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L'abbazia di Northanger

I romanzi di Jane Austen 6°

Di

Editore: Mondadori (Donna moderna, 6)

3.8
(4050)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Svedese , Portoghese , Olandese , Polacco , Russo , Danese , Ungherese , Giapponese , Ceco , Farsi , Coreano

Data di pubblicazione: 

Curatore: Anna Luisa Zazo ; Postfazione: Attilio Bertolucci

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
La giovane Catherine Morland, in vacanza nella rinomata località di villeggiatura di Bath, si reca a visitare la sinistra Abbazia di Northanger, rimanendo suggestionata al punto di confondere, progressivamente, fantasia e realtà. Divertita denuncia dei pericoli di un'acritica accettazione della letteratura, L'abbazia di Northanger è al tempo stesso un'appassionata difesa della scrittura romanzesca che, da parodia dei falsi orrori propri della narrativa gotica, insensibilmente si muta in un romanzo di disincantato realismo le cui vicende mettono a nudo, con spietata eleganza, gli orrori autentici della realtà quotidiana. Pubblicato postumo agli inizi del 1818, ma pronto per la stampa nel 1803, L'abbazia di Northanger è forse il più inconsueto tra i romanzi di Jane Austen, un raffinatissimo gioco intellettuale in cui realtà e immaginazione si affrontano riflettendosi l'una nell'altra, nell'apparente semplicità di una narrazione di straordinaria immediatezza.
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    As the review of the newest edition says, it's the most playful novel of Austen. She plays with the romantic genre, with gender sterotypes in terms of novel reading. If you think her portrayal of the ...continua

    As the review of the newest edition says, it's the most playful novel of Austen. She plays with the romantic genre, with gender sterotypes in terms of novel reading. If you think her portrayal of the comical characters is superb in later novels like Pride and Prejudice, the comedic element in this one goes through the roof.
    找遍aNobii,竟然沒有這本書的獨立條目,還得自己建立!這裡的人到底有沒有在讀 Austen 啊!

    ha scritto il 

  • 4

    Sono sincera: se non l'avessi "studiato" prima di leggerlo, probabilmente mi sarei trovata un po' spaesata di fronte ad una Jane Austen che poco ha a che vedere con l'autrice di Orgoglio e Pregiudizio ...continua

    Sono sincera: se non l'avessi "studiato" prima di leggerlo, probabilmente mi sarei trovata un po' spaesata di fronte ad una Jane Austen che poco ha a che vedere con l'autrice di Orgoglio e Pregiudizio o di Ragione e Sentimento. Perchè in questo, che in origine era stato il suo primo romanzo scritto, Jane Austen dà libero sfogo alla sua ben nota ironia, con un effetto a volte straniante. La parodia dei romanzi gotici di fine settecento è comicità pura, e vedere come l'autrice prenda in giro la protagonista per gran parte del romanzo è veramente divertente. La critica alle convenzioni dell'epoca e alla legge del denaro, l'unica che governi il mondo, è qui forse ancora più evidente che nei suoi altri romanzi, e la sua penna è come sempre tra le più felici di tutta la letteratura.
    Jane Austen è una garanzia, sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    I mille possibili angoli oscuri di un abbazia

    Vi sarete accorti che recentemente parlo spesso di romanzi di Jane Austen o comunque romanzi scritti verso metà Ottocento. Come ho già scritto in un'altra mia opinione la mia estate duemilanove è stat ...continua

    Vi sarete accorti che recentemente parlo spesso di romanzi di Jane Austen o comunque romanzi scritti verso metà Ottocento. Come ho già scritto in un'altra mia opinione la mia estate duemilanove è stata caratterizzata da letture di romanzi scritti in questo periodo. Di fatto questa scelta è abbastanza casuale, infatti ad inizio giugno sono stata fortunata nell’imbattermi in una promozione su alcuni libri che da tempo volevo leggere. Così da un giorno all’altro sono arrivati in casa alcuni libri che mancavano alla mia collezione.

    Ma veniamo al libro di cui vi voglio parlare oggi, ovvero di ‘Northanger Abbey’. Ovviamente avendo letto recentemente ‘Emma’e ‘Mansfield Park’, di cui ho già scritto precedentemente, nel momento dell’acquisto di questo libro ero abbastanza sicura su cosa sarei andata a trovare tra le sue pagine. Nonostante la trama mi fosse più o meno chiara il libro mi incuriosiva molto comunque, e sarò sincera non vedevo l’ora di iniziarlo.
    Prima di iniziare a parlare del libro vorrei segnalarvi che fin dalle prime pagine sono presenti alcune particolarità nella scrittura della Austen che rendono questo romanzo in parte legato ad ‘Emma’ ma molto lontano da ‘Mansfield Park’. Come in ‘Emma’ la scrittura in ‘Northangher Abbey’ è molto ironica, e la protagonista viene spesso presa amorevolmente in giro dall’autrice. Elemento questo che mi è piaciuto moltissimo, anche perché la protagonista è davvero un po’ speciale e particolarmente simpatica. Diversamente da ‘Mansfield Park’ in cui l’autrice era velatamente in contrasto con le azioni della propria protagonista, in questo caso si vede che le ironie della protagonista sono volte soltanto a sottolineare l’ingenuità ed il carattere buono della ragazza.

