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L'abbuffone

Di

Editore: Rizzoli

4.1
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 881713614X | Isbn-13: 9788817136143 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Cooking, Food & Wine

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mi manca Ugo

    Mi manca Ugo. Ugo attore unico, ma anche Ugo gastroscrittore di cui mi piacerebbe leggere ancora. Ciò nonostante alcune ricette fanno veramente schifo (cfr. Cannolicchi militari). Ma erano gli anni Settanta e lui era un lombardo trapiantato in Lazio, dai.

    ha scritto il 

  • 4

    Non conosco alla perfezione la storia e la carriera di Ugo Tognazzi, così quando la mia amica Gloria mi ha prestato L'abbuffone ho storto il naso: temevo si trattasse di un libro autocelebrativo e pieno di ricordi nostalgici dei tempi andati. Invece mi sono accorta fin dalla prefazione che ...continua

    Non conosco alla perfezione la storia e la carriera di Ugo Tognazzi, così quando la mia amica Gloria mi ha prestato L'abbuffone ho storto il naso: temevo si trattasse di un libro autocelebrativo e pieno di ricordi nostalgici dei tempi andati. Invece mi sono accorta fin dalla prefazione che si trattava di un piccolo gioiello: una guida ai piaceri della tavola e ai magici riti della cucina, per bocca (mi pare il termine più appropriato) di un uomo comune, dotato però di uno spirito sui generis.
    Scopro anche, per la prima volta, che Tognazzi amava stupire gli amici, invitandoli a pranzo a casa sua e cucinando per almeno dieci persone per volta.
    L'abbuffone è un libro molto particolare, oltre che, a sorpresa, scritto in maniera impeccabile; si compone di tre parti:
    1. autogastrobiografia, la più divertente, in cui Tognazzi ripercorre gli anni salienti della sua vita associando ogni evento ad una ricetta ad esso collegata: la creme brulé in ricordo del nonno lattaio, la lingua stufata dono del primo impiego in un salumificio, il bollito inglese insegnatogli dalla prima moglie... insomma, ogni ricordo è un pretesto per presentare una ricetta e ridere del passato;
    2. ricette facili, presentate in maniera simpatica, in tono canzonatorio nei confronti del lettore (sempre, però, con un certo garbo) e in tono a volte aulico, a volte rozzo, a volte poetico;
    3. ricette dal film La grande bouffe, accompagnate da testimonianze e memorie dei giorni passati sul set insieme a Marcello Mastroianni, Philippe Noiret e Michel Piccoli.
    Si ride, si immagina, ci si lecca i baffi: Tognazzi sa raccontare con un brio e un'eleganza davvero ben misurati, e il risultato è un libro piacevole, che rievoca la tradizione culinaria e cinematografica italiana, in un binomio straordinario, intelligente e rivoluzionario. Insomma, leggetelo e vi assicuro che non ve ne pentirete!
    Mi permetto solo una pignoleria: la maggior parte delle ricette non sono sperimentabili a causa dell'alto contenuto calorico (2 etti di burro, 12 uova...), ma anche solo immaginarle rende tutto ancora più meraviglioso.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/02/labbuffone-anno-ii-lettura-11.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un libretto prezioso...

    ...e divertente. E scritto bene, da uno che le storie le sapeva raccontare. Gustosissimo.
    Gli perdono persino quell'uso scriteriato del burro.

    ha scritto il 

  • 5

    una volta

    sono un fiero possessore di questa edizione, che se non erro appartiene alla prima metà degli anni '70.
    tognazzi amava profondamente possedere il cibo e modellarne i sapori; nella sua dimora a velletri organizzava spesso pranzi e cene luculliane, e gli è capitato di dover servire una dozzin ...continua

    sono un fiero possessore di questa edizione, che se non erro appartiene alla prima metà degli anni '70.
    tognazzi amava profondamente possedere il cibo e modellarne i sapori; nella sua dimora a velletri organizzava spesso pranzi e cene luculliane, e gli è capitato di dover servire una dozzina di chili di carbonara ad una tavolata di americani estasiati.
    ogni tanto lo sfoglio, e confesso di aver sperimentato più di qualche ricetta. è un po' un libro di ricette (da provare assolutamente le costine alla mao, le orecchiette al sugo bastardo e gli spaghetti alla sgualdrina), un po' un'autobiografia, un po' un romanzo, sicuramente un testo che nel corso del tempo ha fatto da precursore alle squallide benedetta parodi, antonella clerici e patetiche varianti.

    ha scritto il 

  • 3

    pubblicato quando l'aceto sulle fragole poteva apparire come una coraggiosa trasgressione, è stato probabilmente il primo libro di cucina scritto da un personaggio dello spettacolo, e per di più uomo. Après Tognazzi, le déluge.
    Se oggi qualcuno ancora lo legge non è certo per le ricette ch ...continua

    pubblicato quando l'aceto sulle fragole poteva apparire come una coraggiosa trasgressione, è stato probabilmente il primo libro di cucina scritto da un personaggio dello spettacolo, e per di più uomo. Après Tognazzi, le déluge.
    Se oggi qualcuno ancora lo legge non è certo per le ricette che grondano panna da tutte le parti

    ha scritto il 

  • 0

    Che rievochi episodi della sua infanzia e della sua gioventù, che scriva a modo suo un vero e proprio ricettario frutto di tanti anni di esperienza in cucina o che sveli il "dietro le quinte" del celebre film di Ferreri "La grande abbuffata" a dominare la scena è sempre lui, il grande Ugo Tognazz ...continua

    Che rievochi episodi della sua infanzia e della sua gioventù, che scriva a modo suo un vero e proprio ricettario frutto di tanti anni di esperienza in cucina o che sveli il "dietro le quinte" del celebre film di Ferreri "La grande abbuffata" a dominare la scena è sempre lui, il grande Ugo Tognazzi. E poco importa che questo libro altro non sia che la ristampa di un fortunato titolo del lontano 1974 perchè la freschezza dello stile e il brio della narrazione non risentono affatto del tempo trascorso.

    ha scritto il 

  • 5

    Autobiografia gastronomica

    Scritto sull'onda del successo de "La grande abbuffata", Tognazzi si rivela e racconta di sé, della sua cucina, della sua passione per il cibo e la convivialità.

    ha scritto il 

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