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L' uomo del giorno dopo

Di

Editore: Nord

3.7
(165)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Giapponese , Olandese , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8842908169 | Isbn-13: 9788842908166 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Guarnieri

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un romanzo di fantascienza post-apocalittica, molto "americano", ma comunque interessante e piacevole. La storia è ambientata nel 2011 e devo dire che fa un certo effetto oggi leggere queste date non più avveniristiche, d'altra parte il libro è stato scritto nel 1985 e la situazione attuale non r ...continua

    Un romanzo di fantascienza post-apocalittica, molto "americano", ma comunque interessante e piacevole. La storia è ambientata nel 2011 e devo dire che fa un certo effetto oggi leggere queste date non più avveniristiche, d'altra parte il libro è stato scritto nel 1985 e la situazione attuale non rispecchia certamente "il migliore dei mondi possibili". Ci troviamo all'indomani di una serie di eventi che hanno trasformato e sconvolto gli Stati Uniti, trascinandoli in un nuovo Medioevo, dominato dalla barbarie e dalla rovina. Quello che è realmente successo non viene spiegato, ma comunque si fa riferimento ad una guerra nucleare ed epidemiologica contro un non meglio chiarito nemico Slavo. Come se tutta questa distruzione non bastasse, gli Holnisti - un gruppo di fanatici anarchici e fautori di un maschilismo sfrenato, mossi dall'ideologia distorta di Nathan Holn - hanno parallelamente originato una vera e propria guerra civile, attraverso la quale stanno crcando di riconquistare il paese, dando vita ad una forma di governo feudale e basata esclusivamente sulla forza e la violenza. La popolazione è disunita, spaventata ed esclusivamente interessata alla propria sopravvivenza; le città non esistono più, ridotte a piccoli villaggi di rovine, privi delle più rudimentali forme di tecnologia; le conquiste dell'uomo e il sapere sono ormai ricordi lontani, che rischiano ogni giorno di più di essere completamente dimenticati.
    Gordon Krantz è l'eroe di questo libro, un trentenne che vaga ormai da sedici anni alla ricerca di altri sopravvisuti, come lui disposti ad assumersi la responsabilità di risvegliare un'intera nazione e con cui ripartire per iniziare il lento processo di ricostruzione. Grazie alla divisa di postino e alle sacche di lettere che ritrova su un cadavere, Gordon si fingerà un Ufficiale dei Ripristinati Stati Uniti, il funzionario rappresentante di un'utopia ancora irrealizzata, incaricato di ristabilire i contatti e i legami di reciprocità e fiducia di un paese altrimenti destinato allo sbando. La sua non è altro che una bugia, ma contribuirà comunque a riaccendere e diffondere la speranza nelle persone, accompagnandole verso un domani che sembrava irrimediabilmente perso.

    Un libro in cui al di là della trama coinvolgente, si apprezzano diverse trovate e spunti originali, tra cui risaltano le parti legate al supercomputer Cyclops; le vicende degli esperimenti genetici che hanno dato origine alla razza degli Accresciuti e la bella riflessione che riguarda il ruolo e l'intervento delle donne, al pari e più degli uomini garanti della promessa di un futuro all'insegna della pace.

    ha scritto il 

  • 4

    A pesar de contar con algunos fragmentos en los que se ensalza más de lo necesario a los Estados Unidos y sus habitantes, esto se produce a este nivel en escasos y puntuales momentos, por lo que se puede pasar por alto.


    Tras algunos desengaños literarios que he sufrido recientemente, como ...continua

    A pesar de contar con algunos fragmentos en los que se ensalza más de lo necesario a los Estados Unidos y sus habitantes, esto se produce a este nivel en escasos y puntuales momentos, por lo que se puede pasar por alto.

    Tras algunos desengaños literarios que he sufrido recientemente, como con La Carretera de McCarthy, El cartero me ha encantado. Como historia, salvando ciertos defectos, resulta interesante y una lectura ágil durante buena parte de su extensión. Sobran algunos capítulos, sí, pero no estorban realmente.

    No puedo compararlo con su adaptación cinematográfica pero debo reconocer que me ha dejado un estupendo sabor de boca y que no dudaré en el futuro en lanzarme sobre otros trabajos de David Brin. Una novela muy recomendable, incluso con sus defectos.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione su Terre Di Confine

    “Né la neve né la pioggia né il caldo né l’oscurità della notte fermano questi corrieri dal completare rapidamente il proprio giro.”


    [motto dei postini americani - apocrifo]


    Edito nel 1985 e insignito del Premio Locus e del Premio John W. Campbell, candidato sia per l’Hugo che per i ...continua

    “Né la neve né la pioggia né il caldo né l’oscurità della notte fermano questi corrieri dal completare rapidamente il proprio giro.”

    [motto dei postini americani - apocrifo]

    Edito nel 1985 e insignito del Premio Locus e del Premio John W. Campbell, candidato sia per l’Hugo che per il Nebula, The Postman (uscito in italiano con i titoli L’Uomo del Giorno Dopo e Il Simbolo della Rinascita) è finora l’unico contributo dell’americano David Brin nel campo della narrativa postapocalittica.

    Il romanzo riunisce in effetti due novelle, The Postman e Cyclops, pubblicate da Brin negli anni Ottanta, entrambe nominate per il Premio Hugo; nel 1997, ne è stato anche tratto un film – prodotto, diretto e interpretato da Kevin Costner – demolito dalla critica, definito dallo stesso David Brin “un adattamento difettoso e ineguale, ma ambizioso, del mio racconto”.