    La nostra eroina (cito l’autrice che chiama così la sua protagonista) si chiama Catherine, e s’intuisce subito che non ci vorrà molto ad affezionarcisi a lei. Veniamo a conoscenza di Catherine in un momento che per lei è molto felice, sta infatti per partire per Bath con degli amici di famiglia. La ragazza non è mai uscita dal piccolo paese di provincia in cui è nata e Bath rappresenta un interessante novità per avere un po’ di svago dalla consueta vita campagnola. Bath è, infatti, un rinomato luogo di ritrovo soprattutto per ampliare le proprie conoscenze e amicizie.
    Catherine è, come tutte le giovani dell’epoca, un affezionatissima lettrice di romanzi gotici, genere che in quel periodo andava molto in voga nonostante il disprezzo di critici e lettori ‘impegnati’. In conseguenza di queste letture, la giovane Catherine è abbastanza suggestionabile e la semplice immagine di un castello in abbandono può portarla a fare oscuri pensieri su fantasmi disperati o su mostri che vagano tra le antiche mura.

    Il viaggio a Bath, quindi, si presenta come una valida alternativa alle sue letture ed ai suoi piccoli viaggi immaginari in castelli desolati. Proprio come nei migliori romanzi, a Bath, Catherine riuscirà a conoscere quella che sembrerebbe essere un eccellente candidata a diventare la sua ‘migliore’ amica. Ma le conoscenze non si fermano qui, Catherine infatti viene ben presto a conoscenza di Henry Tilney, che immediatamente fa breccia nel suo giovane cuore. E mentre Henry e sua sorella Elinor iniziano a diventare sempre più importanti, per Catherine inizia un periodo di difficili scelte tra amicizia ed amore.
    Gli impegni si moltiplicano e le cortesie verso un amica e verso un potenziale corteggiatore sembrano rubare un po’ di tempo alle letture orripilanti della giovane Catherine. E mentre il tempo per le letture si riduce, ad aumentare è il tempo dedicato alle visite ed alle gite con le nuove conoscenze.

    Le differenze tra quanto accade alla nostra Catherine e la vita delle eroine di un romanzo gotico iniziano a sentirsi proprio in questa parte del libro. Mentre in un romanzo gotico la nostra eroina sarebbe alle prese con mostri disumani, la nostra giovane eroina deve combattere contro le ipocrisie e la falsità delle persone che la circondano. E purtroppo i veri mostri alla fine spesso e volentieri hanno un aspetto tutt’altro che orripilante, ed è molto difficile scoprirli.
    Purtroppo Catherine, si dimostra abbastanza ingenua, la giovane infatti è cresciuta fra l’affetto dei famigliari e non è molto abituata a destreggiarsi tra l’ipocrisia e la falsità che strisciano in un ambiente totalmente diverso da quello cui è abituata. Presto Catherine si renderà conto del peso delle proprie parole e dell’effetto che queste possono avere se intese nel senso sbagliato.

    Ma la gita a Bath, non sembra essere l’unico viaggio cui è destinata la nostra giovane eroina. La ragazza viene presto invitata a trascorrere un periodo presso l’abitazione dei Tilney, l’abbazia di Nortargher (del titolo). Ovviamente la nostra giovane eroina sarà felicissima di accettare proprio perché potrà unire la sua passione per i vecchi manieri ad una più assidua frequentazione del suo Henry.
    Ovviamente Catherine in arrivo in una residenza così antica non attenderà un momento prima di intrufolarsi in qualche nuova avventura, che potrebbe proprio sembrare appena pubblicata sui suoi romanzi preferiti. E così una vecchia cassettiera può diventare velocemente depositaria di antiche e misteriose carte, e la nostra giovane Catherine, l’eroina spaventata di un romanzo dell’orrore.

    Troviamo in questo libro il consueto umorismo di Jane Austen che si sfoga in modo affettuoso sulle opere dell’orrore, che andavano per la maggiore in quel periodo. La piccola protagonista spesso si sofferma a descrivere quanto appena letto oppure si perde in descrizioni che potrebbero reperirsi con semplicità in uno qualsiasi dei romanzi dell’orrore scritti in quell’epoca.
    Grazie alla trama nettamente più leggera questo romanzo mi è sembrato essere uno dei più semplici da leggere dell’autrice. Come avevo scritto nella mia opinione su Mansfield Park, la vena critica e preoccupata dell’autrice si ritrovava quasi in ogni frase di questo romanzo ed oltre che rendere antipatica la protagonista ne rendeva più difficoltosa la lettura. In questo ‘Northanger Abbey’ invece esiste una leggera critica della borghesia dell’epoca, attraverso alcuni personaggi minori ma le argomentazioni trattate nel romanzo sono molto diverse e quindi senza dubbio la lettura risulta molto più veloce e leggera.

