L' oblio

Di

Editore: Feltrinelli

3.4
(223)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807814234 | Isbn-13: 9788807814235 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Dettore

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
E' possibile riprendere a vivere dopo la morte di una persona cara senza perquesto negarne la memoria? Chi resta si sente prima abbandonato e poi, quandorecupera l'attaccamento alla propria vita, colpevole di abbandono. Primatradito, poi traditore. E chi muore? Ha paura di morire davvero nelladimenticanza, si rifiuta di scomparire, si sforza di trattenere, può diventareun ostacolo, un ricordo ossessivo travestito da fantasma, invincibile nellasua inconsistenza. Andrew Bolton perde la moglie Laura dalla quale non accettadi separarsi ma alla quale, in ugual misura, finirà per sentirsi legato. ELaura? Laura esige di essere ascoltata. Non solo per farsi di volta in voltaperdonare, ma per farsi salvare da una seconda morte: l'oblio.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Plus ça change, plus c'est la même chose

    “Siamo tutti destinati a sostenere una parte che è già stata recitata più volte“.

    La storia inizia bene e si carica di aspettative, pregresse per chi ha già letto “Il Danno”, forse il migliore tra i s ...continua

    “Siamo tutti destinati a sostenere una parte che è già stata recitata più volte“.

    La storia inizia bene e si carica di aspettative, pregresse per chi ha già letto “Il Danno”, forse il migliore tra i suoi romanzi, successive per la presentazione della quarta di copertina che traccia le basi per un plot su cui ci sarebbe tanto da scrivere.

    L'autrice vuole riuscirci ... ed introduce rivelazioni, lettere nascoste, incontri teatrali, dissertazioni occasionali accompagnati da monologhi rappresentativi... ma esce dal seminato, arenandosi intorno allo stesso assioma, ovvero: l’oblio sta nella paura dell'esser dimenticati ed ognuno dovrebbe prenderne atto.
    Un pensiero di facile comprensione, ma cosa succede a chi resta?! perché diventa difficile accettare di avere una seconda possibilità?!

    Questo continuo struggimento conflittuale tra passato e presente, questo trovarsi in bilico tra i ricordi e l’oblio, questo modo ossessivo - depressivo di interiorizzare una perdita senza apparentemente lasciare possibilità di fuga… è l'autrice stessa a perdersi nelle sue considerazioni, ribadendole continuamente.

    Sinceramente, non è la Hart che ho amato, in questo romanzo non ho trovato alcun pathos narrativo, ma un racconto sull’elaborazione del dolore che per quanto può essere realistico, rischia di diventare noioso e non essere pienamente compreso.

    "Ci siamo conosciuti in treno e tu sei scesa a una fermata imprevista e io ho proseguito. Così, semplicemente. Ho proseguito. Ho cambiato scompartimento.
    Ho conosciuto altri passeggeri. Non so quando arriverà la mia fermata, ma so che fino ad allora viaggerò".

    ha scritto il 

  • 4

    La parola oblio e il significato che racchiude, mi fa tornare in mente, in contrapposizione, una frase che la scrittrice Allende dedica alla figlia morta: " Nessuna separazione è definitiva finchè c'è ...continua

    La parola oblio e il significato che racchiude, mi fa tornare in mente, in contrapposizione, una frase che la scrittrice Allende dedica alla figlia morta: " Nessuna separazione è definitiva finchè c'è il ricordo."
    Non credo che sia necessario che i cari estinti ci chiamino per essere ricordati: l'elaborazione del lutto è necessaria perché la persona che non c'è più nella realtà venga interiorizzata. Il fatto che, dopo un periodo di grande tristezza, la realtà, con i suoi desideri, riprenda il sopravvento, è una necessità per continuare a vivere, ma questo non porta all'oblio.
    L'altro, quello che ci ha lasciato, nel bene e nel male, rimane dentro di noi.
    Forse non capisco la Hart.
    Credo che rileggerò il racconto "I morti" di Joyce, anche lui irlandese.

    ha scritto il 

  • 4

    "...la morte ci tira due brutti scherzi: prima la morte fisica, e poi la morte vera, l'oblio, quando veniamo dimenticati. Dalla vita alla morte, dalla morte all'oblio: entrambi tragitti brevi..." ...continua

    "...la morte ci tira due brutti scherzi: prima la morte fisica, e poi la morte vera, l'oblio, quando veniamo dimenticati. Dalla vita alla morte, dalla morte all'oblio: entrambi tragitti brevi..."

    ha scritto il 

  • 4

    Il tema è interessante: ricominciare ad amare dopo la perdita (morte) della persona amata, con tutti i sentimenti contrastanti che comporta e la presenza del fantasma nel proprio cuore. Peccato che la ...continua

    Il tema è interessante: ricominciare ad amare dopo la perdita (morte) della persona amata, con tutti i sentimenti contrastanti che comporta e la presenza del fantasma nel proprio cuore. Peccato che la trama si rivela poi troppo superficile, lineare e si risolve troppo alla svelta.

    ha scritto il 

  • 4

    incipit

    Una stanza elegante. Ma è poi una stanza elegante? Assorbirne le tonalità azzurrine. Notare le tende blu, il leggero copriletto celeste, le belle sedie rivestite di seta grigio perla.
    Ora ascoltare i ...continua

    Una stanza elegante. Ma è poi una stanza elegante? Assorbirne le tonalità azzurrine. Notare le tende blu, il leggero copriletto celeste, le belle sedie rivestite di seta grigio perla.
    Ora ascoltare i suoni. Il picchiettio della pioggia sul balconcino. Scandisce sulle piastrelle un ritmo quasi orchestrato. Coglierne la musicalità.
    Perchè mi trovo qui? Oddio, come ho pensato di poterlo fare? Devo farlo. Gli altri l'hanno fatto. E' un rito di transizione.
    Concentrati. Sono qui per via del mio desiderio. Ripetitelo. Sono qui per via del mio desiderio.

    ha scritto il