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L'acchiappasogni

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.3
(2699)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 680 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Chi semplificata , Portoghese , Greco , Ceco , Catalano , Polacco , Rumeno , Russo , Svedese

Isbn-10: 8820031914 | Isbn-13: 9788820031916 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Teresa Marenco

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Tempo fa, a Derry, la città del terrore di It e Insomnia, quattro ragazzini coraggiosi compirono una buona azione che li trasformò per sempre. Da grandi, Henry, Jonesy, Beav e Pete hanno preso strade diverse, ma due cose hanno mantenuto un richiamo irresistibile: una è il legame con il bambino molto, molto particolare che aiutarono quel giorno lontano e l'altra è la fantastica battuta di caccia al cervo che ogni anno li riunisce nel Maine, là nella baita dove ondeggia quel curioso oggetto indiano chiamato acchiappasogni. Però stavolta li aspetta una brutta avventura: il cielo promette ben peggio di una forte nevicata e nel folto si aggira qualcuno, qualcosa, che amerebbe tanto abitare sulla Terra.
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  • 0

    Orrendo

    Una delle cose più noiose che abbia mai letto e in assoluto la peggiore di King. Noioso, prolisso, pieno di cose già lette, un polpettone che sembra una sceneggiatura di Spielberg. Continuo a leggere ...continua

    Una delle cose più noiose che abbia mai letto e in assoluto la peggiore di King. Noioso, prolisso, pieno di cose già lette, un polpettone che sembra una sceneggiatura di Spielberg. Continuo a leggere di voci che dicono che non li scriva più lui i libri. Leggendo questa inutilità mi sono detto che è vero. Da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 2

    La mia prima decisione libresca dell'anno consiste nel mollare un libro di Stephen King. Non mi stava piacendo, l'ho preso in prestito e, dovendolo riportare tra pochi giorni, so che non farò mai in t ...continua

    La mia prima decisione libresca dell'anno consiste nel mollare un libro di Stephen King. Non mi stava piacendo, l'ho preso in prestito e, dovendolo riportare tra pochi giorni, so che non farò mai in tempo a finirlo. Oltretutto devo studiare e il poco tempo che ho a disposizione lo voglio usare per libri che mi piacciono.
    Più in là proverò a dargli un'altra chance, perché alcune cose tipiche di King che mi piacciono le ho trovate anche qui.

    ha scritto il 

  • 3

    Non consigliato

    Bel libro, ma troppo lungo per me. Soprattutto la parte intermedia è troppo lenta (tanto per far rovinare il libro, iniziato alla grande). Poi verso la fine tutto ritorna veloce, per poi deludere con ...continua

    Bel libro, ma troppo lungo per me. Soprattutto la parte intermedia è troppo lenta (tanto per far rovinare il libro, iniziato alla grande). Poi verso la fine tutto ritorna veloce, per poi deludere con il finale.

    ha scritto il 

  • 2

    Un'occasione mancata

    Quattro amici d’infanzia uniti da uno straordinario legame si ritrovano ogni anno in novembre x una battuta di caccia nei boschi del Maine. Un uomo, sfinito e molto sofferente, arriva alla loro baita ...continua

