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L' uomo della sabbia e altri racconti

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

3.9
(414)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8817124079 | Isbn-13: 9788817124072 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: E. Pocar

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    l'apparenza del fantastico è una duna di sabbia che sembra un uomo....Hoffmann tra realtà e altri mondi.

    Di fronte a ciò che gli uomini sensibili ritengono magie o presenze, come l'aprirsi di una porta o perdere il cappello per un colpo di vento, dietro ai segreti e alle voci che sentiamo o crediamo di sentire fin dalla nostra infanzia, dietro cioè a quel circostante fantastico, evocatore, magico, c ...continua

    Di fronte a ciò che gli uomini sensibili ritengono magie o presenze, come l'aprirsi di una porta o perdere il cappello per un colpo di vento, dietro ai segreti e alle voci che sentiamo o crediamo di sentire fin dalla nostra infanzia, dietro cioè a quel circostante fantastico, evocatore, magico, c'è Ernst T.Hoffman. E questa raccolta di racconti lo dimostra. Letta ascoltando i primi Genesis, non potevo spingermi più in là...E se il racconto inizia con i terribili ricordi d'infanzia di Nataniele, ancora intimorito da quell'Uomo della sabbia che da il titolo all'opera, l'autore ci tiene nel limbo dei suoi racconti grazie all'abilità nel gestire l'aspetto spazio-temporale dei fatti, spaziando e avvicendando tra loro narrazione soggettiva e oggettiva dando così una luce non solo molto dinamica ma anche originale e innovativa. Tra le pagine riaffiora più di altre la dinamica del doppio, del sosia e di conseguenza a tutto ciò che questo comporta, in quell'ambiente del mondo tedesco borghese, “filisteo della Restaurazione e che quindi ne porta l'aspetto: grigio e consumato, dimesso e chiuso nella speranza di un ritorno al passato...sono i burocrati, gli archivisti, i consiglieri e i diplomatici de “Il piccolo Zaches, detto cinabro”. Hoffmann non nasconde quindi l'avversione per ciò che rappresenta l'esistenza egoista e chiusa del “cartaceo burocrate” senza sentimento e senza volto che rappresentano in qualche modo anche una parte della sua esistenza, divisa tra documenti dell'amministrazione prussiana e aspirazione allo scrivere e quindi all'arte, mondo totalmente diverso e tanto amato dal nostro, sia nel campo della musica che, più tardi, nell'invenzione di favole dei tempi nuovi e quindi innovative e spesso dai diversi livelli interpretativi...tra quelle più introspettive le interpretazioni sono state illustri e così gli ammiratori: già Freud sembra chiedersi se
    i personaggi come Olimpia o il dottor Coppellius siano reali o immagini, marionette della fantasia e della paura infantile...il timore di Nataniele che Hoffmann “nutre” fino a farlo crescere e trasformarlo in fantasie ossessive...e così Baudelaire che intravvede in questi sdoppiamenti vere e proprie dissociazioni e oggi si potrebbero seguire come la precursione in chiave fantastica dell'isolamento tra gli esseri umani e tra uomo e natura in cui ogni cosa diventa allucinatoria e quindi disfunzionale: fanciulle che diventano serpi, pappagalli maggiordomi, salamandre in archivisti...quest'apparente sfiducia di Hoffmann verso la storia si riassume anche così, in una scelta che può considerare tutto ciò delirante allucinazione o una vitalità fantasiosa, nuova, e soprattutto viva...l'apertura all'umorismo ed alla colorata estremizzazione dei personaggi, liberano dal periodo storico più cupo per le genti: la Restaurazione...Anche Rimbaud in altri periodi farà suo il pensiero di “cambiare”, vita, modo di pensare, strada, quotidianità...un pensiero di rivoluzione non solo interiore che anni dopo elettrizzarono anche i surrealisti. Il primo manifesto scritto da André Breton può riassumere ciò che arriva da “L'uomo della sabbia”: “ Vivere e cessare di vivere sono soluzioni immaginarie. L'esistenza è altrove”. In questi racconti c'è dunque una tematica vasta e dalle differenti sostanze; Hoffmann come un alchimista miscela personalità, differenze, fratture dell'io, follia come istanti di estrema lucidità e automatismi di un'apparente normalità come nevrosi dell'uomo moderno. E così l'autore codifica la follia in modi rivoluzionari per il periodo: nel riso e nel grottesco, nell'immaginario e nella potenziale carica vitale c'è un altro modo di essere, che è quello che sgretola i muri delle prigioni e dei manicomi in cui i luminari credono di poter isolare e vincere quest'ebrezza dei “diversi”...C'è poi ne “La sfida dei cantori” e le “Avventure di San Silvestro” un'analisi acuta sulle condizioni dell'artista e dell'arte del suo presente (ma anche del futuro): se il primo è un sorprendente itinerario che vede dalla fine dell'umanesimo( come concetto universale e unificatore) l'inizio di una lacerazione insanabile in cui l'arte sarà lo specchio della desolazione umana, nel secondo si elabora una sorta di metaracconto dove il tema fondante è questa compravendita di identità per ricordare che l'artista dell'epoca se l'aveva persa forse non ne aveva mai posseduta una, ed anzi cercandola disperatamente, si perde tra mondi a lui estraneo e altri inesistenti frutto del disagio e del disincanto delle generazioni dopo le prime grandi sconfitte dei movimenti letterari e rivoluzionari...ma è el mondo di Hoffmann che vita, ideale e sogno si confrontano e si intrecciano come momenti speculari...dove la luce quieta del crepuscolo si urta con le notti popolate da demoni, folletti e scorribande; spaesare la sensazione, come amava dire Breton, è quindi ciò che meglio riesce a questo precursore e ai suoi racconti che fanno perdere la strada al “lettore -viandante”, un modo disturbante di cui però non se ne può fare a meno, per il suo talento, per la mano che ci tende e ci catapulta in un mondo apparentemente non nostro, ma nei dettagli e nelle sfumature fatto su misura per noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Capolavoro tra i più famosi della narrativa fantastica, "L'Uomo della sabbia" è la storia dell'ambiguo avvocato Coppelius, del suo alter ego, l'artigiano Giuseppe Coppola, e, al tempo stesso, racconta la passione amorosa, incontrollabile e diretta verso la follia, dello studente Nataniele e di Ol ...continua