    Quello che mi è sembrato poi molto interessante è il modo in cui l’autrice scrive dei romanzi gotici del periodo. In particolare Catherine essendo un affezionata lettrice, ci espone quasi subito agli sguardi di disapprovazione di quelli che sembrerebbero interessati soltanto a letture più ‘colte’. Il pensiero dell’autrice in questo caso, è davvero chiaro ed apprezzabile in quanto si schiera senza alcun mascheramento con la libertà di lettura senza alcuna differenza fra letteratura colta e romanzi.
    Probabilmente all’epoca c’erano dei pregiudizi verso le ragazze che leggevano questo tipo di romanzi, e questo mi ha fatto immediatamente pensare come inesorabilmente i tempi cambino ma i problemi rimangano sempre gli stessi. Ancora una volta quindi, l’autrice riesce a stupire per come il suo sguardo si sia posato lontano, attraverso gli anni e le ipocrisie che purtroppo continuano ad esistere.

    Al termine di questa opinione non posso che consigliarvi la lettura di ‘Northanger Abbey’ soprattutto se volete conoscere il lato maggiormente ironico della Austen, probabilmente con i romanzi dell’orrore non ha molto a che spartire ma rimane comunque una bella storia ed un interessante base per conoscere meglio quel mondo che nonostante sembri scomparso non è del tutto svanito dalle nostre abitudini quotidiane.

    ha scritto il 

  • 4

    VOTO: 3.5/5

    io adoro questa autrice, ma se potessi darvi un consiglio sarebbe: non iniziate a leggerla da questo titolo.
    pur presentando le solite caratteristiche stilistiche della Austen, [...] è un romanzo che ...continua

    io adoro questa autrice, ma se potessi darvi un consiglio sarebbe: non iniziate a leggerla da questo titolo.
    pur presentando le solite caratteristiche stilistiche della Austen, [...] è un romanzo che non trova il giusto ritmo. principalmente lento e noioso non ha quel guizzo [...] solito dell'autrice che è in grado di farci entrare nel micro-mondo del libro.
    [...]
    per chi si vuole approcciare alla Austen consiglio altro, in particolare (perchè è giusto fare nomi e cognomi!! :P) potete leggere "Orgoglio e pregiudizio" oppure "Persuasione". Se invece vi siete impuntati sul questo libro leggetelo tranquillamente, ma sapendo che non è una delle opere migliori della Austen.

    il mio parere completo lo trovate qui: http://lostinmybrain.altervista.org/parlando-di-labazia-di-northanger-di-jane-austen/

    ha scritto il 

  • 4

    La certezza di avere tra le mani un'ottima storia.

    Anche questa volta, pur essendo diversissimo rispetto agli altri libri, questo mi ha colpito favorevolmente. Un romanzo che nasce come parodia ad appannaggio di tutti i romanzi rosa e gotici del tempo ...continua

    Anche questa volta, pur essendo diversissimo rispetto agli altri libri, questo mi ha colpito favorevolmente. Un romanzo che nasce come parodia ad appannaggio di tutti i romanzi rosa e gotici del tempo, ma che riesce comunque ad essere centrato e riuscito.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    un flop

    Non mi è piaciuto. Siamo lontani anni luce dalle magiche atmosfere a cui la cara Jane ci ha abituati e anche i personaggi non hanno nulla del fascino vittoriano che caratterizza altre opere della Aust ...continua

    Non mi è piaciuto. Siamo lontani anni luce dalle magiche atmosfere a cui la cara Jane ci ha abituati e anche i personaggi non hanno nulla del fascino vittoriano che caratterizza altre opere della Austen: le donne sono stupide, incolori e insapori, gli uomini sono senza spessore.
    La noia è, a mio parere, la caratteristica principale di questo libro, basti solo pensare che per le prime 120 pagine (il libro ne ha 200 ) praticamente non succede niente e non si capisce cosa c'entri il titolo; poi l'autrice cerca di dare un po' di brio (senza riuscirci) con i presunti misteri legati all'abbazia ma non approfondisce la cosa (io avrei gradito) non capiamo come,in effetti, sia morta la Sig.ra Tinley nè perchè il generale voglia tenere nascosta la stanza dove è morta. Il finale è di una banalità sconcertante e si riesce a intuire più o meno 50 pagine prima.
    Morale: io lo sconsiglio vivamente, se volete leggere la Austen, quella vera, puntate su altro.

    ha scritto il 

  • 2

    Northanger Abbey scherza sulle cattive influenze della letteratura e sul modo in cui essa manipola il pensiero e il buon senso delle persone, facendo credere loro l'impossibile. In realtà, però, quest ...continua

    Northanger Abbey scherza sulle cattive influenze della letteratura e sul modo in cui essa manipola il pensiero e il buon senso delle persone, facendo credere loro l'impossibile. In realtà, però, questa ironia nei confronti della narrativa gotica e sentimentale non è che uno strumento attraverso il quale emergono le illusioni reali, extraletterarie della vita.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/01/northanger-abbey-austen.html

    ha scritto il 

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