    Quattro amici d’infanzia uniti da uno straordinario legame si ritrovano ogni anno in novembre x una battuta di caccia nei boschi del Maine. Un uomo, sfinito e molto sofferente, arriva alla loro baita e viene soccorso. Pessima idea: il visitatore non è solo malato, ma il suo corpo ospita un orribile parassita alieno, portatore di una spaventosa epidemia. Un’astronave si è schiantata nella foresta, e gli extraterrestri, capaci di comunicazione telepatica, vogliono impossessarsi del corpo e della mente degli umani. L’esercito ricorre a drastiche misure x fronteggiare l’emergenza, ma non saranno i militari a salvare la Terra. Determinante, come in altri libri di King, un portatore di handicap che, avendo esternamente qualcosa meno degli altri, ha però il dono di una vista interiore che diventa un tramite salvifico. Storia ad altissima tensione negli eventi alla baita e nei boschi, forse il più avvincente racconto di assoluto horror mai scritto da King. Poi però la storia diventa confusa, a tratti anche noiosa, con continui flashback, non si capisce più chi sia chi, ritorna il gruppo degli eroici Buoni uniti nella lotta del Bene contro il Male, la Persona Speciale che sola può salvare il mondo, il sacrificio supremo x il bene comune. Scritto subito dopo il terribile incidente che è quasi costato la vita a King, questo è un racconto sul dolore fisico, nelle vittime dell’epidemia, nella malattia di Duddits, e quasi autobiografico in Jonesy. Un mondo confuso e nebbioso, in equilibrio precario tra squarci di realtà, lampi di dolore e ottundimento della percezione. Decisamente antimilitarista, il romanzo ricalca gli esordi di Richard Bachman: un governo cinico e crudele vuole privare i cittadini del libero arbitrio, ma la ribellione dei Giusti porta alla moralistica e scontata conclusione. Peccato, un’occasione mancata.

    ha scritto il 

  • 4

    più che la trama in sè, spettacolare e toccante il rapporto umano che lega 4 ragazzi ad un amico tanto speciale, così speciale che anche la vita normale, con i suoi guai, i suoi problemi e le sue vici ...continua

    più che la trama in sè, spettacolare e toccante il rapporto umano che lega 4 ragazzi ad un amico tanto speciale, così speciale che anche la vita normale, con i suoi guai, i suoi problemi e le sue vicissitudini riesce ad affievolire, ma mai a cancellare.
    Splendido
    Ovvio, senza contare una visione degli alieni decisamente interessante! Attenti al Byrus!

    ha scritto il 

  • 4

    A me è sempre piaciuto parecchio...

    Letto (finalmente) in inglese dopo averlo letto diverse volte in italiano, devo dire che il mio apprezzamento per questo che è uno dei romanzi generalmente meno amati del Re, resta e ne esce anzi rinf ...continua

    Letto (finalmente) in inglese dopo averlo letto diverse volte in italiano, devo dire che il mio apprezzamento per questo che è uno dei romanzi generalmente meno amati del Re, resta e ne esce anzi rinforzato: non sarà il suo più grande capolavoro ma da qui a dire che sia un lavoro inutile ce ne passa...

    Quattro amici, quattro persone speciali e la loro amicizia condivisa sin dall'adolescenza con una persona veramente speciale: Duddits, che 'vede la riga'.
    Ogni anno, memori di tale amicizia, i quattro si riuniscono per andare a caccia, in relax, vicino all'Hole in the Wall, una baita che da sempre è stato il loro punto di ritrovo. Ma quest'anno le cose vanno diversamente e ben presto si trovano coinvolti in qualcosa che non riescono pienamente a capire. Mentre stanno completando i preparativi, strani fatti apparentemente scollegati tra loro cominciano ad accadere nella zona e ben presto (troppo presto) Beav, Jonesy, Henry e Pete si trovano in una situazione senza scampo: costretti a difendersi da qualcosa che ancora non capiscono appieno e, allo stesso tempo, dalla tipica follia militare umana, obbligati a rincorrere un loro (forse ex) amico che minaccia l'umanità, i quattro troveranno nella loro amicizia e nel rapporto che li lega a Duddits la forza per contrastare la follia che imperversa nei boschi...

    La storia è molto semplice e veramente coinvolgente e, come capita spesso con King, il lato horror presente è (quasi) solo uno sfondo per ambientare le "storie umane" che gli riescono tanto bene: l'amicizia dei quattro, il loro rapporto con Duddits, l'analisi psicologica di Jonesy e di Mr. Gray e diverse considerazioni sul mondo umano e sul rapporto con l'ambiente che lo circonda fanno di questo (bistrattato) romanzo, un'opera valida di un King che, particolare non trascurabile, aveva appena rischiato di morire in un incidente stradale...

    ps. grazie Ele per il regalo! :)

    ha scritto il 

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