    Capolavoro tra i più famosi della narrativa fantastica, "L'Uomo della sabbia" è la storia dell'ambiguo avvocato Coppelius, del suo alter ego, l'artigiano Giuseppe Coppola, e, al tempo stesso, racconta la passione amorosa, incontrollabile e diretta verso la follia, dello studente Nataniele e di Olimpia, fanciulla fredda e distante come una bambola meccanica. Con i disegni, febbrili, inquieti e, al solito, magistrali, di Fabian Negrin, uno dei più celebrati maestri della nuova illustrazione italiana. IN REte.

    L'uomo della sabbia ti trasporta in altri tempi dove la paura si veste di fiaba ed i suoi racconti sembrano incubi molto reali; è stato l'uomo della sabbia di Lars Kepler a spingermi a leggere questo libro, nell'ultimo libro di Kepler vi sono vari riferimenti all'uomo della sabbia di Hoffmann, un altro Edgar A. Poe con i suoi racconti da incubo, mentre un Edgar A. Poe di questi tempi potrebbe benissimo essere Lars Kepler, con i suoi racconti da incubo che io definirei, per rimanere in tema ..., "Fiabe Terribili". Naturalmente il racconto più bello resta L'uomo della sabbia, sia quello moderno che quello di altri tempi, son tutti belli, buona lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    sarebbe interessante, per una volta, provare le gioie della condivisione senza che rinasca sempre questa brutta impressione di un furto: come se l'altro simile a te ti togliesse l'aria e il fiato, lo sguardo e l'attenzione. che cosa ridicola e meschina (una forma della tirchieria) è sentirsi cost ...continua

    sarebbe interessante, per una volta, provare le gioie della condivisione senza che rinasca sempre questa brutta impressione di un furto: come se l'altro simile a te ti togliesse l'aria e il fiato, lo sguardo e l'attenzione. che cosa ridicola e meschina (una forma della tirchieria) è sentirsi costantemente separato, minacciato anzi dalla più ovvia delle circostanze, essere la carne una cosa comune: essere l'individuo una necessità dolorosa.

    ma è possibile invidiare le folle e quelli che si struggono in massa, è mai possibile non provare disprezzo per cui colui che parlando non sa di ripetere i tuoi pensieri e si guarda attorno come fossero suoi, persino soddisfatto: i tuoi pensieri, che tu sai così stupidi e insufficienti, fioriscono invece come specie nuove sulla bocca di quell'idiota: egli ne è contento (o finge, magari prova lo stesso tuo dispetto e quindi è due volte odioso), per lui la parola consumata è ancora bella e chi lo sente si fa ingannare: dal suo volte felice deduce la felicità del verso, che invece è stento e caprino e chi meglio di te può dirlo, visto che è l'unico a ronzarti in mente?

