L'abbazia di Northanger

Di

Editore: Newton & Compton

3.8
(4180)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Svedese , Portoghese , Olandese , Polacco , Russo , Danese , Ungherese , Giapponese , Ceco , Farsi , Coreano

Isbn-10: 887983603X | Isbn-13: 9788879836036 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Grillo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
Una storia d'amore sboccia nella cittadina termale inglese di Bath tra ungiovane e benestante pastore anglicano e la protagonista del romanzo, Catherine Morland. Creduta una ricca ereditiera, Catherine viene invitata dal padredel fidanzato nella residenza di famiglia, l'ex-abbazia di Northanger. Qui laprotagonista vive, in uno scambio tra fantasia e realtà, banali eventi quotidiani alterandoli alla luce di immaginarie atmosfere di terrore, tanto da mettere a repentaglio il rapporto sentimentale appena nato. Celebrazione dei ritid'iniziazione sociale della borghesia inglese di provincia, quest'opera dellaAustin rappresenta una sottile parodia del romanzo sentimentale e soprattuttodel romanzo gotico.
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  • 4

    Facciamo finta che...

    Ho amato e amo ancora Jane Austen, ma davvero c'è un tempo per ogni cosa, anche per la (ri)lettura di un libro.
    Gli ingredienti per un buon romanzo ci sono tutti e l'ottimo stile dell'Autrice, qui par ...continua

    Ho amato e amo ancora Jane Austen, ma davvero c'è un tempo per ogni cosa, anche per la (ri)lettura di un libro.
    Gli ingredienti per un buon romanzo ci sono tutti e l'ottimo stile dell'Autrice, qui particolarmente graffiante e ironico, rende la lettura piacevole e, a tratti, divertente. Ma le prime 100 pagine di balli, presentazioni, vestiti, tira-e-molla amorosi, cappellini e carrozze, stavolta, mi hanno stremato. Probabilmente i primi batticuore e l'arte di apparire non fanno più per me; ma non rinnego Catherine, fanciulla dolcissima e talmente ingenua da sembrare tonta, e continuo ad apprezzare la spietata analisi delle consuetudini sociali che rendevano la donna di quel periodo un bella statuina pronta all'acquisto del miglior offerente e quasi mai protagonista di unioni felici ( né Lizzy né Emma né Fanny né Marianne, forse solo Elinor e Anne e non ne sarei così sicura).
    Anche qui, Jane Austen ci indora la pillola parlandoci di un innamoramento, ma sembra tutt'altro che amore; tuttavia noi facciamo finta di credere che lo sia e facciamo finta di credere che Catherine sarà felice.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezzo

    Racconto semi sconosciuto dell'autrice, racchiude in sè tutti i temi trattati nelle sue opere più famose.
    Delizioso e scorrevole, consigliato agli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro dell'anno che leggo e primo romanzo di Jane Austen a cui mi approccio.

    Devo essere sincero? Non mi è piaciuto più di tanto. Tralasciando il fatto che la mia edizione (edita dalla "crescer ...continua

    Primo libro dell'anno che leggo e primo romanzo di Jane Austen a cui mi approccio.

    Devo essere sincero? Non mi è piaciuto più di tanto. Tralasciando il fatto che la mia edizione (edita dalla "crescere edizioni") è piena zeppa di errori di ortografia, grammatica e continue mescolanze tra discorso diretto ed indiretto, è proprio la storia che ho trovato monocorde e senza anima. Insomma, una ragazza di campagna che va nella località di Bath tra balli,gite, frivole chiacchiere e finti borghesi e il tutto descritto per metà del libro, lasciando la parte relativa all'abbazia che dà il nome al romanzo agli ultimi capitoli, forse gli unici capitoli interessanti davvero. Un vero peccato

    ha scritto il 

  • 5

    Amata Jane

    Appartengo alla categoria di persone che pensano che Jane Austen o la ami o la ami.
    Quindi non ha senso scrivere qualcosa di più sui suoi libri. I suoi romanzi sono come “la copertina di Linus”, ci si ...continua

    Appartengo alla categoria di persone che pensano che Jane Austen o la ami o la ami.
    Quindi non ha senso scrivere qualcosa di più sui suoi libri. I suoi romanzi sono come “la copertina di Linus”, ci si lascia avvolgere ogni volta che si sente la necessità di farlo.
    Un porto sicuro dove approdare tante volte.... letture e riletture ….
    Jane Austin non tradisce mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei romanzi meno conosciuti di Jane Austen, ma non per questo meno degno di essere letto.
    Romanzo tipicamente ottocentesco con le sue atmosfere e le descrizioni della vita mondana dell'epoca che f ...continua

    Uno dei romanzi meno conosciuti di Jane Austen, ma non per questo meno degno di essere letto.
    Romanzo tipicamente ottocentesco con le sue atmosfere e le descrizioni della vita mondana dell'epoca che fà da sfondo alla storia d'amore contrastata e ostacolata tra la protagonista, Catherine Morland, bella ma poco addentrata nella bella e ricca società inglese, e Henry Tilney, rampollo di una famiglia invece sicuramente più abbienta.

    ha scritto il 

  • 5

    «Non è mai stato il preferito di nessuno.»