    La storia si affaccia su un futuro devastato da cause lasciate (inizialmente) nel vago: forse una guerra atomica, forse un bombardamento di meteore, forse l’inquinamento. Tutte le conquiste scientifiche (intelligenze artificiali, manipolazioni biologiche e altro ancora) sono state spazzate via. Trascorsi sedici anni dal disastro, attanagliata da un debole eppure devastante inverno nucleare, la costa occidentale degli Stati Uniti è un panorama selvaggio di macerie e foreste, costellata di comunità spaurite e diffidenti che difendono con le armi il poco che posseggono; bande di razziatori e, sempre più spesso, survivalist estremisti vagano per la regione agli ordini di piccoli signori della guerra che si contendono il controllo di ciò che rimane.

    Leggi tutta la recensione su Terre Di Confine: http://www.terrediconfine.eu/il-simbolo-della-rinascita.html

    ha scritto il 

  • 4

    è un libro asciutto ma piacevole, con descrizioni dettagliate ma mai tediose, un sostrato ideologico alle spalle della trama non rigido ma al contempo definito, netto. insomma, una lettura che scorre via piacevole, non mancano i colpi di scena, anche se il finale di lascia un poco in sospeso

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo del 1985 non va confuso con l’improbabile kolossal di Kevin Costner (1997), che ne stravolge la trama banalizzandone le istanze più innovative e infarcendo l’azione di retorica spiccia. Il libro si compone di diversi racconti ricuciti tra loro, un po’ com’era consuetudine nella fantasc ...continua

    Il romanzo del 1985 non va confuso con l’improbabile kolossal di Kevin Costner (1997), che ne stravolge la trama banalizzandone le istanze più innovative e infarcendo l’azione di retorica spiccia. Il libro si compone di diversi racconti ricuciti tra loro, un po’ com’era consuetudine nella fantascienza della Golden Age: due di questi, “The Postman” e “Cyclops”, si aggiudicarono alla loro uscita il Premio Hugo. Il romanzo vinse invece il premio in memoria di John W. Campbell come miglior romanzo di fantascienza del 1986. Risultati ampiamente meritati, perché l’opera di David Brin è molto più complessa di come potrebbe apparire a una prima occhiata alla trama: l’avventura attraverso cui si snoda il filo principale della narrazione si arricchisce infatti di sottotesti niente affatto banali, con riflessioni che spaziano dalle basi della civiltà alle bugie dogmatiche tollerate dalla gente (in un altro capolavoro catastrofista — Ghiaccio-nove, 1963 — Kurt Vonnegut aveva parlato di foma) come pilastri fondanti del mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    David Brin sa proprio scrivere. Questo è quello che ho pensato leggendo i tre quarti di questo libro. Poi l’editore deve aver telefonato a David Brin e deve avergli detto: “Senti David me ne sbatto se il libro è intriso di filosofia politica e se hai bisogno di un anno ancora per completare la st ...continua

    David Brin sa proprio scrivere. Questo è quello che ho pensato leggendo i tre quarti di questo libro. Poi l’editore deve aver telefonato a David Brin e deve avergli detto: “Senti David me ne sbatto se il libro è intriso di filosofia politica e se hai bisogno di un anno ancora per completare la storia, se tra tre settimane non si va in stampa niente più contratto”. La storia, allora, innesta la quarta prendendo una china abominevole che culmina con il combattimento finale fra “Mauro Corona” e “Skeleton”. Peccato davvero perché l’idea di fondo è proprio bella: un postino ristabilisce l’ordine in un paese devastato dalle radiazioni tornando a consegnare la posta (e diventando così il simbolo delle istituzioni che rinascono). Il film tratto dal libro di David Brin – in originale il libro si chiama “The Postman” - fu un flop clamoroso ma, in realtà, non è male come la sinistra ci ha raccontato. Il fatto è che Kevin Costner va benissimo quando fa l’amico degli indiani (Balla coi Lupi è comunque un film stupendo) ma se difende la Bandiera, son guai. Ordinaria amministrazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Mejor que la peli aunque se hace un poco pesado y la pelea "Bola de Dragón" es lamentable

    ha scritto il 

  • 3

    Ci salveranno le Poste

    Anche se il tema è fra i miei preferiti, questo libro mi ha un po' deluso. Non posso dire che sia brutto ma manca di mordente anche se l'idea di fondo è originale: il protagonista si piange troppo addosso. L'introspezione è necessaria sempre, ma non può andare ad annacquare troppo la descrizione ...continua

    Anche se il tema è fra i miei preferiti, questo libro mi ha un po' deluso. Non posso dire che sia brutto ma manca di mordente anche se l'idea di fondo è originale: il protagonista si piange troppo addosso. L'introspezione è necessaria sempre, ma non può andare ad annacquare troppo la descrizione di un'azione. Ci sono tanti spunti non soddisfatti a fondo (ad esempio gli Accresciuti e/o Holnisti nella loro responsabilità della fine del mondo),una psicologia della figura femminile veramente stereotipata e tagliata con l'accetta, e questo fatto di affidare tutto lo spirito della rinascita, in toto, a un postino... Beh forse in America le Poste sono più carismatiche che da noi. Insomma, bella idea tutto sommato, ma svolta in un modo vagamente comico.

    ha scritto il 

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