    oh, ma tutto col tempo ti diventa stupidità e vanità, tutto si ripete, la semplice idea del cambiamento è chimerica e c'è addirittura chi gode di pensare la stessa cosa, quelli che ti trovano saggio perchè pensi come loro, vicino perchè parli come loro, quando in realtà tu non pensi affatto in quel modo eppure invece si, pensi proprio così, la somiglianza è innegabile ma tu la rifiuti. e rifiuti il loro sentimento, che è come quello dei cani: sciocco ma innocente, in fondo è innocuo, e appunto, in fondo è nulla. una parola, poche parole e sempre le stesse fanno ripartire la masticazione della solfa eterna, il discorso in cui ti avvoltoli da anni senza costrutto e anzi con danno, poche parole che sono cenere e sabbia, forma e riflesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti:
    - L'uomo della sabbia ****
    - Le avventure della notte di S. Silvestro ****
    - Il consigliere Krespel ****
    - La sfida dei cantori ****
    - Mastro Martino il bottaio e i suoi garzoni ****

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di più, sinceramente. Le atmosfere di Hoffmann sono decisamente di fine romanticismo, e non mi hanno presa così tanto (per quanto sì, l'analisi dei moti psichici etc etc sia di certo interessante). Volendo dare un voto ad ogni racconto:
    L'uomo della sabbia ****
    La notte d ...continua

    Mi aspettavo di più, sinceramente. Le atmosfere di Hoffmann sono decisamente di fine romanticismo, e non mi hanno presa così tanto (per quanto sì, l'analisi dei moti psichici etc etc sia di certo interessante). Volendo dare un voto ad ogni racconto:
    L'uomo della sabbia ****
    La notte di San Silvestro ***
    Il consigliere Crespel **1/2
    La casa deserta ***1/2
    Il voto **

    ha scritto il 

  • 4

    Trovato sulla bancarella esterna di un Reminders, è una raccolta di racconti fra il surreale e l'horror, scritta nel tipico, verboso stile ottocentesco comune agli scrittori di quel periodo, da Hoffmann a Poe da Lovecraft a Hawthorne ecc.
    Una lettura gradevole, ma certe volte trovo la scrit ...continua

    Trovato sulla bancarella esterna di un Reminders, è una raccolta di racconti fra il surreale e l'horror, scritta nel tipico, verboso stile ottocentesco comune agli scrittori di quel periodo, da Hoffmann a Poe da Lovecraft a Hawthorne ecc.
    Una lettura gradevole, ma certe volte trovo la scrittura ottocentesca un po' lenta.

    ha scritto il 

  • 4

    Hoffmann è il clou del romanticismo tedesco!
    Il racconto portante è L'uomo della sabbia o Mago sabbiolino (Der Sandmann) che è la figura fiabesca che viene nominata ai bambini quando si stanno cecando di sonno: è passato il mago sabbiolino e ti ha buttato sabbia negli occhi per farti ...continua

    Hoffmann è il clou del romanticismo tedesco!
    Il racconto portante è L'uomo della sabbia o Mago sabbiolino (Der Sandmann) che è la figura fiabesca che viene nominata ai bambini quando si stanno cecando di sonno: è passato il mago sabbiolino e ti ha buttato sabbia negli occhi per farti addormentare.
    "È un racconto complesso che affronta innanzi tutto il tema dell'ambiguità e, tratto tipicamente romantico, indaga l'immaginario dell'automa."

    ha scritto il 

  • 5

    After reading Hoffmann's Mademoiselle de Scudéri I decided that when we went to Berlin I should try and find some more of his stories, perferably in dual language. However, I had NO luck! It seems Germans just don't make dual language books of his, at least not for sale in regular book shops (I s ...continua

    After reading Hoffmann's Mademoiselle de Scudéri I decided that when we went to Berlin I should try and find some more of his stories, perferably in dual language. However, I had NO luck! It seems Germans just don't make dual language books of his, at least not for sale in regular book shops (I should probable check amazon.de). So instead Bill made me a very lovely dual language copy of Der Sandmann.

    I really enjoyed reading this. Normally when I read dual language I get frustrated taking the time to read the other language and just want to get on with the story. But reading the German just added more, I loved the sound of it, picking out the words and sentances I knew. (I think I had about 30 percent comprenhension even after reading the English!) But still having the original did add to my enjoyment.

    I really loved the story. I loved how the man was the irrational fearful character and the woman was the voice of reason. I thought the story was spooky and suspensful. I loved the psychological drama of the childhood fear and the way the "sandmann" cast his spell on the hero. I really do want to find more works by Hoffmann as everything I've read of his I've loved, though hopefully I'll find them also in dual language!

    ha scritto il