Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L' oblio

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(213)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807814234 | Isbn-13: 9788807814235 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Dettore

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

Ti piace L' oblio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
E' possibile riprendere a vivere dopo la morte di una persona cara senza perquesto negarne la memoria? Chi resta si sente prima abbandonato e poi, quandorecupera l'attaccamento alla propria vita, colpevole di abbandono. Primatradito, poi traditore. E chi muore? Ha paura di morire davvero nelladimenticanza, si rifiuta di scomparire, si sforza di trattenere, può diventareun ostacolo, un ricordo ossessivo travestito da fantasma, invincibile nellasua inconsistenza. Andrew Bolton perde la moglie Laura dalla quale non accettadi separarsi ma alla quale, in ugual misura, finirà per sentirsi legato. ELaura? Laura esige di essere ascoltata. Non solo per farsi di volta in voltaperdonare, ma per farsi salvare da una seconda morte: l'oblio.
Ordina per
  • 4

    La parola oblio e il significato che racchiude, mi fa tornare in mente, in contrapposizione, una frase che la scrittrice Allende dedica alla figlia morta: " Nessuna separazione è definitiva finchè c'è il ricordo."
    Non credo che sia necessario che i cari estinti ci chiamino per essere ricord ...continua

    La parola oblio e il significato che racchiude, mi fa tornare in mente, in contrapposizione, una frase che la scrittrice Allende dedica alla figlia morta: " Nessuna separazione è definitiva finchè c'è il ricordo."
    Non credo che sia necessario che i cari estinti ci chiamino per essere ricordati: l'elaborazione del lutto è necessaria perché la persona che non c'è più nella realtà venga interiorizzata. Il fatto che, dopo un periodo di grande tristezza, la realtà, con i suoi desideri, riprenda il sopravvento, è una necessità per continuare a vivere, ma questo non porta all'oblio.
    L'altro, quello che ci ha lasciato, nel bene e nel male, rimane dentro di noi.
    Forse non capisco la Hart.
    Credo che rileggerò il racconto "I morti" di Joyce, anche lui irlandese.

    ha scritto il 

  • 4

    Il tema è interessante: ricominciare ad amare dopo la perdita (morte) della persona amata, con tutti i sentimenti contrastanti che comporta e la presenza del fantasma nel proprio cuore. Peccato che la trama si rivela poi troppo superficile, lineare e si risolve troppo alla svelta.

    ha scritto il 

  • 4

    incipit

    Una stanza elegante. Ma è poi una stanza elegante? Assorbirne le tonalità azzurrine. Notare le tende blu, il leggero copriletto celeste, le belle sedie rivestite di seta grigio perla.
    Ora ascoltare i suoni. Il picchiettio della pioggia sul balconcino. Scandisce sulle piastrelle un ritmo qua ...continua

    Una stanza elegante. Ma è poi una stanza elegante? Assorbirne le tonalità azzurrine. Notare le tende blu, il leggero copriletto celeste, le belle sedie rivestite di seta grigio perla.
    Ora ascoltare i suoni. Il picchiettio della pioggia sul balconcino. Scandisce sulle piastrelle un ritmo quasi orchestrato. Coglierne la musicalità.
    Perchè mi trovo qui? Oddio, come ho pensato di poterlo fare? Devo farlo. Gli altri l'hanno fatto. E' un rito di transizione.
    Concentrati. Sono qui per via del mio desiderio. Ripetitelo. Sono qui per via del mio desiderio.

    ha scritto il 

  • 1

    <i>La morte non cambia che la si pianga o le si tenga testa</i>

    Raramente rimango colpita dalla copertina di un libro. In questo caso così è stato. Un paio di settimane fa mi sono fermata di fronte a uno scaffale di una libreria, ho preso in mano il romanzo, data una lettura alla trama e me lo sono portato a casa. Le prime sessanta pagine le ho letteralmente ...continua

    Raramente rimango colpita dalla copertina di un libro. In questo caso così è stato. Un paio di settimane fa mi sono fermata di fronte a uno scaffale di una libreria, ho preso in mano il romanzo, data una lettura alla trama e me lo sono portato a casa. Le prime sessanta pagine le ho letteralmente divorate. <br />E' vero che coloro che perdono una persona cara non possono piu' sopravvivere a tale perdita?Ma soprattutto qual è il destino di coloro che non ci sono piu'? <br />E Laura? Laura esige di essere ascoltata. Non solo per farsi di volta in volta perdonare, ma per farsi salvare da una seconda morte: l'oblio..<br />Commossa...ho versato lacrime meditando sulla fragilità della vita e sulle grandi gioie ma anche grandi dolori che l'Amore può dare.<br />Era un libro da 3 stellette, se non 4. Da pag. 78 a pag. 123 il protagonista maschile, affermato giornalista, vedovo da un anno e all'inizio di una nuova relazione, assiste alla prima prova ufficiale della rappresentazione teatrale di una famosa autrice di opere teatrali. Ecco nell'arco di 50 pagine ci si deve sorbire tutta la pièce teatrale, una serie di monologhi scritti fitti fitti di persone morte senza capo ne coda. Nella speranza si riprendesse nelle 25 pagine finali ho cercato di farmi coraggio e andare avanti, per rimanere tristemente delusa. Ritengo giusto che il protagonista si rifaccia una vita, è un uomo giovane e con un futuro davanti e comprendo pure che col tempo il dolore si affievolisca, tutto questo è nell'ordine naturale delle cose. Ma che lui quasi dimentichi la persona che è stata tanto , la più importante nella sua vita, questo mi fa immensamente rabbia. Perché dimenticarla? L'amore meraviglioso, straordinario (dopo tanto dolore) e meritato con la nuova compagna è assolutamente stupendo , è un messaggio di positività e ottimismo, ma lasciare andare del tutto nell' oblio la donna con la quale avrebbe voluto invecchiare, questo mi ha rattristata parecchio. Ed ecco il perché del mio voto totalmente negativo. Non nego che J. Hart abbia scatenato in me una ridda di emozioni contrastanti-brava per questo- tanto da pensare di leggere prossimamente il suo romanzo più famoso : "il danno".

    ha scritto il