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L' ordine naturale delle cose

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807015862 | Isbn-13: 9788807015861 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Desti

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il romanzo dà voce a numerosi personaggi che si raccontano in prima persona eche, insieme, delineano l'inesorabile disgregazione esistenziale di unafamiglia tra il 1950 e il 1990. C'è un uomo di mezza età che vive con unaragazza diabetica di diciotto anni in uno squallido appartamento insieme alpadre e alla zia di lei. C'è un ufficiale rivoluzionario arrestato e torturatodal Pide, la polizia politica del dittatore Salazar; un misterioso scrittore;un ex agente dei servizi segreti che tira a campare vendendo corsi diipnotismo per corrispondenza. E una donna che sta morendo di cancro.
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  • 5

    Meraviglioso!

    Straordinario! Un libro da leggere e rileggere! Soprattutto ad alta voce! Pura poesia! Magistrale anche la traduzione. La scrittura è apparentemente impegnativa ma per chi è aduso a leggere, che ne ...continua

    Straordinario! Un libro da leggere e rileggere! Soprattutto ad alta voce! Pura poesia! Magistrale anche la traduzione. La scrittura è apparentemente impegnativa ma per chi è aduso a leggere, che ne so?,Gadda o Joeyce si va via leggeri. Anche perché l'artificiosità della lingua serve a mascherare gli intrecci delle vite dei personaggi. A tratti ho pianto. Sono felice (strano, eh? Sono felice d'aver pianto?) d'aver scoperto questo autore. Io non so scrivere recensioni, questo è solo un post per consigliare vivamente Antonio Lobo Antunes.

    ha scritto il 

  • 4

    "Giacché non mi andava né un libro né il film alla televisione, ingoiai uno dei sonniferi che prendeva mio marito, mi misi a letto e dopo un attimo avevo vent’anni e giocavo a tennis a Sintra ...continua

    "Giacché non mi andava né un libro né il film alla televisione, ingoiai uno dei sonniferi che prendeva mio marito, mi misi a letto e dopo un attimo avevo vent’anni e giocavo a tennis a Sintra con le mie cugine, in un campo circondato da cactus e abeti, aureolato dalla mattina di settembre. Da lontano si distingueva l’oceano, una delle palline saltò al di là della rete e sparì fra gli abeti, un amico delle mie cugine andò a cercarla, e io mi sarei sposata di lì a poche settimane e non mi sentivo felice né infelice, mi sentivo strana." (Pag. 276)

    Qualche pagina superflua e troppo calcata in modo grottesco nella parte centrale ma si riscatta con la parte finale; bella e toccante.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo volume della "Trilogia di Benfica", quartiere natìo di Antunes, dopo "Trattato delle passioni dell'anima" e prima di "La morte di Carlos Gardel", "L'ordine naturale delle cose" riassume per ...continua

    Secondo volume della "Trilogia di Benfica", quartiere natìo di Antunes, dopo "Trattato delle passioni dell'anima" e prima di "La morte di Carlos Gardel", "L'ordine naturale delle cose" riassume per struttura e contesto alcuni dei topoi della scrittura del vecchio psichiatra prestato alla letteratura: dipinta, infatti, ricorrendo alla consueta scrittura polifonica e schizofrenica, è una saga familiare intensamente portoghese, novecentesca e dolorante, argomento d'una fuga continua dei protagonisti-narratori in un gioco (vagamente autistico) di fughe in "altrove" - declinati a seconda delle biografie - precedenti e favolistici e paradossali. Se diversi commenti al libro parlano di "inesorabile disgregazione esistenziale" della genìa ritratta, a chi scrive pare che tale "disgregazione" si presentifichi in qualche modo dalla prima pagina, scorra lungo il libro con la costanza del Tago, appartenga in qualche modo del sangue di chi "parla" il libro stesso: è una famiglia già disgregata, ad apparire, a mostrarsi, a interpretare un ruolo, infinitamente tragico, fino in fondo, sospesa tra un uomo di mezza età che divide il letto con una diciottenne diabetica, tra un ufficiale rivoluzionario arrestato e torturato dalla polizia politica di regime, tra passi in soffitta che ricordano antiche vergogne e cancro e corsi di ipnotismo per corrispondenza e orologi a cucù. E proprio in questa grandeur squallida, in questa palude di gesti minuti, Antunes eccelle: riempiendo la bocca dei personaggi - uniti da un unico modo di raccontare, come se parlassero una sola voce, che viene da chissà quando - e tirando le fila di una narrazione che corre sempre su un filo difficile e complicato, ma senza smarrirlo mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Si nasce, si vive, si muore: ecco qual è l'ordine naturale delle cose. E che si nasca e muoia soli è un dato di fatto, ma che soli si viva è la realtà di questi inferni individuali di Lobo ...continua

    Si nasce, si vive, si muore: ecco qual è l'ordine naturale delle cose. E che si nasca e muoia soli è un dato di fatto, ma che soli si viva è la realtà di questi inferni individuali di Lobo Antunes. Così l'uomo abbraccia la ragazzina col suo odore dolciastro di diabete, e lei sfugge lui e cerca i giovani che scansano la sua malattia. Così il minatore piccona il pavimento di Lisbona e sua sorella conserva pepite nei reni dolenti. Così la vergogna è nascosta in una soffitta a suonare il grammofono mentre una volpe languisce in gabbia. Così il padrone del cinematografo rovescia in silenzio le vesti della ragazza e riparte lasciandola aperta e in attesa. Traiettorie che si sfiorano, si compenetrano e si sciolgono perché ogni proiettile raggiunga da solo il bersaglio della morte: uno sparo, un suicidio, un tumore, una lenta agonia di affamati di vita.

    ha scritto il 

  • 4

    .... "il prima e il dopo possiedono un'unica tessitura"... Un ritmo frenetico di parole, un vortice che ti avvolge, disorienta... A tratti ho volato anche io, con un turbante in testa, stordita tra ...continua

    .... "il prima e il dopo possiedono un'unica tessitura"... Un ritmo frenetico di parole, un vortice che ti avvolge, disorienta... A tratti ho volato anche io, con un turbante in testa, stordita tra le vite intrecciate dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    ...a volte succede che ti aggrappi ad un libro perchè ti porti fuori dalla vita che stai vivendo e allora lo carichi di aspettative che non gli competono ... ma se il libro supera questa prova ?se ...continua

    ...a volte succede che ti aggrappi ad un libro perchè ti porti fuori dalla vita che stai vivendo e allora lo carichi di aspettative che non gli competono ... ma se il libro supera questa prova ?se ti indica quele potrebbe essere l'ordine naturale delle cose ?.... come fai a non amarlo?

    ha scritto il