'inganno, infine, migliaia di vite ai treni della morte di Adolf Eichmann. Negli ultimi anni della sua vita Perlasca è stato fatto segno di onori sia in Israele sia in Ungheria, dove vivissimo ne è il ricordo: un "eroe per caso" il cui nome è scritto a Gerusalemme fra i Giusti delle Nazioni.
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  • 5

    il racconto veridico e dettagliato del protagonista

    intanto, una cosa che mi sembra necesaria: la definizione "lo Schindler italiano" per Giorgio Perlasca è gravemente fuorviante e imprecisa.
    Aspetti morali e aspetti quantitativi. Schindler era comunque compromesso col sistema nazista, Perlasca non lo era per nulla, anzi lo fronteggiò più volte, d ...continua

    intanto, una cosa che mi sembra necesaria: la definizione "lo Schindler italiano" per Giorgio Perlasca è gravemente fuorviante e imprecisa. Aspetti morali e aspetti quantitativi. Schindler era comunque compromesso col sistema nazista, Perlasca non lo era per nulla, anzi lo fronteggiò più volte, difendendo l'inviolabilità della case protette spagnole. Schindler salvò circa mille persone, Perlasca più di cinquemila. Perlasca fu uno sprone, un esempio, un trascinatore per tutti coloro i quali a Budapest cercarono si salvare gli ebrei dal piano di sterminio dei nazisti e dei loro gregari ungheresi della croci frecciate. C'è un altro punto di importanza più che notevole. Sotto almeno un aspetto la definizione di impostore per Perlasca va circoscritta (come minimo). Perlasca agì da console spagnolo, che non era, ma lo fece con la piena adesione e il sostegno dell'ambasciatore spagnolo Sans Briz (si telegrafarono, quando l'ambasciatore lasciò Budapest) e la costante collaborazione dell'addetto giuridico dell'ambasciata. Più che di "imposture" si può parlare magari di una prassi irrituale adottata dall'autorità spagnola nel concedere cittadinanza e incarichi diplomatici a Perlasca. Impostura sarebbe stata se Perlasca avesse agito raggirando l'autorità spagnola, cosa lontanissima dal vero. Molte altre cose ci sarebbero da notare. Un saggio di diritto delle situazioni eccezionale sarebbe da scrivere. Comunque, buona lettura. Non scrive neanche male, fra l'altro.

    ha scritto il 

  • 5

    E' grazie a uomini come lui che la vita acquista un senso. Ed è ancor più bello che a compiere tali atti di altruismo sia stato un fascista come lui. Ciò significa che l'umanità insita in ognuno di noi può esser più forte di ciscuna ideologia, per quanto malvagia possa essere.

    ha scritto il