    Visto il mio ultimo intrigante acquisto "I misteri di Udolpho", mi sono decisa a rispolverare questo spassosissimo romanzo.
    Durante la fine del '700 e gli in ...continua

    «Non è mai stato il preferito di nessuno.»

    Visto il mio ultimo intrigante acquisto "I misteri di Udolpho", mi sono decisa a rispolverare questo spassosissimo romanzo.
    Durante la fine del '700 e gli inizi dell'800 iniziò a nascere una serie di fortunatissimi filoni tra cui quello borghese - sentimentale (di cui l'esponente più significativo era lo scrittore Samuel Richardson con la sua "Pamela"), e quello gotico (precursore sarà Horace Walpole che con il suo "The Castle of Otranto", darà l'avvio a questa nuova corrente che toccherà l'apice della popolarità con Ann Radcliffe e il suo "Mysteries of Udolpho", appunto)e che cosa pensa bene di fare una giovane scrittrice dello Hampshire arguta e briosa se non quella di farne una divertente parodia?
    È una mossa azzardata visto il gran numero di fanatici che aveva attirato il genere e lo sa bene Jane Austen stessa (il romanzo finito nel 1803 verrà pubblicato postumo solo alcuni mesi dopo la morte della scrittrice, nel 1818).
    Eppure nasce così "Northanger Abbey".
    La scena si apre nella città termale di Bath, centro di mondaneità ed eleganza, in cui si muove la giovane "Eroina" Catherine Morland che, invitata dall'innamorato Mr.Tilney e dalla sua deliziosa sorella Eleonor, non vede l'ora di soggiornare in un'antica Abbazia come nei libri di cui va pazza.
    Tra misteriosi scrittoi e corridoi segreti, Catherine con la sua fervida immaginazione, spera di trovare «lo scheletro di Laurentina», mentre il patriarca di casa, il severo generale Tilney, di trovare in lei un'insperata ereditiera, in un turbinio di equivoci in cui tutto è come sembra tranne che per la protagonista.
    La narrazione non solo è scorrevole ma è brillante, a tratti addirittura esilarante.
    La classica ironia che contraddistingue i lavori della Austen qui non è pacata come nei futuri romanzi, ma decisa, netta e tagliente.
    Ironia su che cosa?
    Sulle abitudini di Bath dove le ragazze in età da marito sono tutte prese nella ricerca del perfetto spasimante in grado di ingraziarle con una buona dose di patrimonio e un pizzico di appassionante avventura.
    Mrs. Allen con la sua superficialità e Isabella Thorpe viziata arrampicatrice sociale, rappresentano la donna dell'epoca, a cui la Austen contrappone la figura di Catherine ragazzotta ingenua che tanto "Eroina" non è, ma che ama l'aria aperta, i giochi da maschiaccio e rifugge il matrimonio di convenienza come una vera donna moderna.
    E ironia sui filoni letterari in voga all'epoca (ricordiamoci, però, che era prettamente satira, non critica, poichè la Austen era una divertita lettrice del romanzo gotico).
    Molta differenza, invece, la si trova nel quinto capitolo in cui la voce dell'autrice si fa aspra e si scaglia con un attacco diretto e senza fronzoli verso i redattori e verso la stampa, in difesa del genere letterario qualunque esso sia.

    «Se la stessa giovane donna fosse stata occupata, anziché con una tale opera, con un volume dello "Spectator", quanto sarebbe stata fiera di esibire il libro [...]»

    Northanger Abbey rimane ancora oggi il meno noto e il meno fortunato romanzo della scrittrice inglese, ma non per il mio cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Todo un placer leer a Austen. En sus relatos sigue predominando sus críticas por algunas de las conductas de la gente de la alta sociedad mediante escenas rocambolescas con resultados divertidos. ...continua

    Todo un placer leer a Austen. En sus relatos sigue predominando sus críticas por algunas de las conductas de la gente de la alta sociedad mediante escenas rocambolescas con resultados divertidos.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma l'avevo già letto un sacco di anni fa, o no?

    Mi viene il dubbio di no, probabilmente mi ero confusa, e pensavo di non avere letto Mansfield park, e di avere letto Northager abbey, mentre era il contrario!
    Comunque mi piace, anche se diverso (per ...continua

    Mi viene il dubbio di no, probabilmente mi ero confusa, e pensavo di non avere letto Mansfield park, e di avere letto Northager abbey, mentre era il contrario!
    Comunque mi piace, anche se diverso (per ora, almeno) dagli altri di zia Jane. Molto più ironico e leggero, gradevolissimo. Fantastica la frase finale.

    ha scritto il 

  • 4

    adorabile

    questo romanzo è stato scritto prima di quelli più famosi di jane austen ed è stato pubblicato per ultimo (addirittura postumo). lei non ha potuto ritoccarlo e lascia scritto, in poche parole, che se ...continua

    questo romanzo è stato scritto prima di quelli più famosi di jane austen ed è stato pubblicato per ultimo (addirittura postumo). lei non ha potuto ritoccarlo e lascia scritto, in poche parole, che se avesse potuto sarebbe stato ancora meglio. io l'ho trovato adorabile e dall'ironia sottilissima, proprio per pochi!

    ha scritto il 

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