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L' ultima carovana della Patagonia

Di

Editore: La Nuova Frontiera

3.7
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 284 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883731417 | Isbn-13: 9788883731419 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Schenardi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La racconta Roque Pérez, che ne è stato uno dei protagonisti, la storia - o forse è solo ricordo misto a leggenda - dell'ultima carovana della Patagonia. Grazie alla giostra, il geniale sistema di rotazione degli impiegati pubblici inventato dal governo per arginare il crack economico del 2001, sei ex militanti politici e lui, Roque, si ritrovano in una sperduta città della Patagonia con il compito di dar vita a un partito rivoluzionario che restituisca loro il bisogno di utopia e risani le sorti del paese, seguendo gli ideali di libertà e fraternità e accantonando l'uguaglianza. L'ideologo burocrate che guida da lontano questo folle progetto, decide che per prima cosa il gruppo effettuerà una rapina in banca. D'altra parte chi non hai mai sognato di farlo? Con affilata ironia, Raul Argemí racconta una storia divertente e amara, che seppure ambientata in Argentina fa da specchio all'Italia e alla sua politica.
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    Apparentemente semplicistico nel raccontare la caduta economica dell'Argentina, con la solita magia sudamericana, sospesa tra realtà sogno, il libro presenta la confusione politica e civile di un ...continua

    Apparentemente semplicistico nel raccontare la caduta economica dell'Argentina, con la solita magia sudamericana, sospesa tra realtà sogno, il libro presenta la confusione politica e civile di un paese che potrebbe essere l'immagine di qualsiasi altro paese, per esempio l'Italia. Al termine non rimane che l'utopia di una società non ben identificata.

    ha scritto il 

  • 4

    4 amici

    Eravamo quattro amici al bar... la prima strofa di una nota canzone di Gino Paoli; un bicchiere di rum secondo Ernest; un pacchetto di cigarillos. Questi gli ingredienti essenziali per la lettura di ...continua

    Eravamo quattro amici al bar... la prima strofa di una nota canzone di Gino Paoli; un bicchiere di rum secondo Ernest; un pacchetto di cigarillos. Questi gli ingredienti essenziali per la lettura di questo splendido libro. Tutte le Storie così come tutte le Rivoluzioni cominciano con pochi amici che credono in un progetto, in un modus operandi che li accomuna sotto il segno immutabile dell'Amicizia. Avete voglia di ritrovare il fervore del "cambiamento"? Il buon Raul vi guiderà per mano in questo splendido spaccato interiore- e non solo - di forma Rivolutio n'aria.

    ha scritto il 

  • 0

    L'autore di “Patagonia ciuf ciuf” torna alla carica con la sua ironia sur-reale (categoria critico-patafisica che uso per alludere al realismo del sud del mondo), ironia che non fa rimpiangere ...continua

    L'autore di “Patagonia ciuf ciuf” torna alla carica con la sua ironia sur-reale (categoria critico-patafisica che uso per alludere al realismo del sud del mondo), ironia che non fa rimpiangere certe pagine di Soriano. Latitudini, vento, solitudine e progetti sconclusionati. La Patagonia. E la crisi economica. E la giostra: l'ultima pensata del neoliberismo sfrenato per continuare a far girare il paese. Trasferire continuamente i dipendenti pubblici che non si possono ancora licenziare. Svuotare buche per riempirle. Vendere le banche che così cambiano nome ogni settimana, con insegne sempre più esotiche. Parificare il peso al dollaro facendo finta di essere tutti ricchi. Fare le vacanze a Miami per poi tornare a casa e scoprire che il bancomat non ti dà più soldi. Surrealismo argentino, realismo del sud del mondo. In uno scenario da fine del capitalismo un gruppo di dipendenti pubblici, ognuno con tratti ben tipicizzati (il vecchio rocker, l'ex-desaparecido, il filmaker mezzo-cecato reduce dalle Malvinas e ribattezzato “Fellini”, per citarne alcuni) decidono di formare un partito politico per vincere la noia di essere stati trasferiti in un remoto paese della Patagonia argentina in cui non succede nulla. Cominciano a inventare scritte murarie (“Basta Argentina diet, il Nostro Partito è polenta”) e a fare video di propaganda per l'indottrinamento dei vecchietti dell'ospizio. E saranno questi ultimi i primi militanti del Partito, assieme alle prostitute che occupano un convento di suore, le oblate, prostitute che come in una storia di Arlt finanzieranno le casse della rivoluzione con i bordelli. La disciplina è ferrea ma i progetti sono farneticanti. Intanto mentre i rivoluzionari delirano il paese scende davvero in strada: dopo il "corralito", il blocco dei bancomat, arrivano i "cacerolazos", le proteste di strada con i pentoloni battuti dalle casalinghe. E il loro progetto – rapinare una banca per finanziare il movimento – si concretizza finalmente ma proprio nel momento sbagliato, quando di soldi in banca non ce ne sono più (e qui mi fermo perché ho già dato troppi spoilers). Da leggere, divertentissimo.

    ha scritto il 

  • 0

    L’ultima carovana della Patagonia

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/07/lultima-carovana-della-patagonia/

    “L’ultima carovana della Patagonia“ (La Nuova Frontiera, 2010) è un nuovo, intenso, libro di Raúl Argemí, autore che ...continua

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/07/lultima-carovana-della-patagonia/

    “L’ultima carovana della Patagonia“ (La Nuova Frontiera, 2010) è un nuovo, intenso, libro di Raúl Argemí, autore che da sempre si occupa di quello squarcio incantevole di storia e di terra. Come tutte le storia dell’America Latina, si assiste ad un racconto tra il veritiero e l’immaginario, tra l’onirico e il leggendario, quasi a rispolverare costantemente quel realismo magico novecentesco mai totalmente assopito. Ma in questo libro non ci sono Macondo o magiche apparizioni.

    ha scritto il 

  • 4

    i consigli di lettura di libreria atlantide

    Un Paese in cui tutti si credono ricchi, per poi scoprire di aver vissuto molto oltre le proprie possibilità: è l'Argentina che sprofonda nella crisi economica (e magari può servire da spunto di ...continua

    Un Paese in cui tutti si credono ricchi, per poi scoprire di aver vissuto molto oltre le proprie possibilità: è l'Argentina che sprofonda nella crisi economica (e magari può servire da spunto di riflessione), raccontata in maniera sublime e colma d'ironia da un autore da conoscere! Il crac ha portato i dipendenti pubblici ad una infernale girandola di trasferimenti, da un angolo dall'altro della nazione, e solo il caso porta gli sgangherati protagonisti del testo a ritrovarsi come colleghi in un desolato angolo di Patagonia. Un testo che fa sorridere a volte, ma più spesso pensare!

    ha scritto il